Forum di Riflessioni.it
ATTENZIONE Forum in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 20-07-2014, 21.16.50   #221
FMJ
Utente bannato
 
Data registrazione: 23-06-2014
Messaggi: 147
Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

PROSEGUIMENTO:
Citazione:
Il secondo aspetto semmai è il grado di libertà in funzione del legame della regola dettata dalle convenzioni, cioè quanto posso mutare le mie costruzioni tenendo presente che per anticipare e quindi funzionale alle mie costruzioni che quindi si sentono in qualche modo confortate dall'efficacia delle mie costruzioni.
Tu puoi anche arrivare a combattere con le armi le costruzioni sociali reificate in nome delle TUE costruzioni, distinzioni, anticipazioni. La storia ne è piena zeppa. Oppure puoi, all'altro estremo, CONFORMARTI in pieno alle costruzioni sociali. In mezzo, tutti i casi che si possono dare di dinamica tra costruzioni personali e costruzioni sociali. Ricorda sempre che ci sono persone che hanno RIFIUTATO in blocco tutto quanto costruito sul piano sociale... pensa al movimento anarchico: la protesta delle PROPRIE costruzioni PERSONALI e il rifiuto di quelle SOCIALI. La collettività, in genere, riconosce il carattere di "costruzione" delle proprie "costruzioni", tantè che in caso di rifiuto di alcune di esse, prevede delle SANZIONI. E pur sanzionando, c'è sempre qualcuno che le viola. Tieni conto poi, che, in genere, le costruzioni sociali dominanti, rispondono a specifici INTERESSI. Su questo, Marx ha visto giusto. Ma non mi dilungo ulteriormente su questi aspetti...
Citazione:
Gli esempi che hai fatto nei numerosi post penso di averli capiti. Semmai è l'eccezione (che confermerebbe fra l'altro la regola e quindi non invaliderebbe le nostre costruzioni) di trovare il bar chiuso per il nostro rituale del caffè, manca l'energia elettrica per un imprevisto(quindi eccezione) e non possiamo lavarci al mattino alzati dal letto,ecc.
Certamente. Nel caso di un'invalidazione, quello che accade è molto complesso. Per esempio, tutta la psicologia clinica costruttivita, ruota attorno a come reagisce la persona che si trova a subire un'invalidazione "importante" di una antcipazione sociale... per esempio, un uomo che ama sua moglie, sono insieme da tanti anni e quindi ne ha una certa "anticipazione e, tornando a casa, la trova a letto con l'amico o meglio ancora, con l'amica. Hai presente quello che accade nella psiche di quest'uomo? Quel TERREMOTO lì, si chiama INVALIDAZIONE. E' il CAOS. Ti chiedi: "ma chi è mia moglie? Con chi ho vissuto la mia vita?". Il sistema di costrutti subisce un'attacco ATOMICO. Ecco, quello che quell'uomo farà, determinerà i cambiamenti o meno del suo sitema costruttivo attraverso delle fasi che tecnicamente si chiamano "transizioni".
Citazione:
Insomma mi stavo chiedendo se il costruttivismo aiuta a liberarci o a costringerci nelle convenzioni.
