Forum di Riflessioni.it
ATTENZIONE Forum in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Cultura e Società
Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Culturali e Sociali


Vecchio 29-01-2008, 19.44.43   #151
AntOne
Ospite abituale
 
Data registrazione: 28-12-2007
Messaggi: 52
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

reinventarsi non implica nessuna imposizione dall'alto. Tanti ci provano.
Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Gli atteggiamenti umani possono solo essere delimitati per legge (ex lege) allo scopo di agevolare e rendere possibile quella civile convivenza che, secondo te, tanto ci manca (secondo me no, e lo dico semplicemente guardandomi intorno).
Ho ottimi amici e conoscenti(almeno alcuni, poi non so). Sotto casa mia non si stanno scannando, "qui sorge sempre il sole, quindi direi che va tutto bene"
(cit. da "Here comes the sun").
AntOne is offline  
Vecchio 30-01-2008, 11.35.53   #152
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
Data registrazione: 28-11-2007
Messaggi: 362
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Iulbrinner, prendo un brano di un tuo scritto in "Lo dice il rettore di Harward...", da te indirizzato all'utente Kore la quale ti ripeteva, come già da me fatto nel precedente post, come le tue continue accuse di ideologia rivolte a pressochè chiunque argomenti contro le tue ideazioni (il termine non è casuale) siano tranquillamente e meglio, ovvero con fondata ed ineludibile plausibilità, reversibili e applicabili a te e al tuo periodare.Ma ecco la risposta
Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Qui ti sbagli in modo davvero grossolano, oltre che offensivo.Ideologia è ragionare per valori assoluti, piegare l’interpretazione della realtà a quei valori per conformarne il senso, evitare di osservare la realtà lì dove non soddisfa i valori di partenza.Di tutto posso essere accusato tranne che di fare ideologia; né tu né altri potete dire la stessa cosa.
Insomma ti senti offeso, fare dell'ideologia è un'accusa grave che non accetti, ma della quale hai invece l'opzione l'esclusiva ove tu la voglia rivolgere ad altri.Non argomenti nel merito (pur ovviamente dissentendo) contro chi ti dice di fare ideologia, ma invece rigetti l'accusa offeso e toccato, salvo invece ritenere di potere tu adire la stessa accusa come e quando vuoi nei confronti di chiunque (basti rileggere il thread..).

C'è una definizione migliore di ideologia di quella che tu offri comportandoti così?

Bè, una altrettanto convincente è questa:
Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Il “NO, NON È VERO…..” urlato a squarciagola da chlobbygarl segna il punto conclusivo di un confronto che, sia per i toni che va assumendo, sia per la sterilità del dialogo, mi sembra diventato ormai totalmente inutile se non addirittura tedioso.
imputare al contraddittore toni e intenti che non gli appartengono solo per quadrare il cerchio della nostra tesi precostituita è un chiaro e classico esempio di modo di procedere ideologico.Come è facile leggere nel post io non mi preoccupo assolutamente di difendere me stesso dalle tue fallaci accuse di fare ideologia, mentre invece ti rispondo come emergano a tuo carico ben più fondati motivi per i quali la medesima accusa debba venire rivolta a te.

sono due cose (ben) diverse.

Citazione:
Mi limito, per ulteriore e necessaria chiarezza, a precisare che le “discriminazioni positive” di cui si tratta non sono una formula nominalistica, come vorrebbe l’accanita militanza ideologica del mio supponente interlocutore, ma sostanziali delimitazioni delle possibilità maschili che, solo di fronte a negazioni pretestuose come quelle lette sinora, appare opportuno chiarificare nella sostanza.
Hai preso l'ultimo e l'unico argomento sul quale, sbagliando, pensavi ancora di avere qualcosa da dire, nella evidente ricerca di ridurre la questione "discriminazione femminile" a quella "discriminazioni positive".Torno a dirti che "discriminazioni positive" è una denominazione tecnico/giuridica che non individua nè configura di per sè sola discriminazioni effettive.
Dunque ancora, il tuo pretendere che l'utilizzo di tale termine prefiguri da solo il porre in essere una discriminazione concreta è semplicemente risibile, degno solo dell'altro assunto per cui il liberalismo economico non esisterebbe, afferendo il medesimo al settore dell'analisi meramente filosofica!!
(a me dispiace polemizzare in questi termini, d'altra parte non ti ha obbligato il medico a scrivere tali empietà e condirle con tale abnorme convinzione)

Tu hai tutto il sacrosanto diritto di tradurre "discriminazioni positive" con discriminazioni fattuali, con la logica paradossale, obnubilante, faziosa e grottesca di cui hai fatto ampia mostra, ma rimane evidentemente una tua lettura e non mai un dato oggettivo, nè tantomeno una scelta del legislatore introdurre principi discriminatori per gènesi costitutiva nei confronti degli uomini.Fosse solo perchè l'intento di costui è quello opposto! vale a dire proteggere le donne da quelle che a lui appaiono discriminazioni a loro carico.

Citazione:
Ciò che appare di chiara evidenza anche alla semplice luce del buon senso - l'elemento discriminatorio contenuto in provvedimenti che suddividono la cittadinanza in cittadini "protetti" di serie A (le donne) e cittadini non protetti di serie B (gli uomini) - in argomenti simili deve essere precisato venti volte di più e sino negli intimi dettagli; sarà un caso?
quindi esistono "buon sensi" di serie A e B, e non abbiamo dubbi di dove collocare il tuo!Ci sono intere comunità dell'occidente civile che adottano strumenti legali di un certo tipo, come ho scritto più volte sempre e comunque doverosamente discutibili, opinabili e rivedibili, altra cosa è invece tacciare di ideologia e mancanza di luce del buon senso chi argomenta a favore di essi.

