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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 23-10-2015, 12.56.49   #91
Garbino
Garbino Vento di Tempesta
 
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Dio è morto, anche Nietzsche.

X Green&greypocket.

Ho già espresso quì e là i dubbi che ho manifestato nel precedente intervento, e sinceramente pensavo che fosse chiaro a cosa mi riferissi. Il solito errore di valutazione, perciò. E di questo mi scuso, sia con te che con chiunque altro non abbia potuto capire a cosa mi riferissi.

Mio caro Green&greypocket, la mia interpretazione ( e spero anche conoscenza ) di Nietzsche, in questi due anni e mezzo che ho passato su internet, si è evoluta e direi in modo sostanziale. Avevo riflettuto e molto sull' eterno ritorno e sull' oltreuomo ed ero rimasto comunque molto dubbioso, ma adesso la mia opinione è in netta contraddizione con questa che è considerabile come la metafisica di Nietzsche.

E sì, dopo aver criticato tanto i suoi predecessori filosofi anche lui è caduto nello stesso errore. Quello di credere ad ipotesi non dimostrabili e che rappresenterebbero il modo di porsi della vita ( volontà di potenza, eterno ritorno ) e l' unico modo per l' uomo di uscire dal nichilismo ( scelta di una classe dominante aristocratica di allevare l' oltreuomo ).

E quello a cui mi riferivo precisamente era proprio quest' ultimo punto. In primis metterei in evidenza che l' oltreuomo in potenza è raro e non c' è nessuna sicurezza che i suoi figli presentino la stessa potenzialità. Ed in ogni caso se fosse vincente avrebbe già vinto. Ma il problema maggiore, a mio avviso, è che, anche se si decidesse di allevarlo, le possibilità che coloro che lo hanno in potenza poi lo diventino sono comunque molto scarse.

Per questo avevo espresso l' improbabilità del modo in cui Nietzsche aveva teorizzato l' evoluzione dell' uomo in oltreuomo.

XPaul11.

Mi trovo molto d' accordo sul fatto che non ci sia nessuna tendenza ad un miglioramento progressivo e diffuso grazie alle conoscenze scientifiche ed umane. Questa forma di pensiero è stata il fondamento della pedagogia della fine del secolo scorso e, a mio avviso, totalmente errato. Si è scambiata una caratteristica personale ( a volte per altro anche erroneamente ) per una diffusa a livello globale.

Ed ancora oggi si continua a ritenere che tale idea abbia profonde motivazioni. Ripeto: siamo instupiditi da infarcimenti etici e morali obsoleti e che non hanno nessuna relazione con una possibilità psicologica almeno sufficiente. Siamo nel regno del falso passato per verità assoluta, immanente, cosmica.

E guai a dubitare, si viene presi per fascisti o peggio. L' anima del futuro è il progresso, la libertà, la consapevolezza, la bontà. Tutte idiozie!!! E che si pensi quello che si vuole. La maggioranza di coloro che sventolano la bandiera dell' ottimismo o ne manifestano la necessità sono o ingenui o molto furbi. Ma i primi vi soccombono e i secondi vi prosperano. Naturalmente nell' ottimismo.

Grazie della cortese attenzione.

Garbino Vento di Tempesta.
Garbino is offline  
Vecchio 24-10-2015, 14.49.29   #92
green&grey pocket
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

@ garbino

Capisco i tuoi dubbi.

Ripartire dalle considerazioni sulla volontà di potenza di una classe oligarchica, e sulla annosa questione del nazismo o meno di Nietzche, al di là del non-sense storico, ci riporta su un sentiero abbasta nodale nella considerazione SUCCESSIVA alla critica della morale: la guerra.

Come sai il polemos Nicciano che si intende abbastanza facilmente nella prima fase, ossia quella alla lotta contro ogni moralismo, è invece assai difficile affrontarlo nella seconda fase.
Per dire che perdi di vista il contorno rispetto a certi aforismi, ossia il POLEMOS è la guerra intesa come la intendevano gli antichi.

