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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 03-08-2015, 02.39.47   #11
acquario69
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Data registrazione: 10-04-2006
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

Dire che tutto e' uno e' già fare una distinzione ma l'infinito o assoluto essendo tale non può averne alcuna,altrimenti se vi si pone una distinzione significa pure che lascia qualcosa fuori di se.
forse si potrebbe anche dire (paradossalmente dire) che nulla si può dire,giacche se ne dico qualcosa rientro in una stessa definizione

le distinzioni sono quelle che ci consentono un identità (soggetto-oggetto)
che ha evidentemente la sua ragion d'essere.
ma questa riguarderebbe il nostro punto di vista relativo e individuale,soggetto alla dualità.
la coscienza universale se così si puo dire va al di la dei nostri stessi sensi,(secondo me infatti non e' corretto come da titolo di questo argomento dire che ce una corrispondenza con i nostri sensi,casomai questi sono quelli che ci confondono e ci limitano) ecco perché si dice "non umana" ed e' appunto non-duale e a quel punto soggetto ed oggetto saranno medesimi e simultanei,anzi ne verra meno la definizione stessa.
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Vecchio 03-08-2015, 09.21.14   #12
mariodic
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

Citazione:
Originalmente inviato da maral
Dunque l'universo non è l'io universale e quindi l'io universale non è per nulla universale, dato che c'è tutto un universo che non è lui.
Questo spiega anche la "debolezza flaccida" della conoscenza: come può l'io conoscere se non come vago riflesso in se stesso di ciò che egli non è?
.
Forse non mi sono spiegato bene: L'unicità e la totalità dell'Universo e l'unicità dell'IO non sono in contrasto; la debolezza conoscitiva dell'IO non sta nel "non sapere" del sistema Universo/IO ma nel non dominarlo bene (dominio flaccido), infatti -ho sostenuto in altri post- che Conoscenza = capacità di dominio, che è un po' diverso, come significato letterale, da titolarità.
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Vecchio 03-08-2015, 11.32.01   #13
pepe98
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

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Originalmente inviato da Sariputra
Mi sembra che affermare che Tutto è Uno implica pure che è il suo contrario. Se, per esempio, affermo che tutto è mare implicitamente non affermo che nulla è mare? Infatti solo nella distinzione si dà identità.Posso definire il mare solo facendo una distinzione da ciò che Non è mare. Posso quindi affermare una coscienza universale solo facendo distinzione da ciò che non lo è ( i fenomeni). Affermare che la coscienza universale e i fenomeni sono la stessa cosa implica, secondo il mio modesto parere, affermare implicitamente che niente è coscienza universale. E' un evidente conflitto della ragione, messa alle strette dalla logica.
Mi sembra che possiamo dire: abbiamo esperienza oggettiva e soggettiva di coscienza e fenomeni. Senza coscienza non è dato conoscere e fare esperienza dei fenomeni. Senza i fenomeni non è possibile dare coscienza. Come non c'è fuoco senza legno, non c'è coscienza senza fenomeni. Né possiamo affermare che legno e fuoco sono la stessa cosa. Infatti come si potrebbe definire la coscienza ? Posso solo aver coscienza di..."qualcosa". Non posso essere cosciente in sé. Posso al massimo essere cosciente di... essere cosciente. Ma allora il mio essere cosciente diventerebbe solo un altro oggetto della mia coscienza. Non se ne esce...
Non si da identità solo nella distinzione, in realtà. Un animale che mangia e non ha mai sofferto la fame, prova comunque una sensazione di piacere, nonostante non conosca il digiuno. C'è distinzione tra le varie sensazioni, anche se fanno parte dello stesso essere. Come non esiste il non essere, può non esistere l'essere non cosciente.
I fenomeni sono sensazioni legate tra loro da un criterio, ad esempio la vista di un oggetto che cade al suolo a causa della gravità: Sono sensazioni visive legate tra loro da un criterio.
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Vecchio 03-08-2015, 18.26.36   #14
memento
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

