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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 18-01-2008, 19.41.28   #111
misterxy
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Riferimento: Il maschilismo secondo Neve

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
... mi pare il minimo dopo secoli bui, sarebbe come dire che in Sud-Africa quelli che hanno maggiormente beneficiato della fine dell'aparthaid sono i neri...
La tua obiezione non ha alcun senso, non lo ha per tutta una serie di motivi, fra i quali il fatto che il passato non può essere visto con gli occhi di oggi.
Ma quello che come sempre emerge, è la tendenza femminile a vedere e ricordare solo ciò che vi fu di male, mai ciò che vi fu di bene.

E comunque, resta sempre il fatto che voi donne occidentali del XXI secolo (che ieri non c'eravate...), dovete ringraziare gli uomini se oggi vivete più a lungo e sostanzialmente ve la passate meglio dei suddetti (benché lo si continui a negare...).
misterxy is offline  
Vecchio 18-01-2008, 20.11.41   #112
misterxy
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Data registrazione: 15-01-2008
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da kore
Misterxy mette in discussione le tesi femministe sull'uguaglianza tra uomo e donna, cosa che è diversa dalla parità dei diritti, attenzione. Se misterxy ha citato un bel pò di bibliografia sull'argomento, vorrei ricordare che esiste anche un bel pò di bibliografia intorno alla tesi avversaria.
Conosco molto bene la bibliografia alla quale fai riferimento...
In merito, colgo l'occasione per aggiungere dell'altro.

Negli ultimi anni si sono andate accumulando prove che il testosterone influenzi non soltanto gli ornamenti e la corporatura, ma anche i cervelli.
Il testosterone è un composto chimico antico, presente in forma pressoché identica in tutti i vertebrati.

La sua concentrazione determina l'aggressività in modo così preciso che, negli uccelli con scambio di ruoli sessuali come i falaropi o nei clan a dominanza femminile delle iene, è la femmina ad avere livelli ematici di testosterone più alti.
Il testosterone mascolinizza l'organismo (in sua assenza il corpo resta di tipo femminile, quali che siano i geni dell'individuo) e mascolinizza anche il cervello.

Tra gli uccelli, in genere canta solo il maschio.
Un diamante mandarino che non ha nel sangue un livello sufficiente di testosterone non canta.
In presenza dell'ormone, la parte del cervello preposta alla produzione del canto cresce e l'uccello comincia a cantare.
Anche una femmina di diamante mandarino può cantare, purché sia stata esposta al testosterone in una fase precoce della vita e poi da adulta.

In altre parole, il testosterone prepara il cervello del nidiaceo a reagire di nuovo, più avanti nella vita, al testosterone e quindi a sviluppare la tendenza al canto.
Se si può parlare di mente per un diamante mandarino, l'ormone è una sostanza che ne altera la mente.
Lo stesso vale per gli esseri umani.

In questo caso le testimonianze provengono da una serie di esperimenti, in parte naturali e in parte no.
La natura ha dotato alcuni soggetti maschili e femminili di dosi alterate di ormoni e negli anni Cinquanta i medici hanno fatto lo stesso iniettando certi tipi di ormoni in alcune pazienti gravide.

Le donne affette dalla sindrome di Turner nascono senza ovaie e quindi hanno meno testosterone nel sangue di quelle che le hanno (le ovaie producono un po' di testosterone, sebbene non quanto i testicoli).
Queste donne sono esageratamente femminili nei loro comportamenti, di solito hanno uno spiccato interesse verso i bambini, i vestiti, i lavori domestici e le storie d'amore.

Gli uomini che da adulti hanno nel sangue meno testosterone rispetto alla norma, gli eunuchi per esempio, si riconoscono per l'aspetto e l'atteggiamento femminile.
Gli uomini che durante lo stato embrionale sono stati esposti a un livello di testosterone inferiore alla norma, per esempio i figli di diabetiche che durante la gravidanza hanno dovuto assumere ormoni femminili, sono timidi, poco energici ed effemminati.

Gli uomini con troppo testosterone sono bellicosi.
Le figlie di donne che negli anni Cinquanta sono state trattate con iniezioni di progesterone (per prevenire un aborto spontaneo) dicono di essere state "maschiacci" da bambine; il progesterone non ha effetti diversi dal testosterone.

