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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 05-03-2008, 23.04.47   #141
Scorpion
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Originalmente inviato da Franco
- Sono invece molto meno d'accordo o per nulla d'accordo sul maggiore potere sessuale in senso qualitativo. Non vorrei che qui tra l'altro aleggiasse quello che per me è il fantasma degli orgasmi mùltipli femminili?
In che senso la femmina umana sarebbe più forte? Come faremmo a stabilirlo? In base a quali dati della scienza storica e di quella della fisiologia sessuale?
Dire che la femmina umana sia in quanto tale più potente in senso qualitativo è davvero un azzardo.


Franco
Be', che numerose donne abbiano anche degli orgasmi multipli e' vero, ma stando a quello che leggo, non credo che misterxy volesse dire questo. A me sembra che egli intendesse altro: e cioe' che il potere femminile (quantitativo o qualitativo lascio perdere), e' originato proprio da una minor dipendenza dal sesso. E in effetti il suo ragionamento fila, perche' se io uomo dipendo di più dal sesso rispetto alla donna e ne ho un maggior bisogno (quindi sono il "sesso più affamato"), e' ovvio che il potere non sara' mio ma di lei.
E' un po' il discorso del drogato e dello spacciatore al quale misterxy faceva riferimento in uno dei suoi precedenti posts. Personalmente, ritengo che almeno in larga parte egli abbia ragione, perche' se no, a questo punto, non si spiegherebbe per quale motivo tale meretricio esista da millenni e sia solitamente coniugato al femminile.
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Vecchio 05-03-2008, 23.18.09   #142
senzanome
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io proverei a ripartire dalla domanda iniziale:

Adesso io sono rimasto senza parole, ma viene da chiedersi, se è così facile guadagnare tanti soldi, perchè non lo fanno tutte le donne ???
perchè complicarsi la vita, con stipendi da fame e rogne da sbrogliare ogni giorno ??


beh... io questa domanda ogni tanto me la sono posta, per me stessa naturalmente essendo una donna.
molti anni fa, circa ventenne, avevo bisogno di soldi. niente di grave, nessuno scopo nobile, semplicemente volevo andare in vacanza e non avevo i soldi.
cercai di ingegnarmi per capire come potevo fare dei soldini in fretta, un gruzzoletto nel giro di poco tempo.
un'amica che all'epoca studiava medicina mi disse che pagavano un bel po' se facevi da cavia all'università.
Ci andai. Fui pagata per una prova di creme abbronzanti sul mio corpo. Il tutto fatto in ambiente ospedaliero, con una certa cura. Si trattava di prodotti abbronzanti testati su un essere umano per la prima volta, ovviamente su parti molto piccole del corpo. Mi ricordo che provai un senso di vergona, non raccontai molto in giro come avevo racimolato i soldi per la vacanza, eppure all'epoca i miei amici erano tutti scannati almeno quanto me. L'idea di sperimetare sul mio corpo in cambio di una cospicua somma di denaro non mi piaceva molto ma lo feci, me ne andai in vacanza e dopo non l'ho più fatto, nonostante i ricercatori dell'università mi tampinassero di telefonate.
Già solo questo, che non ha niente a che vedere con la prostituzione in senso stretto all'epoca mi fece pensare molto.
A proposito della prostituzione invece non molto tempo fa ne ho parlato con due mie amiche. Con una delle due abbiamo provato proprio a pensare come potesse essere, l'altra rideva a crepapelle e ogni tanto faceva riferimento al femminismo, alla dignità, insomma un po' a tutte le cose che ciascuno/a di noi può pensare.
Io e la mia amica abbiamo cominciato a seguire un ragionamento logico, immaginado anche un po' i particolari.
I nostri discorsi come al solito erano nati dal fatto che entrambe ci lamentiamo sempre della situazione economica e con questi chiari di luna...
Insomma, nei particolari tecnici-preparatori eravamo ferratissime, pronte per il business.
il problema si è posto quando abbiamo pensato "sì vabbè, ma chi ce la fa?"
Cioè ci siam dette "ma come facciamo a stare con tutti quegli uomini, tutti i giorni, per chissà quanto tempo?"
E il business è svanito così, cedendo il passo a stipendi da fame e rogne da sbrogliare ogni giorno.