Il costruttivismo è un grande antidoto contro l'INTEGRALISMO, contro il FANATISMO, contro il PENSIERO UNICO, contro l'AUTORITARISMO e sancisce il principio della RESPONSABILITA' SOCIALE E PERSONALE per le conseguenze delle nostre COSTRUZIONI.
Citazione:
Certo il processo è dinamico e sta al singolo individuo in qualche modo "ingaggiare le sue stesse credenze nel mondo" e capire ciò che è possibile ricostruire dentro di sè e quello che invece è praticamente fuori dalla portata delle proprie credenze (ammesso che accetti che vi sia in qualche modo una traccia di ontologia esterna, o meglio fuori dalla portata delle nostre costruzioni individuali).
Dici bene: accettare, in una qualche misura, i LIMITI dei nostri sistemi costruttivi e questo significa tollerare una certa dose di ANSIA e reagire all'ansia, cercando di AMPLIARE sempre di più il nostro sistema di significati, come società ma anche come singoli. Fino alla morte.
Citazione:
I sintesi il costruttivismo :aiuta a plasmare il mondo(i nostri costrutti cambiano il mondo) o ci aiuta ad adattarci al mondo(quella pur sottile ontologia esterna regola le nostre costruzioni).
No. Il costruttivismo ti mostra che le tue e le nostre sono COSTRUZIONI e proprio per questo siamo RESPONSABILI delle loro CONSEGUENZE. Il costruttivismo rende liberi e smaschera i FANATICI che spacciano come VERITA' le LORO COSTRUZIONI arivando persino a farle coincidere con una presunta ONTOLOGIA. Sono gli amanti del PENSIERO UNICO. I loro processi mentali sono OMOLOGHI a quelli dei FANATICI e degli INTEGRALISTI di ogni genere. Anche Hitler connotava ontologicamente le sue costruzioni al fine di sostenere la superiorità della razza ariana. Tutti i dittatori impongono le loro costruzioni come VERITA' e come REALTA' indubitabile, distruggendo ogni altra alternativa. Come i negrieri e gli schiavisti, anche'essi temono l'intelligenza e amano bruciare i libri... ogni uomo di colore che sapesse leggere e scrivere, veniva eliminato immediatamente al fine di impedire ogni altra ALTERNATIVA COSTRUTTIVA: i negri, dovevano non solo essere considerati BESTIE ma dovevano LORO STESSI considerarsi tali. Ricordo di aver letto un libro sull'apartheid sudafricana nel quale venivano riportate molte interviste a uomini e donne di colore. In una di esse ricordo una persona di colore la quale dichiarava: "non solo venivamo trattati da inferiori ma, molti di noi, erano perfettamente convinti di esserlo". E' l'invasione delle costruzioni sociali sul piano personale. Fino a che qualcuno, non si è alzato e ha detto: NO! Proponendo un'altra costruzione, altri eventi, altre distinzioni, altri significati e naturalmente... ALTRE CONSEGUENZE.
Citazione:
Scusa se approfitto della tua pazienza.
Ringrazio te per avermi dato l'occasione di discutere con te di costruttivismo a un così alto livello. Purtroppo, non accade molto frequentemente...

