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Vecchio 03-02-2016, 11.13.34   #161
maral
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Citazione:
Originalmente inviato da Garbino
Ne abbiamo già discusso. Ma gli asceti rappresentano una potenza maggiore in un contesto storico dove l' uomo non sa più agire, in netta decadenza in confronto ai periodi forti della Storia Umana ( e mi riferisco agli Egizi, ai Greci ed ai Romani ), dove gli asceti erano relegati in templi e anche se tenuti in alta considerazione non avevano molto influsso sugli uomini. I nobili erano più potenti di loro, anche se per gli Egizi questa affermazione va presa con le molle. Quindi non una potenza di più alto grado ma la maggiore potenza esprimibile in un determinato contesto storico, e che purtroppo include anche la nostra epoca.
Sì, ne abbiamo già discusso, ma la risposta, alla luce della volontà di potenza continua a non convincermi: non si può invocare la "decadenza dei tempi" a giustificazione del tramonto dello spirito di potenza aristocratico. Se i leoni sono stati sconfitti dai sorci restano comunque i sorci i vincitori e pertanto i detentori della maggior potenza che in quanto tale comunque li giustifica ed è questa loro vittoria a determinare l'età dei sorci e non l'età dei sorci che determina, nostro malgrado, il prevalere dei sorci. Se si è coerenti fino in fondo con l'idea di potenza, chi perde non può recriminare proprio nulla, il risultato giustifica tutto.
Citazione:
Originalmente inviato da Sariputra
Una sorta di disperanza speranzosa sig. Maral ...un sperare che la disperazione alfine serva almeno a morire in piedi
Per noi forse, si può viverla come speranza di morire in piedi, anche se a mio avviso è piuttosto l'assunzione di un dovere. Ma Cyrano non sta sperando di morire in piedi all'arrivo di un'inevitabile sconfitta, sta semplicemente morendo combattendo, senza più nulla sperare.
Citazione:
Originalmente inviato da Hegel89
Che "DIO è MORTO" è stato annunciato per la prima volta con queste parole da HEGEL, nella Fenomenologia dello Spirito, dunque MOLTO PRIMA DI NIETZCHE.

«La coscienza infelice è il dolore che si espri-me nella dura espressione: Dio è morto» (GWF Hegel, Fenomenologia dello Spirito, Bompiani, p 985.)
Ma qui Hegel spiega cos'è la coscienza infelice, mentre Nietzsche non vuole spiegare nulla quando nella Gaia Scienza direttamente annuncia: « Dio è morto! Dio resta morto! » e finisce a chiedere: «Non è forse la grandezza di questa morte troppo grande per noi? Non dovremmo forse diventare divinità semplicemente per esserne degni? ». Non c'è proprio nessuna coscienza infelice a essere spiegata qui, il contesto (e quindi il senso dirompente dell'annuncio nicciano) è del tutto diverso.
Altrimenti questa riflessione si sarebbe forse dovuta intitolare: "Dio è morto. Anche Hegel", o magari "Dio è morto. Anche il cristianesimo".
Citazione:
Pertanto la morte di Dio è il cristianesimo stesso che la annuncia, e questo è il punto fondamentale di ogni svolta del processo di conoscenza, in quanto porta il pensiero a risorgere dal corpo alla verità dello spirito.
Certo, che è il cristianesimo che annuncia la morte di Dio, echi altro potrebbe farlo? Nietzsche era figlio di un pastore luterano e di sicuro aveva conosciuto assai bene il cristianesimo e inteso che la morte di Dio (dell'idea di Dio), ormai non ne preannunciava più alcuna resurrezione (proprio come, si potrebbe dire, la morte di Hegel per la metafisica)
maral is offline  
Vecchio 03-02-2016, 11.18.12   #162
paul11
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Citazione:
Originalmente inviato da Hegel89
Vi ricordo che tutti gli argomenti vari che qui affrontiamo sono stati già risolti, con i loro dualismi, dal sistema filosofico di Hegel...