Stasera post leggero. Niente condizionamenti culturali e dati biologici.
Solo business, economia, legge della domanda e dell'offerta.
Forse solo un pizzico di psicologia, così tanto per provare a comprendere le motivazioni degli esseri umani spinti a determinate scelte...
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Vecchio 06-03-2008, 00.35.52   #143
misterxy
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Originalmente inviato da ornella
Sotto poi sostieni che io confondo i clienti con i protettori, perchè nessuno oserebbe picchiare le prostitute che hanno un protettore. Bisogna che ti decidi, o sono libere o hanno un protettore. "protettore" questo termine è emblematico, da chi dovrebbero essere protette le prostitute , oltre che dal protettore stesso? Se vuoi la domanda è sempre aperta, gradiresti che una tua familiare contribuisse a questo bel business?
Ho già segnalato il sito dove un mio collega virtuale riporta dati e fonti sulla prostituzione in Italia, questo:
http://jonathanx.altervista.org/
Per quanto riguarda le italiane, ti posso dire che, tolti alcuni rarissimi casi, esse scelgono di fare quel mestiere e non hanno alcun "pappa" alle loro spalle.
Perciò, la tua domanda - che altre prima di te mi hanno rivolto un milione di volte -, non ha alcun senso.
Ah, il "protettore", oltre che a lucrare sui guadagni delle prostitute "protette", è un deterrente verso presunti o reali malintenzionati... (che, comunque, nel nostro Paese sono una ristrettissima minoranza).
E, dimmi, di quelle donne che scelgono volontariamente di prostituirsi, cosa ne pensi? Forse che anche in questo caso è colpa degli uomini?
Vedi, il fatto è che tu sei troppo autoreferenziale.
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Vecchio 06-03-2008, 07.43.51   #144
ornella
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Originalmente inviato da misterxy
Ho già segnalato il sito dove un mio collega virtuale riporta dati e fonti sulla prostituzione in Italia, questo:
http://jonathanx.altervista.org/
Per quanto riguarda le italiane, ti posso dire che, tolti alcuni rarissimi casi, esse scelgono di fare quel mestiere e non hanno alcun "pappa" alle loro spalle.
Perciò, la tua domanda - che altre prima di te mi hanno rivolto un milione di volte -, non ha alcun senso.
Ah, il "protettore", oltre che a lucrare sui guadagni delle prostitute "protette", è un deterrente verso presunti o reali malintenzionati... (che, comunque, nel nostro Paese sono una ristrettissima minoranza).
E, dimmi, di quelle donne che scelgono volontariamente di prostituirsi, cosa ne pensi? Forse che anche in questo caso è colpa degli uomini?
Vedi, il fatto è che tu sei troppo autoreferenziale.
Hai ragione sono autoreferenziale, sto parlando da sola, mi riproponi le stesse informazioni come se non le avessi lette e non avessi risposto. Aggiungo che non è desiderabile la prostituzione, in quanto contrappone il soddisfacimento di un desiderio marginale(Anche se importante )ad uno stile di vita devastato (Per questo si dice fa la vita)di emarginazione. Poi nessuno mi ha ancora detto come si fa a sapere se è una prostituta schiava oppure no. Sapete che le italiane presunte "Libere" vengono snobbate dai clienti perchè pensano solo ai soldi , e sono in aumento quelli che si rivolgono alle schiave.
Io non ho mai detto che la colpa è degli uomini che si prostituiscono. Anche nel caso delle schiave sono spesso altre donne nei racket.
http://www.rivistaonline.com/rivista...aspx?id=292 6
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Vecchio 06-03-2008, 09.08.16   #145
ornella
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Originalmente inviato da misterxy
Non c'è nulla di ideologico nella mia battaglia, giacché certe mie considerazioni nascono anzitutto da esperienze personali, nonché di amici e conoscenti, e dai racconti di alcuni tutori dell'ordine che conosco personalmente.
Solo successivamente mi baso sui miei studi personali.
Viceversa, è il continuare a sostenere che la gran parte dei clienti eserciti violenza sulle prostitute, che puzza di ideologia femminista.
Ho trovato questo link da una ricerca, molto vicino a ciò che penso.
http://www.peppinabausch.org/rifl_prost.html
Dopo sono andata sul home per vedere di cosa si trattasse, è un sito femminista. Ora la mia opinione non può essersi conformata ad un modello non avuto prima. Mi viene un dubbio, io non ho nulla contro i maschi, e penso che i clienti in molti casi siano altrettanto inconsapevoli. Io non voglio la sottomissione degli uomini, vorrei la parità ed il rispetto, vorrei che si superasse la distinzione e si parlasse di esseri umani. Questo significa essere femminista?
Dopo questo link non credo di avere altro da dire
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Vecchio 06-03-2008, 10.07.01   #146
senzanome
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Per Misterxy.