E' una questione ginnica anzitutto (vedi appunto le olimpiadi antiche), come recentemente anche Sloterdijk ha ripreso.(No l'ho ancora letto ma dalle varie note prese qua e là non dovrei sbagliare)
Vi è in esso una concezione progressiva della evoluzione umana, come resistenza che invigorisce.
Concezione eroica che Nietzche preleva pari pari dalle olimpiadi, l'eroe è colui che si distingue nell'arena.

Ugualmente sarà così per il superuomo, che anzitutto è uno degli amici che si ritrova nell'arena insieme agli altri.
Egli è colui che vincerà, l'eroe.
E' questo senza dubbio il senso arcaico che dobbiamo riportare alla mente, mentre si parla di oligarchia.
Oligarchia perchè Nietzsche non può dimenticare che anzitutto, ogni azione diventa politica.

E' una fratellanza basata non sull'odio ma sulla capacità.
Direi che siamo vicine anche ad alcune istanze di politica liberale.

E' una questione cioè di eccellenza. Esattamente come le olimpiadi erano il momento di riconoscimento della grecità come istanza di eccellenza (contro i barbari, coloro che non erano nella lega).

Ora il problema di questa visione è che non è democratica, e che non è una soluzione al nichilismo.

E' indubbio, è solo la questione politica nicciana.

Questione a mio parere secondaria.

Secondaria perchè in realtà la terza fase SUCCESSIVA è quella di cui è imbevuto tutto il corpus scritto nicciano: il problema del soggetto.

A mio parere possiamo anche dimenticarci delle considerazioni sull'eterno ritorno.
E' vero quella sarebbe pura metafisica: ma in che maniera Nietzche la tratta? Non ha alcuna importanza, non prelude a niente nel nostro agire quotidiano!
E' una metafisica antimorale, antipolitica: una semplice intuizione cosmologica, direi più attinente alla scienza che non alle classiche metafisiche da "Motore Primo".


Nietzche non dimostra, egli semplicemente descrive e va a fondo delle cose, lo fa in una maniera terribile, perchè le sue analisi sono impietose.
Non avere le forze per affrontare il nichilismo non può almeno nel mio caso lasciarmi tranquillamente al sicuro chiuso nelle mie considerazioni personali metafisiche.
Che attenzione Garbino riguardano anche i giudizi.

Ne ho parlato anche prima, provo a farlo ancora in maniera diversa.
Il soggetto è sempre un soggetto politico.
Ora se la volontà di potenza è quella istanza di origine cosmica che rende vane ogni nostra pretesa, a noi non rimane che prendere atto dell'impossibilità di ogni politica.
Significa che dobbiamo restringere l'arco delle nostre considerazioni il più possibile attorno ad un tempo presente.
L'amor fati non è niet'altro che questo scandaglio nelle profondità ed altezze che l'uomo ha presente solo di fronte a se stesso nell'attimo presente.
Altra cosa ovviamente è la ragione, lucidissima in Nietzche, non si tratta di esser mossi dal nischilismo, bensì di attraversarlo, dirà Heideger successivamente.
Ossia di andare oltre. Andare oltre il soggetto significa andare oltre la morte.
In questo senso la politica dell'eroe e della guerra è un tutt'uno con l'urgenza personale, singolare.

Non si tratta di voler morire ma di affacciarsi alla morte.
Guardare in faccia in fin dei conti l'eterno ritorno, il divenire.
Appunto un lavoro che dura esattamente come la nostra vita stessa.
Qui sarebbe bello confrontarsi con gli insegnamenti che egli ne ha tratto e che noi uomini del 20e 21sec ne traiamo.

Ora tu arguisci che questo non è dimostrabile e che sia l'ennesima metafisica.

Noi dobbiamo intenderci, se questa si chiama metafisica, di certo è una abissalmente diversa da quelle dell'IDENTICO.

In questo senso ti invito ancora a non mollare il nostro uomo.