Anche le femmine affette da iperplasia surrenale congenita o sindrome adrenogenitale, sono dei maschiacci: le loro ghiandole surrenali, poste vicino ai reni, anziché produrre cortisolo, come dovrebbero, producono un ormone ad azione simile a quella del testosterone.
misterxy is offline  
Vecchio 18-01-2008, 23.15.13   #113
nevealsole
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Riferimento: Il maschilismo secondo Neve

Citazione:
Originalmente inviato da misterxy
La tua obiezione non ha alcun senso, non lo ha per tutta una serie di motivi, fra i quali il fatto che il passato non può essere visto con gli occhi di oggi

Per lo stesso motivo le tue affermazioni, a cui io ho risposto, non hanno parimenti alcun senso.

Citazione:
Originalmente inviato da misterxy
Ma quello che come sempre emerge, è la tendenza femminile a vedere e ricordare solo ciò che vi fu di male, mai ciò che vi fu di bene.

E comunque, resta sempre il fatto che voi donne occidentali del XXI secolo (che ieri non c'eravate...), dovete ringraziare gli uomini se oggi vivete più a lungo e sostanzialmente ve la passate meglio dei suddetti (benché lo si continui a negare...).

Io non ringrazio proprio nessuno, così come i neri non ringraziano i bianchi per aver concesso una parità che era diritto avere.
Semmai ringrazio le donne che mi hanno preceduto e che si sono inca..te per farsi rispettare, perché altrimenti starei sempre come stanno le donne in alcune parti del mondo ancora oggi.
Perché se non ti fai sentire, stai certo che nessuno ti concede niente... e questo non solo nei rapporti uomo/donna, più semplicemente nella vita: nessun individuo come nessuna categoria cede i propri privilegi se non perché vi è stata costretta.

Quanto alla durata della vita media, sebbene questo non sia forse il giusto luogo dove parlare di questioni "illuminate", ti invito a considerare il fatto che le donne sono più inclini ad analizzare e comprendere i propri stati emotivi, mentre gli uomini non lo fanno, e somatizzano.
La malattia è originata anche da questo, dall'emozione mal gestita nel lungo periodo, secondo l'opinione di una donna (immagino quindi "robetta").
nevealsole is offline  
Vecchio 19-01-2008, 00.33.33   #114
oberon
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

In un paio di post Kore ha parlato del disinteresse esistente riguardo al tema che stiamo trattando.
E infatti è davvero così. L’interesse è praticamente nullo. Se poi si trova qualcuno con cui conversare, si tratta quasi esclusivamente …di femmine.
Su cento donne se ne possono trovare 2-3 interessate, mentre è difficile trovare 2-3 uomini su mille.
E’ un paradosso solo apparente, dal momento che questa disimmetria è a sua volta costitutiva del problema (ne parleremo). E’ un aspetto dell’autolesionismo maschile che a sua volta è parte integrante e concausa della Caporetto degli uomini.
Gli uomini sono interessati a tutto, tranne che alla loro condizione attuale nei rapporti con le donne, alla guerra dei sessi ed al futuro dei loro figli in questo conflitto. E’ vero anche che le donne interessate nella maggior parte dei casi finiscono con il chiudersi a riccio di fronte al quadro che progressivamente viene loro rappresentato della condizione maschile e della visione maschile dello stato delle cose. Si impauriscono e corrono ad armarsi. Temono che il nemico stia rialzando la testa e miri a rimandarle ai fornelli.
Ma alcune restano ad ascoltare. Al tempo stesso rasserenate nel vedere che gli uomini non sono ancora tutti morti (dentro) e allibite da quel che sentono dire. Si tratta di quelle che hanno conservato un minimo di benevolenza verso i maschi. Una minoranza nella minoranza.
Le altre fanno muro , a meno che a parlare non sia un Espiante. Un Claudio Vedovati, per non andar lontani. Cosa dicono Vedovati e Ciccone e Bellassai etc? Ripetono semplicemente pensieri, formule e concetti delle letteratura femminista.
Si consideri il citato articolo di Vedovati sul silenzio maschile. Credete voi che si tratti di una interpretazione originale di Vedovati stesso?
Egli non ha fatto altro che dire precisamente ciò che è stato elaborato dalle filosofie femministe, ossia che gli uomini hanno sempre creduto di rappresentare l’universale e che quindi non si sono mai percepiti come una parte del mondo con una storia particolare e specifica.
Questa affermazione era già esplicita in S. de Beauvoir (60 anni fa) ed è uno dei caposaldi del racconto femminista.

