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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 20-01-2008, 20.54.17   #121
misterxy
Ospite abituale
 
Data registrazione: 15-01-2008
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Questo è quanto scriveva l'antropolga Ida Magli, su L'Espresso, il 31 ottobre 1996 (pag. 26):

"MA PUO' ESSERE UN SEGNO DI CRISI"
"Il maschio è in crisi? Si cade in un macroscopico equivoco se non si traduce questa affermazione nel suo significato reale: l'Occidente è in crisi. Maschi e creatività culturale sono la stessa cosa. Istituzioni, valori, idee, politica, religione, scienza, arte, ossia tutto l'assetto di una società umana - quella occidentale - mostrano ogni giorno di più di essere logori, esauriti. Se ne deduce perciò il contrario di quello che le inchieste vorrebbero far intendere: le donne vanno bene perché il mondo va male. Si può anzi andare oltre, e riconoscere (sempre che io non venga linciata prima) che il mondo va male anche perché la presenza massiccia delle donne nelle istituzioni le conserva in una pseudo-vita che impedisce di cambiarle, di imboccare decisamente la via per uscire dalla crisi. Naturalmente il termine "crisi" va inteso in un'accezione dinamica, non soltanto negativa. Lo stato di crisi sarebbe anzi il più adatto per abbandonare il vecchio modo di essere e crearne uno nuovo, se appunto non ci fosse il contrappeso apparentemente positivo della presenza fattiva delle donne. Una brevissima riflessione su questi temi è indispensabile per capire quello che sta avvenendo. Un lungo e ricchissimo ciclo culturale - quello iniziato con l'Illuminismo e l'affermazione del Soggetto - si è concluso realizzandosi nel suo contrario, nell'annientamento del Soggetto. Si tratta della conseguenza negativa di un percorso concettuale che ha le sue basi nel cristianesimo e che accompagna, con la sua falsità logica, tutti gli errori della nostra storia: far coincidere il simbolico con il concreto. Il socialismo, partendo dall'uguaglianza degli individui-soggetti, ha perseguito (e persegue) un'uguaglianza concreta, "fisica", che, non soltanto è allucinatoria, ma non può realizzarsi se non con la privazione di qualsiasi libertà, in quanto nessun essere vivente è uguale all'altro. Anche le donne, quindi, giunte all'uguaglianza proprio con il socialismo, si sono ritrovate, come tutti, deprivate della possibilità di esprimere intelligenza, creatività, invenzione di nuovi saperi e di nuove istituzioni. Ma, visto che hanno raggiunto (e stanno raggiungendo) alcuni beni a lungo desiderati e mai posseduti in precedenza, non riescono a criticarli, e non si accorgono dello stato involutivo di quasi tutto quello di cui vengono in possesso. Non esercitano perciò nessuna spinta verso la trasformazione della realtà e hanno rinunciato perfino ai princìpi libertari sbandierati durante il femminismo. E' come se avessero, invece, infiltrato iniezioni di cemento negli edifici istituzionali traballanti, diventando così la base della "conservazione" in tutti i campi. Le ragazze sono più brave dei maschi a scuola, rivelano le inchieste. Visto, però, che la scuola è un cadavere, del tutto inutile sia per il sapere che per la vita, i più bravi sono maschi che ne percepiscono il vuoto e la respingono. Tuttavia è difficile anche per loro cambiarla proprio perché c'è la massa femminile a impedirne il tracollo. Se passiamo dagli studenti agli insegnanti, la situazione è la stessa. Esiste ormai uno strumento quasi infallibile per misurare lo stato di salute, e prevedere il futuro di una professione o di una istituzione: se il numero delle donne è crescente, si tratta di un istituto sulla via del tramonto. Le forze armate sono in crisi? Arrivano le donne, apprestandosi anche lì, grate dell'onore, a diventare le più brave della classe. I maschi abbandonano la teologia e l'insegnamento della religione, luoghi sterili di pensiero e di potere? Ecco le donne occupare le aule delle Università Pontificie, vuote di maschi, pronte a imparare quel nulla che servirà a insegnare il nulla. La Chiesa, però, sul sacerdozio non molla. Sa che, con le donne, il sacerdozio perderebbe il suo potere. Perfino il Parlamento si lamenta che "la sua centralità è a rischio". Ma i prodromi della sua inevitabile fine erano visibili da tempo al nostro strumento di misura: due donne presidenti della Camera, senza un motivo al mondo salvo il fatto che erano donne. Non sarà che anche il governo, il primo con tre ministri donne...?".
misterxy is offline  
Vecchio 21-01-2008, 20.15.05   #122
iulbrinner
Utente bannato
 
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Messaggi: 303
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da kore
Con il vuoto culturale che impera soprattutto qui in Italia?
I media passano ciò che fa audience, una gran quantità di programmi spazzatura! I giornalisti scrivono per vendere i giornali, e per vendere i giornali bisogna far leva sui bassi istinti della gente.
Il silenzio sulla questione maschile, a mio avviso, si inserisce in tutto questo.
La questione maschile, da una parte, non vende abbastanza, dall'altra è circondata dal più assoluto e totale menefreghismo.