Sopratutto di meditare sulla dimostrazione: come sai a mio parere Nietzche è a favore della scienza, ma non del discorso metafisico della scienza: direi che dopo la fisica quantistica aveva ragione lui.
Le dimostrazioni sono sempre e comunque relative a paragoni tra 2 linguaggi, uno di controllo e uno di verifica sperimentale.
Se proprio vogliamo fare un paragone:
In Nietzche la verifica sperimentale equivarrebbe proprio all'amor fati o alla volontà di potenza e l'eterno ritorno come generico linguaggio di controllo.


saluti

green&grey pocket is offline  
Vecchio 25-10-2015, 10.42.32   #93
Garbino
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Dio è morto, anche Nietzsche.

@Green&greypocket.

Avere una visione critica sugli argomenti da me citati non significa assolutamente mettere in discussione tutto il resto. Se ho dato questa impressione, mi scuso e smentisco in modo assoluto.

Nietzsche ha letto e descritto, sempre a mio avviso, in modo spietato e profondo l' accadere della mente umana e per me rimane sempre un punto di partenza per ulteriori sviluppi.

Rinunciare alla sua metafisica significa che il nostro compito è ancora più arduo. Dovremmo cioè ipotizzare quale sia il modo migliore per uscire dal Nichilismo. E ciò sinceramente mi sembra un compito immane.

Come si fa ad uscire da uno stato di malattia di cui non si ci avvede o che non si accetta? Sarebbe già complicato nelle situazioni opposte, ma così diventa tutto più difficile.

Mollare? E perché mai. Questo mi piace fare e continuerò a farlo finché potrò. Significa soltanto che dovrò rileggere daccapo la sua Opera Omnia. E ciò non mi dispiace assolutamente.

Garbino Vento di Tempesta.
Garbino is offline  
Vecchio 28-10-2015, 00.34.52   #94
attano
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Citazione:
Originalmente inviato da Garbino
Sull' argomento Dio non mi risulta affatto che Nietzsche possa ritenersi ambiguo. Si è professato ateo per vocazione in Ecce Homo e afferma che Stendhall gli ha anticipato ( mi sembra che dica rubato ) una frase che avrebbe potuto avere lui stesso come autore: - L' unica giustificazione di Dio, per i mali del mondo, è che non esiste. Perciò non riesco a capire come si possa affermare che lui lo resusciti. Chi lo afferma farebbe bene a citare dove.
Presumo che «chi» sarei io, o almeno anche io e immagino che si riferisca a questa cosa che avevo scritto per CVC
Citazione:
Originalmente inviato da attano
[...] non è il concetto di Dio che viene abolito, ma precisamente 'un' Dio: quello cristiano. Perché altrimenti Nietzsche non esclude assolutamente la possibilità di un concetto di Dio e nemmeno la possibilità di una religione [...]

