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Vecchio 23-02-2008, 13.27.48   #11
daniele75
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Chi compra il sesso compra la sua infelicità
Chi vende il sesso é vittima della società.
Il vero piacere é sia materiale che spirituale,un giusto equilibrio.
Chi ha scordato il proprio lato sentimentale vive a metà,non conoscerà mai la vera felicità.
daniele75 is offline  
Vecchio 23-02-2008, 15.26.29   #12
donella
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Riferimento: Sesso in vendita

Citazione:
Originalmente inviato da daniele tolu
Chi compra il sesso compra la sua infelicità

E perchè?

Con molta simpatia verso le prostitute e nessuna verso i clienti.... tanta vita "vera" insegnerebbe che gli unici attimi di felicità di chi paga per sesso... sarebbero proprio quelli legati al pagare per farlo!

donella is offline  
Vecchio 26-02-2008, 20.26.55   #13
misterxy
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Riferimento: Sesso in vendita

Citazione:
Originalmente inviato da Mary
Resta il fatto che la femminilità, la parte più intima e pura e bella della donna è stata rinchiusa da qualche parte e buttato via la chiave. Le donne lo hanno permesso ma a farlo sono stati gli uomini.
Gira e ti rigira è sempre colpa degli uomini... sentissi mai una donna fare un apprezzamento agli uomini... niente di niente, il vuoto assoluto. Solo critiche feroci e sprezzanti.

Ti chiedo: ma voi donne siete sempre delle povere vittime innocenti, come i bambini? Devo, quindi, considerarvi delle eterne minorenni che non dovrebbero neppure votare? (I minorenni non votano.)
misterxy is offline  
Vecchio 26-02-2008, 22.41.28   #14
misterxy
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Citazione:
Originalmente inviato da donella
E perchè?
Con molta simpatia verso le prostitute e nessuna verso i clienti....
E perché non provi "nessuna simpatia verso i clienti" ?
Senza di essi, come faresti a provare "molta simpatia" nei confronti delle prostitute...?


P.S. Provi "simpatia" anche verso i gigolò e disprezzo nei confronti delle loro clienti...?
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Vecchio 27-02-2008, 00.31.08   #15
individuo
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Originalmente inviato da Cravo&Canela
Ben detto! Mi hai tolto le parole di bocca....
bomber, tu cosa ne pensi di una donna che fa questo lavoro? Lo consideri un modo dignitoso di procurarsi da vivere?
ma scusate, anche chi va in fabbrica a tirare su e giù una leva in fondo si prostituisce, calpestando la propria dignità, eppure ho questo caso nessuno lo fa notare...il lavoro in fabbrica è culturalmente riconosciuto dignitoso, perché?
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Vecchio 27-02-2008, 00.53.18   #16
donella
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Citazione:
Originalmente inviato da misterxy
E perché non provi "nessuna simpatia verso i clienti" ?
Senza di essi, come faresti a provare "molta simpatia" nei confronti delle prostitute...?


P.S. Provi "simpatia" anche verso i gigolò e disprezzo nei confronti delle loro clienti...?

Carina la domanda!
Per risponderti ho dovuto pensarci un attimo, perchè avevo scritto tanto sinceramente quanto impulsivamente.

Probabilmente è che il cliente lo sento come uno stupidotto irrisolto, mentre la prostituta come quella sveglia che sa capitalizzare la stupidotteria altrui.
Considerato che aver a che fare con uno stupidotto è stancante in qualunque professione.... pensa quanto posso tenere nel cuore quella che deve pure farlo sentire "grande" e pure !

Naturalmente vale pari pari il reciproco (gigolò-donna cliente).

donella is offline  
Vecchio 27-02-2008, 09.51.43   #17
nevealsole
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Originalmente inviato da individuo
ma scusate, anche chi va in fabbrica a tirare su e giù una leva in fondo si prostituisce, calpestando la propria dignità, eppure ho questo caso nessuno lo fa notare...il lavoro in fabbrica è culturalmente riconosciuto dignitoso, perché?

Vedi, i ragionamenti come il tuo (che, ben inteso, sono la maggioranza) hanno una triste conseguenza: ridurre la società a ciò che è.
Perché trent'anni fa, una persona che lavorava in fabbrica era considerato un uomo dignitoso, oggi - nei fatti - un "coglione".

Vendersi per guadagnare 30.000 euro al mese, semplicemente, fa assurgere il denaro a valore, indipendentemente dal modo in cui se ne viene in possesso.
Per lo stesso motivo molti ragazzini taglieggiano i propri compagni di classe.
Per lo stesso motivo molti ragazzini comprano dagli spacciatori pasticche colorate che rivendono agli amici al doppio di quel che pagano (soldi facili, certo... lavorare onestamente così diventa solo disprezzabile).