Riguardo alle indagini sul comportamento sessuale degli omosessuali si può fare più di un appunto per invalidarne la tesi che si propone di dimostrare.
Un'indagine descrittiva del comportamento umano, in qualsiasi sfera, ha dei risultati. Il problema sta tutto nell'interpretazione dei dati. Anzi, sta anche nella metodologia della raccolta.
Tanto per rendere più chiaro il discorso, pur non volendo andare ot, qualsiasi indagine descrittiva-osservativa è problematica in quanto l'osservatore è parte del sistema dell'osservato (concetto mutuato dalla fisica), addirittura l'osservatore costruisce il sistema nell'atto di osservarlo.
Inoltre, l'osservatore si basa sulle proprie percezioni che sono influenzate da fattori fisiologici e psicologici. Tra quelli psicologici annoveriamo:
i fini che orientano l’osservazione;
- la cultura del tempo;
- le teorie cui si fa più o meno esplicitamente riferimento;
- la storia personale.

Premesso ciò, è facile smontare la ricerca sul comportamento sessuale degli omosessuali da te citata. E gli omosessuali dove avrebbero vissuto? Su un altro pianeta? Uomini e donne omosessuali sono totalmente impermeabili agli schemi culturali comportamentali, ai condizionamenti culturali, ai riferimenti a pattern di comportamento maschili e femminili solo perché sono omosessuali?
Tra l’altro gli psicologi stanno versando fiumi di inchiostro per spiegare, trovare motivazioni al comportamento promiscuo che ha caratterizzato e caratterizza oggi un po’ meno gli omosessuali sia maschi sia femmine. Stessa storia per la differenza nei comportamenti tra maschi e femmine omosessuali. Potrei dilungarmi ma vado ot e non serve ai fini della discussione.

La stessa critica si può muovere all’altra ricerca che citi, quella nel college.
Anche qui è facilmente confutabile la tesi, ed è del tutto infondato pensare che i risultati possano dimostrare una differenza biologica tra i sessi, anzi direi che è abbastanza ridicolo.
Tra le tante variabili da tenere sotto controllo, ce n’è una che già da sola potrebbe inficiare la ricerca. Se un uomo mi invita a casa sua, un uomo sconosciuto e io acconsento, in quanto donna io metto a repentaglio la mia vita. Non si tratta di usare o meno mezzi contraccettivi o paura di restare incinta, si tratta di paura di violenza, una paura in un certo senso oggettiva, perché una donna è fisicamente meno forte di un uomo, io non sarei in grado di difendermi. La qual cosa al contrario non è così. Un uomo sconosciuto che io invito a casa mia non ha la mia stessa paura, anzi la paura continuo ad avercela io. E non è poco, visto che già solo questa differenza limita enormemente la mia risposta ad avances maschili.

Insomma, qualsiasi ricerca sociologica risente nella costruzione, metodologia, e nell’interpretazione dei risultati della cultura del tempo e delle teorie cui fa riferimento.
Le due citate sopra possono essere facilmente smontate.

