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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 07-07-2014, 00.26.24   #141
green&grey pocket
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Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

Citazione:
Originalmente inviato da gyta
...

Questa è filosofia? Questo è un pensiero intorno al senso dell’essere?
Quale contenitore pronto a trasferirlo [seppellirlo forse] in una semplice visione di adattamento psicologico?
Le domande poste in questo excursus restano tutte.. a chi le sentirà vere/ verosimili o parzialmente vere..
parzialmente indicative di alcunché..

i tuoi ultimi interventi gyta mi sono piaciuti tantissimo, non so se per un salto qualitativo inimmaginabile, o perchè il tuo spiritualismo (sì ti ho etichettato, operazione scorrettissima) ha cominciato a convivere con le tematiche che io chiamo (sulla scorta di sini) prassi umane.
sembra una critica, e invece volevo solo farti i complimenti.

l'ultimo tra l'altro ha posto tutti temi che sento centralissimi.
condivido tutte le tue domande, anche se forse per pigrizia, non le sento più urgenti come prima (avrà il senso del tuo "in calce").


la risposta che ti ha dato maral, è purtroppo abbastanza corretta, io penso che siano quelle le aporie, cioè pensare di aver nominato qualcosa, che poi però subito dopo sfugge ancora.

d'altronde è nel tuo stesso acutissimo domandare, che domandi del perchè vi sia questo slittamento.

le tue ultime considerazioni, non so quanto polemiche o realmente sentite, sono in effetti quello che penso.

la filosofia è quella scienza che deve poter guardare assai lontano, il problema è che in tutto quegli inscatolamenti. rischia anche di seppellire, qualcosa di vitale.

ma non è una impressione, io lo penso davvero.
seppellisce la vita.

è per questo che la filosofia fa inorridire o viene mutuata in qualcosa di asettico.

mi ricordo di una frase di cacciari, che allora mi fece molto impressione.
domandare ai morti richiede in cambio il sangue.
il nostro sangue: la vita.

quando si parla di filosofia si parla di qualcosa di vitale, di pratico.
io non lo nego e anzi l'ho scritto mille volte (non su questo forum) la filosofia è vita.
certo vita...ma in cambio di altra vita, in cambio di una signora che seppellisce gli ordini, le nominazioni.
ci inghiotte. questa è l'aporia.
pensiero sulla morte che richiama gli spettri della morte che ci inghiottono, o chiedono il nostro sangue.

paul scrive che il filosofo non ha più coraggio, sono d'accordo, ma non nel senso dell'azione (anche se concordo anche in quel senso) ma prorpio di sacrifico della gittata dello sguardo e dell'orizzonte di sguardo.
oggi sono tutti specializzandi in qualcosa, di molto miope, di molto frustrante.
non è un caso la parcellizzazione delle mansioni è un obiettivo del sistema.
me ne interesso, ce ne interessiamo.
ma non è fare grande filosofia.

come dici tu, tutte quelle domande restano, spaventosi dejavù, che testimoniano che l'adattamento non basta. Non basta per niente, nemmeno lontanamente.

bisogna in qualce modo avere un animo, una emozione forte, che abbia carità di queste sepulture, di queste generalizzazioni violente e inutili.

cara gyta cosa le sottende? cosa sottende questa bisogno di oltranza, di incarnazione umana dell'oltranza (unico filosofo a dirlo)?

il bene platonico cosa è? se non questa verità, questo terrificante X, che come dici tu una volta nominata, anche se fosse nella forma più generale di X, di incognita, di enigma (le parole che più ho sentito), perde tutto il suo senso.
persino dire come cantor, che l'infinito ci richiama, non ha senso se poi non lo si vive fino in fondo.
la verità è dunque dei pazzi? (nietzsche o cantor appunto?) no! semplicemente hanno ceduto, (sifilide e morte del figlio), ma le loro ricerche testimoniano anzitutto della nostra limitatezza, e secondo tutto che nemmeno quelle ricerche hanno prodotto qualcoda se non aporie (il nichilismo e l'impossibilità dell'infinito alla terza).