Ultima modifica di FMJ : 20-07-2014 alle ore 22.25.19.
FMJ is offline  
Vecchio 20-07-2014, 21.41.33   #222
FMJ
Utente bannato
 
Data registrazione: 23-06-2014
Messaggi: 147
Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

Citazione:
Quindi il mondo per il costruttivista FMJ non è una MIA COSTRUZIONE? Cos'è allora?
Intendo dire, NON ADOPERABILITA' (VIABLE) di un MONDO ONTOLOGICO ma delle TUE COSTRUZIONI. Non "DEL MONDO" che sta là fuori, ma delle TUE COSTRUZIONI. Se non ti è chiaro, giuro che mi arrendo.
Citazione:
Ripeto il concetto che pare avere difficoltà a essere recepito. Ci sono cose per cui mi aspetto (auspico o temo) degli effetti e cose per cui no. Le prime hanno funzionalità pragmatiche, le seconde no e non è vero che tutto si riduce a questa pragmatica dell'anticipazione, il mondo in cui vivo non è un mondo anticipato di cui attendo conferme a seguito delle mie azioni per cui solo dopo conferma il mondo diventa reale. Io vedo qui davanti un foglio di carta, non mi aspetto di vederlo, il foglio c'è, mi si dà, non lo aspetto, E' LI' PER QUELLO CHE è, e non è un orso marsicano, ma proprio un foglio di carta con le funzionalità che gli competono comunque (che io me le aspetti o meno).
Quindi, giri la testa un attimo perché tua moglie ti chiama e poi, rigirando la testa verso il foglio, se uno ti fermasse e ti dicesse:"amico, ora cosa vedrai lì sul tavolo?", tu che risponderesti? Il FOGLIO o un ORSO MARSICANO? Oppure risponderesti: "Che ne so io? Aspetta che guardo e poi ti dico...". :-)))))))))
La sera metti la macchina in garage, il mattino scendi in garage per andare al lavoro e se uno ti fermasse e ti chiedesse: "Amico, dove stai andando?". Tu risponderesti: "Vado a vedere cosa c'è in garage. Non mi aspetto nulla. Forse c'è la mia auto, forse un orso marsicano, forse una ballerina di Lap Dance... apetta che vado a vedere e poi ti dico... :-))))))))))))
Vai in cartoleria e al banco dici: "Senta, ho bisogno di un foglio di carta bianca. Non mi aspetto nulla. Sono qui per vedere se, per caso, "mi si dà" un foglio bianco. Ma io, mica mi aspetto nulla, è! Non lo so mica perché sono venuto qui in cartoleria invece di andare in un sexy shop". :-)))))))))
Citazione:
Sei in un posto spazio temporale qualsiasi dell'immenso spazio mondo? Bene, se ci sei lì c'è la realtà, ce l'hai davanti al naso e pure dietro, esattamente come in qualsiasi altro posto, qui e ora sempre e comunque, che funzioni o no per te.
Autoevidente. :-))))))
Citazione:
A me risulta evidentissimo che la logica fuzzy non è altra cosa dalla logica classica, nel senso che non nega né indebolisce il principio di non contraddizione, come ho trovato conferma in "Teorie dell'assurdo" di F.Berto, ove si presentano le vere logiche paraconsistenti (in cui le logica Fuzzy non rientra). In ogni caso, se ti risulta il contrario, fammi un esempio di logica Fuzzy che vada contro il pnc (A non è NON A) quindi se ne potrà discutere magari in un thead dedicato, qui sarebbe OT.
Quanto a Wikipedia se ritieni che sia scorretta puoi sempre chiedere di correggere la voce citando le tue fonti, Wikipedia si basa proprio sul principio costruzionista, dovresti sentirti a casa tua.
Guarda, te lo dico con tutto il rispetto: non conosci l'argomento. Approfondisci bene le questioni poi apriamo un tread e ne parliamo. Ok? Ho già postato una dimostrazione CHIARISSIMA che NESSUNO ha smentito circa la violazione del PNC. Riposto il tutto:
"Secondo il principio di estensione formulato da Zadeh, la logica sfumata include quella tradizionale costituendone una generalizzazione. In tal modo risulta particolarmente adatta alla complementarità, riuscendo a interpretare la complessità mediante il superamento dei princìpi aristotelici di non-contraddizione e del terzo escluso." (A. Pizzaleo, Fuzzy Logic. Come insegneremo alle macchine a ragionare da uomini, Castelvecchi, Roma, 2000, ISBN 8882102084, pag. 7).
"la logica fuzzy ha enunciati che sono veri in una qualche misura fra 0 e 1. Pertanto non è necessario che la legge di Aristotele del terzo escluso, A O non-A, valga al 100%. La contraddizione A E non-A inoltre può valere in una misura maggiore dello 0%." Fuzzy Thinking: The New Science of Fuzzy Logic (1993), Hyperion, ISBN 078688021X (traduz. it. "Il fuzzy-pensiero. Teoria e applicazioni della logica fuzzy", Baldini e Castoldi, (1995), ISBN 8884902797).