Vedovati dice:
>>
È un vuoto e insieme un pieno: è il silenzio del maschile su di sé usato come strumento con cui esercitare il proprio potere sociale. È un silenzio fatto di parole. Parole che controllano l’immaginario, che producono e regolano il mondo, che si dicono a nome di tutti, che si presentano neutre, che negano la differenza di genere e permettono dunque al maschile di sottrarsi alle relazioni.
>>

La contraddizione qui si avvita su se stessa in una spirale esplosiva. Dapprima si rovescia la verità da tutti riconosciuta (certo anche da Vedovati) secondo la quale chi parla ha il potere e - simmetricamente - chi ha il potere parla e impedisce agli altri di farlo, di raccontare la loro storia, la loro esperienza (e si capisce perché). Nel caso degli uomini invece vale il contrario. Essi avrebbero taciuto e tacciono in quando esercitano il potere. Al tempo stesso però non sono riusciti a far tacere le donne. Hanno censurato se stessi e lasciato parlare le altre, le quali hanno parlato non solo per sé, ma anche per gli uomini. Ad esempio hanno descritto (tra l’altro) le ragioni per le quali gli uomini …tacciono. Le hanno messe in bocca agli uomini dai quali si attendono che le ripetano pedissequamente. Come appunto sta facendo Vedovati.
Non basta. La denuncia del silenzio maschile ha senso perché invita gli uomini a parlare, li sfida ad uscire finalmente dalla presunzione di universalità e li sollecita a raccontarsi. A raccontarsi a chi?
A nessuno, perché nessuno può essere davvero interessato ad ascoltare le verità maschili (salvo appunto una minima-minoranza di donne benevolenti). Disposte a tanto non saranno certo le femministe in quanto tali né i media. Chi ci ha provato sa a cosa va incontro. Chi non ci ha mai provato può farlo. Può scrivere a qualche giornale, può inviare un articolo ad una rivista. Se è temerario può tentare di intervenire in una assemblea, partecipare ad un dibattito. Ci provi.
Si accusano gli uomini di tacere su di sé. Li si sollecita a parlare e a confessare il vero motivo, la vera ragione del loro silenzio che è, ovviamente, l’esercizio del potere. Si mettono loro in bocca le parole che devono dire e quelle parole si riferiscono alla loro esperienza quale è stata inventata dal femminismo.
Gli uomini hanno la bocca incerottata, a meno che non parlino come si attende il politicamente corretto, per confessare i loro delitti. Uno dei quali è il loro silenzio su di sé.
In tal modo tacciono su di sé ancor meglio parlando che tacendo.

Gli Espianti dicono alle donne ciò che esse vogliono ascoltare: la confessione della colpa storica e planetaria maschile. Questa sì ...universale.
Confessione per ascoltare la quale hanno lavorato per 40 anni. Vogliono vedere i frutti della loro opera: l'autocondanna maschile.


Obn
oberon is offline  
Vecchio 19-01-2008, 12.25.51   #115
chlobbygarl
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Breve premessa: le mie osservazioni che tu giudichi "disarmanti e imbarazzanti" - non quelle di cui sopra ma quelle che ho scritto io - non solo te le confermo per il tuo "disarmato imbarazzo" ma, se vuoi, te le sottoscrivo.

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Sulla base delle pur scarse informazioni di cui disponiamo al riguardo (nessuno mai si interroga su queste statistiche propedeutiche ai conteggi successivi) si può ragionevolmente affermare che in Parlamento, ad esempio, sieda una percentuale di donne del tutto corrispondente a quella delle donne che si interessano attivamente di politica nel nostro Paese; nè più, nè meno.

a meno di miracoli credo veramente che quanto scritto sopra equivalga a dire che le donne sono meno degli uomini in politica perchè meno interessate alla politica.