Io non credo che la questione sia in questi termini; personalmente la interpreto in modo diverso.
Il “vuoto culturale” che tu indichi, persino quello dei bassi recessi televisivi a cui fai riferimento, è, a mio modo di vedere, tutt’altro che vuoto; una cultura decadente – sì, assolutamente sì - ma non vuota.
Si tratta, a mio avviso, della medesima approssimazione che sentiamo quando si dice che la nostra sarebbe “una società senza più valori”; non esistono società prive di valori, esistono società che mutano in quanto modificano, nel loro divenire, i valori sociali ed individuali di riferimento.
Nella nostra società i valori c.d. tradizionali sono stati soppiantati da valori diversi: grandezze sociali o socio – psicologiche come la famiglia, la patria, la verginità, il principio d’autorità, la disciplina, il coraggio, la lealtà, la modestia ed il rigore morale sono state svuotate del loro valore. Nessuno ci crede più veramente ed i pochi che vi fanno riferimento sono derisi come cariatidi del passato.
Giusto, sbagliato? Personalmente credo vi fossero valide ragioni perché quei valori (alcuni di quei valori ma non tutti) venissero ripensati e messi in discussione ma il vero problema non è questo; il vero problema è osservare come siano stati messi in discussione e quali siano i valori che hanno preso il loro posto.
Com’è ben noto, quei valori sono stati destabilizzati e messi in discussione a far data dal ’68 in avanti, sull’onda lunga della contestazione al “sistema” che si sarebbe infranta, nelle sue infinite articolazioni socio – politiche, contro se stessa e le proprie stesse contraddizioni culturali.
Cosa emerge culturalmente dalle macerie del ’68? L’attenzione ossessiva per il sé e per la vita interiore (la mentalità terapeutica), il declino dei valori condivisi (famiglia, patria, onore), un’idea di libertà assai più assimilabile al concetto di irresponsabilità e, soprattutto, una demolizione sistematica della figura maschile – percepita quale elemento cardine del vecchio “sistema” – a cominciare dai ruoli da questi rivestito nell’ambito familiare (padre, marito, amante).
Da lì in avanti, sino ai nostri giorni, la delegittimazione del maschile è proseguita incessante, condita da etichettature diverse ma tutte a connotazione politicamente e culturalmente negativa quali autoritario, militarista, insensibile, porco, violento, sfruttatore, imperialista, xenofobo, discriminante, materialista….per riassumere il tutto in una parola: maschilista.
Contestualmente, quasi come in un sistema di vasi comunicanti, la legittimazione del femminile è avanzata senza sosta; portatrici di pace, amore, bellezza, tolleranza e vita, le donne sono gradualmente diventate l’icona della speranza. Senza fare nulla di dimostrativo, tranne che in materia di bellezza, l’essere donna ha finito per coincidere, in una dinamica di opposizione, con il nuovo modello antropologico di riferimento.
Il posto dei vecchi valori, come faro collettivo ed individuale, è stato quindi preso dai valori del successo relazionale, del successo estetico, del successo sessuale, del successo frivolo, del successo sociale misurabile sulle quantità e sulle qualità; in sintesi, il successo personale, individuale e narcisistico è, in quanto tale e non per i risultati sociali condivisi, il valore portante della nostra epoca (sempre a mio giudizio).
L’individuo contemporaneo deve avere successo in qualcosa, oppure non vale nulla; l’individuo senza successo è “the loser” (il perdente….lo sfigato diremmo noi).
E' questo ciò che vediamo quotidianamente nella nostra cultura, anche nei suoi bassi recessi, e non è un "vuoto".
Come si inserisce la “questione maschile” in questo quadro?
Semplicemente non può inserirsi, in quanto rappresentare il disagio etico maschile in questo tipo di presente significa automaticamente richiamarsi addosso l’accusa di “perdente e sfigato” oppure di reazionario.
Chiunque lo faccia - come dimostrato anche dai contenuti di questa discussione - alla meglio è qualcuno che non ha “successo” con le donne e non regge il confronto con le nuove frontiere antropologiche del femminile; alla peggio, è un nostalgico conservatore reazionario che vorrebbe riportare, come ha scritto oberon, “le donne ai fornelli”.
Il mondo a misura di donna, quello che vorrebbe tanto chlobbygarl, è un luogo nel quale per il maschile non c’è spazio di manovra.
Gli uomini, impone un refrain della cultura contemporanea, devono cambiare.
Quel mondo che vuole chlobbygarl è un mondo dove ci si muove lentamente, ci si parla piano per non spaventarsi, si fanno tante feste colorate e ci si dice “ti voglio bene” ogni 30 minuti per rassicurarsi affettivamente.
Porre la questione maschile significherebbe contestare l'incontestabile; chi vuole fare del male a cappuccetto rosso?
iulbrinner is offline  
Vecchio 21-01-2008, 22.47.25   #123
oberon
Ospite
 
Data registrazione: 23-12-2007
Messaggi: 24
Riferimento: Il maschilismo secondo Neve

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
Io non ringrazio proprio nessuno, così come i neri non ringraziano i bianchi per aver concesso una parità che era diritto avere.
Semmai ringrazio le donne che mi hanno preceduto e che si sono inca..te per farsi rispettare, perché altrimenti starei sempre come stanno le donne in alcune parti del mondo ancora oggi.

Quando si dibatte del conflitto tra i sessi, uno dei fatti più singolari che si possono osservare è questo, che alle argomentazioni maschili vengono opposte ragioni che confermano, spesso con precisione sorprendente, quel che gli uomini dicono. Chi si sia esercitato in questo conflitto, sa che può dormire tranquillo perché non resterà mai senza munizioni. La controparte gliene offrirà con dovizia. I Coscienti hanno la santabarbara proprio sul fronte.