il problema vero è proprio il nichilismo, attraversarlo.
anche tutti i nostri scritti sono volontà di potenza e insieme adattamento psichico a delle urgenze, qualcosa di là ci chiamo, e qualcosa di qua ci chiama (il sesso il potere), ci mettiamo freudianamente nella condizione di guardarre le ombre di quel richiamo, per farlo dobbiamo scrivere, scrivere, scrivere.fino a quando la tensione di quel richiamo si placa.
allora proviamo a voltarci e niente, non lo facciamo, e continuiamo a guardare quelle ombre che sono anche la nostra scrittura, quelle ombre sono aporetiche e insieme sempre freudianamente, legate a qulla luce che le proietta.


andiamo ancora avanti, perchè ne parli, non è che non l'hai scritte queste cose, magari con il tuo vocabolario, ma sono tutte cose sensate, forti.

se ci fosse una ombra più grande delle altre, un ombra che rende quella tensione costantemente in scacco. saremmo ancora capaci di vedere la luce?
la risposta è questo nostro tempo.
l'ombra è la scienza, la logica e persino (eresia?) la stessa filosofia (ben oltre la scienza).

rimane l'altra tensione però...attenzione ora mi discosto dal tuo pensiero:

l'eros non è la filosofia, l'eros è la natura, il perturbante assoluto congenito, il proiettore simbolico delle società.
quello di cui parli, è quello di cui si nutrono culti antichi, tribali, panteistici.
divorazione del cuore, del cuore dell'animale come feticcio, come sostituzione dell'orda cannibale, originaria.il feticcio si fa rito, il rito si fa sacro, la terra si fa sacra, in nome della terra si fa missione.
l'amore diventa la missione.
io ti salvo in nome di un dio (cannibale per eccellenza).
si fa di nuovo morte (l'amore divorante).
è in nome della sua sostituzione che si forma la giustizia con la legge di non mangiare, di non uccidere, in una sola parola di non amare.
cioè vi è una sostituzione di una sostituzione originaria (è questo che non sopporto).

eccoci al dunque, i greci lo sapevano molto molto bene, visto che l'hanno inventata loro.
la realtà è ciò che sottende tutto questa tragedia, ossia la totalità.

ossia una "natura" dietro la natura e l'uomo (lo so che è un dualismo, ma così si è composto nella storia) .

una natura che se ne infischia della verità e anzi, la seppellisce per davvero in nome di una ciclicità che però deve avere per forza una comunanza con la verità.(proprio in quanto ciclicità, eterno ritorno dell'uguale, eterno apparire del cerchio del sembiante concentrico)

è su questa assonanza con la natura con la morte e l'eros, che tutte le ombre non basteranno mai a sopprimere la verità.
perchè nel loro inferino modo di fare, ci ricordano qualcosa che abita anche in noi.

se questo è l'orizzonte nominato, rimane da nominare la realtà e la verità che la sottende.
ci attendono ancora aporie. bisogna farsene carico e superarle una alla volta, oppure un infinito alla volta.
una cosa possiamo dirla molte le abbiamo superate grazie ai grandi della storia della filosofia.(nominazione su nominazione senza sosta senza perder fiducia nell'uomo).

unica cosa: non possiamo togliere l'uomo. (ma la totalità potrebbe benissimo infischiarsene e cancellarci in un nanosecondo, relativamente parlando, meglio si dice come la necessità che sia, e cioè che è già stato nella nostra prospettiva, per ora si accontenta di eliminarci un pò per volta ).

non possiamo fermarci sui nostri morti o sulla dimensione infernale (dualista) della filosofia: la verità ci chiede uno sforzo che coincide con il nostro desiderio, sia come destino (il ciclo degli amori e dei morti) sia come ultra-metafisica. in una sola parola quale è il nome? chi siamo?