SMENTISCI QUESTO, FAMMI VEDERE DOV'E' L'ERRORE:
Nella logica fuzzy, v(G) = v(non-G) = 0.5 ... e il PNC è già sistemato...
v(G)+v(non-G)= 1 si riduce al PNC solo e solamente quando v(G)=1/0, ovvero nel caso bivalente. Una proposizione può essere vera al 40% e falsa al 60%... ma calcoliamo (G E non-G), che risulta? (G E non-G)= min (0.4, 0.6) = 0.4 che, mi pare, non sia ZERO. Giusto? Ma tagliamo la testa al toro: qual è il valore di "entropia di Kosko"? Lo calcoliamo? Lo facciamo insieme?
E(0.4,0.6) = min(0.4, 0.6)/max(0.4,0.6)= 0.4/0.6= 0.66, ERGO, ecco a voi una bella contraddizione al 66%. Ovviamente basta v(G)=v(non-G)=0.5 per avere un valore di "entropia di Kosko" pari a 1.
Una bellissima contraddizione al 100%.
Citazione:
Bene, siamo d'accordo i domini sono del tutto autoreferenziali, la costruzione li costruisce ed essi costruiscono le costruzioni che li costruiscono. Questo equivale a dire (anche se non lo si dice) che la realtà è solo volontà di potenza e non c'è altra verità al di fuori di essa (anzi, la verità è un concetto superato, la verità è ciò che si vuole e il funzionamento è il trucco riuscito, proprio come l'illusionista sa tirar fuori un coniglio dal cilindro definendo il contesto di visione in cui il trucco funziona all'illusione.
HO MAI DETTO CHE LA VERITA' SIA IL FUNZIONAMENTO? Maral, scusa, ma tu leggi quello che scrivo? Se non lo leggi, tutto diventa INUTILE. RIPETO:
"E' dificilissimo sottrarsi al modo di pensare di una tradizione millenaria instillata in tutti noi sin dalla nascita. Fa parte della tradizione l'abitudine di concludere che, qualora un concetto, un azione, una strategia ci porti al fine desiderato, questo successo debba rivelarci un aspetto di una realtà indipendente. Non è facile sopprimere questa abitudine. Nella prospettiva costruttivista, però, una tale nesso è necessariamente illusorio. Visto da questa posizione radicale, qualsiasi successo dell'agire o del pensare non è altro che un riflesso del fatto che, dato il mondo esperienziale costruito, il particolare modo di agire o pensare risulta possibile. Ciò comporta che per il costruttivista non c'è mai una sola strada che superi un ostacolo. (Inoltre si può sempre cercare un altro punto di vista dal quale l'ostacolo scompare.)"
Citazione:
No, viviamo della consapevolezza di una realtà in cui si trova un bar, un salumiere, un meccanico, una moglie e di ciò che implica questo esserci fenomenologico di cui il funzionare è solo un aspetto della realtà per come si dà in rapporto a come noi ci stiamo comprese tutte le aspettative che possiamo avere o non avere.
Spiegati meglio, perché questo, tutto sommato è molto COSTRUTTIVISTA... :-))))))

FMJ

P.S. Spero che questa risposta non venga CENSURATA a tuo piacimento. Ti ho risposto A TONO. Tu sei stato diretto, io sono stato diretto. Non vorrei che la tua incapacità di confutare le mie dimostrazioni logiche (fuzzy), ti spingesse alla CENSURA. :-)))))
FMJ is offline  
Vecchio 20-07-2014, 21.50.50   #223
sgiombo
Ospite abituale
 
L'avatar di sgiombo
 
Data registrazione: 26-11-2008
Messaggi: 1,234
Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

FMJ:
No. Non è così. Per esempio, il fatto di anticiparmi che un mio amico mi ricoscerà quando lo incontrerò, non è un "obiettivo". Il fatto che la mia casa verde in montagna, continuerà a rimanere verde, non è un mio "obiettivo". (omissis) Sono PREVISIONI nelle quali viviamo immersi spesso senza rendercene conto. Eppure, apro il rubinetto dell'acqua anticipandomi che esca acqua e non coca-cola. Anticipo gli EVENTI. Attenzione, quando dico EVENTI, intendo OGNI EVENTO. Persone comprese. (omissis)

Sgiombo:
D’ accordo che le anticipazioni non sono unicamente pratiche, volte a conseguire scopi, ma possono anche essere per così dire “meramente contemplative” o meglio teoriche pure.
Ma questo non cambia il senso delle mie obiezioni: poiché si agisce (o anche solo si pensa, ci si aspetta “che le cose vadano”) in base al fatto che esse saranno confermate dai fatti (esperiti) e non puramente casuali, inevitabilmente ciò significa che si crede o per lo meno si sottintende, non si nega che “la fuori” ci sia una realtà che diviene non a nostro arbitrio (non secondo le nostre arbitrarie “costruzioni” o “anticipazioni”) ma secondo un suo proprio corso oggettivo o per lo meno intersoggettivo.