Ciò deriva da vari fattori. Il primo consiste nel fatto che interlocutrici/ori non sono minimamente usi a trovare opposizioni degne di questo nome e sono abituate/i da decenni a sparare alzo zero nel più inverecondo e supponente monologo. Il secondo risiede nel fatto che la buonafede di chi difende i “diritti delle donne” è così radicalmente ingenua da far sentire la(il) combattente araldo del bene assoluto e finale, della verità incontrovertibile, sensazione questa che lo investe di una missione storica trascendente: liquidare definitivamente il male dalla terra. Di qui l’assoluta noncuranza dei presupposti e delle implicazioni di ciò che si sta dicendo, delle più stridenti contraddizioni, dei più imbarazzanti lapsus. E dei lanci boomerang. Quando si lavora per il Bene Definitivo e a favore della Vittima Innocente non si deve aver riguardo di nulla.

La regola generale prevede che al primo balbettio del Cosciente si passi all’immediata etichettatura: “Maschilista, misogino, fallocrate etc.” Segue poi l’elencazione dei misfatti maschili di tutti i luoghi e di tutti i tempi, espressa in via diretta o, specularmene, attraverso un nuovo resoconto delle sofferenze, degli abusi, delle limitazioni, delle angherie, degli sfruttamenti etc. patiti dalle donne di ogni tempo e di ogni dove. Il tutto con la “sensatissima” motivazione che “non bisogna dimenticare” (e vedremo per quale motivo “non bisogna dimenticare”…).

Questo procedere in effetti risulta vincente da sempre tanto nelle assemblee universitarie come al tavolo della pizzeria ed in ogni altro luogo di interazione sociale. Perciò viene perseguito in modo del tutto irriflesso, istintivamente. “Adesso gli faccio vedere io a questo porco maschio sciovinista!” E giù con le discriminazioni, le esclusioni, i limiti, le imposizioni. Le molestie, gli abusi, gli stupri, i ginecidi. Il soffitto di cristallo, i minori stipendi, i padri che se ne fregano, il parassitismo casalingo.
E avanti con il Wlad arabo, il Dalit indiano, la clitoridectomia, l’infibulazione. Le lapidazioni Saudite, le clausure islamiche. Il levirato. I condizionamenti della moda, le imposizioni della cosmetica, la medicalizzazione del parto. Le baccanti, le streghe, le mondine, le schiave del sesso. L’aborto selettivo in India, l’infanticidio selettivo in Cina.
Non c’è abbastanza materiale qui? Si va in Oriente, in Africa, nel Centroamerica. Non ve n’è a sufficienza nel passato remoto? Si ricorre a quello prossimo. Al presente e al futuro. La vittoria è assicurata. 40 anni di trionfi garantiscono che ancora una volta il nemico tacerà.
“Gli sbatto in faccia i suoi delitti, voglio ben vedere se oserà parlare”. E il maschio (scusate la parolaccia) in effetti tace. Trema e tace.
Come si è visto, questa tecnica viene usata anche qui e verrà usata sistematicamente nel tentativo di chiudere la bocca a me, all’altro paio di Coscienti che postano in questo forum e a quelli che lo faranno (ma quanti altri potrebbero essercene in Italia?) .

Qualche volta però si scende nel particolare e si va a diritti all’effetto boomerang. Iulb dice che dei maschi si parla male e solo male. Nel disperato tentativo di contraddirlo si getta una palata di fango sulla creazione maschile (ossia la quasi totalità di ciò che esiste) prima cambiando disinvoltamente tavolo da gioco, e cioè passando dalle realizzazioni maschili (cui egli faceva riferimento) alla questione dei diritti, e poi con un altezzoso e sprezzante “Io non ringrazio nessuno!” proclamando con ciò come dovuto qualsiasi diritto, ivi compresi ad es. ed evidentemente, quelli riproduttivi, negati per millenni e solo in tempi recenti conquistati dalle donne "contro" la volontà maschile. La pillola, l’aborto sicuro e, viceversa, le tecniche di fecondazione artificiale, tra gli altri. Creazioni maschili che invece dovevano essere concepite, realizzate e offerte alle donne sin dai tempi delle palafitte.
Iulb dice che dei maschi si parla male e solo male. Per “confutarlo” si parla male anche del bene.


Obn
oberon is offline  
Vecchio 22-01-2008, 00.10.59   #124
AntOne
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Mi sono stufato di scrivere le solite cose. Kore ha ragione, perchè questo vittimismo, questo complottismo? Le donne tutta la categoria sarebbe interessata al potere in senso utilitaristico? A parte che non sarebbe diverso dagli uomini che ci troviamo adesso e della merda in cui siamo. E pensiamo a farci la guerra tra generi? Basta! Ma poi con che faccia si generalizzerebbe così?
Non basta dire che si è d'accordo, che la maggior parte delle donne che scrivono (non vorrei generalizzare neanch'io, però ) sono per modificare queste leggi. No, c'è la grande guerra e basta. Iulbrinner continuo a confidare nella tua saggezza, non dire queste cose per reagire a un presunto attacco al genere maschile. Ci sono quelle che combattono per avere il potere slealmente e quelle che si lamentano di possibili discriminazioni. Non stereotipizziamo maschi e femmine, perchè le loro caratteristiche possono intersecarsi e si vede quanto sono forzati certi comportamenti. Non nego che il ruolo di base all'origine sia diverso tra i due sessi ma ciò non può far pontificare tra differenti potenzialità intellettive, discorso pericoloso. Affrontiamo l'argomento con la giusta calma e senza astio, riflettiamo.
Nel forum sulla Questione Maschile il discorso, buono di base, viene inficiato da dichiarazioni misogine e vittimismi assurdi, sui quali pochi intervengono per dire che non c'entrano con il problema che va affrontato con lucidità.
AntOne is offline  
Vecchio 22-01-2008, 12.10.08   #125
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Iullbrinner,

