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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 22-08-2015, 14.29.40   #61
Duc in altum!
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

** scritto da pepe98:


Citazione:
No, quel nome prende senso quando gli do una determinata definizione, e posso dargli quella che voglio, dal momento che quel nome non ha significati da rispettare.

Certo che ha un significato da rispettare: la sua vera Verità.

La coscienza ha e avrà sempre la sua Verità assoluta (esiste, non esiste, è un'illusione, è separata o meno dall'Ego, ecc., ecc.), il significato oggettivo da incontrare, da rispettare, che indipendentemente dalla definizione determinata che tu gli darai, per tuo volere grazie al libero arbitrio, avrà sempre lo stesso senso (e, cosa più importante, la stessa funzione), e non quello acquisito dalla tua soggettiva valutazione, giacché essa (la determinata definizione personale) potrebbe anche avere un senso sbagliato, falso, inconciliabile con quello che davvero è la coscienza.

Quindi, per esempio, potremmo anche definire col nome di "penna" o "giornale" la coscienza e, come tu ben dici, ella prenderebbe senso in virtù della tua determinata definizione, ma in realtà, forse, la coscienza non è né una penna, né un giornale, quindi per te, giustamente, potrebbe essere penna o giornale, ma solo per fede, solo per l'intervento di una fiducia irrazionale, grazie alla quale, la coscienza, siccome nessuno conosce la sua vera forma e il suo assoluto senso, acquista un nome e un senso soggettivo.


Pace&Bene
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Vecchio 23-08-2015, 00.01.57   #62
pepe98
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

Citazione:
Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da pepe98:




Certo che ha un significato da rispettare: la sua vera Verità.

La coscienza ha e avrà sempre la sua Verità assoluta (esiste, non esiste, è un'illusione, è separata o meno dall'Ego, ecc., ecc.), il significato oggettivo da incontrare, da rispettare, che indipendentemente dalla definizione determinata che tu gli darai, per tuo volere grazie al libero arbitrio, avrà sempre lo stesso senso (e, cosa più importante, la stessa funzione), e non quello acquisito dalla tua soggettiva valutazione, giacché essa (la determinata definizione personale) potrebbe anche avere un senso sbagliato, falso, inconciliabile con quello che davvero è la coscienza.

Quindi, per esempio, potremmo anche definire col nome di "penna" o "giornale" la coscienza e, come tu ben dici, ella prenderebbe senso in virtù della tua determinata definizione, ma in realtà, forse, la coscienza non è né una penna, né un giornale, quindi per te, giustamente, potrebbe essere penna o giornale, ma solo per fede, solo per l'intervento di una fiducia irrazionale, grazie alla quale, la coscienza, siccome nessuno conosce la sua vera forma e il suo assoluto senso, acquista un nome e un senso soggettivo.


Pace&Bene
Stai dicendo che un nome senza definizione ha un valore proprio? Perché mi sembra esattamente questo che dici: "io chiamo la proposizione P "giornale", cosí che "giornale" vuol dire P". Ma poi dici: "Forse P non è giornale".
C'è qualcosa che non va: Se con giornale considero solo P(essendo giornale un NOME senza valore finchè non gli do una definizione, posso farlo), ho P=giornale. Tu dici che dopo aver fatto ció giornale potrebbe non essere P!
Hai detto proprio: "In realtà forse P non è giornale". Ma non ha senso, perchè giornale non è altro che un altro nome per chiamare P. Io non chiamo P "giornale" perchè credo che P sia giornale, ma perchè DECIDO io che P sia "giornale". Decidere non è credere. Una volta che dico che coscienza=giornale (dove giornale è un nome SENZA SIGNIFICATO), giornale diventa SOLO coscienza e ció che è uguale a coscienza.
Io posso credere, una volta definiti A e B, che A sia B. Ma posso decidere, una volta definito A, ma senza aver definito B, che A sia B.
Il primo puó essere atto razionale o di fede, il secondo è solo razionale.
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Vecchio 23-08-2015, 14.06.03   #63
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

** scritto da pepe98:

Citazione:
Decidere non è credere.

