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Vecchio 12-09-2015, 09.04.56   #1
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Dio è morto. Anche Nietzsche.

Giorni fa ero in ospedale per una spiacevole occasione di cui non voglio tediare gli eventuali lettori di questa discussione, quando mi sorprese questa scritta, titolo del presente tropic, fatta in pennarello sulla parete dell'ascensore metallico tipico degli ospedali. La scritta era fatta di due colori distinti. "Dio è morto" in pennarello nero, "Anche Nietzsche" in viola. Ciò fa pensare a due diverse mani che hanno scritto in due tempi differenti. La prima che ha fatto sua la famosa massima nicciana, la seconda che ha risposto con sarcasmo o freddo realismo a seconda dei punti di vista. Sulle prime infatti ho pensato alla goliardia di qualche studentello annoiato che abbia voluto sfoderare l'irriverenza tipica dell'età giovanile. Successivamente però, riflettendoci sopra è astraendomi dallo stato d'animo di chi lì ha posto quelle due diverse scritte, mi sono soffermato su di entrambe considerate in un'unica frase, dove forse al punto si potrebbe sostituire la virgola: Dio è morto, anche Nietzsche. Che suona un po' come dire: Dio è morto si, ma anche Nietzsche. Colui che D'annunzio definì "il distruttore", ha ineluttabilmente seguito il corso della natura come tutti. Se persino Dio può morire, figuriamoci il Superuomo. Poi mi ritornano in mente le tristi vicende dell'ospedale. Uomini che una volta erano forti e robusti, magari anche risoluti e tutti d'un pezzo, oppure persino arditi e indomabili, insomma delle specie di superuomini, ora stanno rannicchiati nei lettucci, la schiena curva, gli arti inutilizzabili, le labbra tremanti, la voce stentata o assente, la ragione confusa. Perché definire nichilismo ciò che è semplice dissolvimento della natura? È il gioco della natura quello di creare e distruggere dove, forse, come in fisica, ciò che ci appare come distruzione è solo trasformazione. Perché non pensare ad andarcene senza lamenti e senza intristire chi rimane? Non è forse vero che le stelle si spengono senza lacrime né corteo funebre? Niente mi sembra più inutile che creare un superuomo destinato a impietosire chi, in salute e in forze, si aggirerà fra le corsie dell'ospedale. Occorre accettare tutto senza inventarsi nuove forme di eroi, è sufficiente accettare la natura, avere fiducia nella natura, confidare che come ci ha permesso di vivere così ha preparato il giusto destino per noi anche passando attraverso la vecchiaia, la malattia, la morte e tutte le cose simili a queste.
CVC is offline  
Vecchio 12-09-2015, 13.50.05   #2
laridream
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Data registrazione: 04-07-2015
Messaggi: 11
Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Giorni fa ero in ospedale per una spiacevole occasione di cui non voglio tediare gli eventuali lettori di questa discussione, quando mi sorprese questa scritta, titolo del presente tropic, fatta in pennarello sulla parete dell'ascensore metallico tipico degli ospedali. La scritta era fatta di due colori distinti. "Dio è morto" in pennarello nero, "Anche Nietzsche" in viola. Ciò fa pensare a due diverse mani che hanno scritto in due tempi differenti. La prima che ha fatto sua la famosa massima nicciana, la seconda che ha risposto con sarcasmo o freddo realismo a seconda dei punti di vista. Sulle prime infatti ho pensato alla goliardia di qualche studentello annoiato che abbia voluto sfoderare l'irriverenza tipica dell'età giovanile. Successivamente però, riflettendoci sopra è astraendomi dallo stato d'animo di chi lì ha posto quelle due diverse scritte, mi sono soffermato su di entrambe considerate in un'unica frase, dove forse al punto si potrebbe sostituire la virgola: Dio è morto, anche Nietzsche. Che suona un po' come dire: Dio è morto si, ma anche Nietzsche. Colui che D'annunzio definì "il distruttore", ha ineluttabilmente seguito il corso della natura come tutti. Se persino Dio può morire, figuriamoci il Superuomo. Poi mi ritornano in mente le tristi vicende dell'ospedale. Uomini che una volta erano forti e robusti, magari anche risoluti e tutti d'un pezzo, oppure persino arditi e indomabili, insomma delle specie di superuomini, ora stanno rannicchiati nei lettucci, la schiena curva, gli arti inutilizzabili, le labbra tremanti, la voce stentata o assente, la ragione confusa. Perché definire nichilismo ciò che è semplice dissolvimento della natura? È il gioco della natura quello di creare e distruggere dove, forse, come in fisica, ciò che ci appare come distruzione è solo trasformazione. Perché non pensare ad andarcene senza lamenti e senza intristire chi rimane? Non è forse vero che le stelle si spengono senza lacrime né corteo funebre? Niente mi sembra più inutile che creare un superuomo destinato a impietosire chi, in salute e in forze, si aggirerà fra le corsie dell'ospedale. Occorre accettare tutto senza inventarsi nuove forme di eroi, è sufficiente accettare la natura, avere fiducia nella natura, confidare che come ci ha permesso di vivere così ha preparato il giusto destino per noi anche passando attraverso la vecchiaia, la malattia, la morte e tutte le cose simili a queste.

