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Vecchio 29-01-2008, 13.07.21   #371
spirito!libero
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Riferimento: Anche le scienze vivono di fede.

Citazione:
“Che Einstein detestasse le religioni rivelate non è vero, come si può evincere da questa citazione”

Ho usato "detesta" perchè Einstein parla di “terrore”.

Citazione:
“Vi sono affermazioni sintetiche e rivelatrici dell'essenziale come questa:“

Come no, secondo te una frasetta decontestualizzata può rendere meglio l'idea di pagine di scritto dettagliati ? Ridicolo, anzi, fuorviante e capzioso. Posso prendere una frase avulsa dal contesto per far dire all'autore l'esatto contrario di ciò che sostiene e questo “trucco” sofistico e ingannatore è uno dei mali odierni ed è utilizzato molto proprio nell'ambito dell'esegesi, che ne diresti se prendessi una frase a caso dei vangeli per far dire a Gesù il contrario di quello che in realtà il contesto evangelico gli fa dire ?

Citazione:
“Nei confronti dell'ebraismo ha espresso una posizione ben diversa da quella che gli attribuisci... altroché detestare: era un ebreo ed era orgoglioso di esserlo...ed essere ebrei significa una cosa sola.”

L'esatto contrario. Egli si riferi all'essere giudeo non in senso “religioso” ma in senso di appartenenza al popolo ebraico. Spero tu sappia che c'è differenza tra ebreo religioso e ebreo nel senso di appartenente al popolo ebraico. Bene Einstein si riferiva a quest'ultimo tipo di appartenenza quando disse che era orgoglioso di essere ebreo. Inoltre è facile capire perchè lo disse viste le note vicende naziste che proprio in quegli anni ('30) si stavano concretizzando. Citare a sproposito non rende onore al vero, ed io ho citato, rispettando il contesto, un libro scritto di pugno da A. Einstein nel quale egli descrive perfettamente la sua visione del mondo e la sua visione “religiosa”. Non si scappa, il grande fisico rifiutava i monoteismi, le chiese, il Dio antropomorfo, i castighi, le ricompense, insomma tutto l'apparato dottrinale delle religioni rivelate considerate religioni del “terrore” e “morali”. Non vi piace “detestava” ? Va bene, utilizzerò “rifiutava totalmente”.

Comunque tu hai scrito che io ho "contraffatto", e non ho visto le tue scuse.

Saluti
Andrea
spirito!libero is offline  
Vecchio 29-01-2008, 15.02.49   #372
Giorgiosan
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Riferimento: Anche le scienze vivono di fede.

Citazione:
Originalmente inviato da spirito!libero
Ho usato "detesta" perchè Einstein parla di “terrore”.

Parla di "terrore" perché esamina gli aspetti deteriori della religiosità.
Allo stesso modo si potrebbe parlare di "terrore" quando si parla di una certa scienza.
Detestare le religioni rivelate significa cosa ben diversa, quindi l'espressione che hai usato, senza virgolette, on era vera.

Citazione:
Originalmente inviato da spirito!libero
Come no, secondo te una frasetta decontestualizzata può rendere meglio l'idea di pagine di scritto dettagliati ?

Vi sono frasi che sintetizzano il contenuto di un libro.
Perché mai dovrebbe essere una frasetta quella che ho citato, quando invece è così pregnante ed innegabilmente pregnante? Solo perché contraddice i tuoi assunti?

Citazione:
Originalmente inviato da spirito!libero
Egli si riferi all'essere giudeo non in senso “religioso” ma in senso di appartenenza al popolo ebraico. Spero tu sappia che c'è differenza tra ebreo religioso e ebreo nel senso di appartenente al popolo ebraico

Se dici giudeo accentui la valenza religiosa… non ha senso dire giudeo non in senso religioso ed in italiano ha perlopiù un significato dispregiativo.
In ogni modo resta una tua interpretazione, la mia è diversa.

L'ebraismo non ha voluto sviluppare o comunque non ha sviluppato una teologia paragonabile a quella cristiana, perciò gli ebrei godono di grande libertà in questo senso.

Noi ebrei dovremmo essere e rimanere portatori e difensori dei valori spirituali. Ma dovremmo anche restare perennemente consapevoli del fatto che questi valori spirituali sono e sono sempre stati il fine comune di tutta l'umanità.