ps


gyta nel primo dei post geniali parlavi assai bene della relazione, in questo ultimo, invece non c'è traccia, come mai?interessante.

green&grey pocket is offline  
Vecchio 07-07-2014, 07.42.16   #142
sgiombo
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Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

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Originalmente inviato da maral
La risposta è semplice, caro FMJ, la volontà di potenza si incarna sul piano fenomenico nell'io, dunque in te, in me in tutti noi, nella nostra psicologia fondante di io coscienti. Volere che una cosa diventi altro da ciò che è, ossia volere l'impossibile. Volere che il falso diventi vero e il vero diventi falso, volere che il nulla diventi qualcosa che è e il qualcosa che è diventi nulla e soprattutto volere il proprio volere in modo assoluto, senza limiti.

Beh, che tutti (chi più chi meno) talora si pecchi di presunzione o che talora si facciano calcoli sbagliati pretendendo l' impossibile lo posso ammettere (anzi, mi sembra ovvio e inevitabile).

Ma non mi sembra sostenibile che nella "psicologia fondante" di tutti noi coscienti vi sia la pretesa di volere qualsiasi cosa (compreso l' impossibile) senza limiti.

Gli affetti da mania o delirio di onnipotenza per fortuna sono piuttosto pochi!

Ultima modifica di sgiombo : 07-07-2014 alle ore 12.58.59.
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Vecchio 07-07-2014, 10.24.07   #143
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Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

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Originalmente inviato da maral
La risposta è semplice, caro FMJ, la volontà di potenza si incarna sul piano fenomenico nell'io, dunque in te, in me in tutti noi, nella nostra psicologia fondante di io coscienti. Volere che una cosa diventi altro da ciò che è, ossia volere l'impossibile. Volere che il falso diventi vero e il vero diventi falso, volere che il nulla diventi qualcosa che è e il qualcosa che è diventi nulla e soprattutto volere il proprio volere in modo assoluto, senza limiti.

La risposta è molto complicata.

1) Esiste un IO che è cosciente nel quale opera qualcosa come la "volontà di potenza";
2) Esiste una psicologia;
3) Esiste una cosa che è in un modo e che si vuole far diventare altro benché questa operazione sia impossibile (e inutile) dato che è volere l'impossibile;
4) Esiste un vero e un falso;
5) Esiste un nulla e un qualcosa;
6) Si vuole trasformare il vero in falso e il falso in vero;
7) Si vuole trasformare il nulla in qualcosa e il qualcosa in nulla;
8) Esiste un volere il proprio volere in modo assoluto.

Ho messo qui alcune cose.
Dimmi solo questo: come distingui il vero dal falso e il nulla dal qualcosa?

FMJ
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Vecchio 07-07-2014, 10.43.44   #144
FMJ
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Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

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Originalmente inviato da green&grey pocket
non ho capito di che parli.
nè perchè ti ostini a essere così arrabbiato.

provo a interpretare e a rispondere.

ho detto che la scienza galileiana è un assunzione autofondante, ma che cerca una logica coerente, alle proprie assunzioni.
il costruttivimo fa lo stesso, ma non vedo una logica coerente alle proprie assunzioni.
è molto più semplice.
galileo dice se A allora è B, semplicemente perchè ha visto B e solo allora ha originato, autofondato, quella relazione di deduzione che chiamertà f(a)=b.
galileo ha vinto, è piaciuto di più, è più coerente, spiega più cose.

se il costruttivismo facesse lo stesso, la troverei interessante, questione di selezioni, che provo ad argomentare.
ma se l'intenzione è di guardare b (l'uomo) stabilendo fin dall'inizio che è una macchiana biologica (b), poi la relazione "quella macchina biologica che è l'uomo" è "una macchiana biologica", mi sembra di una logica stucchevole.