Il piccolo influisce sul grande, e ormai siamo talmente permeati dal ritenere il denaro (o il possesso di denaro) un valore, da non renderci conto neppure della gravità di ciò che giustifichiamo.

Ma questa visione del mondo è di una pericolosità inaudita, perché legittima per l'ottenimento della maggior quantità di denaro possibile col minor sforzo ogni tipo di comportamento amorale e lesivo della dignità di ognuno di noi.

Dobbiamo smettere di giustificare chi percorre la strada più facile ritenendolo intelligente o degno d'ammirazione, perché così... sprofondiamo nel fango sempre di più.
nevealsole is offline  
Vecchio 27-02-2008, 12.04.08   #18
iulbrinner
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Originalmente inviato da nevealsole
....trent'anni fa, una persona che lavorava in fabbrica era considerato un uomo dignitoso, oggi - nei fatti - un "coglione"....
Vendersi per guadagnare 30.000 euro al mese, semplicemente, fa assurgere il denaro a valore, indipendentemente dal modo in cui se ne viene in possesso....
...siamo talmente permeati dal ritenere il denaro (o il possesso di denaro) un valore, da non renderci conto neppure della gravità di ciò che giustifichiamo...
Dobbiamo smettere di giustificare chi percorre la strada più facile ritenendolo intelligente o degno d'ammirazione....
Fortunatamente si trova ancora qualche isolato sprazzo di buon senso e di stabilità morale intorno a certe questioni.
Normalmente non trovo molti punti di accordo con nevealsole ma stavolta sì, senza riserve.
Aggiungo, di mio (senza che nevealsole se ne senta per questo coinvolta).
La prostituzione è una forma di sfruttamento del desiderio e delle esigenze sessuali maschili insoddisfatte, senza i quali la signora dai tratti asiatici che "alza" i 30.000 euro dovrebbe andarseli a lavorare e senza i quali (desiderio ed esigenze sessuali maschili insoddisfatte) non esisterebbero più le industrie della bellezza, della cosmetica, delle lingerie, della gioielleria, dei trattamenti estetici e di tutto ciò che serve al mondo femminile per far "arrapare" quello maschile.
Ancora una volta, dalla maggior parte dei commenti si rileva quello stravolgimento etico che giustifica la prostituta e condanna il cliente, giustifica la provocazione femminile e condanna il desiderio maschile, giustifica le donne e condanna gli uomini.
Tutto lecito, ovviamente, perché ognuno nel mondo vede ciò che vuole e gli assegna i valori che vuole; ma almeno rendersi conto del senso di ciò che si sostiene, delle implicazioni etico-morali, sarebbe utile, secondo me.
iulbrinner is offline  
Vecchio 27-02-2008, 12.18.12   #19
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Originalmente inviato da nevealsole
Vedi, i ragionamenti come il tuo (che, ben inteso, sono la maggioranza) hanno una triste conseguenza: ridurre la società a ciò che è.
Perché trent'anni fa, una persona che lavorava in fabbrica era considerato un uomo dignitoso, oggi - nei fatti - un "coglione".

Vendersi per guadagnare 30.000 euro al mese, semplicemente, fa assurgere il denaro a valore, indipendentemente dal modo in cui se ne viene in possesso.
Per lo stesso motivo molti ragazzini taglieggiano i propri compagni di classe.
Per lo stesso motivo molti ragazzini comprano dagli spacciatori pasticche colorate che rivendono agli amici al doppio di quel che pagano (soldi facili, certo... lavorare onestamente così diventa solo disprezzabile).



Il piccolo influisce sul grande, e ormai siamo talmente permeati dal ritenere il denaro (o il possesso di denaro) un valore, da non renderci conto neppure della gravità di ciò che giustifichiamo.

Ma questa visione del mondo è di una pericolosità inaudita, perché legittima per l'ottenimento della maggior quantità di denaro possibile col minor sforzo ogni tipo di comportamento amorale e lesivo della dignità di ognuno di noi.

Dobbiamo smettere di giustificare chi percorre la strada più facile ritenendolo intelligente o degno d'ammirazione, perché così... sprofondiamo nel fango sempre di più.

Ben inteso, secondo me tra il prostiutirsi in fabbrica, oppure facendo proprio la prostitua non c'è tanta differenza se non nel modo in cui lo si fa.