Sono appagato dal mistero dell'eternità della vita e dal barlume della meravigliosa struttura del mondo esistente, insieme al tentativo ostinato di comprendere una parte, sia pur minuscola, della Ragione che si manifesta nella Natura. »(Albert Einstein)


La fede di Einstein era una fede matura, e le fedi mature sono tutte molto vicine... ma la sua era una fede ebraica.

Questa la mia interpretazione.



Riguardo alle scuse.
Hai definito le mie affermazioni capziose ossia: inteso a trarre in inganno o a creare un falso convincimento che fa il paio con contraffatte.

Saluti
Giorgiosan is offline  
Vecchio 29-01-2008, 16.37.38   #373
Giorgiosan
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Riferimento: Anche le scienze vivono di fede.

Citazione:
Originalmente inviato da spirito!libero

Detto ciò, vi è però un limite alla libertà di “credere” non vi pare ? Il limite è stabilito dalla libertà altrui. Quando cioè vi sono conflitti tra persone, quando i diritti dei singoli si scontrano, occorre uno strumento che trascenda le opinioni personali per dirimere la questione, può essere esso la fede ? Io rispondo di no per il valore puramente soggettivo che essa esprime. Sostengo che debba essere la ragione il cardine sul quale improntare un dialogo costruttivo al fine di giungere a regole accettabili da chiunque indipendentemente dalle credenze personali.



E questo cosa c'entra con la fede o con la scienza o con tutte e due?
Giorgiosan is offline  
Vecchio 29-01-2008, 17.01.07   #374
spirito!libero
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Riferimento: Anche le scienze vivono di fede.

Citazione:
“Parla di "terrore" perché esamina gli aspetti deteriori della religiosità.
Allo stesso modo si potrebbe parlare di "terrore" quando si parla di una certa scienza.”

Cosa c'entra ora la scienza ? Eisntein analizza la religiosità delle religioni rivelate e parla di terrore, punto.

Citazione:
“Detestare le religioni rivelate significa cosa ben diversa, quindi l'espressione che hai usato, senza virgolette, on era vera.”

Ribadisco, se detestare suscita un'impressione troppo forte a me va benissimo correggerlo in rifiutare totalmente.

Citazione:
“Vi sono frasi che sintetizzano il contenuto di un libro. “

E non è il caso da te citato. Difatti, siccome testi estesi scritti di suo pungo dicono il contrario di quello che si evince dalla tua citazione di una singola frasetta, è ovvio che sia la frase ad essere decontestualizzata. Inoltre, anche se non ti fidi del sottoscritto, posso dirti che Einstein l'ho studiato molto approfonditamente oltre che ovviamente come scienziato anche come pensatore e filosofo, ergo so molto bene qual'è il suo pensiero riguardo alla religione e ai monoteismi e l'ho riportato con totale evidenza nei brani citati, solo che tu ti ostini a non leggerli, a saltarli a piè pari e a ripropormi singole frasette e citazione di terzi.

Citazione:
“Se dici giudeo accentui la valenza religiosa… non ha senso dire giudeo non in senso religioso ed in italiano ha perlopiù un significato dispregiativo.
In ogni modo resta una tua interpretazione, la mia è diversa.”

Non è una mia interpretazione è ciò che pensava Einstein e che ha messo nero su bianco ! Oppure ritieni che un titolo di un articolo dica di più di un intero libro e di decide di lettere ? Einstein non era un ebreo nel senso religioso ma si considerava appartenente al popolo ebraico, in questo senso era orgoglioso di esserlo.

Citazione:
“Sono appagato dal mistero dell'eternità della vita e dal barlume della meravigliosa struttura del mondo esistente, insieme al tentativo ostinato di comprendere una parte, sia pur minuscola, della Ragione che si manifesta nella Natura. “(Albert Einstein)

L'ho riportata anche io questa citazione, leggila nel contesto in cui è immersa.

Citazione:
“La fede di Einstein era una fede matura, e le fedi mature sono tutte molto vicine... ma la sua era una fede ebraica.”

La fede di Eisntein era di stampo panteista e lo descrive perfettamente egli stesso parlando di “religione cosmica” ! Diamine, gli da anche un nome ! Perchè continui ad insistere su qualcosa su cui non puoi aver ragione ?

Citazione:
“Hai definito le mie affermazioni capziose ossia: inteso a trarre in inganno o a creare un falso convincimento che fa il paio con contraffatte.”

Va bene, non era quello il senso che davo a capzioso, ma se questo è quello che hai percepito allora palla al centro.