tu non puoi stabilire a priori A, ma solo B, e quindi devi dimostrarci che l'uomo è quelle macchiana biologica: se io ti dico che ho il concetto di totalità in testa, allora come posso essere semplicemente quella macchina biologica A?
non mi sembra di dire conse insensate, pensa a tutti i dilemmi della neuroscienza o dei mentalisti.
se io descrivo A come macchina biologica, come posso dare conto inoltre dei suoi universali?dei suoi valori? del senso?
della verità?
la mia conclusione è che quel tipo di funzione f(A)=B è falsa.
questione mia quella.
ma sulla argomentazione che pongo non vedo come tu possa aggirarla.
(le scienze non ti danno ancora gli strumenti per farlo)

insomma:
prima bisogna fare i distinguo di indagine, poi solo allora possiamo parlare delle scelte di relativismo o meno.(il metodo, insommma il metodo di indagine!)

posso rispondere solo tra una settimana.
(anche se all'85% siamo ormai nella condizione di finirla qui, mi pare).

Chi è arrabbiato? Io sono serenissimo. Semplicemente, discuto con rigore. Ti ho offeso? Non mi pare...

1) QUALSIASI sitsema formale, coerentemenete costruito a partire da ASSIOMI,, è coerente con LE SUE ASSUNZIONI. E' ovvio e banale direi. La scienza galileiana ha la coerenza interna della MATEMATICA. Peccato che la matematica sia vittima dei due teoremi di incompletezza di Goedel. Da quello che capisco, solo Maral sa di cosa parlo...
2) Tu non "VEDI" una coerenza interna al sistema costruttivista. Peccato che fior fior di matematici e logici la vedano eccome. Anzi, uno dei punti di forza del costruttivismo Kelliano (Kelly era un matematico), anche a parere dei più feroci detrattori, è proprio il sistema assiomatico che rende MOLTO coerente la teoria... Nemmeno i più feroci detrattori della teoria Kelliana, fior fior di matematici, fisici, filosofi ecc. hanno mai messo in dubbio la coerenza interna del sistema...
3) Io continuo a pensare che tu stia scherzando e ti stia divertendo. Chi ha mai detto che l'uomo E' una macchina biologica? Vedi, se non riesci a capire il costruttivismo, come fai a criticarlo? Il costruttivismo dice che "sul piano fenomenico biologico, il vivente PUO' essere costruito come una macchina biologica e questo, produce una serie di altri discorsi". Partendo da questa ASSUNZIONE, si generano certe conseguenze. Altri partono da altre ASSUNZIONI: per esempio, che l'uomo sia SPIRITO. Avranno altri risultati e altre conseguenze. Ciò che distinguerà le diverse ASSUNZIONI saranno le conseguenze, le capacità predittive e anticipatorie;
4) Quando parli di "valori", di "senso", di "produzione di significati", a che livello fenomenico ti trovi? Di che stai parlando? Sono ALTRI "EVENTI" che tu descriverai e costruirai su piani fenomenici DIVERSI. Non cercherai mica questi "valori" studiando la chimica o la fisica. Giusto? Si tratta di piani fenomenici assolutamente diversi, con ASSUNZIONI diverse.

Infine, se ne sei in grado, continuo a chiederti di indicarmi qualcosa in filosofia, nelle scienze, nelle religioni, che NON SIA AUTOFONDANTE.

A presto.

FMJ
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Vecchio 07-07-2014, 11.23.10   #145
CVC
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Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

Citazione:
Originalmente inviato da FMJ
1) Dico che il costruttivismo non "spiega tutto", dato che non so nemmeno cosa possa significare "spiegare" o cosa sia il "tutto". Tu chiarisci bene cosa intendi, DEFINISCI, e poi io ti dico cosa può "spiegare";
2) La geometria si FONDA sul TEOREMA DI PITAGORA? Senti, amico mio, te lo dico sinceramente e come lo direi ad un amico: mi stai prendendo in giro? Scherzi?
3) Il teorema di Pitagora è emerso dall'"EVIDENZA"? EVIDENZA "DE CHE"? Hai chiaro che il teorema di PITAGORA è un TEOREMA DELLA GEOMETRIA EUCLIDEA e che la geometria euclidea sorge partendo da POSTULATI INDIMOSTRATI?
4) Che cosa sarebbe questa EVIDENZA? Se è l'evidenza del teorema di Pitagora... allora, ragazzi, SIAMO DAVVERO FRITTI!