posso rispondere allo stesso tuo modo accademico e stancante, ma al contrario di te con qualche ragione (la semantica...), e dirti così che tacci di ideologia quanto invece affermato in ordinario dissenso dalle tue posizioni.

Se c'è chi fa dell'idelogia insomma ( il "se" è retorico nel tuo caso) questo sei tu.

La fai configurando la foresta abnorme di discriminazioni patite in quanto maschio, a tuo esclusivo uso e consumo "perchè gli altri ahimè non la vedono...", reiterando di fronte a opinioni di segno contrario tesi precostituite e volenterosi paradigmi, nella legittima speranza che confermino le tue formulazioni.Rispetto a quanto scrivi appari sufficientemente inconsapevole da creare disagio in chi deve abbozzare risposte.

Citazione:
la contrapposizione dialettica tra me e chlobbygarl nasconde, in sé, a mio avviso, una tematica di carattere generale che varrebbe la pena evidenziare
ecco il precostituire immagini gratuite quanto autopromuoventi.La (tua) ricerca del palcoscenico sociologico, l'autopresunzione di poter assurgere ad emblema e a "fare" categoria.

Citazione:
Ma altrettanto lasciami dire – per darti con la massima autenticità e spontaneità comunicativa possibile e non per aggredirti verbalmente – che sono gli atteggiamenti come il tuo (o come quelli di kore dell’ultimo intervento) che mi suscitano la rabbia maggiore, quelli di fronte ai quali mi incollerisco letteralmente.
calato nel ruolo al punto da provare rabbia!
Citazione:
Sono gli atteggiamenti di chi, invece di misurarsi sulle questioni reali e concrete, sciorina un armamentario usuale e stucchevole di nobili principi e bei sentimenti – quando non siano pretestuose interpretazioni di comodo - scollati dalla realtà effettiva e dondolanti sulla comoda e riparata amaca dell’astrazione.
luoghi comuni amico, io non ho nobili principi da difendere, meno ancora bei sentimenti.

Mentre appare certo più comodo per un uomo ( un uomo?) accomodarsi nella radura protetta dalla foresta delle discriminazioni patite che prendere atto delle persone nella loro globalità, fossero anche donne (!), senza emarginarle nella riserva categoriale del femminismo, senza ingaggiarle nel nuovo conflitto epocale che non è più quello tra classi ma tra sessi!!
Citazione:
ho ipotizzato la tua giovane età perché da un ragazzo posso accettare che sia intorpidito concettualmente dall’ideologia;
hai ipotizzato la mia giovane età ed il mio conseguente essere intorpidito essendo probabilmente tu intorpidito dalla mancanza di ossigeno intellettuale prima che dall'ideologia (prego i moderatori di non incappare nella moderazione preventiva....!!)


Citazione:
ti ho chiesto come si realizzasse, nei fatti, la discriminazione a danno delle donne
...l'onere della prova sta in chi accusa, il dato della disparità numerica infatti parla già abbastanza da solo a meno di spiegazioni convincenti che nessuno qui ha dato tantomeno te.

Citazione:
ti ho chiesto come possa essere un unico dato statistico – la percentuale femminile in Parlamento – indicativa di un fenomeno complessivo…e non mi hai risposto;
il dato statistico non è esaustivo, ripeto anche questo per bypassare la tua strumentalità patologica, visto che l'ho scritto appena due post prima.Non è esaustivo ma correttamente è IL DATO DA CUI PARTIRE o comunque uno dei dati più dati che abbiamo e dal quale poter dipanare una discussione "seria".L'analisi che tu dai di quel dato è, ripeto anche questo, IMBARAZZANTE E IMPIETOSA, MA NEI TUOI CONFRONTI INNANZITUTTO


Citazione:
ti ho chiesto come dovrebbe evolvere e configurarsi una struttura sociale fondata sulla competizione economica e politica per conservare il proprio assetto…e non mi hai risposto;
domanda insolitamente nebulosa, il proprio assetto de che?Comunque, una struttura sociale fondata sulla competizione economica e politica e che abbia un equilibrio sociale stabile è una c.d. "economia sociale di mercato" o una "flexsecurity" per declinarla alla nord-europea, vale a dire un sistema che rifugge nel modo più assoluto dall'assistenzialismo dunque ponendo diritti/opportunità/doveri sulla stessa linea, ma che per converso costruisce una rete di ammortizzatori sociali e di misure di welfare tali da compensare gli squilibri presenti intrinsecamente in un sistema liberista puro e, ove presenti, quelli propri di un rapporto di forza intersessuale sperequato.

Il che non vuol dire necessariamente "quote rosa", anzi.Ma vuol dire mettere una donna nelle stesse condizioni di scelta offerte all'uomo, il quale ad oggi non deve opzionare tra la famiglia e la carriera.Mi sembra molto semplice, è almeno la terza volta che te lo scrivo, se vuoi ne seguirà una quarta ed una quinta.