Saluti
Andrea
spirito!libero is offline  
Vecchio 29-01-2008, 17.01.43   #375
spirito!libero
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Riferimento: Anche le scienze vivono di fede.

La discussione sta andando paurosamente OT.

O si torna perfettametne in tema oppure chiudiamo la discussione.
spirito!libero is offline  
Vecchio 14-02-2008, 10.19.53   #376
Giorgiosan
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Riferimento: Anche le scienze vivono di fede.

Pubblico la definizione di un neuroscienziato, perché mi è piaciuta:

la scienza è l' incursione immaginatrice in ciò che può essere vero.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 18-02-2008, 23.08.40   #377
Simaptico
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Riferimento: Anche le scienze vivono di fede.

La scienza non vive di fede, perchè i postulati scientifici sono tautologici.
L'interpretazione di un postulato non è
"questo postulato è vero"
ma è
"questo postulato è vero fino a prova contraria"
quindi la scienza non rischia di cadere nel dogmatismo.
Fine del dibattito
Simaptico is offline  
Vecchio 19-02-2008, 14.10.42   #378
Giorgiosan
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Riferimento: Anche le scienze vivono di fede.

Citazione:
Originalmente inviato da Simaptico
La scienza non vive di fede, perchè i postulati scientifici sono tautologici.
L'interpretazione di un postulato non è
"questo postulato è vero"
ma è
"questo postulato è vero fino a prova contraria"
quindi la scienza non rischia di cadere nel dogmatismo.
Fine del dibattito

Su postulati o assiomi troverai obiezioni e consensi nel topic.

Credo sia stato detto tutto quanto si poteva riguardo all'argomento...fai una verifica e se non sei soddisfatto riproponilo.

Ciao
Giorgiosan is offline  
Vecchio 27-01-2009, 08.58.55   #379
nexus6
like nonsoche in rain...
 
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Se posso dire la mia in tema...

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Premetto che non ho una cultura scientifica universitaria ma solo poco più di quella assorbita al liceo scientifico e una certa informazione da autodidatta cercata per il mio personale interesse.

Le tesi che propongo di di affrontare sono le seguenti: anche le scienza sono in parte dipendenti dalla categoria fede e le scienze sono approssimative.

Spero nel vostro contributo.
Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Penso la fede sia la dimensione pratica della scienza perché lo scienziato deve avere una qualche fede per cercare e sia intrinseca alla scienza in quanto accettazione di postulati o assiomi dai quali inevitabilmente parte.
Ogni scienza poi diviene dogmatica quando teorizza o descrive i risultati raggiunti.
Inoltre da QUI (posto queste riflessioni affinché sia più chiaro il filo della discussione):
Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
La scienza ha il suo proprio sistema di credenze basato sulla fede
Citazione:
Originalmente inviato da nexus6
E' opportuno considerare la scienza sotto un continuo sguardo critico ed è vero che si ha fiducia (non potrebbe essere altrimenti se si vuol far scienza) verso le regolarità naturali ed il fatto che siano catturabili con la matematica. E' la stessa fiducia che si ha che sorga il sole o di trovare la casa integra quando uno vi ritorna. E' fiducia nella clemenza della natura e nel fatto che sia comprensibile con dati strumenti. E' vero, se tale atteggiamento si trasforma in dogma che si vorrebbe estendere a tutto, si hanno comportamenti odiosi. Nondimeno se la velocità della luce, citata nell'articolo, si dovesse scoprire differire nel tempo o in qualche osservazione astrofisica, beh...i fisici, con tutte le remore, gli atteggiamenti dogmatici, irrazionali e le resistenze del caso, e solo dopo un qualche tipo di rivoluzione concettuale che porti a qualche nuova teoria, abbandonerebbero il precedente concetto o lo integrerebbero con un altro, così come avvenuto nella storia. Ma è chiaro che fino a prova contraria ci si aspetta che la velocità della luce sia costante in ogni osservazione, osservazione che potrebbe confutare le aspettative! In realtà ogni più piccolo esperimento è un salto nel vuoto, come quando camminiamo per strada; nonostante questo, mettiamo un piede davanti all'altro, anche se potremmo trovare che il terreno non ci sostiene.

Tutto ciò mi pare molto differente dal carattere dei dogmi religiosi, non ti pare?

