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Vecchio 23-02-2005, 14.59.19   #131
esperantiano
Ospite abituale
 
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maestro spirituale

E' facile incorrere in esagerazioni quando si parla di maestri spirituali.

Se si pensa ad essi come a delle "guide", vi è infatti il rischio di scadere in atti di fede cieca, se non di venerazione per persone che, in definitiva, sono esseri umani come noi.

Se si pensa, d'altronde, a semplici "consiglieri" che "potrebbero" fornirci qualche buona idea, c'è il rischio di non intraprendere niente, e di restare eternamente in una condizione di stallo, centrati nell'ego della nostra personalità.

Al maestro, in realtà, non è dovuta alcuna fede cieca. Ma chi decide di avvicinarlo è obbligato all'ASCOLTO (cfr. Plutarco: "L'arte di ascoltare").
Ovvero: l'allievo non deve discutere con il maestro, non per una questione di principio, ma per il fatto che si troverebbe nell'antinomia dell'operare critiche ad un sistema di conoscenze che ancora non possiede, e di cui non può dunque cogliere il funzionamento globale.

Il noviziato è un periodo di ascolto.
Quando ha termine il noviziato un individuo umano ha tutto il diritto di esternare le sue osservazioni, in quanto queste sono legittimate dal fatto di possedere ormai le conoscenze stesse che si intende valutare.

E' dunque inutile sia l'affidarsi alla fede cieca, sia criticare ciò che si deve ancora imparare.

Personalmente, poi, preferisco il termine "istruttore" a "maestro". Con il termine maestro (il cui odierno uso diffuso si deve a certa cinematografia ed a una certa editoria) si può finire per intendere una persona troppo distante dalla comune condizione umana.

Invece il meccanismo della trasmissione iniziatica (che in definitiva è la trasmissione dei saperi e delle esperienze) è più semplice di quanto possa apparire.

Ognuno riceve da chi è più avanti, e trasmette a chi è più indietro. Ognuno, dunque, è perennemente novizio e istruttore, nel senso che per ogni stadio di conoscenza deve avere l'umiltà di ascoltare fino alla fine, e richiedere a propria volta tale umiltà a chi trasmette ciò che ha imparato nel ciclo precedente.

E' evidente, intatti, che la materia trasmessa non può essere quella che contemporaneamente si sta apprendendo. Se si sta imparando "la pagina 8", si trasmette la "7".

Il termine "maestro" andrebbe riservato a coloro che hanno vinto la necessità del programma genetico per incarnarsi, e che hanno effettivamente acquisito "la maestria", ovvero il dominio su almeno un piano di manifestazione (ad esempio quello fisico, donde il potere di "risorgere" di trasformare l'aspetto del proprio corpo, etc.).

Per chi ricerca sinceramente, si giunge a comprendere che esistono numerosissime associazioni, scuole e confraternite il cui scopo è trasmettere e apprendere conoscenze iniziatiche.

Esse non sono tutte allo stesso grado di approfondimento. Ed ognuno può decidere di intraprendere il percorso secondo il grado che ritiene più consono.

L'insieme dei segmenti percorsi nelle varie associazioni costituisce lo svolgimento del Sentiero Iniziatico.

Forse non è più il caso, oggi, di "riconoscere" i maestri, quanto di imparare a lavorare e ad apprendere in gruppo. Alla fin fine anche un maestro come "il Tibetano" preferisce essere ritenuto "un fratello maggiore che ha percorso un po' di cammino in più, e che per questo ha contratto maggiori responsabilità". Con ciò egli pone l'accento sul fatto che non è il rapporto allievo-maestro lo scopo importante, bensì la capacità di ognuno di riunirsi in gruppo e lavorare con gli altri.