Citazione:
ti ho chiesto cosa c’entri il welfare con il diritto di voto alle donne…e mi rispondi con gli astratti principi dell’equità e sostenibilità sociale;
segue la serie dei repetita...."welfare state" è manco a dirlo stato di benessere, inteso come condizione socio/economica, appare dunque evidente che per raggiungere tale condizione sia d'obbligo la serie di misure affermatesi nell'ultimo secolo quali l'universalità del voto prima e gli altri diritti civili poi, quali quello al divorzio e all'aborto ad esempio.La parità intersessuale, al di là del fatto che tu la dia personalmente come acquisita o meno, è con tutta evidenza un diritto civile.
Citazione:
ti ho chiesto come puoi tollerare le discriminazioni positive….e mi rispondi che non esistono se non in letteratura, negando evidenze come le “quote riservate”, alcune delle quali già attuate;
ancora....le discriminazioni positive cosiddette non sono discriminazioni per il solo fatto di chiamarsi così!!Se a te appaiono discriminatorie non sentirti dunque caldeggiato dal fatto che la disciplina giuridica abbia scelto anche tale forma terminologica.

A me risulta inaccettabile quella sull'affido che adesso però sta mutando con il "congiunto", sentenza dopo sentenza.Le altre non è che le tollero mentre le accetto di buon grado, considerandole riconducibili ad effettive complessità interne alla coppia di non facile risoluzione.Come è stato sottolineato a più riprese da molti altri utenti (certo ideologizzati) molte delle norme che tu giudichi discriminatorie sono il miglior compromesso possibile, comunque rivedibile.
Citazione:
ti ho chiesto come sia possibile che la retribuzione femminile sia diversificata da quella maschile, in un contesto assolutamente parificato di retribuzioni quale quello dei lavoratori dipendenti, assoggettati tutti a contratti collettivi di lavoro…e mi rispondi con gli astratti principi enunciati da un indeterminato organismo europeo;
qui devo dire che ti sei superato, l'atto del 18 luglio 2007 della Commissione Europea sarebbe un astratto principio di un indeterminato organismo europeo!!
http://ec.europa.eu/news/employment/070718_1_it.htm
Capisci forse (forse) cosa intendo per imbarazzante quando mi riferisco a te.Un atto ufficiale e utilizzato ampiamente in altrettante pubblicazioni scientifiche, supportato da uno studio capillare che incrocia i dati di tutti i paesi UE!!!!!E che basta rileggere.

Ma aggiungo questo, anche a parità di contratto, anche dentro alla stessa azienda, in particolar modo se non piccola, il minimo contrattuale viene spesso e discrezionalmente integrato con benefit, premi e addizionali varie che pongono in essere come pacifica intanto la possibilità effettiva e concreta della diversità del trattamento retributivo.

Citazione:
Vuoi cominciare a misurarti sui fatti concreti o vuoi continuare a fare ideologia della specie peggiore?
domanda che rivolta a te è ancora una volta retorica.

Citazione:
In ultimo (...) ti espongo in estrema sintesi ed in chiave generale, la mia posizione personale sull’argomento:
“…si può ragionevolmente affermare che in Parlamento, ad esempio, sieda una percentuale di donne del tutto corrispondente a quella delle donne che si interessano attivamente di politica nel nostro Paese; nè più, nè meno.”
Lo confermo e lo sottoscrivo.
Le donne (1) non sono interessate alla vita politica, sono interessate al potere che dalla politica può derivare a proprio vantaggio (approccio strumentale ed utilitaristico).
Lo confermo e lo sottoscrivo.
Le donne non si lamentano di essere discriminate dalla vita politica, si lamentano di non essere agevolate e facilitate a raggiungere le posizioni di potere (e, quindi, di non godere dell’ennesima condizione di privilegio derivante dal proprio sesso).
Lo confermo e lo sottoscrivo.
Le donne non vogliono misurarsi in condizioni di effettiva parità o di pari opportunità ma vogliono godere, in virtù del proprio sesso santificato, di vantaggi codificati e vincolanti in quasi ogni settore della vita sociale.
Lo confermo e lo sottoscrivo.
Le donne vogliono neutralizzare ogni approccio critico nei propri confronti attraverso la dinamica culturale colpevolizzante ed autoassolutoria del “maschilismo” (in ciò sostenute ed affiancate da uomini come chlobbygarl).
Lo confermo e lo sottoscrivo.
iulbrinner
sottoscrivi null'altro che il pregiudizio offensivo (edit. automoderazione) insito nel tuo modo di procedere e quindi la tua componente strutturale di ideologismo fazioso e inaugurabile, sottoscrivi null'altro che l'aver malcelato per 13 pagine tale veste maleodorante dietro le spoglie della più inconsistente, inconcludente e spuntata retorica.
chlobbygarl is offline  
Vecchio 22-01-2008, 13.42.31   #126
misterxy
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Riferimento: Il maschilismo secondo Neve

