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Vecchio 29-06-2004, 14.18.07   #81
DOLDOS
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Data registrazione: 23-06-2004
Messaggi: 6
a proposito di intelligenza...

Per me rappresenta un complesso articolato di facoltà psichiche legate alla struttura (all’architettura) del nostro apparato neurologico primario: il cervello. Non credo, che ad oggi vi sia una definizione “chiusa”, perché non credo che, ad oggi, vi siano sufficienti conoscenze sul funzionamento di questo meraviglioso strumento che la natura ci ha regalato nel corso dell’evoluzione.
In quanto caratteristica complessa del nostro intelletto (per lo più sconosciuto), la misurazione dell’intelligenza può essere solo una rappresentazione parziale, ma soprattutto estemporanea di una data condizione psichica in un dato momento. Ovvero può solo esprimere una performance.
Mi spiego: se un ginnasta sbaglia una gara, non significa che non sia un bravo ginnasta!
La complessità dell’argomento e la nostra scarsa conoscenza in merito fanno si che la definizione di intelligenza rimanga dunque aperta, ovvero sia sempre modificabile. Dire che l’intelligenza è un insieme articolato di facoltà psichiche, significa affermare che essa è specifica dell’intelletto, del cervello. E non ad esempio del cuore, o del fegato. Il punto rimane, semmai, definire quali sono questo facoltà. Ma qui entriamo in un ambito assolutamente da definire che anima fortemente il mondo accademico. Proporrei allora, se siete d'accordo, di modificare la "riflessione" da che cos'è l'inteligenza a quali sono le facoltà che rientrano secondo noi nel concetto di intelligenza e quali no.

Per quanto riguarda il discorso sul QI, credo che i test sono degli strumenti culturali (a volte indispensabili!?!) che usiamo per fare delle scelte su come indirizzare le nostre scelte. Culturali perché in realtà essi sono lo specchio della cultura che li produce (con tutti i suoi meriti e limiti!).
Ogni test ha in sé il concetto di limite tollerabile, per cui al di sopra del limite imposto il semaforo risulta verde, al di sotto segna rosso. Il problema si pone quando proviamo ad esaminare sistemi di grande complessità, per cui non siamo in grado di gestire tutte le variabili, per cui spesso non conosciamo neanche tutte le variabili. Voglio dire: quando faccio un test sul QI, per esempio, relativamente alle capacità logico-matematiche di un individuo, posso solo affermare se quell’individuo ad oggi è o non è in grado di padroneggiare la “materia” (le facoltà logico-matematiche). Ma non posso, in effetti, affermare che non sarà mai in grado di padroneggiarle, né che lo era un tempo. Non posso affermare che migliorerà o no nel tempo (anche se molti sono convinti del contrario). Ma soprattutto non posso affermare che un QI basso determinerà il fatto che una persona saprà o meno gestire una serie di problematiche logico-matematiche all’interno di una data situazione. E questo perché le “situazioni” del comune vivere umano sono più “complesse” di quanto i test possono verificare. Ad esempio un genio della matematica potrebbe non riuscire a reggere i conflittuali rapporti di rivalità tra colleghi. Lo stress generato potrebbe creare tali disagi alla persona da renderla incapace di svolgere correttamente il proprio lavoro.
Questo, dunque, dove ci porta?
Personalmente a considerare i test più come un gioco che come un serio indice delle mie possibilità di essere umano senziente.

buona giornata!
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Vecchio 29-06-2004, 14.45.46   #82
neman1
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Messaggi: 839
Re: Tiriamo le somme