Le citazioni stanno arrivando - e per questo mi viene bene stabilire un piccolo glossario:
ABM = Al di là del Bene e del Male
GS = La Gaia Scienza
CI = Il Crepuscolo degli Idoli
AC = L'Anticristo
GM = Genealogia della Morale.
Intanto parliamo di quello che ho già postato, ABM56.
Citazione:
Originalmente inviato da Garbino
Il brano da te riportato indica soltanto che, come ho già affermato nel precedente, la Morte di Dio dovrebbe provocare nell' uomo la capacità di reggersi sulle proprie gambe, senza credere in nient' altro. Questo è un comportamento che appunto è più vicino a quello divino che umano. Divinità perciò in questo senso.
«Soltanto»? Non per me.
In «Come? E non sarebbe questo - circulus vitiosus deus?» io non ci leggo “l'uomo deve reggersi sulle sue gambe” - e nell'aforisma non si parla nemmeno della morte di Dio.
Comunque, «Divintà perciò in questo senso» e:
Citazione:
Originalmente inviato da Garbino
Per Nietzsche Dio è il nulla che l' uomo ha creato per potervi credere.
Io m'ero fatto l'idea che fosse una faccenda più complessa.
Precisiamo: se si vuole dire che la dottrina cristiana è un'elaborazione del nulla, ci sta (AC15). Questo però non è come dire che «Dio è il nulla che l' uomo ha creato». Infatti:
Citazione:
Un popolo che crede ancora in se stesso ha ancora il proprio Dio. In lui venera le condizioni grazie alle quali ha prosperato, le proprie virtù; proietta il suo appagamento, il suo sentimento di potere su un essere a cui si può rendere grazie. Chi è ricco vuole donare; un popolo fiero ha bisogno di un Dio a cui fare sacrifici... Sulla base di queste premesse, la religione è una forma di gratitudine. Si è grati per sé stessi: per questo si ha bisogno di un Dio. Un Dio deve poter essere allo stesso tempo utile e nocivo, amico e nemico. Lo si venera nel bene e nel male. La castrazione contronatura di un Dio per un Dio soltanto del bene sarebbe qui al di fuori di tutto ciò che si può auspicare. Si ha bisogno del Dio cattivo come del Dio buono, poiché non si deve certo la propria esistenza alla filantropia o alla tolleranza... Quale importanza avrebbe un Dio che non conoscesse alcunché della rabbia, della vendetta, dell'invidia, della derisione, della scaltrezza, degli atti di violenza? Al quale fossero sconosciuti persino i più estatici ardeurs della vittoria e della distruzione? Un tale Dio sarebbe incomprensibile: perché averlo dunque? Certo: quando un popolo è in disfacimento; quando sente svanire completamente la fede nel futuro e la speranza della libertà; quando nella sua coscienza la servitù diventa di prima necessità e le virtù dei servi sono una condizione della sua sopravvivenza, allora anche il suo Dio deve modificarsi. Ecco che diviene bigotto, timido e modesto, raccomanda la «pace dell'anima»: non più odio, ma indulgenza, «amore» per gli amici e pure per i nemici. Moraleggia continuamente, s'insinua strisciando nella tana di ogni virtù privata, diviene il Dio per tutti, l'uomo del privato, un cosmopolita... Un tempo rappresentava un popolo, la forza di un popolo, tutto ciò che nell'anima di un popolo vi era di aggressività e sete di potere: ora è soltanto il buon Dio... In effetti per gli dèi non c'è alternativa: o sono la volontà di potenza, e quindi saranno dèi di un popolo, o sono l'incapacità alla potenza, e allora diventeranno necessariamente buoni...
L'Anticristo, 16
(Si veda anche ABM 49 e 65A).
Con questo aforisma non s'è detto ancora niente su questo Dio 'resuscitato' da Nietzsche. Però supporta quello che dicevo: Nietzsche non rigetta aprioristicamento né il concetto di divinità, né la religione.
La posizione di Nietzsche verso la religione può sembrare essere completamente compresa nella politica. Prendendo in esame ABM61, aggiungendo GS 347 e 353 e considerando anche il 'problema' della pia fraus in CI, si potrebbe ritenere che la religione abbia valore solo come instrumentum regni. Non penso sia corretto tranciare in questo senso, questi aforismi risultano piuttosto da una ricerca storica e psicologica. Il caso di ABM61 è diverso, ma vale la pena di notare che anche se la religione è, sì, per le masse, non è solo per le masse. C'è una dimensione privata della religione – per i pochi, per i pochissimi, ma comunque c'è. D'altra parte è sufficientemente chiaro che lo spirito libero non considera (benevolmente) la religione come retaggio e superstizione (ABM58). E non c'è nessuna quiescenza rispetto alla morte di Dio:
Citazione:
[...] Non si doveva sacrificare Dio stesso e, per crudeltà contro se stessi, adorare la pietra, la stupidità, la pesantezza, il destino, il nulla? Sacrificare Dio per il nulla – questo paradossale mistero dell'estrema crudeltà fu riservato alla generazione che proprio ora sta sorgendo: noi tutti ne sappiamo già qualcosa. -
Al di là del Bene e del Male, 55
(Si veda anche GS 344 e 346)
Curiosamente – ma forse no – questo è proprio l'aforisma che sta prima del Circulus vitiosus deus. Almeno qui - anche qui – non c'è nessun comportamento quasi-divino per reggersi sulle proprie gambe, al contrario. Si potrebbe dire che non c'è nemmeno un 'nulla' creato 'Dio', c'è un nulla che sostituisce Dio: questa non è l'origine, è la fine. 'Nulla' e 'Dio' sono chiaramente in opposizione.