Ho deciso di estrapolare questa tua affermazione, poiché credo che se vado dietro tante A e molte B poi non evinco coerentemente la mia semplice e personale riflessione.

Il nodo di questo nostro scambio di vedute è tutto qui, io che non decido un bel niente, neanche il decidere di accendere una sigaretta, se non credo in ciò che sto definendo o facendo, e tu che sostieni di decidere alla "sanfason", ossia, definisci anche senza credere in ciò che hai determinato, così come capita, confusamente, sciattamente.

In modo particolare penso (credo) che sia impossibile definire qualcosa d'incerto e d'inconcepibile come la coscienza senza credere che quella decisione sia la più vicina alla realtà, alla "sua" verità oggettiva di cosa sia davvero questo che noi comunemente crediamo e decidiamo essere la coscienza.


Pace&Bene
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Vecchio 24-08-2015, 09.12.44   #64
pepe98
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

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Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da pepe98:



Ho deciso di estrapolare questa tua affermazione, poiché credo che se vado dietro tante A e molte B poi non evinco coerentemente la mia semplice e personale riflessione.

Il nodo di questo nostro scambio di vedute è tutto qui, io che non decido un bel niente, neanche il decidere di accendere una sigaretta, se non credo in ciò che sto definendo o facendo, e tu che sostieni di decidere alla "sanfason", ossia, definisci anche senza credere in ciò che hai determinato, così come capita, confusamente, sciattamente.

In modo particolare penso (credo) che sia impossibile definire qualcosa d'incerto e d'inconcepibile come la coscienza senza credere che quella decisione sia la più vicina alla realtà, alla "sua" verità oggettiva di cosa sia davvero questo che noi comunemente crediamo e decidiamo essere la coscienza.


Pace&Bene
Io posso accendere una sigaretta anche solo per provare se si può accendere, senza sapere se sia possibile farlo. Potrei pure credere che non sia possibile, ma ci provo comunque.
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Vecchio 24-08-2015, 13.32.12   #65
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** scritto da pepe98:

Citazione:
Io posso accendere una sigaretta anche solo per provare se si può accendere, senza sapere se sia possibile farlo. Potrei pure credere che non sia possibile, ma ci provo comunque.


Concordo pienamente, ma perché ci provi comunque? ...che cosa sostiene quel senza sapere se sia possibile farlo?

La fede, la fiducia alimentata dal dubbio.


Come tu ben dimostri c'è stata un'azione a confermare il dubbio: provare ad accendere una sigaretta per sperimentare se si accende davvero o no; e siccome non avevi nessuna prova empirica di quale potesse essere il risultato, hai dovuto dar credito alla teoria che forse si sarebbe accesa consentendoti un salto nel buio, accettando con tutto te stesso quel salto nel buio, con una fede irrazionale nell'ipotesi da te congetturata, ossia, credo, senza prove ma per fede, che la sigaretta si può accendere.

E questa non è logica ma assurdità, solo che siccome è ripetuta quotidianamente tante volte nelle nostre azioni decisionali, dal giorno del nostro primo vagito, ci appare come qualcosa di scontato, naturale, logico, mentre in realtà, distinguendola bene, ci richiama a dover sospendere il giudizio per un attimo e fare i conti su quale sia la Fede principale di ogni nostra logica riflessiva e dialettica razionale, per non parlare (cosa fondamentale secondo me da quando ho scoperto il filosofare trascendentale) della filosofia pratica o applicata alla cura di sé.

Pace&Bene

-------------------------------------------------------------------
** Ogni nostro atto ha un valore eterno.



Riflettendo sulla coscienza oggi ho incontrato questo pensiero:

http://www.zenit.org/it/articles/vik...nell-inconscio
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Vecchio 24-08-2015, 20.54.51   #66
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Provare è razionale.
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Vecchio 24-08-2015, 23.28.57   #67
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** scritto da pepe98:

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Provare è razionale.