Citazione:
Originalmente inviato da pepe98
Ma effettivamente siamo cosi sicuri che l'essere comprenda anche un mondo incosciente? Io credo che esso sia un inganno dei sensi. Le uniche cose della cui esistenza possiamo essere certi, sono le sensazioni. Ció che vediamo, pensiamo, sentiamo, percepiamo, sono tutte sensazioni. Non esiste l' essere incosciente, ma solo l'essere cosciente, l'IO. Cosi la coscienza diventa condizione necessaria per essere. Noi non percepiamo cose incoscienti: Se vediamo una montagna, noi siamo quella montagna sotto forma di sensazione visiva.
Si conclude che l'essere è l'insieme di tutte le sensazioni.
Cosa ne pensate?
Le sensazioni sono incoscienti,questo secondo me è l'errore che fai nel tuo ragionamento. Facendo un esempio,anche una videocamera può percepire le immagini,ma non credo ne sia cosciente. Quando percepiamo una montagna,ci sono necessariamente dei particolari dell'immagine a cui non presto attenzione,oscurati dalla messa a fuoco dell'oggetto (in questo caso la montagna).
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Vecchio 03-08-2015, 21.20.08   #15
sgiombo
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

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Originalmente inviato da mariodic
Forse non mi sono spiegato bene: L'unicità e la totalità dell'Universo e l'unicità dell'IO non sono in contrasto; la debolezza conoscitiva dell'IO non sta nel "non sapere" del sistema Universo/IO ma nel non dominarlo bene (dominio flaccido), infatti -ho sostenuto in altri post- che Conoscenza = capacità di dominio, che è un po' diverso, come significato letterale, da titolarità.

Non credo che conoscenza significhi necessariamente (sempre e comunque) capacità di dominio.
Cioé credo che la conoscenza sia una condizione necessaria (una conditio sine qua non) della possibilità di dominio della natura, ma non sufficiente.
Per esempio se non si conosce la meccanica del sistema solare non é possibile inviare sonde esplorative e satelliti artificiali verso gli altri pianeti (conoscenza come condizione necessaria della capacità di dominio).
Ma si può benissimo conoscere la "geografia" della galassie e degli ammassi di galassie senza tuttavia essere in grado di inviarvi sonde o macchinari per osservazione diretta o comunque ravvicinata (conoscenza come condizione non sufficiente della capacità di dominio).

Circa la possibilità di dominio della natura peraltro "Ad ogni passo ci vien ricordato che noi non dominiamo la natura come un conquistatore domina un popolo straniero soggiogato, che non la dominiamo come chi è estraneo ad essa ma che noi le apparteniamo con carne e sangue e cervello e viviamo nel suo grembo: tutto il nostro dominio sulla natura consiste nella capacità, che ci eleva al di sopra delle altre creature, di conoscere le sue leggi e di impiegarle in modo più appropriato [cioè di adeguarci ad esse nel nostro agire consapevole e finalizzato, N.d. R]" (Friederich Engels, Dialettica della natura, fine '800!).
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Vecchio 04-08-2015, 13.35.18   #16
pepe98
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

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Originalmente inviato da memento
Le sensazioni sono incoscienti,questo secondo me è l'errore che fai nel tuo ragionamento. Facendo un esempio,anche una videocamera può percepire le immagini,ma non credo ne sia cosciente. Quando percepiamo una montagna,ci sono necessariamente dei particolari dell'immagine a cui non presto attenzione,oscurati dalla messa a fuoco dell'oggetto (in questo caso la montagna).
La videocamera non "percepisce", cattura le informazioni visive o anche uditive e basta. Le sensazioni non si presentano dal punto di vista di una videocamera, ma da punti di vista di organi di senso collegati ad un sistema nervoso che deve avere determinate caratteristiche.
Secondo il senso comune, siamo "esseri che pensano(percepiscono) sensazioni". Ma di che natura sono le sensazioni? Derivano da stimoli esterni, che trasmettono informazioni al sistema nervoso, che in qualche modo vengono tradotte in sensazioni, quindi in coscienza.
Le sensazioni stesse sono coscienza, non c'è bisogno di un essere che le percepisca, solo di un ambiente adatto a produrle.
Sicuramente non percepiamo tutte le informazioni in una volta, ma dipende dalle cose a cui vogliamo prestare attenzione, ed è necessario che siano abbastanza per essere percepire.
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Vecchio 04-08-2015, 14.19.28   #17
Sariputra
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