Condivido ma è più facile a dirsi che a farsi.Per arrivare a tanta accettazione con cuore sereno bisogna aver fatto molta strada prima ed aver lasciato alle spalle molto della nostra piccola e infante natura umana.
Ciao.
laridream is offline  
Vecchio 12-09-2015, 14.36.47   #3
memento
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Giorni fa ero in ospedale per una spiacevole occasione di cui non voglio tediare gli eventuali lettori di questa discussione, quando mi sorprese questa scritta, titolo del presente tropic, fatta in pennarello sulla parete dell'ascensore metallico tipico degli ospedali. La scritta era fatta di due colori distinti. "Dio è morto" in pennarello nero, "Anche Nietzsche" in viola. Ciò fa pensare a due diverse mani che hanno scritto in due tempi differenti. La prima che ha fatto sua la famosa massima nicciana, la seconda che ha risposto con sarcasmo o freddo realismo a seconda dei punti di vista. Sulle prime infatti ho pensato alla goliardia di qualche studentello annoiato che abbia voluto sfoderare l'irriverenza tipica dell'età giovanile. Successivamente però, riflettendoci sopra è astraendomi dallo stato d'animo di chi lì ha posto quelle due diverse scritte, mi sono soffermato su di entrambe considerate in un'unica frase, dove forse al punto si potrebbe sostituire la virgola: Dio è morto, anche Nietzsche. Che suona un po' come dire: Dio è morto si, ma anche Nietzsche. Colui che D'annunzio definì "il distruttore", ha ineluttabilmente seguito il corso della natura come tutti. Se persino Dio può morire, figuriamoci il Superuomo. Poi mi ritornano in mente le tristi vicende dell'ospedale. Uomini che una volta erano forti e robusti, magari anche risoluti e tutti d'un pezzo, oppure persino arditi e indomabili, insomma delle specie di superuomini, ora stanno rannicchiati nei lettucci, la schiena curva, gli arti inutilizzabili, le labbra tremanti, la voce stentata o assente, la ragione confusa. Perché definire nichilismo ciò che è semplice dissolvimento della natura? È il gioco della natura quello di creare e distruggere dove, forse, come in fisica, ciò che ci appare come distruzione è solo trasformazione. Perché non pensare ad andarcene senza lamenti e senza intristire chi rimane? Non è forse vero che le stelle si spengono senza lacrime né corteo funebre? Niente mi sembra più inutile che creare un superuomo destinato a impietosire chi, in salute e in forze, si aggirerà fra le corsie dell'ospedale. Occorre accettare tutto senza inventarsi nuove forme di eroi, è sufficiente accettare la natura, avere fiducia nella natura, confidare che come ci ha permesso di vivere così ha preparato il giusto destino per noi anche passando attraverso la vecchiaia, la malattia, la morte e tutte le cose simili a queste.
Sto leggendo in questi giorni "cosi parlò Zarathustra",quindi il topic capita a fagiolo.
Innanzitutto Nietsche non si definisce come superuomo,ma come portavoce di questo cambiamento all'interno dell'umanità che sta ancora avvenendo,e che non è ancora accaduto. Il superuomo come lo intende Nietzsche poi non è un nuovo idolo che si sostituirà ai vecchi dei,ma una conquista dell'uomo da parte dell'uomo stesso,un accettazione gioiosa di sé e del divenire a cui esso è soggetto,e di cui ora diventa soggetto. Quello di cui parli è una specie di nichilismo passivo,un atteggiamento di mesta rassegnazione di fronte al mondo,mentre per scoprire il superuomo è necessario andare oltre,al di là del bene e del male,nella nostra vera dimensione che è volontà di potenza. Citando un noto aforisma di Nietsche: " la felicità non è fare tutto ciò che si vuole,ma volere tutto ciò che si fa".
memento is offline  
Vecchio 12-09-2015, 15.47.22   #4
Duc in altum!
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