FMJ:
Esattamente. Non tutte funzionano. Quelle che non funzionano, consentono di dare ORDINE agli EVENTI che esse stesse rendono possibili, grazie alle DISTINZIONI che operano. Come vengono ANTICIPATI gli eventi? Scrive Kelly:
“Una persona anticipa gli eventi costruendone le repliche”. Il concetto di replica è il riconoscimento di una somiglianza di significati all'interno delle nostre esperienze passate. Quindi, nonostante la diversità di ogni contesto, riconosciamo degli elementi comuni e sulla base di questi elementi, costruiamo le repliche di quell'evento e quindi, lo possiamo ANTICIPARE.

L'esperienza di anticipazione, ovvero la costruzione delle nostre repliche, ci mostra che quell'evento è ANTICIPABILE. Pur essendo ogni volta un'esperienza diversa dalle altre, ho sperimentato che la sera, quando torno a casa, trovo la cena pronta e non un lanciafiamme.

Sgiombo:
Mi sembra che queste parole significhino semplicemente che operiamo delle inferenze induttive (delle induzioni; per le quale ritengo sempre valida -insuperata- la critica humeiana della causalità).



Sgiombo
:
Se invece ci regoliamo su di esse per ottenere degli scopi, allora mi sembra evidente che crediamo funzionino non a caso ma per qualche motivo non dipendente dalla nostra volontà (oggettivo o per lo meno intersoggettivo).

FMJ:
Ed è qui l'errore. Tu fai questo ragionamento: funziona e quindi è VERO e "c'è qualcosa", e quindi, il fatto di FUNZIONARE, CI RIVELA QUALCOSA DI UNA REALTA' INDIPENDENTE. Se non ti liberi di questa idea millenaria, non puoi capire il costruttivismo. Sei TU con le TUE costruzioni che RENDI POSSIBILE QUEL MODO DI AGIRE O DI PENSARE. Le tue anticipazioni funzionano perché funzionano all'interno delle TUE costruzioni e non perché quelle costruzioni siano là fuori da qualche parte.

Sgiombo:
Innanzitutto che siano idee millennarie non è un buon motivo per abbandonarle: (sia detto senza intento polemico o sarcasmo, ma) le idee, contrariamente ai cibi e ai farmaci non hanno scadenza.

Ma ripeto che se così fosse mi “costruirei” un folto stuolo di donne bellissime desiderosissime di compiacermi in ogni modo …peccato che così non sia (e che dunque così non possa fare).
E se ci si trova a tu per tu con una tigre affamata non è il caso di pretendere di “costruire” che si tratti di un simpatico micetto, ma piuttosto di scappare a gambe levate (se ci si riesce) perché la realtà è oggettivamente (o per lo meno intersoggettivamente) quella che è, per così dire “lì fuori da qualche parte” e non quella che (soggettivamente, arbitrariamente) pretendiamo ci sia e funzioni “all'interno delle NOSTRE costruzioni”.



FMJ:
Tu ti anticipi che la tua motocicletta rossa, stasera quando la userai, continuerà ad essere rossa, giusto? Non è un tuo scopo, giusto? Ma quel rosso, non è là fuori da qualche parte. Un daltonico ti direbbe che è "marroncina". E funzionerebbe egualmente bene anche la sua anticipazione.

Sgiombo:
Si, ovvio (anche se la mia splendida moto è grigia. Purtroppo non era prodotta di colore rosso-Italia quando l’ ho comprata; ma questo non conta).
Ma se un pazzo mi dicesse che è un forno e funziona per farci delle pizze non funzionerebbe affatto a questo scopo (secondo la “sue anticipazioni” che “funzionano perché funzionano all'interno delle SUE costruzioni”).

FMJ:
La legge di rivoluzione della terra attorno al sole di Newton, permette delle buone anticipazione circa la posizione della terra, la sua velocità, la distanza dal sole ecc. ma anche le leggi gravitazionali "relative" di Einstein lo consentono. Il fatto è che nella prima, lo spazio è "dritto", nella seconda, lo spazio è "curvo". E funzionano.(omissis) Il mio amico Luca, dice che MARCO, un amico comune, è un "effeminato". Per me, invece, è solamente una persona molto "gentile". Luca, con la sua costruzione di "effeminato", riesce a d anticipare benissimo Marco ma anch'io, con la mia di "gentile" riesco a farlo. Ora, dimmi, lo spazio è "dritto" o è "curvo"? Marco è "gentile" o è "effeminato"? Il motorino è "rosso" o è "marroncino"? DIPENDE. Giusto? DIpende dalle tue costruzioni.