Un'educazione per gradi, con il sistema degli istruttori e dei novizi, competeva alla Massoneria, quella che noi teosofi chiamiamo "Riserva di Dio".
Ma ultimamente la sua efficacia nel processo di aumento di consapevolezza e di evoluzione, su scala ampia e diffusa, si è notevolmente ridimensionata, lasciando molte persone nell'impossibilità di imprimere una svolta significativa nella propria vita.

I Massoni sono insuperabili nell'insegnare la scienza pragmatica. Ed è questo che manca, purtroppo, in molti paesi, tra cui l'Italia, vera patria del culto della chiacchiera.

Noi teosofi ci sforziamo, per quanto ci consentono le nostre possibilità, di ottemperare a ciò che troppo spesso tralasciano di fare i massoni, ma sappiamo bene che gli esisti non sempre sono quelli sperati, essendo i nostri scopi ed i nostri iter formativi diversi, seppur complementari, rispetto a quelli dell'altra colonna del tempio iniziatico.

Era infatti compito proprio dei Massoni creare un'evoluzione delle strutture iniziatiche in occidente. Nessuno si sarebbe dovuto trovare nelle condizioni di chiedersi "come riconoscere un maestro". Una rete solidale di logge avrebbe dovuto costituire il punto di riferimento per chi cercava oltre la fede.

Dunque: parrocchie per chi ancora non intraprendeva ricerche profonde, logge per chi non poteva essere più soddisfatto delle parrocchie.
Ai teosofi competevano "abbazie" per lo studio e la meditazione, ed iniziative di collegamento tra l'oriente e l'occidente.
Si possono rapportare i Massoni ai Templari, ed i teosofi ai monaci orientali, ai sacerdoti egizi o ai cistercensi occidentali.

L'unico auspicio che si può trarre da queste considerazioni è che la Riserva di Dio riprenda presto lo svolgimento del suo alto compito, e ricominci a formare intellegenze capaci di trasformare gli orizzonti della razza umana ed il comune destino di tutte le vite che seguono il "piano divino" di questo pianeta.

esperantiano
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Vecchio 23-02-2005, 15.04.11   #132
SonoGiorgio
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x esperantiano

Credo che meglio di come hai scritto, non si possa fare.
Giorgio
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Vecchio 23-02-2005, 15.17.28   #133
esperantiano
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A SonoGiorgio da esperantiano

Ti ringrazio, caro amico,
ma penso che si possa fare molto di più.

Il coraggio rende possibile distruggere le prigioni della paura in cui il mondo langue.

esperantiano
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Vecchio 23-02-2005, 15.27.35   #134
SonoGiorgio
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Re: A esperantiano

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Messaggio originale inviato da esperantiano
Ti ringrazio, caro amico,
ma penso che si possa fare molto di più.

Il coraggio rende possibile distruggere le prigioni della paura in cui il mondo langue.

esperantiano

Si lo so.....in fondo siamo Cavalieri della Tavola Rotonda, no?
Senza macchia, senza paura. E se si cade da cavallo, ci si sporca, ma poi si risale in sella.
Purtroppo ci sono paure che neanche uno Spirito indomito riesce sempre a vincere. E le Fratellanze servono anche a questo.
Giorgio
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Vecchio 23-02-2005, 15.35.43   #135
esperantiano
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A SonoGiorgio da esperantiano

Si, caro amico.

E ciò appare incomprensibile a coloro che ancora non si sono rialzati o, addirittura, non sono mai caduti.
L'esperienza rende adulti e coraggiosi.

esperantiano
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Vecchio 23-02-2005, 16.25.19   #136
atisha
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Purtroppo ci sono paure che neanche uno Spirito indomito riesce sempre a vincere


scusate se entro nelle vostre gustosissime "linguate" al gelato monogusto...

perchè uno spirito indomito dovrebbe "vincere"?
CHI è che alla fine deve vincere?
il super uomo dai super poteri?
...mi sembra mentale..non Mentale!



nell'accettazione e arresa è racchiuso il grande Salto...o per dirla alla vostra maniera il "Settuplo Velo"...