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Originalmente inviato da pepe98
Non si da identità solo nella distinzione, in realtà. Un animale che mangia e non ha mai sofferto la fame, prova comunque una sensazione di piacere, nonostante non conosca il digiuno. C'è distinzione tra le varie sensazioni, anche se fanno parte dello stesso essere. Come non esiste il non essere, può non esistere l'essere non cosciente.
I fenomeni sono sensazioni legate tra loro da un criterio, ad esempio la vista di un oggetto che cade al suolo a causa della gravità: Sono sensazioni visive legate tra loro da un criterio.

Questa teoria comporta dei problemi morali non secondari. Per esempio: se carnefice e vittima sono in realtà solo sensazioni di un unico Essere non c'è alcuna colpa. Tutte le violenze, ingiustizie, sopraffazioni sarebbero solo modalità dell'Essere. E infine se tutto è solo quest'Essere cosa cambia per noi ? Dovremmo sempre difenderci dalle sensazioni malvagie dell'Essere, saremmo sempre nell'ignoranza di essere un unico Essere, dovremmo sempre lottare con gli altri (apparenti) Esseri individuali illusori per sopravvivere (a meno che non intendiamo subire angherie e soprusi tutti felici perché convinti di essere anche i nostri aguzzini).
In definitiva: teoria interessante ma che non cambia di una virgola la nostra condizione ( e poco importa se in ultima analisi questa condizione sia reale o illusoria).Perché questo supposto Essere Unico sarebbe sia Bene che Male. Sarebbe in definitiva solo questo Universo con cui abbiamo a che fare ( che sia immaginato o sostanziale è là davanti a noi ). Se anche siamo solo Coscienza che sta sognando e non lo sa, questo non cambia la natura dolorosa del sogno. E con "quel " sogno purtroppo, coscienti o illusi, abbiamo a che fare...
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Vecchio 04-08-2015, 19.31.55   #18
memento
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

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Originalmente inviato da pepe98
La videocamera non "percepisce", cattura le informazioni visive o anche uditive e basta. Le sensazioni non si presentano dal punto di vista di una videocamera, ma da punti di vista di organi di senso collegati ad un sistema nervoso che deve avere determinate caratteristiche.
Secondo il senso comune, siamo "esseri che pensano(percepiscono) sensazioni". Ma di che natura sono le sensazioni? Derivano da stimoli esterni, che trasmettono informazioni al sistema nervoso, che in qualche modo vengono tradotte in sensazioni, quindi in coscienza.
Le sensazioni stesse sono coscienza, non c'è bisogno di un essere che le percepisca, solo di un ambiente adatto a produrle.
Sicuramente non percepiamo tutte le informazioni in una volta, ma dipende dalle cose a cui vogliamo prestare attenzione, ed è necessario che siano abbastanza per essere percepire.
Tu mi dici che le sensazioni stesse sono coscienza,però asserisci anche che vengano prodotte dal sistema nervoso e dall'ambiente,incoscienti. È un paradosso,a meno che tu abbia una spiegazione per questo (l'io universale?).
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Vecchio 04-08-2015, 20.14.02   #19
maral
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