Cioè non mi sto inventando niente, ed è molto facile per me rispondere per esempio a questa domanda.

La religione e la filosofia che cosa sono? Sono il medesimo contenuto, ma in forma diversa.
Entrambe rispondono alle stesse domande fondamentali, entrambe credono ad un certo sistema di verità, soltanto che la fede usa la ritualità e in generale la rappresentazione, mentre la filosofia impiega il pensiero puro.

Ecco risolto il dualismo!



Non hai compreso il mio intervento, ti invito a rileggerlo. Non credere alla realtà è proprio una provocazione infatti, per spiegare quanto non abbia senso ipotizzare che esistano non credenti, che cioè non credano in nulla!
Dire Dio non esiste è proprio come dire la realtà non esiste.

Il fatto di "confondere" ateismo e scientismo, come dici tu, è proprio invece la soluzione al dualismo che sempre si "divarica" artificialmente ogni qual volta ci si trovi di fronte alla verità.



Per l'ennesima volta, qui si mette in evidenza l'ignoranza che ho sottolineato all'inizio, proprio riguardo i testi classici della storia della filosofia:

Che "DIO è MORTO" è stato annunciato per la prima volta con queste parole da HEGEL, nella Fenomenologia dello Spirito, dunque MOLTO PRIMA DI NIETZCHE.

«La coscienza infelice è il dolore che si espri-me nella dura espressione: Dio è morto» (GWF Hegel, Fenomenologia dello Spirito, Bompiani, p 985.)

A vostra discolpa va il fatto che in realtà anche molti esperti incorrono in questo sbaglio.

Tale frase indica semplicemente lo stato della coscienza infelice, che appunto ha scoperto che l'essenza appare definitivamente perduta.

Pertanto la morte di Dio è il cristianesimo stesso che la annuncia, e questo è il punto fondamentale di ogni svolta del processo di conoscenza, in quanto porta il pensiero a risorgere dal corpo alla verità dello spirito.

E questo significa: la verità la si ottiene solo a costo di una perdita di naturalità e immediatezza, di cui si deve fare interiormente rinuncia (e ciò vale per ogni coscienza, sia essa denominata credente o non credente, superstiziosa o non, bianca o nera).

In questo periodo sto rileggendo dopo parecchi anni Fenomenologia dello spirito di Hegel, Essere e tempo di Hiedegger e il Tractatus di Witgenstein, tre autori che ho scelto per influenza e diversità di veduta.

Continuo a pensare che sia riduttivo il pensare che che le forme della conoscenza per quanto si distinguano e nella logica dialettica siano contraddizioni astratte necessarie per arrivare al concreto, per spiegare le diversità di vedute fra gli stessi filosofi.
Sono comunque d'accordo che non bisogna fossilizzarsi sulla dualità, diciamo che facciamo dialettica confrontandoci, anche questa è una modalità di conoscenza.

Ci risentiremo quando avrò metabolizzato la fenomenologia dello spirto, Hegel è comunque un grande ed interessante.

paul11 is offline  
Vecchio 03-02-2016, 12.23.47   #163
Sariputra
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

[quote=maral]Sì, ne abbiamo già discusso, ma la risposta, alla luce della volontà di potenza continua a non convincermi: non si può invocare la "decadenza dei tempi" a giustificazione del tramonto dello spirito di potenza aristocratico. Se i leoni sono stati sconfitti dai sorci restano comunque i sorci i vincitori e pertanto i detentori della maggior potenza che in quanto tale comunque li giustifica ed è questa loro vittoria a determinare l'età dei sorci e non l'età dei sorci che determina, nostro malgrado, il prevalere dei sorci. Se si è coerenti fino in fondo con l'idea di potenza, chi perde non può recriminare proprio nulla, il risultato giustifica tutto.