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole

Quanto alla durata della vita media, sebbene questo non sia forse il giusto luogo dove parlare di questioni "illuminate", ti invito a considerare il fatto che le donne sono più inclini ad analizzare e comprendere i propri stati emotivi, mentre gli uomini non lo fanno, e somatizzano.
La malattia è originata anche da questo, dall'emozione mal gestita nel lungo periodo, secondo l'opinione di una donna (immagino quindi "robetta").
Dunque, in Paesi come l'Afghanistan e il Nepal (e non solo), gli uomini vivono mediamente più al lungo delle donne. Ora, tu ritieni che sia dovuto al fatto che gli uomini di quei Paesi sono più inclini ad analizzare e comprendere i propri stati emotivi, mentre le "loro donne" non lo fanno e somatizzano?
Fammi sapere...
misterxy is offline  
Vecchio 22-01-2008, 16.25.06   #127
iulbrinner
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Il “NO, NON È VERO…..” urlato a squarciagola da chlobbygarl segna il punto conclusivo di un confronto che, sia per i toni che va assumendo, sia per la sterilità del dialogo, mi sembra diventato ormai totalmente inutile se non addirittura tedioso.
Del resto, credo che siano stati portati all’attenzione dei lettori tutti gli elementi sufficienti e necessari affinché ognuno di quelli che sono interessati alla questione in argomento possano formarsi, autonomamente ed in assoluta libertà di pensiero, idee ed opinioni personali.
Come più volte ho sostenuto e continuo a ribadire, non rientra tra le mie aspettative convincere qualcuno di qualcosa; semmai offrirgli un’angolatura visuale diversa da quella abitualmente praticata intorno alle tematiche del rapporto tra i sessi, per arricchirne la visione e rendere noto che esistono posizioni diverse ed un pensiero critico, normalmente misconosciuto, che interpreta quelle stesse dinamiche diversamente e senza conformismi di maniera.
Se c’è chi vuole rimanere ancorato al “pensiero unico” al riguardo può farlo senza problemi e senza invocare accorati appelli (come fa AntOne) essendo quello un suo intangibile diritto ed una prerogativa assolutamente personale.
Nessuno minaccia nessuno, caro AntOne, ma, ancora una volta, ognuno osserva, ragiona, deduce e descrive le cose con gli strumenti concettuali che gli sono propri e, nel mio caso, con riguardo a quegli aspetti della realtà che vengono spesso occultati per convenienza ideologica.
Rilassati e statti tranquillo; nessuno ce l'ha con te.
Mi limito, per ulteriore e necessaria chiarezza, a precisare che le “discriminazioni positive” di cui si tratta non sono una formula nominalistica, come vorrebbe l’accanita militanza ideologica del mio supponente interlocutore, ma sostanziali delimitazioni delle possibilità maschili che, solo di fronte a negazioni pretestuose come quelle lette sinora, appare opportuno chiarificare nella sostanza.
Laddove si introducono “quote riservate” – a qualunque titolo e per qualunque fruitore – esse consistono nel “riservare” (ossia sottrarre ad un confronto più ampio ed aperto) un certo numero di posti che, pertanto, vengono ad essere attribuiti non in virtù di una “competizione” paritaria, né in virtù di particolari titoli o meriti acclarati; essi vengono assegnati in virtù del solo e semplice possesso dei requisiti richiesti (nel caso delle quote rosa, ad esempio, in virtù del sesso femminile).
Magari con un minimo di concorrenza interna tra i beneficiari della “fascia protetta” ma nulla oltre questo.
Per analogia, si pensi alla riserva dei posti da assegnare agli invalidi civili (o ad altre categorie protette dalla legge) nella disciplina dei concorsi pubblici.
Questo metodo di selezione, insomma, sottrae possibilità di accesso a chi non gode di “protezioni sociali”; se nel caso degli invalidi civili la protezione appare legittima e condivisibile (tralasciando gli abusi registrati), nel caso del mondo femminile lascio alla libera valutazione di ognuno la questione, dato che come la penso io è, oramai, ben noto.
Le “discriminazioni positive” – ossia a vantaggio della “fascia protetta” femminile - sono già state attuate in alcuni concorsi pubblici (soprattutto a rilevanza locale) ed in altri settori della pubblica amministrazione. Se ne vorrebbe, com’è noto, l’estensione alle cariche politiche e parlamentari ed ai posti dei consigli d’amministrazione delle società per azioni (in Norvegia il provvedimento – pari al 40% dei posti nelle s.p.a. – è già vigente).
Ciò che appare di chiara evidenza anche alla semplice luce del buon senso - l'elemento discriminatorio contenuto in provvedimenti che suddividono la cittadinanza in cittadini "protetti" di serie A (le donne) e cittadini non protetti di serie B (gli uomini) - in argomenti simili deve essere precisato venti volte di più e sino negli intimi dettagli; sarà un caso?
In conclusione, tu chlobbygarl continua pure a snocciolare il tuo rosario ideologico; per quanto mi riguarda io continuo ad osservare la realtà con i miei occhi e ad interpretarla con la mia testa.
Tanti saluti