Certo che si potrebbe chiedere: allora dove sta, insomma, questo Dio?
Non è semplice. Che io sappia solo Leo Strauss (Note on the plan of Nietzsche's Beyond Good and Evil) è stato capace di coglierlo (omettendo il Deus adveniens di Cacciari che non mi sento in grado di discutere). Non è semplice, ma... semplificando un po': dove ci sono i punti interrogativi: ABM 37 (che va letto accoppiato al 36), 56, 150. Hanno sempre l'aria di un inciso, sempre qualcosa di ellittico...

Perché questo Dio è... 'nascosto'? Non so se possa contare come risposta, ma in un certo senso eravamo stati avvertiti:
Citazione:
Le nostre conoscenze più elevate risuonano inevitabilmente – e anzi deve essere così - come follie, in talune circostanze come delitti, allorché vengono indebitamente all'orecchio di coloro che non sono strutturati né predestinati per cose siffatte. [...] Esistono altitudini dell'anima, guardando dalle quali perfino la tragedia cessa di avere un effetto tragico; e se si fa di tutti i dolori del mondo un dolore solo, chi potrebbe arrischiarsi a dichiarare che "necessariamente" questo spettacolo indurrebbe e costringerebbe alla compassione e quindi al raddoppiamento del dolore? Ciò che serve di nutrimento e di ristoro a un tipo superiore di uomini deve essere quasi un veleno per un tipo umano assai diverso e inferiore.
Al di là del Bene e del Male, 30
C'è però almeno un caso in cui questa estrema cautela è abbandonata:
Citazione:
[...] Come accade infatti a chiunque, fin dalla più tenera età, sia stato sempre in viaggio e in contrade straniere, anche a me è capitato d'incontrare, strada facendo, parecchi spiriti singolari e tutt'altro che innocui, ma soprattutto quello di cui appunto parlavo, costui sono tornato sempre a incontrarlo, nientemeno, cioè, che il dio "Dionysos", quel grande dio ambiguo e tentatore, a cui un tempo, come sapete, ho offerto in tutta segretezza e venerazione le mie primizie - l'ultimo, mi sembra, ad avergli offerto un "sacrificio", poiché non ho trovato nessuno che avesse compreso quel che io feci allora. Nel frattempo imparai per giunta molte cose, troppe cose sulla filosofia di questo dio, e, come si dice, di bocca in bocca - io, l'ultimo discepolo e iniziato del dio Dionysos: e non mi sarà ben concesso, infine, cominciare una buona volta a far gustare a voi, amici, un poco, quel tanto che m'è permesso, di questa filosofia? A mezza voce, come è giusto: giacché si tratta di molte cose misteriose, nuove, prodigiose, inquietanti. Già il fatto che Dionysos è un filosofo e che quindi anche gli dèi filosofeggino mi pare una novità tutt'altro che scevra d'insidie e che forse potrebbe suscitare della diffidenza proprio in mezzo a filosofi - in mezzo a voi, amici, ha già contro di sé una minor diffidenza, se non fosse che tale novità vien troppo tardi e non al momento giusto: giacché voi oggi non amate credere, come mi è stato rivelato, in dio e negli dèi. Non potrà darsi, forse, che nella franchezza del mio discorso io debba spingermi più oltre di quanto non sia ognor gradito alle severe consuetudini delle vostre orecchie?
Al di là del Bene e del Male, 295

Adesso che ci penso, mi sembra che in Ecce Homo Nietzsche scriva di essere un discepolo del filosofo Dioniso. O no? E l'ultima riga di Ecce Homo è...
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Vecchio 28-10-2015, 20.56.21   #95
Garbino
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Dio è morto, anche Nietzsche.

X Attano.