Citazione:
Messaggio originale inviato da leibnicht
Percorrendo i post di questo topic (mi sembra già di parlare come Eta Beta...) mi pare che anzichè chiarirci qualcosa a riguardo dell'intelligenza, abbiamo solo confuso le acque, smuovendole di qua e di là...
Allora, pare persino dubbio che si possa dare una definizione di intelligenza, che ve ne sia una o molte, o forse nessuna.
Mi sembra che la si sia confusa, volta a volta, con il buon senso, con l'autocoscienza, con la sensibilità e la compassione, con quel reticolo di conoscenze che compone l'architettura logica dei linguaggi in cui siamo immersi e che si deve più all'hegeliana "astuzia della ragione" che non alla capacità di apprendimento del singolo individuo.
Allora, proviamo a ripartire daccapo, magari dalla fonte stessa del pensiero moderno: ripartiamo da Kant.
Secondo lui esistono due forme sostanziali di intelligenza, oltre a molte metafore che non sono altro che l'attribuzione di una intenzionalità antropocentrica ad altri fenomeni naturali.
Così, ad esempio, quando troviamo intelligente il comportamento delle api, in quanto persegue scopi concreti nel modo più pratico, parliamo, in realtà, in termini metaforici, poichè gli schemi operativi degli insetti, anche se perfettamente funzionali, sono rigidi e prefissati e quindi rappresentano l'antitesi propria dell'intelligenza, come, del resto, sosteneva giustamente Bergson.
Così, ugualmente, parliamo metaforicamente di intelligenza quando l'attribuiamo all'evoluzione, alle leggi di natura, all'ordine che crediamo di ravvisare nel cosmo.
Nell'uomo, da cui necessariamente dobbiamo partire, secondo Kant esistono due sole forme di intelligenza propriamente detta, ossia l'ingegno e l'acume.
L'ingegno è la capacità di intuire nuove relazioni tra fenomeni consueti, in modo tale che questi nuovi rapporti e ordini, una volta compresi, vengano riconosciuti da tutti come evidenti e intuitivi.
Questa specie di intelligenza è più tipica dei giovani.
L'acume, invece, è la capacità di individuare differenze e distinzioni tra enti e fenomeni apparentemente omogenei, in modo tale che, una volta comprese, esse appaiano evidenti e intuitive all'osservazione di tutti, sicchè quegli enti e fenomeni risultino, di lì in poi, eterogenei e scomponibili.
Questa specie di intelligenza è più propria degli uomini maturi e degli anziani.
Non esiste, quindi, una forma di intelligenza che possa permanere singolare: le nuove relazioni e le nuove distinzioni debbono essere tali da poter venire riconosciute evidenti da tutti gli esseri umani.
Questo distingue l'intelligenza dai deliri o dalle illusioni o dai paralogismi.
L'intelligenza riplasma il senso del mondo, in un modo irreversibile.
Questa capacità, quella cioè di trasformare l'ordine degli eventi, di acquisire senso e significati nuovi, e di non poter tornare più indietro, è specifica dell'Uomo, non del singolo individuo, ma dell'Uomo in quanto specie.
Spesso occorrono due o tre generazioni di esseri umani per approfondire e rendere di dominio generale concetti acquisiti da un singolo o da pochi: la fisica quantistica ne è un esempio tuttora in corso.
Stop. Mi fermo qui.


Leibnicht ! Mi e' piaciuto questo che hai scritto, davvero. Pero' noto che anche Kant oltre alla dualita' divisa nel tempo non ci e' andato. Per me l'intelligenza e' cio che fa ritornare alla unione, e su questo punto non posso cedere. Pertanto cio che divide le cose lo vedrei come la furbizia ovvero le capacita' intelletive individuali. Allora la giro anche in questo modo: l'intelligenza e' cio che ci fa arrivare dall'adolescenza alla vecchiaia, la maturazione per vivere entrambe le sue forme, entrambi i suoi poli. L'ideale sarebbe viverle contemporaneamente, come dire essere: un vecchio giovane....ma queste sono gia storie del Taoismo perche appunto Lao Tsu significa proprio questo: il vecchio giovane. (James Hillman: Puer Aeternus) Fondamentalmente credo di aver solo ripetuto cio che hai detto allora vorrei infine rilanciare il messaggio che: e' un conto definirla ed impacchettarla in un involucro quale la parola, l'intelligenza, un'altro conto e' riconoscerla per poter esserlo ed agire da tale....E' ISTINTIVA. Ciao a tutti e complimenti a te Leibnicht per la preparazione.