Criticare è più che buono, non mi tiro mai indietro, ma semplificare eccessivamente non porta a nulla.
Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Ogni azione dell'essere umano e non solo è guidata dalla fede, in ogni momento.
Quello della fede, ovviamente non è l'unico dinamismo della mente, ma il fenomeno "fede" è sempre presente e necessario.

Rifletti se c'è qualche azione in cui non sia impegnata la tua fede.

La scelta di un postulato o di un assioma o di una ipotesi non è forse guidata dalla fede?
Bisogna intendersi sui termini. La lingua italiana propone queste due parole: “fiducia” e “fede”, che in alcuni contesti possono essere utilizzati come sinonimi, mi pare, anche se per lo più il secondo ha valenza differente e più forte rispetto al primo. Tu mi pare li voglia utilizzare come sinonimi in riferimento alla scienza (e te ne chiedo il movente o meglio cui prodest?, a chi giova farlo?). Se ciò che muove le tue riflessioni è il fatto che l'uomo, come anche gli altri animali, per sua costituzione basi la sua vita su abitudini (percettive), aspettative, fede (o fiducia) che esista un mondo più o meno regolare in cui svolgere le proprie attività, beh... sì, non posso che essere d'accordo con le tue riflessioni, ma non comprendo questo come discrimini la scienza da ogni altra attività umana, anche l'andare a fare la spesa: anche per quello, in effetti, ho fiducia o fede che il commesso mi capisca e di trovare la lattuga proprio lì dove mi ricordo, insomma ho fiducia di trovare un qualcosa di intelligibile, tramite i miei sensi e la ragione. In questo senso è vero, non c'è proprio nessuna mia azione in cui non sia coinvolta la fede, tant'è che se non viene confermata ciò mi causa instabilità mentale. Ma, come avviene nella scienza, mi abituerò pian piano ad una nuova realtà, se proprio necessita.

Se la tua spinta, invece, ha come fine quello di equiparare il lavoro dello scienziato a quello del teologo, ovvero di dimostrare che partono da assunti, seppur diversi, ugualmente dogmatici, beh... no, tendo proprio a non essere d'accordo. Infatti i postulati presenti alla base delle teorie scientifiche, seppur possano venire ipotizzati per motivi filosofici, teologici o totalmente irrazionali, sono sottoposti in ogni caso alla prova sperimentale. Affermo, certo, che prima di smontare una teoria ce ne vuole, ovvero non basta certo un singolo fatto contrario, come voleva invece Popper (il cui falsificazionismo ha ricevuto critiche considerate conclusive); ma quando i fatti e le discrepanze accumulate iniziano ad essere troppe, si cercano altre teorie, basate eventualmente su altri paradigmi, e le resistenze psicologiche (proprio dovute ad abitudine o fiducia, talvolta fede, in un certo paradigma concettuale) sono pian piano vinte ed il nuovo lascia il posto al vecchio, seppur quest'ultimo rimanga lì; vedi gli assunti alla base della gravitazione newtoniana mutati in quelli alla base della Relatività. Il carattere dei postulati è dunque quello di essere fallibili, ipotetici e validi sino all'avvento di una nuova teoria (che ne assuma altri).

Perciò, Giorgio, se è vero che la scelta di un postulato alla base di un modello o di una teoria può venire compiuta per qualsiasi motivo, anche semplicemente estetico, l'opportunità di quella scelta è provata e riprovata ogni volta che quel modello o teoria vengono testati o utilizzati. Ad esempio gli assunti alla base dell'apparato matematico della meccanica quantistica, insieme a tutto il complesso della teoria, sono confermati miliardi e miliardi di volte al secondo mentre sto scrivendo queste parole e tu le stai leggendo.

Dunque, cosa ti ha mosso nell'aver proposto questa discussione?
nexus6 is offline  
Vecchio 28-01-2009, 13.31.36   #380
Giorgiosan
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Riferimento: Se posso dire la mia in tema...