FMJ
Amico FMJ, se vuoi ridefinire tutto il vocabolario fai pure.
Se mettiamo in dubbio pure l'importanza e imprescindibilità del teorema di Pitagora o il significato di termini come 'evidenza', siamo allora su di un piano meramente dialettico
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Vecchio 07-07-2014, 12.11.02   #146
gyta
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Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

Citazione:
l'eros non è la filosofia, l'eros è la natura, il perturbante assoluto congenito, il proiettore simbolico delle società.
quello di cui parli, è quello di cui si nutrono culti antichi, tribali, panteistici.

(Green&grey pocket)

Non ci resisti proprio, eh? Porti al nostro incontro
una presunta astrazione storica di quanto sia eros.
E' quanto rifuggo nel forum (e ovunque).
Portami il tuo sentire, la tua esperienza
(o al massimo la tua costruzione).
A cosa mi rapporto sennò?

Parli di salti “qualitativi” ma quale realtà di valore (“qualitativa”)
pensi possa esserci in confronti che esulino da un sentire diretto?
non esistono genialità.. esistono campi possibili e campi disertati..

Citazione:
il tuo spiritualismo ha cominciato a convivere con [..]

Spiritualismo? O semplice formalismo contingente costretto?

Per il resto.. sì, in un certo senso è dei pazzi.. o così risalterebbero ora ( ?) nel contesto globale..
Riguardo alla mancanza di relazione riferita all’ultimo scritto se a quello ti riferisci
è implicita al “parafrasato” campo di higgs..

Citazione:
il problema vero è proprio il nichilismo, attraversarlo.
anche tutti i nostri scritti sono volontà di potenza e insieme adattamento psichico a delle urgenze

Possedere un’identità intellettuale non significa bramare un campo di potenza che non ci appartiene..
i confini sono sottili ma non invisibili.. posto l'averne coscienza..

Citazione:
è per questo che la filosofia fa inorridire o viene mutuata in qualcosa di asettico.

La filosofia non fa inorridire quando è analisi di un sentire e di un pensare
e non mera proiezione di campi posti al di là dell’urgenza..
forse è questa urgenza che spesso e volentieri scambiamo per genialità..

Citazione:
la verità è dunque dei pazzi? (nietzsche o cantor appunto?) no! semplicemente hanno ceduto, (sifilide e morte del figlio), ma le loro ricerche testimoniano anzitutto della nostra limitatezza

Ma quale limitatezza che non la si brami accogliere come tale?
Perché pesare su di una bilancia che non esiste?
Io devo ciò che sono ad ogni osare che mi ha preceduto e forse in potenza a quello che mi succederà.
Citazione:
la verità ci chiede uno sforzo che coincide con il nostro desiderio, sia come destino (il ciclo degli amori e dei morti) sia come ultra-metafisica. in una sola parola quale è il nome? chi siamo?

Esatto: chi siamo!
Nessuna verità di fare coincidere alcunché.
Solo scoperta che non sia parziale.


Citazione:
Il pericolo è forse che di nuovo l'eros si faccia di nuovo volontà di potenza, si faccia quindi finzione astratta che vuole convincere e convincersi di essere assolutamente vera.

