Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 11-04-2013, 20.53.11   #301
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Riferimento: Esiste qualcosa al di fuori dell'io?

Credo che jeangene abbia inteso con forma il principio intelligibile, quale che sia, unificatore del molteplice empirico.

Ed è l'essere umano, in questo senso che dà forma all'universo con la sua attività simbolica o categoriale.

Nella mente non arrivano gli oggetti quali sono nella realtà, non arriva un sasso nel cervello ma la sua "forma".

La forma che dà la mente non è "nell'universo fuori" ma è solo in quella parte dell'universo che è "dentro" ... c'è tuttavia fra fuori e dentro una corrispondenza funzionante che è sufficiente per dire che conosciamo.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 13-04-2013, 13.10.56   #302
maral
Moderatore
 
L'avatar di maral
 
Data registrazione: 03-02-2013
Messaggi: 1,314
Riferimento: Esiste qualcosa al di fuori dell'io?

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse

Non compremdo cosa si intenda con "accordo delle soggettività"!?
E' quell'accordo a priori per cui se tutti siamo d'accordo su cosa guardare e come guardarlo la sua presunta verità non sarà oggettiva, ma frutto del nostro accordo intersoggettivo e la verifica non sarà rispetto alla realtà per come essa si dà, ma alla congruenza con quanto si è stabilito di osservare o escludere. Se ad esempio è prestabilito che ciò che è significativo va, come dici, matematizzato, tutto ciò che non è quantificabile secondo numero sarà tenuto fuori non perché sia in realtà insignificante, ma perché lo è in relazione al presupposto che per accordo o imposizione intersoggettiva ci siamo dati. Ne va della nostra credibilità tra gli addetti della disciplina.

Citazione:
Gli è, come dicevo, che i concetti filosofici non valgono per la scienza!.
E cos'è la scienza se non un particolare tipo di filosofia che vuole essere considerata l'unica possibile?
Citazione:
L’oggettività della scienza significa conformità ai fenomeni dell’universo fino ad arrivare, in un impensabile domani, ad esplicare compiutamente il grande fenomeno dell’intero universo/multiversi, ecc…
Significa conformità al metodo, non conformità ai fenomeni oggettivi, come abbiamo detto, per cui l'universo esplicato dalla scienza in un impensabile domani sarà sempre un modello lecito per autoconsistenza logico matematica tra i tanti modelli leciti di universo, compresi quelli mitici, non la realtà delle cose.

Citazione:
La sperimentazione/matematizzazione, simulando il fenomeno, garantisce, nel contingente, l’oggettività necessaria e sufficiente per i nostri scopi.

La simulazione, proprio in quanto simulazione, simulazione resta.
Il "Work in progress" con il domani che garantisce di più in funzionamento è poi uno dei grandi miti scientifici che prima è stato cristiano. Cosa ci garantisce che non sia invece un work in regress? Davvero oggi le cose funzionano meglio di due o tre secoli fa? Davvero la conoscenza è in continuo progresso? O dobbiamo assolutamente credere che sia così? Il mondo funziona meglio perché oggi abbiamo i tostapane che cuociono meglio il pane? O tante marche di frigorifero per ciascuno anziché una ghiacciaia comune interrata? Rispetto a quali ambiti di senso le cose funzionano meglio che in passato?

Citazione:
Ma, come detto nella nota al precedente post, “oggettività” ha anche il significato di precisione e mantenimento sempre più spinto della “costanza” dei campioni costituiti come riferimento: per la scienza il pregio non è tanto nell'essere, ma nel divenire ed evolvere.
E i campioni costituiti come riferimento non sono forse arbitrari a priori nella pretesa di una comune accettazione intersoggettiva? E, di nuovo, il divenire è un evolvere o dobbiamo pensarlo tale tutti d'accordo?

Citazione:
E’ sempre stato così….basta riandare alla storia.
E la storia non assume il suo significato progressivo solo in ciò che adesso, alla luce della nostra attuale visione culturale, pensiamo di essa? Esiste una storia che non sia interpretazione culturale attuale?
Citazione:
In ogni caso non è tanto il "metodo", nella sua globalità, che garantisce, ma, specificatamente, la sperimentazione, la matematizzazione, la ripetibilità della sperimentazione stessa in congruenza con le leggi fondamentali dell'universo oggi note.
Infatti, non è il metodo in generale, ma il metodo nelle sue specifiche che comprendono la sperimentazione controllata secondo standard e tradotta in risultati numerici, questi sono proprio i requisiti del metodo a cui occorre a priori attenersi, come tu stesso ribadisci, per mantenersi nel contesto scientifico, uno dei tanti possibili, ma quello che reclama solo a se stesso la pretesa di giudizio realistico sui fenomeni.

Citazione:
Infatti, quello che oggi non funziona, pur col massimo di approfondimento possibile, funzionerà domani! A che servirebbe, se nò, la ricerca?
Ma purtroppo non è da escludersi che quello che prima funzionava domani non funzionerà più. Non è da escludersi che quello che pensiamo progresso della conoscenza (nel senso ampio del termine conoscenza) non sia in realtà un regresso proprio in virtù delle sue pretese di esclusività sempre più spinta che lo porta a tutto spiegare senza nulla comprendere.