Se una prostituta d'alto borgo o bordo ( non so come si dice ) che prendere circa 300 / 400 € a " botta " lo facesse otto ore al giorno per me sarebbe sciocca quanto uno che lavora in fabbrica, se non per il fatto che prenderebbe decisamente di più.

Il metodo " facile " ammesso che lo sia, di fare soldi, per me è produttivo solo se serve come mezzo per arrivare ad altro, ovvero mantenere un giusto equilibrio tra lavoro soldi e tempo ( libero ) al fine di non frustrare troppo se stessi, pena il rischio di arrivare alla rassegnazione...ovvero ciò che stà succedendo alla maggior parte delle persone, che poi per sanare l'insoddisfazione si ritrovano proprio ad aver bisogno delle prostitute. Lavorare in fabbrica può svilire, deprimere uccidere addormentare a tal punto la psiche da portare la persona ad una sorta di abitudine rassegnazione che, se uno non non è abbastanza forte, lo trasfora in un morto che cammina.

Io non vedo nel guadagno facile la pillola della felicità, dico semplicemente che un metodo o l'altro non sono per me tanto differenti; io stesso ho pensato a prostituirmi, ma vuoi per motivi contingenti di fortuna o sfortuna, non sò, non l'ho ancora fatto.

Comunque Dovrei vedermici di fronte per vedere se ne avrei il coraggio.

In ogni caso lavorare per denaro fine a stesso, ovvero subordinare se stessi, autosfruttarsi questo è svilente, ripeto questo è SVILENTE..l'unico caso in cui qualsiasi lavoro restituisce dignità è quando i soldi servono per motivi contingenti e non fine a se stessi per poter permettersi di più.

Quindi ripeto: fare la prostiuta o fare il parlamentare per avere più soldi è svilente allo stesso modo, non si va al nocciolo.

Fare la prostituta o lavora in fabbrica perchè si ha bisogno di soldi, anche in questo caso è uguale...è solo una questione culturale.

Fare la prostiuta perchè si guadagna più velocemente è rischioso quanto tutti i lavori che vengono scelti o ambiti per guadagnare più velocemente.

Io non condanno i metodi; concentrarsi sui metodi porta a mio avviso solo confusione sul concetto di dignità e di realizzazione. Fare il parlamentare per soldi non è più dignitoso di fare la prostituta per soldi.
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Vecchio 27-02-2008, 14.53.39   #20
donella
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Originalmente inviato da iulbrinner
Ancora una volta, dalla maggior parte dei commenti si rileva quello stravolgimento etico che giustifica la prostituta e condanna il cliente, giustifica la provocazione femminile e condanna il desiderio maschile, giustifica le donne e condanna gli uomini.
Tutto lecito, ovviamente, perché ognuno nel mondo vede ciò che vuole e gli assegna i valori che vuole; ma almeno rendersi conto del senso di ciò che si sostiene, delle implicazioni etico-morali, sarebbe utile, secondo me.


Per la piccola parte in cui posso personalmente aver dato luogo a questa lettura, vorrei soltanto ricordare la sostanziale differenza tra semplcie osservazione dell'essere ed auspicabile miglior ponderazione del dover essere.

Quando goliardicamente dico che mi è più simpatica la prostituta che il cliente, e quando goliardicamente mi viene chiesto perchè, e sempre goliardicamente (ma sinceramente) rispondo che tra un allocco e una sveglia .... mi è più simpatica quella sveglia che sfrutta l'allocco dove l'allocco si autocandida per essere sfruttato............. io mi limito (goliardicamente) a guardare quel che è (mi piaccia o meno!).... anzi: quel che è da sempre (vogliamo tenerne conto anche nel tratteggiare la bozza del "dover" essere?).

Il dover essere, che dovrebbe anche accordarsi col "poter" essere, concordo che meriti tutt'altra profondità.

Per il momento, però, ogni sera che torno a casa, rischio in un paio di tratti (faccio 20 km per tornare a casa dal mio lavoro) di tamponare un "doblo'" o un "berlingo'" o una vecchia "marea"... perchè quando vedono due coscette albanesi quindicenni.... anzichè chiamare i Carabinieri .... puntano d'improvviso (e non di rado con gli stop rotti) per valutare con calma il rapporto prezzo-aspettative!

Tanto mi mostra la vita che vivo, oggi, 27 febbraio 2008, ma non da oggi.
Ogni sera penso a mogli e figli degli stupidotti.
Poi penso alla bambina in mutande che vedo lì e che magari è più piccola di mio figlio che è alle prese con la playstation, e - scusa Iul - ma se mi fai pensare troppo a lungo.... dubito di sapermi fermare al benevolo "stupidotto". Per cui mi fermo qui.

donella is offline  

 



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