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Originalmente inviato da mariodic
Forse non mi sono spiegato bene: L'unicità e la totalità dell'Universo e l'unicità dell'IO non sono in contrasto; la debolezza conoscitiva dell'IO non sta nel "non sapere" del sistema Universo/IO ma nel non dominarlo bene (dominio flaccido), infatti -ho sostenuto in altri post- che Conoscenza = capacità di dominio, che è un po' diverso, come significato letterale, da titolarità.
Non sono necessariamente in contrasto, ma sono in rapporto di alterità altrimenti come potrebbe esserci una qualsiasi conoscenza (già a livello di sensazione, poiché è sempre altro ciò che si sente, anche se dico che sento me stesso mi sento come altro da me soggetto che sento) o un qualsiasi dominio? Conoscenza e dominio poi da chi su cosa? da parte del mondo sull'io che dal mondo è prodotto e determinato o da parte dell'io sul mondo, o da parte di un io-mondo globale sul nulla? Come dice Acquario non potrebbe esservi nemmeno una qualsiasi idea di identità, né alcun discorso.
L'esistente è necessariamente sempre sfasato rispetto all'Essere, il primo è parte, il secondo è il tutto e l'esistente implica la molteplicità e la diversità, quindi il significato, mentre il secondo l'unità e la totalità, quindi l'assoluto insignificante.
Ma resta un quesito fondamentale, ogni volta che diciamo qualcosa sul tutto, pensando di poterlo vedere e conoscere p dominarlo in ogni suo aspetto, noi dove ci collochiamo? Nel dominato o nel dominatore? Nell'osservato o nell'osservatore?, Oppure galleggiamo sopra alla totalità, sospesi nel nulla?
Se la conoscenza e la potenza è flaccida non può che essere la conoscenza e la potenza del tutto a essere tale, se è vero che esso è tutto, ma se è flaccida come possiamo noi che siamo parte di questo tutto a pensarla tale? Dove sta quella non flaccida a cui la paragoniamo per poter fare delle scale di diversa robustezza? Nel nulla fuori dal tutto?
maral is offline  
Vecchio 05-08-2015, 00.08.25   #20
Il_Dubbio
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

I discorsi sull'IO e sull'essere sono sempre interessanti.

Mi sono chiesto:
L'essere può morire?

L'IO che è in noi sembra scomparire con la morte. L'universo è però fatto di energia, e quella (ammesso che abbia capito troppo poco) non scompare, non muore. La cosa che non si riesce ad immaginare è che quando tutti gli IO saranno scomparsi esisterà pur sempre un essere
del tutto autonomo all'IO, cioè l'energia.
Ma può esistere qualcosa che non si riesce a immaginare o pensare?
Se l'Io scomparisse perche dovrebbe continuare ad esistere anche l'energia?
Non si può dare per scontato qualcosa che non si può controllare.

Immaginiamo l'universo intero come un uomo che nasce vive e muore. L'IO che è dentro quell'uomo/universo un giorno morirà. Qualcuno potrà dire che però sono sopravissute le sue ossa? Dovrebbe esserci un altro uomo/universo ad osservare le sue ossa. Altrimenti chi ci autorizza a pensare che, una volta morto l'IO, non muoia anche l'essere (universo) e che per questo motivo sono imprescendibili?

Noi invece facciamo un ragionamento al contrario. Ammettendo vero che l'universo resista sempre, diamo per scontato (per il ragionamento fatto sopra) che resista anche L'IO il quale da qualche parte deve continuare ad esistere per permettere l'esistenza dell'universo stesso.

Metto in evidenza entrambe le tesi anche per verificare l'esistenza di altre ipotesi in quanto se la soluzione non fosse tra quelle elencate mi piacerebbe essere aggiornato di possibili altre.

Anch'io sono per la seconda ipotesi (quella al contrario) perchè sembra la più scontata. E' chiaro che ci sta anche chi non trova imprescindibile l'esistenza dell'IO (coscienza) accanto a quella dell'essere (universo). Qualcuno penserà che sia scontato che possa esistere qualcosa al di fuori della nostra percezione (o come dice l'autore "sensazioni"). Solo che non lo può dimostrare, quindi è tutto tranne che scontato.
Anch'io cercavo di pensare a qualcosa di non pensabile ma esistente.
Oppure di esistente ma non pensato. Non so a voi, ma a me ciò sembra assurdo. E nell'assurdità di venuta alla memoria l'ultima frase di Leopardi dall'Infinito:
-Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.-
Il_Dubbio is offline  

 



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