Ma se i leoni sono stati sconfitti dai sorci...i sorci non erano sorci e i leoni non erano leoni. Ossia il sorcio era più forte del leone, la sua volontà di potenza ben maggiore. Il leone era in realtà un decadent.
Nietzsche odiava il volgo e amava una certa idea ( illusoria) di aristocrazia. L'aristocrazia come la immaginava Nietzsche non è mai esistita. Gli aristocratici sono storicamente sempre stati "ignobili" e non nobili. La loro supposta volontà di potenza nient'altro che immenso desiderio di possesso ( di beni materiali e gloria. Ma prima di tutto di beni materiali...). I sorci ( la plebe) vedendoli gozzovigliare a loro spese ( mi vengono in mente i Proci nell'Odissea) si son detti: -anche noi vogliamo magnà bene come loro. E chi siamo noi...dei sorci per caso? Andiamo, scaraventiamoli fuori al freddo e alla nostalgia del gozzoviglio e...magnamo tutto noi, che è cosa buona e giusta, visto che noi siamo tanti e loro solo pochi boriosi che si credono nobili. Vediamo se siam più forti noi o loro che si credono dei...
Ma dei non erano e sono stati meritatamente scaraventati fuori ( dalla storia) . Adesso pensano: Ben diversi eravamo noi, dei senza bisogno di Dio, di questa melma umana, di questi sorci arricchiti che si riempiono la panza e non credono di essere dei. Anzi gli idioti si sono creati un loro Dio che dice: Beati voi sorci e guai a quei ricchi, pieni di volontà di potenza, che se magnano tutto e son sepolcri imbiancati. Pieni di parrucconi e con le pulci dappertutto ( in senso metafisico s'intende).
Poi arriva Nietzsche, pieno di insana nostalgia per un'epoca eroica (mai esistita se non letterariamente) e grida: -Ah sorci...il vostro Dio è morto, l'avete creato voi per farci rabbia e poter gozzovigliare al nostro posto. Adesso però vedrete che torniamo noi, i Superuomini, che non necessitiamo di Dio perchè già lo semo noi (dei). Ve rode che sia morto eh ? Non ho il coraggio di dirlo ( ma lo penso...) il primo è già arrivato. Sono io...non mi credete? Osate prendermi per il.....? E io ve copro di invettive, brutti sorci che non siete altro. Maledetti voi e quel vostro Dio che ve siete inventati...
Ma i sorci , che sono sì sorci ma piuttosto astuti, gli rispondono:- Ah Nietzsche...ma solo te ce credevi veramente a quel Dio che se semo inventà! Noi facevamo finta, tanto pe magnà...a proposito...che ne vorresti per caso un pò anche te? De magnà ?
Scusate il simil-romanesco ( da burletta).
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Vecchio 03-02-2016, 12.49.40   #164
sgiombo
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

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Originalmente inviato da maral
Per noi forse, si può viverla come speranza di morire in piedi, anche se a mio avviso è piuttosto l'assunzione di un dovere. Ma Cyrano non sta sperando di morire in piedi all'arrivo di un'inevitabile sconfitta, sta semplicemente morendo combattendo, senza più nulla sperare.


Beh, morire combattendo eroicamente contro l' agguato di avversari vigliacccamente numerosi e sleali si può ben dire (metaforicamente, é ovvio!) "morire in piedi", no?

Il che effettivamente può essere un' alternativa relativamente soddisfacente al sopravvivere e vincere; se questo si rivela impossibile, beninteso (la figura di Cirano come metafora della mia vita -fatta la tara della mia mediocrità e non-eroismo- non mi dispiace affatto; grazie.
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Vecchio 03-02-2016, 15.36.44   #165
Hegel89
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

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Originalmente inviato da Duc in altum!
** scritto da Hegel89:



L'avrai risolto personalmente, per una tua fede intima (...e ci risiamo!), ma niente d'oggettivamente chiaro e pratico.