(Maral)

Sì, lo è. ..
gyta is offline  
Vecchio 07-07-2014, 12.34.11   #147
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Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Amico FMJ, se vuoi ridefinire tutto il vocabolario fai pure.
Se mettiamo in dubbio pure l'importanza e imprescindibilità del teorema di Pitagora o il significato di termini come 'evidenza', siamo allora su di un piano meramente dialettico

CVC, guarda che stiamo discutendo. Anch'io cerco di capire. Se tu mi dici che il teorema di Pitagora è imprescindibile, io ti dico di sì, MA SOLO NELLA GEOMETRIA EUCLIDEA:

"La dimostrazione classica del teorema di Pitagora completa il primo libro degli Elementi di Euclide, e ne costituisce il filo conduttore. Dato che richiede il postulato delle parallele, esso non vale nelle geometrie non-euclidee e nella geometria neutrale".

Quanto all'"EVIDENZA", chiariscimi a cosa ti riferisci. EVIDENTE cosa? A CHI?
Con "EVIDENZA", intendi dire che quando guardo un fiore nel mio giardino, esso è lì, "EVIDENTE"? Cosa intendi? Oppure ti riferisci all'EVIDENZA cartesiana? Già ampiamente criticata... assurda...

La psicologia ha negato qualsiasi valore, sul piano fenomenico psicologico- conoscitivo ad una sedicente forma intuitiva di conoscenza, ritenuta, in chiave dogmatica, efficace.

Fammi capire meglio cosa intendi.

FMJ
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Vecchio 07-07-2014, 14.42.17   #148
CVC
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Citazione:
Originalmente inviato da FMJ
CVC, guarda che stiamo discutendo. Anch'io cerco di capire. Se tu mi dici che il teorema di Pitagora è imprescindibile, io ti dico di sì, MA SOLO NELLA GEOMETRIA EUCLIDEA:

"La dimostrazione classica del teorema di Pitagora completa il primo libro degli Elementi di Euclide, e ne costituisce il filo conduttore. Dato che richiede il postulato delle parallele, esso non vale nelle geometrie non-euclidee e nella geometria neutrale".

Quanto all'"EVIDENZA", chiariscimi a cosa ti riferisci. EVIDENTE cosa? A CHI?
Con "EVIDENZA", intendi dire che quando guardo un fiore nel mio giardino, esso è lì, "EVIDENTE"? Cosa intendi? Oppure ti riferisci all'EVIDENZA cartesiana? Già ampiamente criticata... assuda...

La psicologia ha negato qualsiasi valore, sul piano fenomenico psicologico- conoscitivo ad una sedicente forma intuitiva di conoscenza, ritenuta, in chiave dogmatica, efficace.

Fammi capire meglio cosa intendi.

FMJ
Intendo che il teorema di Pitagora non è una costruzione. Non si sa come si sia giunti alla conclusione che la somma del quadrato dei cateti equivale al quadrato dell'ipotenusa. Archimede giunse al pi greco con un ragionamento, ma quale ragionamento può aver portato al teorema di Pitagora?
Suppongo che qualcuno si sia accorto in modo casuale della relazione fra cateti e ipotenusa e da li è nato tutto. Ma non si può parlare di costruzione in una scoperta casuale, così come Colombo non ha costruito la scoperta dell'America.
L'intuizione è un illuminazione, un qualcosa che si impone per la sua evidenza. È evidente perché non si può negare, prendi pure questa come definizione di evidenza.
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Vecchio 07-07-2014, 17.36.22   #149
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fmj.
1) QUALSIASI sitsema formale, coerentemenete costruito a partire da ASSIOMI,, è coerente con LE SUE ASSUNZIONI. E' ovvio e banale direi. La scienza galileiana ha la coerenza interna della MATEMATICA. Peccato che la matematica sia vittima dei due teoremi di incompletezza di Goedel. Da quello che capisco, solo Maral sa di cosa parlo...