Sgiombo:
Beh, Marco è effeminato o meno indipendentemente dalle costruzioni tue e di Luca. Per rendere meglio l’ idea usiamo un concetto un po’ meno vago di “effeminatezza”, quello di “omosessualità:” se gli piacciono gli uomini, gli piacciono indipendentemente dal fatto che lo pensi Luca e che tu non lo pensi; e se gli piacciono le donne gli piacciono indipendentemente dal fatto che lo pensi tu e che non lo pensi Luca (idem ovviamente se è bisessuale o quant’ altro).
E la moto è rossa o marroncina, ma non è un forno per pizze (anche se un pazzo può “costruirlo come tale all'interno delle SUE costruzioni”).
E così via per gli altri esempi (in particolare lo spazio o é piano o é concavo, oppure é convesso indipendentemente da ciò che pensa chiunque: il fatto che non ci siano osservazioni tali da dirimere i dubbi non convalida tutte insieme le ipotesi reciprocamente alternative in proposito, semplicemente non le invalida).



Sgiombo:
E questo motivo mi sembra inevitabilmente consistere nella credenza, per lo meno "sottintesa" ("inconscia" proprio non la digerisco; per me é una contraddizione in termini), nel fatto che la realtà diviene ordinatamente: nel fatto che, per così dire, “là fuori” (indipendentemente dalla nostra soggettività, con le sue credenze e soprattutto i suoi desideri) esiste una realtà che diviene “a suo modo” (e non ad libitum da parte nostra) e che é in qualche misura conoscibile (se si ammettono taluni postulati indimostrabili).

FMJ:
Come vedi, non esiste nessuna realtà che diviene ordinatamente. Sei TU che ORDINI, costruendo REPLICHE e ANTICIPANDO gli EVENTI. "Bisogna essere consapevoli del fatto che si ha a che fare con costruzioni che possono dimostrarsi più o meno coerenti, sostenibili, viabili. Ma non possono mai costituire la descrizione o spiegazione di una realtà ontologica".

Sgiombo:
Veramente “non vedo”: se la costruissi od ordinassi io ci sarebbe il solito folto stuolo, ecc. (ma non voglio sembrare un maniaco sessuale…) e nessuno mai si troverebbe a tu per tu con una tigre affamata.

E se le diverse costruzioni non funzionano sempre tutte né sempre con la stessa efficienza o questo accade a caso (ma allora non ci sarebbe da “aspettarsi” nulla: stasera tua moglie potrebbe benissimo aspettarti col lanciafiamme se è un puro caso che fino a ieri ti ha preparato la cena; domani il sole potrebbe non sorgere se è per puro caso che è sempre sorto ogni mattina da che sei al mondo); oppure perché così “va il mondo” per così dire “là fuori (dalle nostre costruzioni)”, indipendentemente da ciò che soggettivamente ci piaccia o meno (= “esiste una realtà ontologica”).

Ultima modifica di sgiombo : 21-07-2014 alle ore 09.48.05.
sgiombo is offline  
Vecchio 20-07-2014, 21.57.35   #224
sgiombo
Ospite abituale
 
L'avatar di sgiombo
 
Data registrazione: 26-11-2008
Messaggi: 1,234
Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