Sì, davvero?!?! ...e prova a porgere razionalmente l'altra guancia a chi ti ha appena condannato anche essendo innocente, o a perdonare logicamente chi ti ha fatto le scarpe irrimediabilmente per sempre.


Provare o definire qualcosa d'ignoto, di ancora misterioso, come la coscienza o la sua funzione sull'Io, è possibile solo per fede, credendo che qualcosa di buono accadrà o sarà, poi, se così non dovesse risultare, la scelta o decisione sbagliata c'indicherà quella giusta (Morte permettendo!!).


Pace&Bene
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Vecchio 29-08-2015, 10.21.11   #68
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Originalmente inviato da pepe98
L'atomo di Bohr è una deduzione attraverso prove sperimentali, quindi osservazione delle sensazioni, che vengono fatte risalire a delle cause, e queste cause le poniamo nel "mondo materiale", ossia un luogo immaginario su cui uniamo causalmente le informazioni ricavate dalle sensazioni.
L'elettrone non ha una posizione precisa in quello che noi chiamiamo spazio, ma gli associamo un'onda di probabilitá sempre osservando la causalitá della sua probabilitá di comparire casualmente in determinati punti.
Si potrebbe ben dire o quasi dire che l'elettrone è un onda nello spazio della Conoscenza!
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Vecchio 02-09-2015, 22.08.55   #69
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Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da pepe98:




Certo che ha un significato da rispettare: la sua vera Verità.

La coscienza ha e avrà sempre la sua Verità assoluta (esiste, non esiste, è un'illusione, è separata o meno dall'Ego, ecc., ecc.), il significato oggettivo da incontrare, da rispettare, che indipendentemente dalla definizione determinata che tu gli darai, per tuo volere grazie al libero arbitrio, avrà sempre lo stesso senso (e, cosa più importante, la stessa funzione), e non quello acquisito dalla tua soggettiva valutazione, giacché essa (la determinata definizione personale) potrebbe anche avere un senso sbagliato, falso, inconciliabile con quello che davvero è la coscienza.

Quindi, per esempio, potremmo anche definire col nome di "penna" o "giornale" la coscienza e, come tu ben dici, ella prenderebbe senso in virtù della tua determinata definizione, ma in realtà, forse, la coscienza non è né una penna, né un giornale, quindi per te, giustamente, potrebbe essere penna o giornale, ma solo per fede, solo per l'intervento di una fiducia irrazionale, grazie alla quale, la coscienza, siccome nessuno conosce la sua vera forma e il suo assoluto senso, acquista un nome e un senso soggettivo.


Pace&Bene
Ciò che decide l'IO (l'Osservatore) è sottoposto al solo ed assoluto giudizio dell'IO, che unico ed auto-osservante ma debole, nel senso che le sue decisioni potrebbero non essere vere, cioè coerenti col suo Universo. Proprio qui sta l'essenza del suo, diciamo così, lavoro cercare di auto-provare la coerenza di ogni suo fare.
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Vecchio 02-09-2015, 23.44.53   #70
maral
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Riferimento: l'IO e l'essere coincidono, e corrispondono all'insieme delle sensazioni.

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Originalmente inviato da mariodic
Ciò che decide l'IO (l'Osservatore) è sottoposto al solo ed assoluto giudizio dell'IO, che unico ed auto-osservante ma debole, nel senso che le sue decisioni potrebbero non essere vere, cioè coerenti col suo Universo. Proprio qui sta l'essenza del suo, diciamo così, lavoro cercare di auto-provare la coerenza di ogni suo fare.
Ma l''osservatore (o questo IO che da quando si è messo a scriversi in maiuscolo vuol fingere di essere dappertutto, mentre è solo in me e nemmeno mi corrisponde totalmente) come fa a decidere qualcosa di incoerente sul suo universo se il suo universo è solo lui stesso? Viene il dubbio che sia proprio scemo completo
maral is offline  

 



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