So benissimo le conseguenze del teorema di Godel, quello che mi sorge come dubbio è se vi siamo altre conseguenze meno note che derivano proprio dal modo di procedere di Godel, cioè dalla dimostrazione diagonale, veramente mi mancano gli strumenti, mi faceva piacere che un matematico, potesse argomentare al di là del problema delle assiomatizzazioni, cosa su cui penso si mediti troppo poco, leggevo per esempio (dalla wiki) che oggi come oggi il sistema standard posto da Zermelo va per la maggiore.
Su questo siamo molto d'accordo



2) Tu non "VEDI" una coerenza interna al sistema costruttivista. Peccato che fior fior di matematici e logici la vedano eccome. Anzi, uno dei punti di forza del costruttivismo Kelliano (Kelly era un matematico), anche a parere dei più feroci detrattori, è proprio il sistema assiomatico che rende MOLTO coerente la teoria... Nemmeno i più feroci detrattori della teoria Kelliana, fior fior di matematici, fisici, filosofi ecc. hanno mai messo in dubbio la coerenza interna del sistema...

Ma non è tanto la coerenza assiomatica, (fatta tutti i distinguo di cui sopra al punto 1) a infastidirmi, è proprio la carenza della esposizione che mi indispone.
Ti ripeto, cosa mia.
Ma almeno siamo d'accordo a dire che il sistema formale galileiano e quello costruttivista sono diversi?

3) Io continuo a pensare che tu stia scherzando e ti stia divertendo. Chi ha mai detto che l'uomo E' una macchina biologica? Vedi, se non riesci a capire il costruttivismo, come fai a criticarlo? Il costruttivismo dice che "sul piano fenomenico biologico, il vivente PUO' essere costruito come una macchina biologica e questo, produce una serie di altri discorsi". Partendo da questa ASSUNZIONE, si generano certe conseguenze. Altri partono da altre ASSUNZIONI: per esempio, che l'uomo sia SPIRITO. Avranno altri risultati e altre conseguenze. Ciò che distinguerà le diverse ASSUNZIONI saranno le conseguenze, le capacità predittive e anticipatorie;

Sì ma anche nelle neuroscienze si parla così: "potrebbe darsi che", ma poi nelle argomentazioni, è come se l'uomo fosse una macchina biologica.
Non sto scherzando, questo è un tema che mi sta impegnando da diversi anni.
Non mi fraintendere, le mie ricerche metafisiche non escludono mai le ultime scoperte scientifiche, e mi sembra anche di essermene interessato.
Certo che ci sono conseguenze, lo so benissimo.


4) Quando parli di "valori", di "senso", di "produzione di significati", a che livello fenomenico ti trovi? Di che stai parlando? Sono ALTRI "EVENTI" che tu descriverai e costruirai su piani fenomenici DIVERSI. Non cercherai mica questi "valori" studiando la chimica o la fisica. Giusto? Si tratta di piani fenomenici assolutamente diversi, con ASSUNZIONI diverse.

Non sono solo piani fenomenici, anzi è proprio quello il punto, per spiegare piani fenomenici, bisogna trascenderli.
Su questo forum e immagino anche per un matematico. è più facile farlo con la logica.
Io non penso sia l'unica.



Infine, se ne sei in grado, continuo a chiederti di indicarmi qualcosa in filosofia, nelle scienze, nelle religioni, che NON SIA AUTOFONDANTE.

Se lo intendiamo alà godel, tutto è assiomatizzante, e quindi autofondante.
(non fa una piega)

Quello che qui ti stiamo dicendo, è che "quello" sarebbe un modo di indagine.
e se c'è un modo c'è una totalità che lo contiene.
la totalità non è l'universale della matematica, è il processo per abduzione che i greci scoprirono, avendo ben presente che vi era un Logos regolatore.
Si tratta di necessità.
Sono piani di discorso (non fenomenologici) che distano anni luce da qualsiasi formalismo che in fin dei conti, è solo una descrizione.
Su quel "solo", qua, ci stiamo azzuffando senza molto senso, nè produzione.