P.S. - tanto premesso l'argomento, per quanto mi riguarda, continua con tutti coloro che ne siano interessati.
iulbrinner is offline  
Vecchio 22-01-2008, 18.24.12   #128
AntOne
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Se c’è chi vuole rimanere ancorato al “pensiero unico” al riguardo può farlo senza problemi e senza invocare accorati appelli (come fa AntOne) essendo quello un suo intangibile diritto ed una prerogativa assolutamente personale.
Nessuno minaccia nessuno, caro AntOne, ma, ancora una volta, ognuno osserva, ragiona, deduce e descrive le cose con gli strumenti concettuali che gli sono propri e, nel mio caso, con riguardo a quegli aspetti della realtà che vengono spesso occultati per convenienza ideologica.
Rilassati e statti tranquillo; nessuno ce l'ha con te.
Mi limito, per ulteriore e necessaria chiarezza, a precisare che le “discriminazioni positive” di cui si tratta non sono una formula nominalistica, come vorrebbe l’accanita militanza ideologica del mio supponente interlocutore, ma sostanziali delimitazioni delle possibilità maschili che, solo di fronte a negazioni pretestuose come quelle lette sinora, appare opportuno chiarificare nella sostanza.
Laddove si introducono “quote riservate” – a qualunque titolo e per qualunque fruitore – esse consistono nel “riservare” (ossia sottrarre ad un confronto più ampio ed aperto) un certo numero di posti che, pertanto, vengono ad essere attribuiti non in virtù di una “competizione” paritaria, né in virtù di particolari titoli o meriti acclarati; essi vengono assegnati in virtù del solo e semplice possesso dei requisiti richiesti (nel caso delle quote rosa, ad esempio, in virtù del sesso femminile).

Sono tranquillissimo e mi sono accorto che nessuno ce l'ha con me, il mio non credo che sia il pensiero unico. Anzi, tutti dovrebbero avere un unico pensiero.
Anche chlobby è d'accordo che queste leggi vadano riviste, però con qualche riserva in più di te, me ed altri/e. Non neghiamo a priori il problema, almeno io. Allo stesso tempo siamo sicuri che se al Nord Europa le donne sono al 50% o più non siano meritevoli quanto gli uomini? Un eventuale discriminazione non è un'ipotesi remota, poi, in un parlamento che non si rinnova. Anche per i neri si sono fatte delle quote, in ambito lavorativo, credo. Guardiamo avanti, quindi. Bando ai privilegi che sminuiscono il valore dell'emancipazione. Non dimentichiamo le discriminazioni culturali (che ti illustrerò dettagliatamente, se vorrai) verso le donne. Se non ti piace chiamarlo maschilismo, chiamiamolo sessismo. Se ti interessa a volte viene esercitato dalle donne stesse , che a differenza di quanto donella dica succedere tra gli animali, anche loro lottano di brutto per il favore di un uomo.
Ho visto antifeminist e in effetti c'erano cose assurde .
Quale il tuo programma per una giusta parità, demolendo anche l'assurda attribuzione alla maschilità di valori turpi( perchè quelli se li sono attribuiti da soli e le femministe hanno usato quelli, se vuoi ti spiego come la vedo io anche qui )
e alla femminilità di tutto il bene del mondo (concezione -ricordiamoci- tradizionale che ho abbandonato da tempo)? Forse in questa chiave incontrerai molto più appoggio ma se pensi che il genere femminile si sia coalizzato...
AntOne is offline  
Vecchio 22-01-2008, 19.42.35   #129
iulbrinner
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da AntOne
Nel forum sulla Questione Maschile il discorso, buono di base, viene inficiato da dichiarazioni misogine e vittimismi assurdi, sui quali pochi intervengono per dire che non c'entrano con il problema che va affrontato con lucidità.

Breve aggiunta per AntOne.
Su questo mi trovi sostanzialmente d'accordo.
Peraltro, bisogna anche osservare che la tematica in argomento "tocca" in profondità le corde emotive di ciascuno - perché volenti o nolenti sono veramente pochi gli uomini che non guardano con tante aspettative diverse e del tutto legittime al mondo femminile, in qualche modo ne "dipendiamo" tutti - ma non tutti sono in grado di tradurre il proprio disagio con le parole appropriate; soprattutto quando quelle aspettative vengono accolte con la malevolenza preconcetta di cui giustamente parlava oberon.
Ciò non toglie che il tuo invito alla serenità di giudizio mi trovo completamente d'accordo.
Personalmente non nutro ostilità verso nessuno.
iulbrinner is offline  
Vecchio 22-01-2008, 22.15.14   #130
misterxy
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
Quindi l'assunto della loro reciproca diversità, anche psicologica, diventerebbe nella tua, e non solo tua tesi, il vincolo invalidante per cui l'ineguaglianza negli esiti non potrebbe mai essere portata come prova di disuguaglianza nelle opportunità di accesso.La tesi è una dimostrazione più o meno occulta di pensiero circolare e autoreferente.
[...]

infatti per dimostrare una disparità presunta (nell'ottica della tesi oggetto della tua discussione) nell'accesso sociale tra i due sessi io devo poter postulare l'uguaglianza psicologica in ogni tratto di uomini e donne, che però so essere già in partenza, sempre secondo detta tesi, impostulabile (uomini e donne sono diversi anche psicologicamente).
[...]

postulare la diversità di genere come vincolo invalidante di ogni analisi che ravvisi disuguaglianze e che per farlo analizzi gli esiti, significa aprire il campo ad una serie di discriminazioni codificate.
[...]

Dunque...

1- Molte differenze fra i sessi si ritrovano in altri primati, anzi, in tutta la classe dei mammiferi. I maschi tendono a competere con maggiore aggressività e a essere più poligami; le femmine a investire di più nell'allevamento dei figli. In molti mammiferi un raggio territoriale più ampio si accompagna a una maggiore capacità di orientarsi usando la geometria della configurazione spaziale (invece che ricordando singoli punti di riferimento). E ad avere il raggio territoriale più ampio è più spesso il maschio, come avviene anche fra i cacciatori-raccoglitori umani. La superiorità degli uomini nell'uso delle mappe mentali e nella rotazione mentale tridimensionale non è forse casuale.