Citazione:
Bene!!! Ora abbiamo, almeno, un'ulteriore dimensione del fenomeno - donne e politica - che non sia un'aliquota percentuale con la quale volevi spiegare tutto.
quel dato non vuole nè può essere esaustivo, nè evidentemente io ho inteso che lo fosse.Ovviamente non è questo il problema e ancora una volta non serve ribaltare sugli altri le proprie inadeguatezze argomentative.E' infatti il tuo approccio a quel dato che è disarmante e imbarazzante, questo non significa che il medesimo debba essere considerato esaustivo ( rimane con tutta evidenza un dato fondamentale).
Citazione:
Naturalmente, secondo te anche questa dimensione del fenomeno - le lamentazioni femminili - è conclusivo: se qualcuno si lamenta di qualcosa significa che è discriminato, come potrebbe essere altrimenti?
anche qui, ribattuta non pertinente.Il fatto che le donne si lamentino della propria minore rappresentanza politica non vuol dire ancora che siano discriminate, certo però vuol dire che non è vero come tu ragionevolmente affermi che siano meno interessate alla politica.Se però unisci queste due cose:

1-le loro lamentele
2-il dato della loro effettiva minore percentuale nella rappresentazione

ecco, qualche dubbio (eufemismo) su di una discriminazione oggettiva ragionevolmente dovrebbe nascere.

Citazione:
Fosse mai, però, che si lamentano per qualcosa di cui ho cominciato a fare cenno qualche post fa? Il potere? Chissà se le donne si lamentano della propria minore rappresentazione politica
mah....sembri l'epigono entusiasta di Colombo che nel 2008 grida "terra terra".Introduci il potere come tabù peccaminoso di cui le donne dovrebbero vergognarsi di ammettere fascino e necessità, se ne può dedurre che questo sia il senso del potere per te e molti altri uomini.Ovvio che alle donne interessi il potere, la gestione della res comunitaria, l'incidere sul corso degli eventi, l'attivismo sociale e politico che non può declinarsi mai senza azioni concrete e quindi senza potere.Pensavi di aver inventato un nuovo paradigma micidiale per giudicare le donne eh?!!!Il potere!!!

Citazione:
Ecco di cosa si lamentano, non di essere discriminate ma di non essere agevolate. Ed ecco che i vari chlobbygarl di turno si precipitano a certificare qualunque cosa: che sono discriminate, che le "discriminazioni positive" in loro favore sono compensazioni sacrosante (anche se è del legislatore la responsabilità, mica di chlobbygarl, poverino) e che le statistiche sono imbarazzanti e che il mondo maschilista è colpevole perché è maschilista etc. etc. etc.
la polemica qui è stata sull'uso della locuzione discriminazioni positive non sul fatto che le medesime lo siano effettivamente o meno.A te sembrava logico che per chiamarsi discriminazioni positive dovessero configurare qualcosa di effettivamente discriminante e nefasto!!Mentre il termine è tecnico nel senso che è introdotto nella disciplina giuridica con il significato di eccezione al diritto positivo fin lì e nella fattispecie osservato.
Citazione:
Ma non basta.
Nell'affannata ricerca di "validi motivi" cosa ti tira fuori il chlobby? La busta paga....
Ora, veramente, cerchiamo di ragionare evitando le pirotecnìe verbali fini a se stesse, caro ragazzo (non posso davvero pensarti di età superiore ai vent'anni, per le cose che sostieni).
perdonami, la polemica è comunque civile ancorchè serrata, non lasciarti andare a generalizzazioni poco lucide.Che significa che avrei 20 anni per quello che scrivo?La perifrasi introduce un principio discriminante (un altro!!).Tu sai immagino che il pensiero multidisciplinare degno di essere tramandato è in larga parte scritto da brillanti ventenni.Ovviamente non è il mio caso, ma insomma la tua considerazione appare pretendere un carattere generale che non può avere.Per la cronaca ho 20 anni in più ai venti che mi hai dato.