Ultima modifica di neman1 : 29-06-2004 alle ore 15.01.39.
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Vecchio 30-06-2004, 01.12.58   #83
iris_1
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Messaggi: 493
Proviamo ad analizzare il termine latino intelligentia, deriva da intelligere ovvero percepire, comprendere, conoscere e di conseguenza agire.
Se l'intelligenza è la capacità di elaborare gli stimoli per poi compiere atti che tendono a 'risolvere' o 'migliorare' lo stato attuale è chiaro che non vi è distinzione tra uomo, scimpanzè, cane, lucertola e qualsiasi altro essere vivente sulla Terra.
Sappiamo che l'intelligenza non è facoltà prettamente umana però è chiaro che esiste una differenza fra l'uomo e le altre specie... l'intelligenza intesa come capacità sensoriale che permette di stabilire relazioni e produrre riflessi, quindi la capacità di percepire comprendere e agire in base all'elaborazione degli stimoli (come la definizione precedente di intelligere) è propria di ogni specie... perciò in cosa si differenzia l'uomo dagli altri animali? Si dice che l'intelligenza umana supera quella animale in quanto è di ordine concettuale e non solo sensoriale... l'intelligenza animale appare come una prefigurazione di quella umana che si è 'evoluta' grazie alla maggiore complessità cerebrale dell'uomo e che si è sviluppata progressivamente attraverso la rappresentazione simbolica, fino a realizzare la capacità di pensare logicamente che gli permette di svincolarsi dalle circostanze ambientali e di elaborare schemi di condotta propri.

Già in un precedente post avevo accennato ad un'intelligenza di specie e un'intelligenza individuale, forse ora sono riuscita a spiegare meglio ciò che intendevo dire.

Per questo Rocco dicevo che avremmo dovuto intraprendere un'altra strada, perché se analizziamo tutti i 'disastri' che compie ogni giorno l'umanità appare chiaro che l'intelligenza della specie umana sta regredendo, anzi, si sta addirittura allontanando anche da quella che è l'intelligenza intesa come capacità sensoriale, poiché ci stiamo avvicinando alla distruzione della specie.

Quindi come potremmo dare una logica( ) definizione di intelligenza intesa dal punto di vista individuale, personale?
In base a cosa identifichiamo un individuo più inteligente rispetto ad altri e quali parametri utilizziamo?

Secondo la psicologia l'intelligenza è rappresentata dalle funzioni conoscitive, adattative ed immaginative dipendenti da attitudini ereditarie, ma che si esplicano con modalità acquisite mediante l'apprendimento. L'intelligenza è strettamente collegata all'io e permette operazioni di sintesi, di analisi e di coordinamento (nelle malattie mentali infatti l'intelligenza risulta disturbata dall'interferenza di fattori emozionali; nelle psicosi, a causa di processi dissociativi, è gravemente deformata).

Non riesco ad andare oltre (almeno per adesso ), mi sta 'fondendo il cervello'. Devo pensarci ancora un pò

Ciao
iris_1 is offline  
Vecchio 30-06-2004, 07.54.52   #84
DOLDOS
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Citazione:
Messaggio originale inviato da iris_1
[...]
Per questo Rocco dicevo che avremmo dovuto intraprendere un'altra strada, perché se analizziamo tutti i 'disastri' che compie ogni giorno l'umanità appare chiaro che l'intelligenza della specie umana sta regredendo, anzi, si sta addirittura allontanando anche da quella che è l'intelligenza intesa come capacità sensoriale, poiché ci stiamo avvicinando alla distruzione della specie.

Quindi come potremmo dare una logica( ) definizione di intelligenza intesa dal punto di vista individuale, personale?
In base a cosa identifichiamo un individuo più inteligente rispetto ad altri e quali parametri utilizziamo?

Secondo la psicologia l'intelligenza è rappresentata dalle funzioni conoscitive, adattative ed immaginative dipendenti da attitudini ereditarie, ma che si esplicano con modalità acquisite mediante l'apprendimento. L'intelligenza è strettamente collegata all'io e permette operazioni di sintesi, di analisi e di coordinamento (nelle malattie mentali infatti l'intelligenza risulta disturbata dall'interferenza di fattori emozionali; nelle psicosi, a causa di processi dissociativi, è gravemente deformata).