La frase che tu citi non era riferita a te in particolare ma a più interventi che delineavano questa possibilità. E ti ringrazio comunque di aver riportato vari brani che potrebbero sembrare in contraddizione con quanto affermo.

L' ultima frase di Ecce Homo è: - Sono stato compreso? - Dioniso contro il Crocifisso.

Non voglio assolutamente entrare in polemica con quanto da te riportato e affermato. E questo perché ogni brano andrebbe riletto e reinterpretato, ma qui sinceramente non c' è spazio.

Mi limiterò a portare due brani in cui sono assenti metafore che rendono l' interpretazione sempre ambigua e non definitiva.

Il primo brano: Ecce Homo, Perché sono così accorto, 1° par.:
- Dio, immortalità dell' anima, redenzione, al di là, tutti concetti ai quali anche da bambino, non ho dedicato nessuna attenzione, e neppure il mio tempo - forse non sono mai stato abbastanza infantile per questo? _ Non conosco affatto l' ateismo come risultato, ancor meno come avvenimento: esso mi è congeniale per istinto. Sono troppo curioso, troppo problematico, troppo irriverente, per accontentarmi di una risposta così grossolana. Dio è una risposta piattamente grossolana, un' indelicatezza verso noi pensatori - infondo un grossolano divieto nei nostri confronti: non dovete pensare.

E notare che qui non si parla di Cristianesimo o altro ma soltanto dell' idea di Dio in rapporto a sé stesso. E non credo che ci possano essere contraddizioni o altri significati in questo brano.

Il secondo brano: Ecce Homo, Perché sono un destino, ottavo par., (Quello che precede la frase finale di Ecce Homo ): Il concetto di Dio inventato ( e sottolineo inventato) come contro concetto della vita, in esso è ricondotto ad un' orribile unità tutto quanto è dannoso,venefico, calunnioso, l' intera mortale ostilità alla vita? Il concetto di al di là, di mondo vero, inventati per togliere valore all' unico mondo esistente - per non lasciare alla nostra realtà terrena alcuno scopo, alcuna ragione, alcun compito.

E' ovvio che qui si riferisca specificatamente alla morale Cristiana e al Dio Cristiano, e, a mio avviso, la frase finale acquisisce un significato diverso da quello che tu intendevi dargli. Dioniso cioè non rappresenta uno Spirito ben definito che possa farci pensare ad un Dio ma ad una diversa concezione della vita, totalmente opposta a quella offerta dalla morale Cristiana.

Per riassumere, quando Nietzsche afferma determinate cose lo fa solo con uno spirito comparativo e non perché mette in dubbio il suo ateismo. E cioè per l' uomo è sempre meglio una morale ed un Dio che rappresentino un riferimento positivo e non negativo.
Ciò lo fa per altro anche nei confronti del buddismo che la interpreta come una religione e morale per uomini malati che almeno è in sintonia con lo stato di malattia, o della religione musulmana che almeno presuppone degli uomini ( L' Anticristo, se lo richiedi te li ricerco). E sempre ne L' Anticristo mette in risalto il Codice di Manu, par. 57, come controproposta morale ed etica.

Scusa ma ho rintracciato un altro brano tratto da Crepuscolo degli Idoli, Morale come Contronatura par. 8:
- Che nessuno da all' uomo le sue qualità, né Dio, né la società, né i suoi genitori e antenati, né egli stesso .......( il brano è in riferimento a Kant e più avanti continua ) .... L' idea di Dio è stata sinora la più grande obiezione contro l' esistenza....Noi neghiamo Dio, neghiamo la responsabilità in Dio: soltanto così redimiamo il mondo.

La redenzione è possibile soltanto nella negazione di Dio. Non credo che si possa interpretare diversamente questo brano.
Rimango come sempre a disposizione per ulteriori chiarimenti sull' argomento. E comunque, grazie di nuovo per il tuo intervento.