Citazione:
Tanto per non scivolare sulla buccia di banana di un'altra aliquota percentuale insignificante, mi spieghi tu - chlobbygarl - come sia possibile che le buste paga, "a parità di ruolo o di livello", siano differenziate a svantaggio femminile?
http://lavoro.newsfood.com/Articolo/News.asp?UN=2890
(riprende testualmente un atto della commisione europea) <<Le attitudini professionali tipicamente attribuite alle donne sono spesso meno apprezzate di quelle ritenute prettamente maschili. A parità di grado di qualificazione professionale, il livello delle retribuzioni tende ad essere più basso nelle professioni in cui la presenza femminile è dominante rispetto a quella maschile: un'educatrice di un asilo nido guadagna meno di un meccanico, una cassiera meno di un magazziniere e un'infermiera meno di un poliziotto.>>
Citazione:
Provo a spiegarti io - a te che sei giovane e non può essere altrimenti - come si compone un dato statistico e, stavolta, adesso sì, lo faccio davvero dando alle mie parole un "tono conclusivo"
.....

Citazione:
P.S. - per quanto riguarda i diversi piani d'analisi in materia economica, politica e sociale ho già detto ma, se finora non hai compreso, dispero che ciò possa avvenire in altro modo.
non so, posso sbagliarmi ma non giurerei che il problema sia che io non ho capito.
chlobbygarl is offline  
Vecchio 19-01-2008, 13.14.24   #116
kore
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Oberon, e ti scandalizzi? Con il vuoto culturale che impera soprattutto qui in Italia?
I media passano ciò che fa audience, una gran quantità di programmi spazzatura! I giornalisti scrivono per vendere i giornali, e per vendere i giornali bisogna far leva sui bassi istinti della gente.
Il silenzio sulla questione maschile, a mio avviso, si inserisce in tutto questo.
La questione maschile, da una parte, non vende abbastanza, dall'altra è circondata dal più assoluto e totale menefreghismo.
Inoltre l'Italia è ancora giovane in materia di parità dei diritti, le ferite sono ancora fresche ed è vero che non appena si accenna la questione i toni si accendono, si fanno aspri, arroganti, si entra in guerra.
Non c'è ascolto, tutti rimangono arroccati sulle proprie posizioni, si sparano cifre da sinistra a destra, si sventolano foglietti e sulla base di quale credibilità? Tutto per sentito dire, ripescato qua e là nel web, tutto fa brodo per giustificare il proprio risentimento, da una parte come dall'altra.
Si rimane intrappolati nel ruolo di vittima/carnefice, i ruoli sono interscambiabili e queste dinamiche sono presenti in ogni rapporto a due: tra due persone, tra due partiti politici avversari, fino a sfociare nella "guerra di genere".
Sono dinamiche perverse, così le definisce la psicologia.
La morale del ressentement caratterizza tutti i gruppi oppressi, le donne non sono esenti, e la vediamo applicata, oggi, anche dagli uomini. Si cela nelle correnti del femminismo, sì, ma anche in quelle mascoliniste.
Si fa a gara a chi è più vittima, si combatte con le armi elencate tanto bene in questo 3d, e le ragioni dell'uno e dell'altro si perdono tra un affondo e l'altro.
Ho imparato un bel pò di cose partecipando a questo argomento, e ho fatto fatica a "mangiare il dattero e buttare via il legno".
Tu dici che ci sono poche donne benevolenti, hai ragione e non discuto, e non perché ho in mano cifre da sventolare sotto il naso dei lettori, ma perché mi è sufficiente guardarmi un pò intorno. Ma ti rispondo anche che, per buon peso, gli uomini in grado di mettersi in discussione e di aprire discussioni senza cadere nella trappola del ressentement sono altrettanto rari.
E cosa c'è di strano? In fin dei conti se caliamo il tutto nel clima culturale che ci circonda, non c'è niente di strano.
Si sguazza nell'ignoranza, e sarebbe il minimo. Il peggio è che in nome di questa ignoranza si fabbricano bandiere.
E non parlo solo di ignoranza culturale, ma di ignoranza emotiva soprattutto, e sono cose che ci riguardano indistintamente.

Per tornare alla questione del silenzio, il silenzio può essere tutto e niente. Può essere un'arma, può essere una difesa, può essere un sintomo che cela il vuoto e basta.
E come in ogni altra questione, anche nel silenzio degli uomini non ci può essere una sola causa in gioco, ma un concorso di cause.

Citazione:
Gli uomini sono interessati a tutto, tranne che alla loro condizione attuale nei rapporti con le donne, alla guerra dei sessi ed al futuro dei loro figli in questo conflitto.