Non credo che si possa attribuire all'intelligenza un valore morale. Per il fatto che l'umanità usi male la propria intelligenza, cio' non vuole dire che l'intelligenza regredisca. Credo ci sia intelligenza (anche troppa ) nella follia autodistruttiva dell'uomo .
Cosi' come non credo che il folle, o chi ha un determinato comportamento paranoide o altro problema psicologico (sempre in base ad un senso comune di normalità... su cui potremmo discutere!!!) possa essere definito poco intelligente. Separerei l'intelligenza dal suo utilizzo.

Ciao
DOLDOS is offline  
Vecchio 30-06-2004, 08.15.05   #85
DOLDOS
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NEGAZIONE dell'intelligenza

Citazione:
Messaggio originale inviato da Rocco
Perdonami se mi inserisco con ritardo.

[...]
Voglio proporre un pò a tutti il seguente metodo d'indagine esplorativa : per giungere a trovare noi stessi cosa è l 'intelligenza , partiamo da tutto ciò che è NEGAZIONE dell'intelligenza , secondo noi.

[...]
Proverò a dare uno spunto io : la prima cosa che mi viene in mente è credo che NON sia intelligenza ad esempio la violenza , la guerra......


Rocco

Mi era sfuggito il tuo post Rocco. Mi piace l'idea...

per me l'intelligenza NON è una; NON le si puo' attribuirle un giudizio morale (è buona è cattiva); NON è "estraibile" dal suo contesto fisiologico; NON ha nulla a che fare con lo "spirito" o con "anima".

Ciao
DOLDOS is offline  
Vecchio 30-06-2004, 09.20.24   #86
Rocco
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Talking .tiriamo le somme ( insieme..o da soli....)

Caro leibnicht ,

ti ringrazio per la ottima presentazione di Kant , che non conoscevo e che mi ha fatto riflettere molto.

In verità mi aspettavo qualcosa che fosse farina del sacco di Holzweg ( pardon..spero di aver scritto bene il tuo nome....)

Ma Kant mi va bene lo stesso.

Credo che il Sig Kant , come del resto molti di noi , abbia giocato con le parole.

Mi spiego : se nel dizionario esiste la parola intelligenza , e poi esiste acume ed ingegno , questi ultimi sono due cose diverse.

Ma si sa , noi uomini siamo esperti a classificare e ad etichettare e a frammentare ogni cosa , definendo le " forme " .

E così è accaduto con la parola l'intelligenza.

Purtroppo non riesco a condividere il pensiero del Sig Kant e ti spiego brevemente i motivi del Sig Rocco.... :

Ingegno : riesco ad intuire relazioni tra fenomi consueti .....quindi dinanzi ai fenomeni nuovi ? .....La parola ingegnere deriva da ingegno se non erro....certo , tutti riconosciamo l'abilità dell'ingegnere nel costruire..ma per il resto ?

Essendo tipica dei giovani , è come se indirettamente ammettessi che i vecchi sono poco intelligenti ..e allora ? Mah.....!

Cos'è quest'ingegno ? Un abilità relativa ?

Acume : riesco ad indiduare differenze e distinzioni tra fenomeni apparantemente omogeni ....e in base a che ? a quale teoria relativa ? ....Io mi sento stupido se mi paragono a te , che hai studiato...ma te , se ti paragoni a uno con 10 lauree a tua volta potresti sentirti stupido......allora questa è intelligenza sotto forma di acume ???

Infine concordo quando dici che occorrono due , tre generazioni , forse mille ..e mille guerre per capire cosa è l'intelligenza dell'uomo ed iniziare -forse -a ricercarla in casa propria.

La confusione di cui parli nasce quando ci si sofferma troppo sulle indicazioni ed osservazioni degli altri caro Leibnicht ! e si ragiona ..è il caso di dirlo ! poco conm la propria intelligenza ! e si usa quella degli altri in prestito .....