A questo punto, visto e considerato che ho trovato notevolmente interessanti gli esempi da te riportati in precedenza su alcuni tipici comportamenti maschili rilevabili in età puberale nel periodo in cui il confronto con i pari è di fondamentale importanza per la costruzione del sé, vorrei riportare qualche esempio femminile.
L’esempio riguarda i cambiamenti nel corpo femminile e la percezione di sé attraverso gli occhi degli altri.
Durante la pubertà avvengono nel corpo della donna i primi mutamenti. Il corpo prende forma, il seno, il bacino, mentre l’età anagrafica è quella che è. Le femminucce iniziano a percepire il cambiamento, iniziano a rendersi carine, percepiscono l’attrazione che il loro corpo suscita nei maschi. Immagino che fino qui tutti sappiamo bene o male quel che accade.
Ora io vorrei porre l’accento sul fatto che mentre avviene tutto ciò succede anche altro.
Vorrei chiedere alle donne del forum, se esiste qualcuna di loro che in quel periodo (diciamo dagli 11-12 anni in poi, mi fermerei a questa età però) non abbia subito episodi sgradevoli. Per episodi sgradevoli, intendo:
- palpate più o meno pesanti, per strada, in autobus, da uomini maturi, giovani e meno giovani;
- richieste sessuali più o meno dirette da parte di maschi più grandi, anche solo adolescenti, il più delle volte direttamente in famiglia;
A me è capitato, dagli 11 anni in poi con una certa regolarità.
Abitando in una grande città per spostarmi dovevo prendere l’autobus e quasi sempre se non trovavo un posto a sedere beccavo il maniaco di turno il quale agiva indisturbato nonostante l’autobus fosse pieno di uomini e donne adulti normali assolutamente indifferenti, dove per normali intendo che non toccano ragazzine sugli autobus. A dire il vero mi è capitato una volta persino mentre ero seduta, autobus pieno.
Se non ero accompagnata da un adulto, era regolarmente così.
E di queste cose non è che se ne parli molto, né con gli adulti né con i coetanei.
E le donne tra di loro non è che ne parlino molto, e non è che ne parlino agli uomini.
Perché?
Tutto ciò è considerato normale nello sviluppo di una femmina.
L’essere oggetto di attrazione sessuale passa anche attraverso queste cose qui e a 12 anni è difficile capire certe cose. Il tuo corpo è molto più avanti di quel tu riesci a comprendere, ed elaborare i mutamenti che avvengono non è cosa facile se nel contempo da una parte ti trovi i genitori che spingono verso una percezione di te ancora bambinesca, dall’altra ti trovi altri adulti maschi che fanno un uso di te che fino a quel momento ti era sconosciuto (nell’indifferenza generale degli altri che non fanno uso del tuo corpo così, uomini e donne), e da una parte il gruppo dei pari, con cui il confronto su questi temi è davvero arduo e con cui semmai si gioca soprattutto ad accentuare i tratti femminili di piacevolezza proprio perché iniziano i primi contatti con l’altro sesso.
Nella percezione della proprio corpo, del piacere legato al corpo, ecc ecc, può tutto ciò non influire sul comportamento di una femmina adulta?
Lo ribadisco, non mi riferisco a strupri o violenze ripetute e continuative, no no.
Esistono femmine adulte che non hanno sperimentato tutto ciò?
Io credo di no.
senzanome is offline  
Vecchio 06-03-2008, 10.30.55   #147
Franco
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Citazione:
Originalmente inviato da misterxy

P.S. Franco, una domanda: tu hai mai frequentato delle prostitute?


misterxy,

per il momento reagisco a quanto quotato.


La domanda è assolutamente sensata e giustificata. Sì, ho frequentato prostitute, e di diversi livelli,(mai da falò), di diversa provenienza, in Italia e all'estero, di diversa estrazione sociale, di diverso carattere, di....

Ciò mi dà tra l'altro la possibilità di fornire un contributo in merito alla questione violenza sì, violenza no ai danni delle donnine in vendita, siano esse considerate 'libere', siano esse considerate 'schiave'.

L'auto-referenzialità che attribuisci ad ornella è a mio avviso sempre una realtà ed un rischio per la femminilità in quanto tale. Misterxy e Franco al contrario possono approcciare ed approfondire riflessivamente il fenomeno della prostituzione femminile nell'Occidente odierno in base a due forze: una determinata capacità riflessiva, più o meno fondata sull'acquisizione di un certo numero d'informazioni indirette (carta stampata, web, televisione ecc.), ed una esperienza diretta, proprio diretta, im-mediata, vale a dire l'unica in grado di distinguere in una certa misura il si dice e si scrive, dal si fa ed è; l'unica in grado di contenere e filtrare comodi moralismi pre-concetti e tendenziose, perchè ideologicamente orientate, "indagini di mercato".