Mi sembra anche probabile il fatto che la maggioranza degli uomini in questo paese si senta bene e non abbia un'acuta percezione della propria condizione.
Può darsi che il disagio avvertito da alcuni non sia avvertito affatto dagli altri.
E' come la questione dello scarso numero delle donne in politica. Se alle donne non interessa la politica, come afferma Iul perentoriamente e in maniera assolutamente definitiva (come se la storia non procedesse e vivessimo in uno stagno temporale), può darsi che gli uomini in questo paese siano più preoccupati di sbarcare il lunario che di fare una guerra che non sentono necessaria perché tranne che in alcuni casi (che comunque ci sono e vanno presi in seria considerazione) non sentono, generalmente, minacciati i loro diritti.
Ovviamente la situazione si può evolvere, magari le nuove generazioni saranno più attente al mondo in cui vivono senza limitarlo al loro orticello, e parleranno, prima di finire coinvolti in una di quelle situazioni dove, per l'appunto, i loro diritti non vengono tutelati.

Citazione:
Non basta. La denuncia del silenzio maschile ha senso perché invita gli uomini a parlare, li sfida ad uscire finalmente dalla presunzione di universalità e li sollecita a raccontarsi. A raccontarsi a chi?

Ai loro figli, ai loro fratelli, ai loro padri, ai loro amici e a tutti quelli che se oggi non ascoltano, domani ascolteranno.
Bisogna uscire dal silenzio, non fosse che per rispetto di se stessi e della propria storia.

Citazione:
Chi non ci ha mai provato può farlo. Può scrivere a qualche giornale, può inviare un articolo ad una rivista. Se è temerario può tentare di intervenire in una assemblea, partecipare ad un dibattito. Ci provi.

E insista... aggiungerei io. Scrivere libri, autofinanziare un giornale, organizzare una manifestazione, e poi rifarlo, e ancora, fino a scuotere dal torpore anche chi preferisce starsene seduto in poltrona con una moglie strega da cui non divorzia per non trovarsi indebitato fino all'osso, anche per scuotere dal torpore chi pensa che l'interruzione di gravidanza sia solo un problema della donna e non sente nessun dolore per quel figlio non nato...
Insomma, il silenzio può essere tante cose, un'imposizione, un'arma, ma anche una difesa o una scelta di comodo.
Finché non lo dico non esiste, no? E ci sarà sempre gente che ci marcia.
kore is offline  
Vecchio 19-01-2008, 14.03.23   #117
kore
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Provo a spiegarti io - a te che sei giovane e non può essere altrimenti - come si compone un dato statistico e, stavolta, adesso sì, lo faccio davvero dando alle mie parole un "tono conclusivo": basta infilare nelle statistiche le lavoratrici che praticano il part-time o quelle che prendono mesi di malattia o quelle che prendono periodi di maternità biennali mettendosi sotto ispettorato (se non sai cos'è, te lo spiego) o altre forme di astensione dal lavoro a vario titolo praticate. Mettendo nel mucchio dei numeri tutto ed il suo contrario, comprese lavoratrici che lavorano meno degli altri e che quindi sono remunerate in misura equivalente, hanno tirato fuori le statistiche delle differenziazioni retributive in base al sesso che, a lume di logica, non possono esistere in quanto predeterminate in sede contrattuale.

Le discriminazioni retributive ai danni della forza lavoro femminile sono sia orizzontali che verticali:

1) lavori di valore uguale sono spesso retribuiti in maniera diversa e penalizzante per le lavoratrici, il che è dovuto soprattutto ad una diversa valutazione e quindi ad una diversa definizione delle mansioni e delle qualifiche.

2) c'è difficoltà di accesso alle carriere più elevate. Inoltre, i servizi sociali relativi alla cura dei figli o dei familiari anziani non sono adeguati alle necessità espresse dal mercato del lavoro.
I lavori con una forte preponderanza di presenza femminile, come il pubblico impiego, i lavori di cura agli anziani, all’infanzia, o nel settore del commercio, sono quelli meno retribuiti.
INOLTRE, i settori a predominanza maschile sono caratterizzati da benefit, premi e incentivi di tipo economico che contribuiscono ad aumentare i differenziali retributivi.