Io non ho mai sentito nessuno affermare: "...grazie alla filosofia ho incontrato pace e allegria!..." (anzi!!)

Per non parlare di un cambio radicale della quotidianità, una trasformazione "miracolosa" delle abitudini, la salvezza già in vita per comprenderci.


Pace&Bene

Se non hai mai sentito una cosa, non per questo devi continuare su questa strada!
Ma pensa tu che discorso. Allora restiamo fermi alle vecchie credenze...ma si...
Oltre il fatto che già il maestro dell'antichità, Aristotele, aveva evidenziato il piacere della contemplazione filosofica, annunciando addirittura che Dio è il pensiero di pensiero.
Va bene non conoscere Hegel, ma nemmeno Aristotele avete studiato?
Sono i due filosofi più importanti di sempre.
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Vecchio 03-02-2016, 15.42.42   #166
Hegel89
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

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Originalmente inviato da maral
Ma qui Hegel spiega cos'è la coscienza infelice, mentre Nietzsche non vuole spiegare nulla quando nella Gaia Scienza direttamente annuncia: « Dio è morto! Dio resta morto! » e finisce a chiedere: «Non è forse la grandezza di questa morte troppo grande per noi? Non dovremmo forse diventare divinità semplicemente per esserne degni? ». Non c'è proprio nessuna coscienza infelice a essere spiegata qui, il contesto (e quindi il senso dirompente dell'annuncio nicciano) è del tutto diverso.
Altrimenti questa riflessione si sarebbe forse dovuta intitolare: "Dio è morto. Anche Hegel", o magari "Dio è morto. Anche il cristianesimo".

Certo, che è il cristianesimo che annuncia la morte di Dio, echi altro potrebbe farlo? Nietzsche era figlio di un pastore luterano e di sicuro aveva conosciuto assai bene il cristianesimo e inteso che la morte di Dio (dell'idea di Dio), ormai non ne preannunciava più alcuna resurrezione (proprio come, si potrebbe dire, la morte di Hegel per la metafisica)

Molto giusto. Il principio che muore non risorge mai nelle vesti di prima, perciò alla moltitudine appare non risorgere affatto.
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Vecchio 03-02-2016, 22.22.03   #167
maral
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

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Originalmente inviato da paul11
E' la forma logica del conoscere della filosofia greca il problema originario -
Certamente, per questo Severino la mette radicalmente in discussione a partire da Parmenide.
Citazione:
La tecnica è semplicemente l'ordinamento schematico di una conoscenza, ciò che oggi chiamiamo tecnicamente know how.
Temo non si tratti semplicemente di questo. la tecnica ormai non è più solo un modo di agire che discende da una conoscenza teoretica, ma è un modo di pensare che ormai detta il senso di ogni conoscenza e che esige che non possa esservi nulla di significativo oltre il fatto tecnico, ossia oltre il risultato di una trasformazione produttiva sempre in atto.
C'è una discontinuità profonda nella storia del pensiero occidentale che determina la mutazione della tecnica nella storia umana e che è la conseguenza di un cambiamento profondo dell'orizzonte metafisico: è una sorta di liberazione da qualsiasi immutabile, di eterno resta solo il divenire fine a se stesso a cui nulla deve considerarsi sottratto, ogni resistenza si configura oltrepassabile e il limite è solo il limite sempre in via di superamento della potenza tecnica stessa a cui tutto finirà per sottomettersi, uomo compreso, destinato a esserne temporaneo strumento in qualità di funzionario specialistico, esecutore sistematicamente collaborante di corrette procedure.
La calcolabilità è ciò che garantisce la massima efficacia di controllo tecnico e per questo tutto va inquadrato nei termini di calcolabilità, secondo profilo economico. Non è quindi che il mondo si rivela sorprendentemente conforme al calcolo con cui lo modella la scienza, ma che il mondo deve essere inteso, visto e definito in modo calcolabile, conquistando alla calcolabilità anche ciò che al momento pare da essa esorbitare, facendone caso statistico.
Il pensiero principe a cui tutto va rapportato diventa così quello economico che misura la funzionalità in termini di numeri che rappresentano i costi e i benefici, e ormai neppure ci accorgiamo di quanto sia paradossale, dato che non esiste scienza che si sia dimostrata più farlocca della macro economia in ogni sua previsione, a confronto delle quali i vaticini degli antichi aruspici erano di gran lunga più attendibili.
La tecnica si configura sempre più come prassi assoluta nella sua completa autoreferenza trasformativa.
E tutto questo sarebbe stato inconcepibile prima della rivoluzione industriale e dello sviluppo della scienza moderna.