FMJ:
Ora, però, vorrei spendere due parole per chiarire un aspetto che, a quanto pare, è difficile da comprendere: la RESPONSABILITA'. C'è chi, come Maral, è convinto che il costruttivismo sia "relativismo" e che nel "relativismo" ognuno possa fare quel che gli pare. Nulla di più sbagliato. Nulla di più superficiale. Un altro, qui, nel forum, non ricordo il nome, ha scritto che dal "relativismo" non si esce senza una "morale". Questo è un ragionamento molto più raffinato e interessante se con "morale" s'intende la morale della RESPONSABILITA'. Con tutto questo intendo dire che la nostra libertà costruttiva va giudicata in base alle CONSEGUENZE delle quali, i costruttori, debbono assumersi interamente ogni RESPONSABILITA'. Responsabilità è quella di chi costruisce il prossimo come "oggetto" manipolabile, come "inferiore", come "possibile oggetto di violenza", come "danno collaterale" ecc. ecc. Costruzioni possibili, che FUNZIONANO, si pensi allo schiavismo... costruzioni che producono un certo modello di relazioni sociali, di economia, di produzione, di consumo. Posso costruire la natura come "oggetto da sfruttare" o come "madre natura" da rispettare: entrambi i modelli FUNZIONANO. Ma con conseguenze diverse. Conseguenze delle quali ognuno dovrà asumersi le RESPONSABILITA'. Posso costruire modelli che genarano EVENTI come il PIL e trasformarlo in un Dio al quale sacrificare ogni cosa. Posso costruire modelli che generano EVENTI come lo SPREAD e sacrificare ad esso Stati, economie, uomini, culture. FUNZIONANO.

Sgiombo:
Fin qui perfettamente d’ accordo (chi l’ avrebbe mai detto?).

FMJ:
Ma non c'è nulla là fuori, non c'è lo SPREAD, non c'è il PIL, non c'è nulla. Il problema è che le nostre costruzioni e i nostri EVENTI finiscono per assumere uno statuto "ontologico" e allora, il PIL, lo SPREAD incombono su di noi come i peggiori incubi reificati... così come un uomo dalla pelle nera era veramente un animale da schiavizzare e da trattare come una bestia... non per finta, ma VERAMENTE... ONTOLOGICAMENTE... questo accade quando le nostre costruzioni le facciamo diventare VERITA' ONTOLOGICA: (omissis) Nel costruttivismo SONO LE NOSTRE COSTRUZIONI che trasformano un uomo in una bestia e due indicatori economici negli Dei dei destini del mondo. RESPONSABILITA' NOSTRA. Della quale, un giorno, saremo chiamati a rispondere...

Sgiombo:
Ma tutto ciò accade (contro la volontà delle varie vittime: popoli europei, schiavi, ecc.) perché gli assetti sociali (così come la natura) sono realtà "ontologica" (e non costrutti arbitrari al posto dei quali con un "fiat" se ne potrebbero assumere altri nello stesso modo in cui si può assumere una geometria non euclidea al posto di quella euclidea in matematica pura): ché altrimenti i desideri (le "costruzioni") dei popoli europei, degli schiavi, ecc. sarebbero altrettanto reali di quelli degli usurai della finanza europea, degli schiavisti, ecc., annullandone tranquillamante gli effetti (ma non è così: per annullare l' euro e l' Unione Europea, proprio come per annullare la schiavitù, occorrono durissime lotte ben reali; e io sono convinto anche in non trascurabile misura violente, ma non per questo meno sacrosante).

Ultima modifica di sgiombo : 21-07-2014 alle ore 16.36.46.
sgiombo is offline  
Vecchio 20-07-2014, 21.59.10   #225
maral
Moderatore
 
L'avatar di maral
 
Data registrazione: 03-02-2013
Messaggi: 1,314
Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

Citazione:
Originalmente inviato da Mymind
A FMJ e Maral:

Mi è chiaro il vostro punto di vista ai riguardi delle anticipazioni e secondo me il dibattito sorge dal fatto che si esamina l'argomento su diversi piani. Se si afferma che ad ogni azione precede un anticipazione intellettiva o razionale che sia (irrazionale nel paranoico o nell'emotivo inadeguato) essa ha comuque una causa che la precede, conscia o inconscia.
Il fatto che ci sia in origine a ogni apparire una formulazione significante che l'afferma permettendole appunto di apparire è indubbio. Ma per quale motivo essa dovrebbe costituirsi tutta come un'aspettativa di funzionamento che ne determina addirittura l'ontologia al punto di voler far credere che se ho una qualsiasi cosa davanti quella cosa nasce da una mia aspettativa che diventa reale solo se sottoposta a un giudizio di funzionamento? E' assurdo da un punto di vista realistico, ed è un'assurdità che solo la volontà di potenza giustifica, ossia la volontà che una cosa diventi qualcosa solo in quanto aspettativa di funzionamento adoperabile (ossia solo se risponde a una domanda come e dove la posso utilizzare?).
Che poi si dica è reale anche se l'aspettativa non funziona in termini costruttivistici significa solo che si deve cercare comunque il dominio in cui funziona e dunque ribadisce solo l'assoluta volontà di dominio, di adoperabilità di qualsiasi cosa cosicché tutto diventi mezzo usabile (certo, anche lo psicopatico che soffre della sua inadeguatezza ed esclusione sociale).
Perché nel costruttivismo la rottura dell'equivalenza di ogni significare (che si traduce in un totale di per sé originariamente ugualmente insignificante) è rotta solo dal poter mostrarsi di quel qualcosa adoperabile in un certo dominio più o meno importante nella scala di potenza