Citazione:
Non è escluso, comunque, dalla stessa ricerca scientifica, ad es., un continuo approfondimento della più intima essenza della materia: a che servirebbero altrimenti i ciclotroni, lo LHC del CERN, la caccia ai neutrini sotto il Gan Sasso, ecc...?
Ma la ricerca dei neutrini è davvero ricerca della "più intima essenza della materia"? stiamo cercando intime essenze o non piuttosto modelli incompleti di rappresentazioni del nostro concetto mentale predefinito e ben separato di materia?

Citazione:
Infatti, il funzionare assoluto, diciamo perfetto, concepito come impossibile e, comunque, dispendioso, non è lo scopo dell’immediato! Interessa invece che qualcosa sempre più funzioni e ci serva per cavarcela: il concetto è sempre… Try and Error!...Work in progress!...Io… speriamo che me la cavo!...ecc….
Infatti, la finalità è lo stesso work in progress, o meglio, il work che va creduto in progress.

Citazione:
Quanto alla danza della pioggia non credo sia il “contesto culturale” scientifico attuale a non garantirne l’efficacia!...il problema è che non è matematizzata!
Già, solo quello che è matematizzabile la matematica può deciderlo per vero o falso e dunque è significativo. Bella assunzione autoreferenziale!

Citazione:
E sottinteso (inutile sottolinearlo) che la vastità del sapere scientifico, nelle sue varie branche, o è “work in progress” o è oggettivamente dimostrato e autoaggiornante/autocorreggente in conformità al “metodo”.

Appunto in conformità al metodo, alla regola sintattica pre assunta.

Citazione:
Non esiste niente del genere in una qualunque religione o filosofia: le vaste risultanze delle elucubrazioni cristiane o induiste o altro…costituisco forse opere immense, ma non sono matematizzate: mi pare siano un sovrapporsi incongruo, ampliato nel tempo, di ogni esplicazione e teoria…da cui l’adepto sceglie ed estrae ciò che gli aggrada e soddisfa allo scopo...soggeyyivamente...seco ndo proprio giudizio.
Ma il metodo non sfugge alla soggettività degli adepti, finge di ignorarla in quanto la riduce a soggettività condivisa secondo regola prestabilita.
Citazione:
Ma credo che la concreta realtà dell’universo, il misurabile e ponderabile, sia incontestabilmente sotto l’egida del sapere scientifico…concettualmente e strumentalmente attrezzato ad hoc oltre il pensabile.
Dici bene "credo", infatti è un'espressione di fede.

Citazione:
Sarebbe presunzione immensa da parte di altre discipline intervenirvi …per quanto la cosa accada…magari accampando ideologie metafisiche o trascendentali spesso incongrue e contrastanti col buon senso: lo lascia supporre lo stesso titolo di questo topic!
Come sarebbe presunzione immensa da parte della scienza giudicare dei prodotti di pensiero non scientifici (non rispettosi del metodo) ?

Citazione:
ognuno che si immetta nel campo del sapere, o di un presunto sapere, ci tiene ad assumere una qualche vernice di scientificità.
Sì, nell'ottica culturale attuale, perché solo la scienza promette agli occhi della contemporaneità la vera conoscenza rendendo futili tutte le altre attraverso la propria volontà di potenza: la promessa illusoria del controllo del reale (ovviamente mai definitiva, ma sempre in progress). Di fatto ciascuno è obbligato per apparire credibile nell'ottica del come si deve correttamente pensare

Citazione:
Comunque dico inconsistente perché ingenuo: dopo quattrocento anni di esercizio e milioni forse miliardi di applicazioni…con una attuale esplicazione scientifica attiva oltre ogni limite, ecc…ancora presumiamo che non sia valido!
E' valido, ma lo è nell'ambito del contesto di senso e di potenza della verità scientifica, che non è la Verità, né il metodo scientifico è in sé vero. Quattrocento anni di esercizio non sono nulla in rapporto ai centomila anni di esistenza dell'homo sapiens (che peraltro è una specie molto giovane comparata ad altre) e sinceramente non mi pare che prima di 400 anni fa gli esseri umani fossero sull'orlo dell'estinzione non avendo il bagaglio di corrette conoscenze per stare al mondo, anzi, forse il pericolo di estinzione è molto più forte dopo gli ultimi 400 anni di work in progress scientifico.

Citazione:
Il tuo criticare verte su un paradigma filosofico che non ha senso per la scienza: dovresti averlo ora capito dalle risposte che ho dato in questo post.

Infatti, da un punto di vista filosofico, in assenza di sperimentazione, matematizzazione, ripetibilità generalizzata, potresti anche avere ragione, ma, per il perseguire scientifico le tue critiche non hanno senso …la scienza non è filosofia ed è questo il tuo qui quo qua.

Come volevasi dimostrare. La scienza dovrebbe invece rendersi conto (e i migliori scienziati se ne rendono conto) dei limiti di visione che le competono e che sono generati proprio da quella sperimentazione stadardizzata e quantificata in cui consiste il metodo. Per farlo occorre che il pensiero (pure quello scientifico) riprenda la capacità di pensare se stesso, cosa che invece alcuni adepti della scienza ritengono un'inutile perdita di tempo, tutti presi come sono dal loro work in progress.

Saluti
maral is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it