In questo senso a proposito della violenza sì, violenza no, materia di un certo con-tendere fra te ed ornella, certe generalizzazioni sono sempre pericolose, e questo perchè infondate. Nessuna statistica - per quanto possano valere le statistiche con tutto il loro carico problematico in termini di relatività dovuta alla natura dei soggetti sottoposti ad indagine, nonchè la relatività dovuta alla natura dei soggetti indaganti) riuscirà mai a stabilire se ad esempio nell'ambito della presunta prostituzione femminile libera, i casi di violenza siano più numerosi di quelli di non-violenza.

Le donnine in vendita con le quali sono stato la possibilità di parlare al di là dell'inevitabile scambio verbale legato alla transazione monetaria (quant'è, quanto costa, cosa offri, cosa mi dai, cosa mi hai portato, che regalino mi vuoi fare, sei venuto in macchina, sei venuto in barca, questo costa tot, se vuoi il culetto costa tot), mi hanno fornito informazioni più o meno equivalenti a proposito dell'esser violento del cliente: "ci sono quelli violenti e ci sono quelli non violenti, ci sono quelli che sono più o meno spinti ad esserlo e ci sono quelli che sono come cagnolini che non potrebbero essere mai offensivi". Dipende....

Come fare a risolvere la questione? Con delle statistiche? Magari messe insieme sulla base di indagini realizzate da femminucce frigide e di buona famiglia!? Mah.......

Franco
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Vecchio 06-03-2008, 11.33.08   #148
Franco
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Originalmente inviato da Scorpion
Be', che numerose donne abbiano anche degli orgasmi multipli e' vero, ma stando a quello che leggo, non credo che misterxy volesse dire questo. A me sembra che egli intendesse altro: e cioe' che il potere femminile (quantitativo o qualitativo lascio perdere), e' originato proprio da una minor dipendenza dal sesso. E in effetti il suo ragionamento fila, perche' se io uomo dipendo di più dal sesso rispetto alla donna e ne ho un maggior bisogno (quindi sono il "sesso più affamato"), e' ovvio che il potere non sara' mio ma di lei.
E' un po' il discorso del drogato e dello spacciatore al quale misterxy faceva riferimento in uno dei suoi precedenti posts. Personalmente, ritengo che almeno in larga parte egli abbia ragione, perche' se no, a questo punto, non si spiegherebbe per quale motivo tale meretricio esista da millenni e sia solitamente coniugato al femminile.


Scorpion,

qusta del sesso in vendita è una di quelle questioni che possono essere intese come fortemente tras-versali. Come fare, per svilupparla, a non coinvolgere fenomeni e temi come quelli del piacere genitale femminile e maschile? Come fare a non coinvolgere quelli del potere sessuale dei due sessi? Ben difficile sarebbe non farlo!

Il corsivo sarà tuo:

che numerose donne abbiano anche degli orgasmi multipli e' vero,

Che sia vero è per il momento un'affermazione da dimostrare.

ma stando a quello che leggo, non credo che misterxy volesse dire questo. A me sembra che egli intendesse altro: e cioe' che il potere femminile (quantitativo o qualitativo lascio perdere), e' originato proprio da una minor dipendenza dal sesso.

Ritengo invece che la questione qualitativa non possa e non debba esser lasciata perdere, anche per le ragioni che ho abbozzato discutendo con misterxy. Non lascerei e non potrei lasciar perdere...

Quando sento parlare di o vedo scritto qualcosa come minor o maggior dipendenza dal sesso, la mia attenzione s'intensifica notevolmente. L'espressione in sè è per me già un bel dilemma. Il soggetto dipende più o meno dal sesso; il soggetto femminile dipende meno dal sesso. Il soggetto dipende dal sesso, vale a dire da ciò per cui e in ragione di cui è. Bel problema...