Ultima modifica di maral : 03-02-2016 alle ore 23.10.35.
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Vecchio 03-02-2016, 23.09.29   #168
maral
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

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Originalmente inviato da Sariputra
Ma se i leoni sono stati sconfitti dai sorci...i sorci non erano sorci e i leoni non erano leoni. Ossia il sorcio era più forte del leone, la sua volontà di potenza ben maggiore. Il leone era in realtà un decadent.
Nietzsche odiava il volgo e amava una certa idea ( illusoria) di aristocrazia. L'aristocrazia come la immaginava Nietzsche non è mai esistita. Gli aristocratici sono storicamente sempre stati "ignobili" e non nobili. La loro supposta volontà di potenza nient'altro che immenso desiderio di possesso ( di beni materiali e gloria. Ma prima di tutto di beni materiali...). I sorci ( la plebe) vedendoli gozzovigliare a loro spese ( mi vengono in mente i Proci nell'Odissea) si son detti: -anche noi vogliamo magnà bene come loro. E chi siamo noi...dei sorci per caso? Andiamo, scaraventiamoli fuori al freddo e alla nostalgia del gozzoviglio e...magnamo tutto noi, che è cosa buona e giusta, visto che noi siamo tanti e loro solo pochi boriosi che si credono nobili. Vediamo se siam più forti noi o loro che si credono dei...
Ma dei non erano e sono stati meritatamente scaraventati fuori ( dalla storia) . Adesso pensano: Ben diversi eravamo noi, dei senza bisogno di Dio, di questa melma umana, di questi sorci arricchiti che si riempiono la panza e non credono di essere dei. Anzi gli idioti si sono creati un loro Dio che dice: Beati voi sorci e guai a quei ricchi, pieni di volontà di potenza, che se magnano tutto e son sepolcri imbiancati. Pieni di parrucconi e con le pulci dappertutto ( in senso metafisico s'intende).
Poi arriva Nietzsche, pieno di insana nostalgia per un'epoca eroica (mai esistita se non letterariamente) e grida: -Ah sorci...il vostro Dio è morto, l'avete creato voi per farci rabbia e poter gozzovigliare al nostro posto. Adesso però vedrete che torniamo noi, i Superuomini, che non necessitiamo di Dio perchè già lo semo noi (dei). Ve rode che sia morto eh ? Non ho il coraggio di dirlo ( ma lo penso...) il primo è già arrivato. Sono io...non mi credete? Osate prendermi per il.....? E io ve copro di invettive, brutti sorci che non siete altro. Maledetti voi e quel vostro Dio che ve siete inventati...
Ma i sorci , che sono sì sorci ma piuttosto astuti, gli rispondono:- Ah Nietzsche...ma solo te ce credevi veramente a quel Dio che se semo inventà! Noi facevamo finta, tanto pe magnà...a proposito...che ne vorresti per caso un pò anche te? De magnà ?
Scusate il simil-romanesco ( da burletta).
No, i sorci hanno vinto proprio perché erano sorci e non leoni, perché i sorci come tali hanno qualità di potenza che i leoni nemmeno si sognano, prima fra tutti l'ipocrisia di una finta umiltà sempre pronta a rinnegarsi e l'indispensabile servilismo. Sia i sorci che i leoni sono animati dalla medesima volontà di possedere, ma sono i sorci che dimostrano di avere una marcia in più, sono loro i favoriti dalla volontà di potenza, proprio quelli che Nietzsche bollava come i deboli, i malfatti.
Nietzsche dopotutto aveva ragione a considerare il cristianesimo una religione da schiavi, esattamente come l'antica aristocrazia pagana, ma quell'ideale di fraterno amore cristiano era in realtà un'arma ideale per affermare una volontà di potenza illimitata, anche perché per la prima volta un unico Dio onnipotente prometteva una vita eterna a tutti coloro che lo seguivano e mai nessun Dio aveva promesso tanto, così democraticamente a tutti. Nietzsche aveva tutte le ragioni di disprezzare quegli asceti che mortificavano la loro vita per conquistarsi l'eternità, ma possibile che non capisse quanta sconfinata volontà di potenza si celasse nei sogni della loro santa mortificazione? Nelle piaghe con cui affliggevano i loro corpi?