Forse chissà....tu così hai fatto a proposito di Kant .. e poco ti sei esplorato , questo lasciatelo dire con affetto !

Le strade sono tante , io ho letto tutti i post , ma personalmente , non mi sento confuso , poichè ..alla fine.....tutte le strade portano a Roma....come si suol dire.

Ovvio che parlo a nome mio , però forse la confusione si genera quando non si ascolta ATTENTAMENTE l'altro , perchè si è avvolti nel bozzolo dei propri pregiudizi e si parte di 4 , ritenendo di possedere già noi stessi la chiave di tutto......

Onde evitare malintesi , chiarisco subito che il mio è solo un invito alla riflessione e ..null'altro !

Buona giornata !

Un saluto




Rocco

Ultima modifica di Rocco : 30-06-2004 alle ore 09.24.19.
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Vecchio 30-06-2004, 19.40.01   #87
spada di fuoco
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ma... l'intelligenza fa stare bene o fa stare male?
Se stiamo male è segno di intelligenza? Se invece stiamo bene, soddisfatti della nostra vita, è intelligenza?
L'intelligenza serve a stare...come?

Stiamo bene perchè abbiamo tutto ciò che desideriamo o stiamo bene perchè godiamo di quello che abbiamo?
E se l'intelligenza fosse l'atteggiamento mentale con il quale viviamo la vita che stiamo vivendo?

Ecco perchè, forse, ognuno ha la vita che merita di avere...


ciao

spada di fuoco
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Vecchio 30-06-2004, 20.45.16   #88
sisrahtac
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E' intelligente chi usa la propria intelligenza per stare bene... Certo esistono persone intelligenti che soffrono come cani, ma se sono veramente tali arriverà il giorno in cui staranno bene... e poi voglio dire non confondiamo intelligenza con sensibilità (anche se quest'ultima è una delle tante forme di intelligenza possibili...)
sisrahtac is offline  
Vecchio 30-06-2004, 21.21.30   #89
spada di fuoco
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Se esistono tante forme di intelligenza, forse, ognuno può scegliere quella che meglio gli conviene per mettere in risalto la propria... intelligenza...

ciao

spada di fuoco
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Vecchio 30-06-2004, 22.34.04   #90
Devi
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L’intelligenza può servire a rendersi conto di molte cose, cose che accadono dentro e fuori di noi. Ma l’intelligenza è anche pensiero, elaborazione del pensiero e questo può essere una grande ricchezza come una grande sciagura….come ogni cosa della vita, d’altronde……dipende dal nostro atteggiamento mentale, dipende dal fatto se consideriamo la vita un dono oppure un qualcosa di dovuto….
Si possono avere milioni di obiettivi in questa vita, ma nessuno sarà mai abbastanza e ciò metterà sempre più a dura prova la nostra intelligenza, esercitandola a continui sotterfugi, mezzi e mezzucoli per sfuggire a noi stessi, alla nostra incapacità di vivere…

Dunque, penso che non sia esatto dire che l’intelligenza può essere usata per essere felici…anche questo è dargli un obiettivo…
La felicità, lo star bene, non può essere un obiettivo…non ci si può sforzare di essere felici, di essere liberi…è una contraddizione in termini…. L’intelligenza può esserci molto utile per riuscire a renderci conto dei nostri meccanismi mentali, nel pensare, nell’agire…per riuscire a stanarci tutte le volte che ci inventiamo scuse, giustificazioni, motivi….

Ma non finisce qui….perché rendersi conto delle cose non è abbastanza …


Intelligenza è, forse, senso di adattamento, atteggiamento mentale e d’animo che fa vedere ogni cosa in termini di possibilità…altrimenti è puro calcolo…

Intelligenza è, forse, Amore…e non è una cosa che si può acquisire sui libri…
Abbiamo grandi talenti e una grande capacità: sorridere…non lo facciamo spesso…perché?

Tutto ciò che ci può fare stare veramente bene, con un sorriso che parte dallo stomaco, a questo dovremmo prestare attenzione…..intelligenza, forse, è voler coltivare queste sensazioni….

Ciao

Devi
Devi is offline  

 



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