Garbino Vento di Tempesta.
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Vecchio 31-10-2015, 13.45.34   #96
paul11
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Mi chiedevo se Nietzsche in qualche modo avesse una sua idea di Dio,
se avesse reso comunque ontologico un principio originario,non necessariamente religioso o spirituale in termini tradizionali.
Perchè la volontà di potenza può vincere la tradizione, le etiche convenzionali e costrittive, "si libera DA", liberando appunto l'uomo inane e imbelle, in quanto c' è una relazione fra volere e cultura.
Ma nel momento in cui si è "liberi DA" quella stessa volontà di potenza deve liberarsi PER, cioè ritorna la costruzione di un senso, ovviamente diverso da quella di cui ci si è liberati. Quella stessa volontà di potenza ora si scontra con un momento costruttivo e che nasce dallo stesso movente che oltrepassa la tradizione: deve avere un'idea di senso .
Se mancano elementi significanti e simbolici per una costruzione di senso quella volontà diventa ancora più inane e imbelle di prima,si inviluppa contro se stessa.
Ammesso che sia la mia un'interpretazione consona e corretta , significherebbe che Nietzsche è ancora dentro la tradizione anche se la volontà di potenza desidererebbe uscirne.
Non è allora che l'eterno ritorno sia la mancanza di una via d'uscita?
paul11 is offline  
Vecchio 31-10-2015, 18.57.15   #97
maral
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Certo, con l'eterno ritorno non c'alcuna possibilità di liberarsi DA, tutto ritorna identico. E, per la stessa ragione, nemmeno è possibile liberarsi PER, con la possibilità del passato anche quella del futuro è cancellata. L'atto di volontà non si configura quindi come una liberazione, ma come un'assunzione assoluta di un eterno presente in cui la volontà è sempre in atto. Questa è la felice tragedia del "Super Uomo". Ma nel puro atto non vi è alcun finalità, esso è in tutto solo fine a se stesso e anche la volontà diventa una tautologia che agisce solo in vista di se stessa, che vuole volere..
maral is offline  
Vecchio 02-11-2015, 20.35.23   #98
Garbino
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Dio è morto, anche Nietzsche.

X Paul11 e Maral

Sinceramente avevo qualche dubbio se intervenire visto e considerato che mi trovo sostanzialmente d' accordo con l' argomentazione di Maral; ma mi sembra giusto rispondere al tuo quesito da un' altra angolazione, che non inficia assolutamente il discorso di Maral.

Se vogliamo, l' idea di Dio di Nietzsche può essere racchiusa proprio nella volontà di potenza che attraversa tutta la vita e scaturisce da essa. E' la vita stessa cioè a generarla nell' attimo stesso in cui una nuova vita viene generata.

Ma è un' idea di un Dio irrazionale, e che non lascia mai questa forma.
Come dice giustamente Maral è una volontà fine a sé stessa che non ha scopi o mire e determina ogni destino. Anche se nella più completa casualità.

E non esistono un Da e un Per perché sarebbero limitazioni della sua potenza e volontà.

Per l' uomo invece la prospettiva è un' altra. Infatti lui non è volontà di potenza. L' oltreuomo infatti è colui che si libera del Da ( tenendo però in alta considerazione tutto il sapere che l' uomo ha costruito ) e crea il suo Per come un fanciullo che gioca con il mondo.

In fin dei conti posso ammettere che Heidegger aveva in un certo senso ragione quando lo indicava come l' ultimo dei metafisici, ma per motivi completamente differenti da quelli da lui esposti ne: La Volontà di potenza come Arte. Che comunque rimane un' opera di una bellezza e di una genialità immensa e di cui ne consiglio la lettura.

I miei commenti li ho già effettuati nell' intervento 96 ( ma anche altrove ) perciò non mi dilungo oltre.