No, non è solo questione di "voi c'avete da magnà, mò ce lo pijamo noi". I servi, anche se quando non ne possono più si ribellano, restano sempre servi e non desiderano altro che un nuovo padrone venga presto. Figuriamoci se il nuovo padrone, per bocca dei suoi sedicenti servi (i cosiddetti servi dei servi di Dio!), garantisce pure l'eterna beatitudine!
Nietzsche sapeva di non essere il Superuomo, era solo colui che ne indicava la venuta, se ne credeva solo il profeta, un paradosale Zarathustra, ma purtroppo il suo Superuomo era un personaggio tragico, senza alcun seguito e così inadatto a collaborare alla grande farsa nichilista che si preparavano ad allestire gli ultimi uomini.

Ultima modifica di maral : 03-02-2016 alle ore 23.22.21.
maral is offline  
Vecchio 03-02-2016, 23.40.51   #169
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

** scritto da Hegel89:

Citazione:
Se non hai mai sentito una cosa, non per questo devi continuare su questa strada!
Ma pensa tu che discorso. Allora restiamo fermi alle vecchie credenze...ma si...

Infatti, non penso che tu non abbia mai sentito: "...Io sono la via, la verità e la vita!..."

Dunque, quale sarebbe questa nuova credenza "filosofica" che potrebbe competere, alla stessa maniera, nel concedere pace e allegria?!?! ...vuoi vedere che mi sono perso qualcosa stasera nel TG??!!!


Citazione:
Oltre il fatto che già il maestro dell'antichità, Aristotele, aveva evidenziato il piacere della contemplazione filosofica, annunciando addirittura che Dio è il pensiero di pensiero.

Sarà pure, ma ripeto che tu abbia fiducia in ciò che ha evidenziato lo Stagirita è una tua prerogativa personale, e non una verità oggettiva.
Che Dio è il pensiero di pensiero può star bene a te, a Hegel (forse? ...non so?), per me Dio è il Padre di Gesù, quindi religione e filosofia non hanno lo stesso contenuto.
E' solo questa la mia riflessione.


Pace&Bene
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Vecchio 04-02-2016, 00.07.59   #170
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Riferimento: Dio è morto. Anche Nietzsche.

Citazione:
Originalmente inviato da maral
No, i sorci hanno vinto proprio perché erano sorci e non leoni, perché i sorci come tali hanno qualità di potenza che i leoni nemmeno si sognano, prima fra tutti l'ipocrisia di una finta umiltà sempre pronta a rinnegarsi e l'indispensabile servilismo. Sia i sorci che i leoni sono animati dalla medesima volontà di possedere, ma sono i sorci che dimostrano di avere una marcia in più, sono loro i favoriti dalla volontà di potenza, proprio quelli che Nietzsche bollava come i deboli, i malfatti.
Nietzsche dopotutto aveva ragione a considerare il cristianesimo una religione da schiavi, esattamente come l'antica aristocrazia pagana, ma quell'ideale di fraterno amore cristiano era in realtà un'arma ideale per affermare una volontà di potenza illimitata, anche perché per la prima volta un unico Dio onnipotente prometteva una vita eterna a tutti coloro che lo seguivano e mai nessun Dio aveva promesso tanto, così democraticamente a tutti. Nietzsche aveva tutte le ragioni di disprezzare quegli asceti che mortificavano la loro vita per conquistarsi l'eternità, ma possibile che non capisse quanta sconfinata volontà di potenza si celasse nei sogni della loro santa mortificazione? Nelle piaghe con cui affliggevano i loro corpi?