Basta infilare nelle statistiche i lavoratori che praticano il part-time o quelli che prendono mesi di malattia o altre forme di astensione dal lavoro a vario titolo praticate (ricordo il mio prof. di filosofia del Liceo che essendo in politica sarà venuto a scuola sì e no 2 giorni in tre anni, percependo ugualmente lo stipendio...). Mettendo nel mucchio dei numeri tutto ed il suo contrario, compresi i lavoratori che lavorano meno degli altri e che quindi sono remunerati in misura equivalente, i dati sulla disparità retributiva diventano ancor più inquietanti.
kore is offline  
Vecchio 19-01-2008, 16.09.32   #118
chlobbygarl
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

link dello studio celeberrimo della svedese Agnes Wold, pubblicato su Nature, che mette in evidenza quali fossero fino a 10 anni fa in Svezia (!) i criteri per la selezione dei ricercatori scientifici e mostra come la Svezia non per puro caso sia oggi il paese al mondo con il minor tasso di discriminazione a danno delle donne.

http://www.advancingwomen.org/files/7/127.pdf
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Vecchio 19-01-2008, 16.44.12   #119
chlobbygarl
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
link dello studio celeberrimo della svedese Agnes Wold, pubblicato su Nature, che mette in evidenza quali fossero fino a 10 anni fa in Svezia (!) i criteri per la selezione dei ricercatori scientifici e mostra come la Svezia non per puro caso sia oggi il paese al mondo con il minor tasso di discriminazione a danno delle donne.

http://www.advancingwomen.org/files/7/127.pdf

sentitevi l'intervista recentissima sul tema alla Wold con la traduzione in italiano
http://www.radioradicale.it/scheda/2...ca-peer-review
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Vecchio 19-01-2008, 18.32.25   #120
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
non so, posso sbagliarmi ma non giurerei che il problema sia che io non ho capito.

Non solo ti confermo che non hai capito (quello che ti sto dicendo e scrivendo) ma ti dico anche che tu non lo puoi capire; intanto perché non lo vuoi capire ma, soprattutto, perché - mentre io discuto di questioni concrete, effettive, interpretabili e contestabili, ovviamente, ma ancorate, in qualche modo, a dati di realtà – tu non stai facendo altro che un’esercitazione ideologica fine a se stessa.
Sin dall’inizio di questa discussione, non hai fatto altro che ideologia.

Spero vivamente che i moderatori non incappino, in questo caso, nell’errore della censura moderatrice, perché questo mio intervento, nella sua evidente e dichiarata foga argomentativa, è finalizzato a mantenere aperto uno spiraglio di dialogo, non a chiuderlo, e perché la contrapposizione dialettica tra me e chlobbygarl nasconde, in sé, a mio avviso, una tematica di carattere generale che varrebbe la pena evidenziare e sulla quale “riflettere”.

Cercare di capire (intendere) le ragioni dell’altro per chi, come te, fa ideologia cavalcando sulle celesti praterie dei principi astratti invece che stare a guardare in faccia la realtà concreta, significherebbe modificare un’intera impostazione di pensiero; e questo lo posso anche capire.
Ma altrettanto lasciami dire – per darti con la massima autenticità e spontaneità comunicativa possibile e non per aggredirti verbalmente – che sono gli atteggiamenti come il tuo (o come quelli di kore dell’ultimo intervento) che mi suscitano la rabbia maggiore, quelli di fronte ai quali mi incollerisco letteralmente.
Sono gli atteggiamenti di chi, invece di misurarsi sulle questioni reali e concrete, sciorina un armamentario usuale e stucchevole di nobili principi e bei sentimenti – quando non siano pretestuose interpretazioni di comodo - scollati dalla realtà effettiva e dondolanti sulla comoda e riparata amaca dell’astrazione.
Per questo motivo ho ipotizzato la tua giovane età, perché da un ragazzo posso accettare che sia intorpidito concettualmente dall’ideologia; ma da una persona che ha fatto esperienze nella vita, che si sia misurato con i problemi concreti, che abbia “realizzato” di cosa parla e riempito di significati concreti le concettualità astratte di cui sin troppo spesso ci si riempie la bocca senza sapere di cosa si tratti, allora no, non lo posso capire, né tantomeno accettare o giustificare.
Problema mio, dirai tu; problema nostro, osservo io, dal momento che io sto dialogando, su tua sollecitazione, con te.