Citazione:
Originalmente inviato da nexus6
Inoltre da QUI (posto queste riflessioni affinché sia più chiaro il filo della discussione):Bisogna intendersi sui termini. La lingua italiana propone queste due parole: “fiducia” e “fede”, che in alcuni contesti possono essere utilizzati come sinonimi, mi pare, anche se per lo più il secondo ha valenza differente e più forte rispetto al primo. Tu mi pare li voglia utilizzare come sinonimi in riferimento alla scienza (e te ne chiedo il movente o meglio cui prodest?, a chi giova farlo?). Se ciò che muove le tue riflessioni è il fatto che l'uomo, come anche gli altri animali, per sua costituzione basi la sua vita su abitudini (percettive), aspettative, fede (o fiducia) che esista un mondo più o meno regolare in cui svolgere le proprie attività, beh... sì, non posso che essere d'accordo con le tue riflessioni, ma non comprendo questo come discrimini la scienza da ogni altra attività umana, anche l'andare a fare la spesa: anche per quello, in effetti, ho fiducia o fede che il commesso mi capisca e di trovare la lattuga proprio lì dove mi ricordo, insomma ho fiducia di trovare un qualcosa di intelligibile, tramite i miei sensi e la ragione. In questo senso è vero, non c'è proprio nessuna mia azione in cui non sia coinvolta la fede, tant'è che se non viene confermata ciò mi causa instabilità mentale. Ma, come avviene nella scienza, mi abituerò pian piano ad una nuova realtà, se proprio necessita.

Se la tua spinta, invece, ha come fine quello di equiparare il lavoro dello scienziato a quello del teologo, ovvero di dimostrare che partono da assunti, seppur diversi, ugualmente dogmatici, beh... no, tendo proprio a non essere d'accordo. Infatti i postulati presenti alla base delle teorie scientifiche, seppur possano venire ipotizzati per motivi filosofici, teologici o totalmente irrazionali, sono sottoposti in ogni caso alla prova sperimentale. Affermo, certo, che prima di smontare una teoria ce ne vuole, ovvero non basta certo un singolo fatto contrario, come voleva invece Popper (il cui falsificazionismo ha ricevuto critiche considerate conclusive); ma quando i fatti e le discrepanze accumulate iniziano ad essere troppe, si cercano altre teorie, basate eventualmente su altri paradigmi, e le resistenze psicologiche (proprio dovute ad abitudine o fiducia, talvolta fede, in un certo paradigma concettuale) sono pian piano vinte ed il nuovo lascia il posto al vecchio, seppur quest'ultimo rimanga lì; vedi gli assunti alla base della gravitazione newtoniana mutati in quelli alla base della Relatività. Il carattere dei postulati è dunque quello di essere fallibili, ipotetici e validi sino all'avvento di una nuova teoria (che ne assuma altri).

Perciò, Giorgio, se è vero che la scelta di un postulato alla base di un modello o di una teoria può venire compiuta per qualsiasi motivo, anche semplicemente estetico, l'opportunità di quella scelta è provata e riprovata ogni volta che quel modello o teoria vengono testati o utilizzati. Ad esempio gli assunti alla base dell'apparato matematico della meccanica quantistica, insieme a tutto il complesso della teoria, sono confermati miliardi e miliardi di volte al secondo mentre sto scrivendo queste parole e tu le stai leggendo.

Dunque, cosa ti ha mosso nell'aver proposto questa discussione?

Fede e fiducia: sono sinonimi e la scelta d'uso dell'uno o dell'altro non dipende dal significato.
Si tendeva ad allontanarsi dal "fuoco" del topic, "glissando" sul differente significato fra i due termini che invece sono un unico lemma, vale a dire che la definizione è la medesima.
Se individui il luogo relativo a questo aspetto non devi percorrere tutte le pagine del topic.

Anche per quanto riguarda gli altri temi c'è materiale sufficiente per rispondere alle tue obiezioni.

La matematica è semplicente una tecnica di calcolo, non si può dire né che sia falsa né che sia vera: è una tautologia.
Anche per la quantistica mi sembra che si sia argomentato in un senso o nell'altro. Non bisogna lasciarsi impressionare dai termini scientifici.

Credo di ricordare che l'intenzione era quella di argomentare che la fede religiosa, sempre sotto accusa e sulla quale spesso si ironizza, non era affatto irrazionale ma necessario dinamismo dell'intelletto, o della mente.
Ho perciò argomentato che la fede è un fenomeno umano prima che religioso e quale miglior argomento che addurre ragioni sul fatto che anche le scienze vivono di fede.
Durante l'happening filosofico mi sono poi convinto più intensamente che l'essere umano vive di fede.

Per la mia opinione sulla scienza mi viene ora in mente un altro 3d " la scienza è arte"...nei momenti di "calma" del forum, se vuoi.

Ciao Nexus

Ultima modifica di Giorgiosan : 28-01-2009 alle ore 15.23.52.
Giorgiosan is offline  

 



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