(sempre divisioni..vie migliori...quartieri... )
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Vecchio 23-02-2005, 18.47.16   #137
SonoGiorgio
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scusate se entro nelle vostre gustosissime "linguate" al gelato monogusto...

perchè uno spirito indomito dovrebbe "vincere"?
CHI è che alla fine deve vincere?
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Sei scusata....anche non mi piace molto la tua ironia.
Non esiste il Super-Uomo.....esiste però l'Uomo, che è cosa ben diversa dall'uomo, quale tu ed io siamo.
Ciò che credo è che per diventare Uomini sia necessario Vincere... vincere le resistenze, vincere le presunzioni, vincere l'ignoranza, vincere i propri limiti......se poi vuoi dire che questo "vincere" sia alla fin fine la Vera Accettazione del Se....va bene lo stesso....è una questione terminologica, non sostanziale.
Accettarsi implica uno sforzo.......lo stesso che devi impiegare per vincere.
Come vedi, in fondo diciamo la stessa cosa....forse ho imparato ad educare le mie papille gustative per cogliere le sfumature anche dove apparentemente non vi sono.
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Vecchio 23-02-2005, 19.05.29   #138
Mr. Bean
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scusate se entro nelle vostre gustosissime "linguate" al gelato monogusto...

perchè uno spirito indomito dovrebbe "vincere"?
CHI è che alla fine deve vincere?
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Nella ricerca di un maestro spirituale vero, credo non abbia senso parlare di vittoria o di sconfitta. Ogni essere umano comunica, pur senza rendersene conto.
Dopo anni di approfondimenti di varie religioni, mi sono reso conto di quanti punti abbiano tutte in comune, pur combattendosi per questioni di lana caprina. Il fatto stesso che, qualunque religione si decida di abbracciare, ha un suo Paradiso (chiamatelo Nirvana o come vi pare...il discorso non cambia), ha i suoi precetti da seguire, regole ecc.... almeno per le religioni cosiddette organizzate... mi induce a pensare a ciò!
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Vecchio 23-02-2005, 19.05.47   #139
atisha
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Messaggio originale inviato da SonoGiorgio
Sei scusata....anche non mi piace molto la tua ironia.
Non esiste il Super-Uomo.....esiste però l'Uomo, che è cosa ben diversa dall'uomo, quale tu ed io siamo.
Ciò che credo è che per diventare Uomini sia necessario Vincere... vincere le resistenze, vincere le presunzioni, vincere l'ignoranza, vincere i propri limiti......se poi vuoi dire che questo "vincere" sia alla fin fine la Vera Accettazione del Se....va bene lo stesso....è una questione terminologica, non sostanziale.
Accettarsi implica uno sforzo.......lo stesso che devi impiegare per vincere.
Come vedi, in fondo diciamo la stessa cosa....forse ho imparato ad educare le mie papille gustative per cogliere le sfumature anche dove apparentemente non vi sono.

grazie per aver allargato il campo d'azione...




ora spiegami una cosa...perchè da fastidio quando "uno" ammette
la propria vittoria?..il proprio dichiararsi Uomo?
anzi e soprattutto a "chi" da fastidio? a quale parte di noi?

Ultima modifica di atisha : 23-02-2005 alle ore 19.09.49.
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Vecchio 23-02-2005, 19.07.55   #140
atisha
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Nella ricerca di un maestro spirituale vero, credo non abbia senso parlare di vittoria o di sconfitta. Ogni essere umano comunica, pur senza rendersene conto.
Dopo anni di approfondimenti di varie religioni, mi sono reso conto di quanti punti abbiano tutte in comune, pur combattendosi per questioni di lana caprina. Il fatto stesso che, qualunque religione si decida di abbracciare, ha un suo Paradiso (chiamatelo Nirvana o come vi pare...il discorso non cambia), ha i suoi precetti da seguire, regole ecc.... almeno per le religioni cosiddette organizzate... mi induce a pensare a ciò!

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