No, non è solo questione di "voi c'avete da magnà, mò ce lo pijamo noi". I servi, anche se quando non ne possono più si ribellano, restano sempre servi e non desiderano altro che un nuovo padrone venga presto. Figuriamoci se il nuovo padrone, per bocca dei suoi sedicenti servi (i cosiddetti servi dei servi di Dio!), garantisce pure l'eterna beatitudine!
Nietzsche sapeva di non essere il Superuomo, era solo colui che ne indicava la venuta, se ne credeva solo il profeta, un paradosale Zarathustra, ma purtroppo il suo Superuomo era un personaggio tragico, senza alcun seguito e così inadatto a collaborare alla grande farsa nichilista che si preparavano ad allestire gli ultimi uomini.


Mi sembra che bisognerebbe interrogarsi su questa fantomatica "volontà di potenza". Cosa vuol dire ? Volontà di possedere o volontà di essere ? Volontà di possedere di più (degli altri) o volontà di essere di più (degli altri)? L'ideale ascetico nasce come volontà di non possedere per essere di più ( inteso come più libero dal desiderio di possedere). Il vero ascetismo è vuoto di dispute, è affrancamento dal desiderio di possesso e in ultima analisi libertà dal desiderio stesso di essere ( e da quello più profondo in noi ma potente di Non-essere, di Non-esistere). Il cristianesimo non conosce il vero ascetismo in quanto, a mio modesto parere, tenta di mascherare la volontà di essere ai massimi livelli ( in eterno) sotto la maschera dell'umiltà e della rinunzia al desiderio di possedere. Ma quello che va a morire nelle nostre secolarizzate società capitalistiche "occidentali" non mi sembra l'idea di Dio , ma bensì la maschera morale imposta per duemila anni dalle istituzioni. Maschera morale che si sta sciogliendo come cera ( all'interno delle istituzioni religiose stesse) in quanto la "desiderabilità" del possedere (beni materiali e idee) è semplicemente divenuta più accessibile per il prodigioso sviluppo della tecnica.
Ma il desiderio d'immortalità e d'affidamento (senza impegni morali troppo vincolanti e frustranti per il proprio godimento terreno) è ancora potentissimo. Proprio in queste ore folle oceaniche accompagnano applaudendo la mummia di Padre Pio. Dio è morto ?
Idealmente è più forte e vivo che mai, per me.
Quelli che stanno morendo sono i precetti morali che hanno accompagnato la religiosità per millenni. Il Dio che impone obblighi e doveri ( il Dio dei "comandamenti") verrà sostituito dal Dio "soft" , il Dio Amore che tutto accetta e tutto perdona ( in particolar modo i nostri godimenti terreni irrinunciabili). L'idea di Dio non sta morendo, secondo me, sta passando un periodo di Krisis, di turbamento, ma foriero di un tempestoso ritorno, di una crescita e di una raffinazione con l'approdo definitivo al Dio-fai-da-te di cui vediamo già le prime avvisaglie. Il nichilismo ha poche possibilità contro un ideale che nasce dalla sostanza stessa che forma l'uomo: il desiderio. E il desiderio non può far altro che desiderare. L'approdo sarà un Dio che conferma e benedice il desiderio.
Sariputra is offline  

 



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