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Vecchio 03-12-2015, 20.06.03   #99
Salvatore1997
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Giorni fa ero in ospedale per una spiacevole occasione di cui non voglio tediare gli eventuali lettori di questa discussione, quando mi sorprese questa scritta, titolo del presente tropic, fatta in pennarello sulla parete dell'ascensore metallico tipico degli ospedali. La scritta era fatta di due colori distinti. "Dio è morto" in pennarello nero, "Anche Nietzsche" in viola. Ciò fa pensare a due diverse mani che hanno scritto in due tempi differenti. La prima che ha fatto sua la famosa massima nicciana, la seconda che ha risposto con sarcasmo o freddo realismo a seconda dei punti di vista. Sulle prime infatti ho pensato alla goliardia di qualche studentello annoiato che abbia voluto sfoderare l'irriverenza tipica dell'età giovanile. Successivamente però, riflettendoci sopra è astraendomi dallo stato d'animo di chi lì ha posto quelle due diverse scritte, mi sono soffermato su di entrambe considerate in un'unica frase, dove forse al punto si potrebbe sostituire la virgola: Dio è morto, anche Nietzsche. Che suona un po' come dire: Dio è morto si, ma anche Nietzsche. Colui che D'annunzio definì "il distruttore", ha ineluttabilmente seguito il corso della natura come tutti. Se persino Dio può morire, figuriamoci il Superuomo. Poi mi ritornano in mente le tristi vicende dell'ospedale. Uomini che una volta erano forti e robusti, magari anche risoluti e tutti d'un pezzo, oppure persino arditi e indomabili, insomma delle specie di superuomini, ora stanno rannicchiati nei lettucci, la schiena curva, gli arti inutilizzabili, le labbra tremanti, la voce stentata o assente, la ragione confusa. Perché definire nichilismo ciò che è semplice dissolvimento della natura? È il gioco della natura quello di creare e distruggere dove, forse, come in fisica, ciò che ci appare come distruzione è solo trasformazione. Perché non pensare ad andarcene senza lamenti e senza intristire chi rimane? Non è forse vero che le stelle si spengono senza lacrime né corteo funebre? Niente mi sembra più inutile che creare un superuomo destinato a impietosire chi, in salute e in forze, si aggirerà fra le corsie dell'ospedale. Occorre accettare tutto senza inventarsi nuove forme di eroi, è sufficiente accettare la natura, avere fiducia nella natura, confidare che come ci ha permesso di vivere così ha preparato il giusto destino per noi anche passando attraverso la vecchiaia, la malattia, la morte e tutte le cose simili a queste.

Il superuomo sara colui che riuscirà ad accettare tutto ciò.

Hai elencato i problemi che tediano l' uomo e ai quali esso vuole fuggire, la filosofia , la metafisica (creatrici di teorie disparate ) hanno questo scopo :ILLUDERE!
Salvatore1997 is offline  
Vecchio 12-12-2015, 09.20.36   #100
Garbino
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Dio è morto, anche Nietzsche.

Le affermazioni di Stefano le trovo un po' inesatte.

Non è la Metafisica, come pure la religione, né tanto meno la Filosofia la causa dell' illusione umana. E' l' uomo che vuole illudersi che le usa, a volte in modo inopinabile, perché cerca l' illusione di credere in certezze che non esistono.

Ciascuno cioè crea il proprio pensiero, in base a ciò che è e non può fare diversamente, a meno che non sviluppi autonomamente o gli venga insegnata quella capacità critica che gli permetta di mettere in dubbio qualsiasi dogma, sia di carattere religioso che soprattutto di carattere filosofico.

La filosofia non ammette dogmi, essa è soltanto amore per la conoscenza. E chi si incammina nei suoi meandri dovrebbe sapere che per lei non esistono dogmi.

Purtroppo la confusione e l' incomprensione sono state portate avanti per secoli dalla Teologia che si è lungamente fatta passare per Filosofia, e addirittura per unica filosofia grazie al potere della Chiesa Cattolica.

Non dimentichiamo che per circa 1500 anni non ha permesso a nessuno di pensare o di esprimere idee filosofiche. Gli unici che avevano la concessione guidata e controllata sono stati soltanto religiosi. E guai se esprimevano idee che anche solo lontanamente mettessero in discussione le interpretazioni filosofiche, o peggio i dogmi religiosi, della Chiesa sui grandi del passato.

Grazie per la cortese attenzione.

Garbino Vento di Tempesta.
Garbino is offline  

 



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