** scritto da CVC:

Citazione:
Perché non pensare ad andarcene senza lamenti e senza intristire chi rimane?

Perché non tutti, durante l'esistenza, pensano ad un motivo solido e coerente per cui valga la pena morire, quindi, di conseguenza, non ne avranno neanche uno per vivere senza lamentarsi o intristire chi rimane, nel momento fatidico e inevitabile di andarsene.



Pace&Bene

Ultima modifica di Duc in altum! : 12-09-2015 alle ore 20.06.10.
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Vecchio 15-09-2015, 15.17.51   #5
Sariputra
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Vedo anche molta stanchezza nella vecchiaia. Soprattutto se piena di sofferenza o di solitudine. C'è un disincanto verso il vivere e un bisogno di bene-essere continuamente frustrato. Ricordo un mio caro amico colpito da un male incurabile e oramai terminale. Quando, con pudore e imbarazzo, andavo a visitarlo nel reparto oncologico , mi parlava solo di bisogno di pace, di non soffrire più, di non farcela più a sopportare il dolore (nonostante le dosi sempre più massicce di morfina) che la vita era una solenne presa per i fondelli ( usava termini più coloriti), che il pensiero di lasciare i suoi bimbi era insopportabile e il vero profondo dolore dell'animo. Allora gli parlavo d'automobili ( la sua passione ) e tentavo di svagarlo e arrivavamo a sorridere...
Sul superuomo nicciano mi sembra talmente ridicolo il solo ipotizzarlo da non averlo mai preso in reale considerazione. La fragilità della vita, di tutta la vita nel suo insieme, urla la sua assurdità attimo per attimo. Volontà di potenza ? Puoi averne quanta vuoi , ma il triste mietitore , silenzioso e tranquillo, imparziale, te la roderà ogni giorno finché non ti ritroverai, come tutti, tremante e piangente.
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Vecchio 16-09-2015, 17.58.17   #6
memento
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

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Originalmente inviato da Sariputra
Sul superuomo nicciano mi sembra talmente ridicolo il solo ipotizzarlo da non averlo mai preso in reale considerazione. La fragilità della vita, di tutta la vita nel suo insieme, urla la sua assurdità attimo per attimo. Volontà di potenza ? Puoi averne quanta vuoi , ma il triste mietitore , silenzioso e tranquillo, imparziale, te la roderà ogni giorno finché non ti ritroverai, come tutti, tremante e piangente.
Non credo tu abbia veramente capito Nietzsche,è facile cadere nel pregiudizio con i suoi termini. Il superuomo nicciano non rinnega la morte,la accetta come parte essenziale della vita,"colei che deve superare sempre sé stessa":questa è volontà di potenza.
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Vecchio 16-09-2015, 22.02.18   #7
Sariputra
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

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Originalmente inviato da memento
Non credo tu abbia veramente capito Nietzsche,è facile cadere nel pregiudizio con i suoi termini. Il superuomo nicciano non rinnega la morte,la accetta come parte essenziale della vita,"colei che deve superare sempre sé stessa":questa è volontà di potenza.