"La" donna sarebbe meno dipendente dal sesso. In che senso? Di cosa vorremmo parlare qui? Di cosa staremmo parlando? Di desiderio? Di piacere? E di quale? Stabilito e compreso come? da chi? E con quali strumenti?
E se la donna fosse il sesso meno desiderante (meno dipendente dal sesso), si riproporrebbe la contraddizione da me rilevata nel discorso di misterxy, giacchè lo stesso, non si è limitato a porre un' essenziale differenza quantitativa, ma anche una essenziale differenza qualitativa a favore della stessa maggioranza di sesso femminile nel senso del potere.

Qui bisogna decidersi, se la maggioranza delle femminucce è caratterzzata da un maggiore potere, sia in senso quantitativo, sia in senso qualitativo, allora non è accettabile la tesi di una sua minore "dipendenza dal sesso" tale da determinare il vasto ed immemorabile fenomeno della prostituzione.

E in effetti il suo ragionamento fila, perche' se io uomo dipendo di più dal sesso rispetto alla donna e ne ho un maggior bisogno (quindi sono il "sesso più affamato"), e' ovvio che il potere non sara' mio ma di lei.


Il suo ragionamento fila solo a condizione di non coinvolgere il fattore d'ordine qualitativo. Se si parla di quantità allora posso discutere fino ad un certo ed in una certa misura posso darti ragione, ma se mi si comincia a parlare di qualità non sono per nulla d'accordo. Qui, evidentemente, bisognerebbe cominciare a chiarire il senso che si dà alla parola e al concetto di potere sessuale. Facendo un mero discorso di quantità, che come ho già accennato, potrebbe essere ed è quello della meretrice che realizza migliaia d'amplessi all'anno, vorrei comprendere il senso di questo supposto potere. In che senso la donnina in vendita può migliaia di amplessi all'anno a pagamento?

Franco
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Vecchio 06-03-2008, 11.49.33   #149
acquario69
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Originalmente inviato da senzanome
Per Misterxy.

Riguardo alle indagini sul comportamento sessuale degli omosessuali si può fare più di un appunto per invalidarne la tesi che si propone di dimostrare.
Un'indagine descrittiva del comportamento umano, in qualsiasi sfera, ha dei risultati. Il problema sta tutto nell'interpretazione dei dati. Anzi, sta anche nella metodologia della raccolta.
Tanto per rendere più chiaro il discorso, pur non volendo andare ot, qualsiasi indagine descrittiva-osservativa è problematica in quanto l'osservatore è parte del sistema dell'osservato (concetto mutuato dalla fisica), addirittura l'osservatore costruisce il sistema nell'atto di osservarlo.
Inoltre, l'osservatore si basa sulle proprie percezioni che sono influenzate da fattori fisiologici e psicologici. Tra quelli psicologici annoveriamo:
i fini che orientano l’osservazione;
- la cultura del tempo;
- le teorie cui si fa più o meno esplicitamente riferimento;
- la storia personale.

Premesso ciò, è facile smontare la ricerca sul comportamento sessuale degli omosessuali da te citata. E gli omosessuali dove avrebbero vissuto? Su un altro pianeta? Uomini e donne omosessuali sono totalmente impermeabili agli schemi culturali comportamentali, ai condizionamenti culturali, ai riferimenti a pattern di comportamento maschili e femminili solo perché sono omosessuali?
Tra l’altro gli psicologi stanno versando fiumi di inchiostro per spiegare, trovare motivazioni al comportamento promiscuo che ha caratterizzato e caratterizza oggi un po’ meno gli omosessuali sia maschi sia femmine. Stessa storia per la differenza nei comportamenti tra maschi e femmine omosessuali. Potrei dilungarmi ma vado ot e non serve ai fini della discussione.