2- I genetisti hanno scoperto che, in persone diverse, la diversità del DNA nei mitocondri (che uomini e donne ereditano dalla madre) è molto maggiore della diversità del DNA nei cromosomi Y (che gli uomini ereditano dal padre). Questo fa pensare che, per decine di millenni, gli uomini abbiano conosciuto una maggiore variazione nel successo riproduttivo rispetto alle donne: alcuni hanno avuto molti discendenti, altri nessuno (lasciandoci con un piccolo numero di cromosomi Y diversi), mentre un maggior numero di donne ha avuto un numero di discendenti più equamente distribuito (lasciandoci con un maggior numero di genomi mitocondriali diversi). Sono esattamente queste le condizioni che causano la selezione sessuale, in cui i maschi competono per le occasioni di accoppiamento e le femmine scelgono i maschi di migliore qualità.

3- Il corpo umano contiene un meccanismo che fa che sì che il cervello dei bambini e quello delle bambine divergano durante lo sviluppo. Il cromosoma Y innesca nel feto maschio la crescita dei testicoli, che secernono gli androgeni, ormoni tipicamente maschili (come il testosterone) che hanno effetti duraturi sul cervello durante lo sviluppo fetale, nei mesi successivi alla nascita e durante la pubertà, ed effetti transitori in altri periodi. Gli estrogeni, ormoni sessuali tipicamente femminili, influiscono anch'essi sul cervello per tutta la vita. Oltre che nella corteccia cerebrale, i recettori degli ormoni sessuali si trovano nell'ipotalamo, nell'ippocampo e nell'amigdala nel sistema limbico del cervello.

4- Gli androgeni hanno effetti permanenti sul cervello in sviluppo, non solo effetti transitori sul cervello adulto. Le femmine che soffrono di iperplasia adrenale congenita producono un eccesso di androstenedione, l'ormone androgeno reso famoso dal grande giocatore di baseball Mark McGuire. E anche se i loro livelli ormonali vengono portati alla normalità subito dopo la nascita, crescono come dei "maschiacci", giocano di più a fare la lotta, mostrano più interesse per i camion che per le bambole, hanno maggiori abilità spaziali e, crescendo, sviluppano più fantasie sessuali e provano più attrazione per altre ragazze. Quelle trattate con ormoni solo a infanzia avanzata mostrano, divenendo giovani adulte, modalità sessuali maschili, come una pronta eccitazione di fronte a immagini pornografiche, un impulso sessuale autonomo centrato sulla stimolazione genitale e l'equivalente di polluzioni notturne.

5- Un immaginario ma conclusivo esperimento per separare la biologia dalla socializzazione consisterebbe nel prendere un neonato, sottoporlo a un'operazione di cambiamento di sesso e farlo allevare dai genitori e trattare come una bambina. Se il genere è una costruzione sociale, dovrebbe avere la mente di una normale bambina; se invece esso dipende dagli ormoni prenatali, dovrebbe sentirsi un maschio intrappolato in un corpo femminile.
L'esperimento è stato compiuto, non per curiosità scientifica naturalmente, ma in seguito a malattie e incidenti. Uno studio ha preso in esame 25 bambini nati senza pene (un difetto congenito noto come estrofia cloacale), poi evirati e allevati come bambine: tutti giocavano a fare la lotta come i maschi e avevano comportamenti e interessi tipicamente maschili; più della metà dichiaravano spontaneamente di essere dei maschi, uno a soli cinque anni di età.

6- I bambini affetti da sindrome di Turner sono geneticamente neutri. Hanno un singolo cromosoma X, ereditato dal padre o dalla madre, invece dei normali due cromosomi X delle bambine (uno ereditato dal padre, l'altro dalla madre) o X e Y dei bambini (l'X ereditato dalla madre, l'Y dal padre). Siccome lo schema corporeo femminile è quello standard fra i mammiferi, essi hanno l'aspetto e il comportamento di bambine. I genetisti hanno scoperto che il corpo dei genitori può influire a livello molecolare sui geni del cromosoma X rendendoli più o meno attivi nel corpo e nel cervello in sviluppo del figlio. Una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dal padre ha probabilmente geni ottimizzati dall'evoluzione per una bambina (perché un X paterno porta sempre a una femmina), mentre una bambina con la sindrome di Turner che prende il cromosoma X dalla madre ha probabilmente geni ottimizzati dall'evoluzione per un bambino (poiché un X materno, se può portare all'uno come all'altro sesso, opererà senza incontrare opposizione solo in un maschio, che manca di corrispettivi dei geni X sul suo cromosoma Y).
E infatti le femminucce che presentano tale sindrome differiscono psicologicamente a seconda del genitore da cui hanno ricevuto il cromosoma X. Rispetto a quelle che l'hanno ricevuto dalla madre (caso in cui esso è pienamente attivo solo in un maschio), le bambine che l'hanno ricevuto dal padre (caso in cui esso è destinato a una femmina) sono più brave a interpretare il linguaggio corporeo, a leggere le emozioni, a riconoscere i volti, a maneggiare le parole, nonché ad andare più facilmente d'accordo con gli altri.

In definitiva, maschi e femmine sono intrinsecamente diversi e non hanno menti intercambiabili.
Piaccia o meno.
misterxy is offline  

 



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