E' evidente che per te ogni discorso è un discorso della materia vivente.
Ho provato a farti notare (okkei eliminiamo la parola dimostrazione, hai ragione) che quando dici "TU" automaticamente intendi qualcosa del biologico.
La fenomenologia che descrivi come relativa e necessaria, diventa come per Sgiombo, solo un breve ex-cursus perchè poi possiate dire: ecco siccome tutto è relativo, esiste SOLO questo tipo di autofondazione che è la scienza.
Sono termini psicanalitici, che riscontro nella stragrande maggioranza degli scienziati.(finora non se ne salva nessuno).

E così il legittimissimo POTREBBE ESSERE COSì, che laddove è ricerca, è "solo" ricerca, si mimetizza nel discorso della volontà di potenza.

Quello che notate dalla mia scrittura, è ovviamente un altro delirio di onnipotenza.
Ma bisogna esserne consci.
(appunto in questo bisogna esserne consci vi è un altra più terribile mimesi della volontà di potere)
Riconoscerla negli altri per me è semplice.
Ma capisco come avviene per me, che è difficile riconoscerla in se stessi.

Detto ciò rimane il fatto che non c'è metodo.E di nuovo non me lo hai esposto.

io non credo sia un caso.

direi al 95% possiamo finirla qui.

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Vecchio 07-07-2014, 17.53.02   #150
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Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

gyta
Non ci resisti proprio, eh? Porti al nostro incontro
una presunta astrazione storica di quanto sia eros.
E' quanto rifuggo nel forum (e ovunque).
Portami il tuo sentire, la tua esperienza
(o al massimo la tua costruzione).
A cosa mi rapporto sennò?


sento gli spiriti. Che ci devo fare?

lo sai! i metafisici sono assai noiosi con quel loro bisogno di astrarre continuo.
per me la vita è slegata dalla filosofia.
ci vuole un minimo di carità.


Parli di salti “qualitativi” ma quale realtà di valore (“qualitativa”)
pensi possa esserci in confronti che esulino da un sentire diretto?
non esistono genialità.. esistono campi possibili e campi disertati..


sì! io mi stavo solo aprendo a livello di sentimento personale.
vedo che anche tu astrai.
comunque concordo.


Spiritualismo? O semplice formalismo contingente costretto?

e perchè ti fai costringere dal formalismo contingente, superalo no?
mi sembra ne ha i i mezzi. fallo!

Per il resto.. sì, in un certo senso è dei pazzi.. o così risalterebbero ora ( ?) nel contesto globale..
Riguardo alla mancanza di relazione riferita all’ultimo scritto se a quello ti riferisci
è implicita al “parafrasato” campo di higgs..


il pezzo meno riuscito


Possedere un’identità intellettuale non significa bramare un campo di potenza che non ci appartiene..
i confini sono sottili ma non invisibili.. posto l'averne coscienza..


è la malatti metafisica che i greci conoscevano bene, io ne sono ammalatissimo, nonostante li veda eccome.


La filosofia non fa inorridire quando è analisi di un sentire e di un pensare
e non mera proiezione di campi posti al di là dell’urgenza..
forse è questa urgenza che spesso e volentieri scambiamo per genialità..


no! l'urgenza è quella di vivere, la vera vita.
e certo chi la intende, come te, nonostante mi sembra lo neghi, è geniale.


Ma quale limitatezza che non la si brami accogliere come tale?
Perché pesare su di una bilancia che non esiste?
Io devo ciò che sono ad ogni osare che mi ha preceduto e forse in potenza a quello che mi succederà.


la cosa che non t'accorgi, a questo punto, è che quell'osare a livello di forum è metafisica, se poi riesci nella vita privata, ti posso solo stimare.
Io non riesco affatto, neppure intendo nei piccoli spazi di libertà che la società e la cultura mi concede.


Esatto: chi siamo!
Nessuna verità di fare coincidere alcunché.
Solo scoperta che non sia parziale.


assolutamente
green&grey pocket is offline  

 



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