Detto questo è evidente che chiunque vive la realtà sia in termini di aspettative sia in termini di un positivo darsi fenomenologico (che sempre si presenta con il suo negarsi), è altrettanto evidente che esiste un problema di funzionamento pragmatico che però non può risolversi nel puro creare domini di funzionamento quanto più possibile fragmentati e gerarchicizzati in termini di accentramenti di controllo (dove, guarda caso, quello del costruttivismo domina su tutti, come un perfetto delirio di potenza paranoico schizoide più o meno consapevole di essere tale e che trova nelle apparenti ovvietà illusionistiche la sua giustificazione e nascondimento). L'azione esiste, i rapporti di causa effetto a mezzo dei quali ne prospettiamo e ne attendiamo a volte degli esiti esistono eccome, ma questo non significa poter dire senza smentita che proprio nella corrispondenza alla potenzialità dell'aspettativa da parte dell'esito (che è comunque solo rappresentativo) si debba trovare ogni conferma. La pre-potenza sta tutta in questo: la verità è ininfluente, perché è solo la costruzione che con il suo funzionare la determina a posteriori.
L'irrazionale nel costruttivismo marcia a vele spiegate, proprio in quanto si esige che la realtà non è ciò che è dato essere (comunque sia dato), ma solo ciò che è costruito che deve comunque trovare il suo campo di utilizzabilità, altrimenti equivale del tutto per tutto a essere solo insignificante cianfrusaglia, ossia niente. Il costruzionismo è l'irrazionale (la volontà di potenza) che usa la razionalità come trucco per rendersi credibile: tutto è nulla se non funziona e tutto deve essere equivalentemente nulla prima di essere posto al vaglio del funzionamento che ne attesta l'adoperabilità.
E non è che la fenomenologia del darsi della realtà originaria come non nulla sia roba da poeti, artisti e musici, ma è esattamente quello che quotidianamente viviamo, nella nostra esperienza di tutti i giorni: questa è una mano, la mia mano, non perché ho delle aspettative in attesa di conferma che essa sia una mano (o qualcuno pretende che sia così nella mia carne), ma perché mi si presenta come tale e di conseguenza come mano sento immediatamente di usarla, senza pormi il problema della sua prassi, è la prassi che viene dall'ontologia della mano, non l'ontologia della mano che viene dalla sua prassi come si vorrebbe assurdamente che fosse.
Ma è anche chiaro che non può essere che questa la visione di un mondo dominato dalla tecnica come dimensione esclusiva e di una filosofia che ne asseconda le pretese cercando così di servire a qualcosa mettendosi in tutto e per tutto al suo servizio. La tecnica ci renderà liberi usandoci funzionalmente e quindi dimostrando la nostra adoperabilità affrancati da ogni pastoia metafisica rendendoci tutti costruzioni funzionanti: sia dunque gloria ad essa!


Ultima modifica di maral : 20-07-2014 alle ore 22.14.39.
maral is offline  
Vecchio 21-07-2014, 16.43.27   #226
webmaster
Ivo Nardi
 
L'avatar di webmaster
 
Data registrazione: 10-01-2002
Messaggi: 957
Exclamation Riferimento: La vittoria pragmatica di Gorgia : nulla è

Come da regolamento la discussione verrà chiusa.
webmaster is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it