Hai ragione , ho letto poco, e parecchio disgustato pure, Nietzsche.
Ma anche "la vita che deve superare sé stessa" lascia alquanto perplessi....
Sariputra is offline  
Vecchio 16-09-2015, 22.44.43   #8
CVC
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

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Originalmente inviato da memento
Non credo tu abbia veramente capito Nietzsche,è facile cadere nel pregiudizio con i suoi termini. Il superuomo nicciano non rinnega la morte,la accetta come parte essenziale della vita,"colei che deve superare sempre sé stessa":questa è volontà di potenza.
E' rivolto a Sariputra, ma dato che mi sento in sintonia su quanto a detto, e non per fare l'avvocato difensore, mi permetto di rispondere.
Il superuomo nicciano, che si tratti di un'invenzione letteraria o di una suggestione o di una realtà percepibile solo da pochi eletti, non può far sì che la vita superi se stessa. La vita umana è un qualcosa di finito, una parentesi fra le due eternità: quella che precede la nascita e quella che segue la morte. Tutto ciò che riguarda la vita è caduco ed effimero, il superuomo è destinato alla stessa miseria che tocca agli altri: vecchiaia, malattia, morte. La volontà di potenza non può nulla di fronte a queste cose. Rassegnarsi a morire non è volontà di (propria) potenza, è accettazione delle leggi di natura, è riconoscimento del limite della piccolezza umana. Altro che superuomo.
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Vecchio 17-09-2015, 15.25.09   #9
memento
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

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E' rivolto a Sariputra, ma dato che mi sento in sintonia su quanto a detto, e non per fare l'avvocato difensore, mi permetto di rispondere.
Il superuomo nicciano, che si tratti di un'invenzione letteraria o di una suggestione o di una realtà percepibile solo da pochi eletti, non può far sì che la vita superi se stessa. La vita umana è un qualcosa di finito, una parentesi fra le due eternità: quella che precede la nascita e quella che segue la morte. Tutto ciò che riguarda la vita è caduco ed effimero, il superuomo è destinato alla stessa miseria che tocca agli altri: vecchiaia, malattia, morte. La volontà di potenza non può nulla di fronte a queste cose. Rassegnarsi a morire non è volontà di (propria) potenza, è accettazione delle leggi di natura, è riconoscimento del limite della piccolezza umana. Altro che superuomo.
La vecchiaia,la malattia e la morte non sono parte della vita? E come potremmo morire senza vivere? Accettare di essere diveniente significa darsi tutto,non allontanare nulla dal nostro spirito,nemmeno la morte. Questo divenire vitale,perché la vita non è qualcosa di statico,da cui vigliaccamente ci rifugiamo. Avere la forza di volere la PROPRIA morte e di ridere della vita,questo è Superuomo.
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Vecchio 18-09-2015, 14.50.52   #10
CVC
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La vecchiaia,la malattia e la morte non sono parte della vita? E come potremmo morire senza vivere? Accettare di essere diveniente significa darsi tutto,non allontanare nulla dal nostro spirito,nemmeno la morte. Questo divenire vitale,perché la vita non è qualcosa di statico,da cui vigliaccamente ci rifugiamo. Avere la forza di volere la PROPRIA morte e di ridere della vita,questo è Superuomo.
Sapresti anche indicare qualche esempio di superuomo in carne ed ossa? Nietzsche non mi pare abbia mai indicato nessuno fra gli uomini effettivamente vissuti come paradigma del superuomo. Quindi questo superuomo sarebbe o un'invenzione letteraria o un'utopia, in ogni caso niente di tangibile. Gli stoici indicavano come esempi del loro ideale di saggio Socrate, Catone, uomini effettivamente esistiti. E indicavano che anche uomini umili e rozzi potevano dare prova di virtù, come i gladiatori quando affrontavano con coraggio la morte nell'arena. Il saggio restava sempre un ideale quasi irraggiungibile, ma comunque possibile e con riferimenti esistiti, e con la possibilità di poter comuque avvicinarsi all'obbiettivo anche senza raggiungerlo del tutto. Dice infatti Seneca che "una saggezza perfetta rende la vita felice, ma anche una saggezza non perfetta rende comunque la vita sopportabile". Qui invece si cade, a mio modo di vedere, in un percorso pernicioso: quello di ineguire un miraggio. Il superuomo è l'idealizzazione di qualcosa che non esiste e che quindi non è nemmeno possibile avvicinare.
Poi farei un distinguo fra dire di sì alla vita e dire di si al destino. Per dire di si alla vita basta non suicidarsi, chiunque non si suicida, implicitamente o no, dice di sì alla vita. Dire di si al destino significa invece fare propria la volontà della natura. E' come il cane legato al carro, se si oppone viene maciullato, se segue il carro ne esce indenne. Lo stesso accade alla nostra anima.
CVC is offline  

 



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