La stessa critica si può muovere all’altra ricerca che citi, quella nel college.
Anche qui è facilmente confutabile la tesi, ed è del tutto infondato pensare che i risultati possano dimostrare una differenza biologica tra i sessi, anzi direi che è abbastanza ridicolo.
Tra le tante variabili da tenere sotto controllo, ce n’è una che già da sola potrebbe inficiare la ricerca. Se un uomo mi invita a casa sua, un uomo sconosciuto e io acconsento, in quanto donna io metto a repentaglio la mia vita. Non si tratta di usare o meno mezzi contraccettivi o paura di restare incinta, si tratta di paura di violenza, una paura in un certo senso oggettiva, perché una donna è fisicamente meno forte di un uomo, io non sarei in grado di difendermi. La qual cosa al contrario non è così. Un uomo sconosciuto che io invito a casa mia non ha la mia stessa paura, anzi la paura continuo ad avercela io. E non è poco, visto che già solo questa differenza limita enormemente la mia risposta ad avances maschili.

Insomma, qualsiasi ricerca sociologica risente nella costruzione, metodologia, e nell’interpretazione dei risultati della cultura del tempo e delle teorie cui fa riferimento.
Le due citate sopra possono essere facilmente smontate.

A questo punto, visto e considerato che ho trovato notevolmente interessanti gli esempi da te riportati in precedenza su alcuni tipici comportamenti maschili rilevabili in età puberale nel periodo in cui il confronto con i pari è di fondamentale importanza per la costruzione del sé, vorrei riportare qualche esempio femminile.
L’esempio riguarda i cambiamenti nel corpo femminile e la percezione di sé attraverso gli occhi degli altri.
Durante la pubertà avvengono nel corpo della donna i primi mutamenti. Il corpo prende forma, il seno, il bacino, mentre l’età anagrafica è quella che è. Le femminucce iniziano a percepire il cambiamento, iniziano a rendersi carine, percepiscono l’attrazione che il loro corpo suscita nei maschi. Immagino che fino qui tutti sappiamo bene o male quel che accade.
Ora io vorrei porre l’accento sul fatto che mentre avviene tutto ciò succede anche altro.
Vorrei chiedere alle donne del forum, se esiste qualcuna di loro che in quel periodo (diciamo dagli 11-12 anni in poi, mi fermerei a questa età però) non abbia subito episodi sgradevoli. Per episodi sgradevoli, intendo:
- palpate più o meno pesanti, per strada, in autobus, da uomini maturi, giovani e meno giovani;
- richieste sessuali più o meno dirette da parte di maschi più grandi, anche solo adolescenti, il più delle volte direttamente in famiglia;
A me è capitato, dagli 11 anni in poi con una certa regolarità.
Abitando in una grande città per spostarmi dovevo prendere l’autobus e quasi sempre se non trovavo un posto a sedere beccavo il maniaco di turno il quale agiva indisturbato nonostante l’autobus fosse pieno di uomini e donne adulti normali assolutamente indifferenti, dove per normali intendo che non toccano ragazzine sugli autobus. A dire il vero mi è capitato una volta persino mentre ero seduta, autobus pieno.
Se non ero accompagnata da un adulto, era regolarmente così.
E di queste cose non è che se ne parli molto, né con gli adulti né con i coetanei.
E le donne tra di loro non è che ne parlino molto, e non è che ne parlino agli uomini.
Perché?
Tutto ciò è considerato normale nello sviluppo di una femmina.
L’essere oggetto di attrazione sessuale passa anche attraverso queste cose qui e a 12 anni è difficile capire certe cose. Il tuo corpo è molto più avanti di quel tu riesci a comprendere, ed elaborare i mutamenti che avvengono non è cosa facile se nel contempo da una parte ti trovi i genitori che spingono verso una percezione di te ancora bambinesca, dall’altra ti trovi altri adulti maschi che fanno un uso di te che fino a quel momento ti era sconosciuto (nell’indifferenza generale degli altri che non fanno uso del tuo corpo così, uomini e donne), e da una parte il gruppo dei pari, con cui il confronto su questi temi è davvero arduo e con cui semmai si gioca soprattutto ad accentuare i tratti femminili di piacevolezza proprio perché iniziano i primi contatti con l’altro sesso.
Nella percezione della proprio corpo, del piacere legato al corpo, ecc ecc, può tutto ciò non influire sul comportamento di una femmina adulta?
Lo ribadisco, non mi riferisco a strupri o violenze ripetute e continuative, no no.
Esistono femmine adulte che non hanno sperimentato tutto ciò?
Io credo di no.