E dato che voglio darti fino in fondo il mio punto di vista – col quale tu potrai fare quello che più ti piace – ti dimostro, in parte, anche quanto vado sostenendo.
Nel corso della discussione ti ho posto alcune domande “fattive” alle quali hai, accuratamente, evitato di rispondere o alle quali hai risposto con astrazioni fini a se stesse:
ti ho chiesto come si realizzasse, nei fatti, la discriminazione a danno femminile nella partecipazione politica…e non mi hai risposto;
ti ho chiesto come possa essere un unico dato statistico – la percentuale femminile in Parlamento – indicativa di un fenomeno complessivo…e non mi hai risposto;
ti ho chiesto come dovrebbe evolvere e configurarsi una struttura sociale fondata sulla competizione economica e politica per conservare il proprio assetto…e non mi hai risposto;
ti ho chiesto cosa c’entri il welfare con il diritto di voto alle donne…e mi rispondi con gli astratti principi dell’equità e sostenibilità sociale;
ti ho chiesto come puoi tollerare le discriminazioni positive….e mi rispondi che non esistono se non in letteratura, negando evidenze come le “quote riservate”, alcune delle quali già attuate;
ti ho chiesto come sia possibile che la retribuzione femminile sia diversificata da quella maschile, in un contesto assolutamente parificato di retribuzioni quale quello dei lavoratori dipendenti, assoggettati tutti a contratti collettivi di lavoro…e mi rispondi con gli astratti principi enunciati da un indeterminato organismo europeo;
ti ho chiesto come si giustificano, per te, le aberrazioni giuridiche a danno maschile in numerosi settori del diritto…e mi rispondi che sono misure compensative (come se rigare la macchina di qualcun altro mi compensasse dei danni subiti ad un parcheggio);
ti ho chiesto…..e basta andarsi a rileggere gli interventi precedenti per verificare quanti interrogativi “sui fatti osservabili” (noti anche come fenomeni) ti ho posto, senza che tu abbia fornito altro che osservazioni gravide di astrazioni o abbia eluso sistematicamente quanto vi era contenuto “de facto”.
Vuoi cominciare a misurarti sui fatti concreti o vuoi continuare a fare ideologia della specie peggiore?

In ultimo, per liberarci una volta per tutte della litania del “disarmato imbarazzo”, ti espongo in estrema sintesi ed in chiave generale, la mia posizione personale sull’argomento:
“…si può ragionevolmente affermare che in Parlamento, ad esempio, sieda una percentuale di donne del tutto corrispondente a quella delle donne che si interessano attivamente di politica nel nostro Paese; nè più, nè meno.”
Lo confermo e lo sottoscrivo.
Le donne (1) non sono interessate alla vita politica, sono interessate al potere che dalla politica può derivare a proprio vantaggio (approccio strumentale ed utilitaristico).
Lo confermo e lo sottoscrivo.
Le donne non si lamentano di essere discriminate dalla vita politica, si lamentano di non essere agevolate e facilitate a raggiungere le posizioni di potere (e, quindi, di non godere dell’ennesima condizione di privilegio derivante dal proprio sesso).
Lo confermo e lo sottoscrivo.
Le donne non vogliono misurarsi in condizioni di effettiva parità o di pari opportunità ma vogliono godere, in virtù del proprio sesso santificato, di vantaggi codificati e vincolanti in quasi ogni settore della vita sociale.
Lo confermo e lo sottoscrivo.
Le donne hanno un orientamento alla vita diverso da quello maschile perché privilegiano la sfera del privato a quella del pubblico, con una conseguente minore attenzione anche ai fatti della politica o dell’economia.
Lo confermo e lo sottoscrivo.
Le donne vogliono neutralizzare ogni approccio critico nei propri confronti attraverso la dinamica culturale colpevolizzante ed autoassolutoria del “maschilismo” (in ciò sostenute ed affiancate da uomini come chlobbygarl).
Lo confermo e lo sottoscrivo.
iulbrinner

(1) generalizzazione impropria, dettata da esigenze di sintesi, da intendersi, di volta in volta, come “donna media” ovvero come “le donne che esprimono tali posizioni”.
iulbrinner is offline  

 



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