secondo me quello che vivono le donne
a quell'eta,cioe' nella fase adolescenziale e' l'inconsapevolezza (ma non per molto) di essere donne,ossia le creature piu desiderate,questo di fatto lo subisce,come hai appena descritto tu sopra,poi pero,molto presto direi, si rende presto conto del suo proprio fascino e del "potere" che ha nei confronti degli uomini che la circondano e a quel punto e' molto probabile che le cose si invertano,non credo che sara' piu lei a dover subire,casomai volente o nolente sara' proprio il contrario...e come non puo tutto questo non influenzare la vita di una donna dopo questo passaggio!
acquario69 is offline  
Vecchio 06-03-2008, 12.36.21   #150
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Originalmente inviato da senzanome
A proposito della prostituzione invece non molto tempo fa ne ho parlato con due mie amiche. Con una delle due abbiamo provato proprio a pensare come potesse essere, l'altra rideva a crepapelle e ogni tanto faceva riferimento al femminismo, alla dignità, insomma un po' a tutte le cose che ciascuno/a di noi può pensare.
Io e la mia amica abbiamo cominciato a seguire un ragionamento logico, immaginado anche un po' i particolari.
I nostri discorsi come al solito erano nati dal fatto che entrambe ci lamentiamo sempre della situazione economica e con questi chiari di luna...
Insomma, nei particolari tecnici-preparatori eravamo ferratissime, pronte per il business.
il problema si è posto quando abbiamo pensato "sì vabbè, ma chi ce la fa?"
Cioè ci siam dette "ma come facciamo a stare con tutti quegli uomini, tutti i giorni, per chissà quanto tempo?"
E il business è svanito così, cedendo il passo a stipendi da fame e rogne da sbrogliare ogni giorno.

senzanome,

oltre al valore narrativo, apprezzo quanto quotato perchè è un esempio reale, concreto di ciò che scrivo in altro post: l'impossibilità e/ o la difficoltà che il discorso femminile sulla prostituzione anch'essa al femminile non sia auto-referenziale. Anche nel tuo caso manca l'esperienza diretta dell'altro, manca l'esperienza diretta della controparte, manca l'esperienza diretta del cliente, il vissuto del e con il cliente.

Oltre a ciò, vorrei riflettere sul racconto del tuo vissuto.

A proposito della prostituzione invece non molto tempo fa ne ho parlato con due mie amiche

Mi sarei sorpreso se invece di parlarne con due amiche , ne avessi parlato con due amici. Già qui è evidente il quadro più o meno ovvio , più o meno scontato - vorrei che tu non mi fraintendessi - nel quale una donna di una certa cultura ed intelligenza non parla con due maschietti, ma con due femminucce. Ciò a conferma del carattere meramente ideologico ed ipocrita delle teorie secondo le quali la contemporaneità occidentale si distinguerebbe per un'emancipazione sessuale en masse. A tal proposito ricordo, tra le altre, la lezione di Foucault, lezione secondo la quale la proliferazione dei discorsi sul sessuale che caratterizza l'occidente a partire dagli ultimi decenni dell'ottocento, sarebbe l'effetto ed il risultato di nuove ed assai più sofisticate forme di subordinazione, inibizione, repressione, controllo.

Con una delle due abbiamo provato proprio a pensare come potesse essere

Uhm.. a come potesse essere. Ripeto, apprezzo il valore narrativo, ma una cosa è immaginare, pensare la situazione e le situazioni, un'altra il viverle. Una cosa è l'immaginazione dei preparativi tecnici, un'altra l'incontro ed il vissuto con un cliente che nel peggiore dei casi è un potenziale omicida.

Ed infatti: " il problema si è posto quando abbiamo pensato "sì vabbè, ma chi ce la fa?"
Cioè ci siam dette "ma come facciamo a stare con tutti quegli uomini, tutti i giorni, per chissà quanto tempo?"


E questo per me è un punto decisivo. Il momento, l'attimo, la serie di attimi, il tempo, il vissuto che separa la donna che comincia a prostituirsi da quella che non comincia.

Proprio così, con tutti quegli uomini, tutti i giorni, per chissà quanto tempo...
Qui decisivo è questo come facciamo a stare...

Franco
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