Citazione:
per quanto mi riguarda io continuo ad osservare la realtà con i miei occhi e ad interpretarla con la mia testa.
non che avessi grossi dubbi...
Citazione:
Tanti saluti
amen
chlobbygarl is offline  
Vecchio 30-01-2008, 16.38.37   #153
iulbrinner
Utente bannato
 
Data registrazione: 25-10-2007
Messaggi: 303
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Interloquisco con te, chlobbygarl, presuntuoso arrogante, per l’ultima volta e lo faccio esattamente nei termini che ho detto: ossia rinviando alle cose che ho già scritto. Leggile con attenzione, se ti riesce, e troverai le risposte che cerchi, sempre ammesso che tu le cerchi e le voglia vedere; se poi esse ti piacciano, soddisfino la tua visione ideologica del mondo (che rimane perennemente in debito, secondo te, con la parte femminile), ti facciano sentire bene o male etc. è totalmente affar tuo. Non disturbarmi oltre.
Su chi sia a fare ideologia, sui tuoi giudizi di valore (compresi quelli sulla mia persona) e su tutte le altre smargiassate cui ti appelli per accreditare le tue povere idee, ripeto che ognuno può facilmente farsi un’opinione personale leggendosi questo topic.
Visto che a te necessitano ulteriori chiarimenti sulla modalità ideologica di affrontare le questioni leggiti quanto serve nell’altro argomento; troverai quanto serve.
Se vuoi metterti a fare a braccio di ferro per vedere chi la spara più grossa, puoi continuare comodamente da solo ma non disturbarmi oltre (repetita iuvant).
iulbrinner is offline  
Vecchio 30-01-2008, 17.48.32   #154
webmaster
Ivo Nardi
 
L'avatar di webmaster
 
Data registrazione: 10-01-2002
Messaggi: 957
Exclamation Per tutti

Al prossimo OT, come da regolamento, chiuderemo la discussione.
Grazie
webmaster is offline  
Vecchio 01-02-2008, 10.42.40   #155
oberon
Ospite
 
Data registrazione: 23-12-2007
Messaggi: 24
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Ringrazio Xman per aver fornito, a utilità di tutti, alcuni dati di dettaglio sui decessi in Italia.

La violenza maschile dunque viene moltiplicata per cento e per mille, con esiti pirotecnici. Oggi sappiamo che uno è più grande di cento ...ed a maggior ragione deve essere più grande di mille. ( ...che sia questa la tanto auspicata matematica femminista?).

Sorprendente è il fatto che quelle invenzioni non vengano mai svelate da nessuno. Su nessun media è mai stato possibile udire una voce sia pur minimamente dubbiosa. Dati certi & clinicamente testati. Eppure non è necessario alcun dato Istat per sapere a priori con assoluta certezza che le donne assassinate (si considerino o meno fasce o non fasce d'età) non possono essere nemmeno lontanamente avvicinabili alle decedute per altre cause.
Basterebbe questa banale considerazione. I maschi assassinati sono sempre 5-7-10 volte di più delle femmine (a seconda dei decenni che si considerano). Eppure a nessuno passerebbe per la mente di dire che muoiono più uomini assassinati che per qualsiasi altra causa.

La moltiplicazione per mille non è però relativa a quella sola “statistica”. E' una prassi usuale.
Anni fa le femministe Usa diffusero il dato secondo cui ben 250.000 donne muoiono ogni anno a causa dell'anoressia. Con amici della NCFM (Nat. Coalition of Free Men) scavammo nelle statistiche del Fed. Bur. of Stat. Scoprimmo (...acqua calda) che il loro numero variava dalle 150 alle 250. Il che rapportato all'Italia dà 30-50 che è poi il doppio del numero di quelle la cui morte viene attribuita a quella sindrome. E qui – un ingenuo - si chiederà perché mai il dato sull'anoressia debba venir moltiplicato x mille, visto che si tratta di un fatto in cui gli uomini non c'entrano. Per quale scopo?

Domanda che tradisce immediatamente la dabbenaggine di chi la propone (e infatti viene proposta quasi sempre dai maschi sulla cui incapacità di capire la loro stessa condizione torneremo a suo tempo). L'anoressia è un male che colpisce le donne e quindi la causa deve rinvenirsi nella controparte. Applicazione del principio cardine secondo il quale tutti i mali di qualsiasi genere e gravità, patiti in qualsiasi luogo e tempo dalle donne hanno la loro causa (diretta o indiretta, attiva o passiva) negli uomini. Nella misoginia, nel maschilismo.

Nel caso dell'anoressia la colpa maschile è evidentissima. Le donne entrano nel circolo vizioso anoressico perché vittime dell'immaginario maschile cui sono costrette ad adeguarsi a causa del dominio maschile nella sfera simbolica. Questa è la motivazione universale.
Poi vi sono altre spiegazioni di dettaglio, quale questa ad esempio, nella quale si chiarisce che la vittima, impossibilitata a reagire, a contrastare il suo carnefice, finisce con il danneggiare se stessa:

****
Ogni volta che si sente parlare di Anoressia si vede sempre questa patologia come un fatto da poco sviluppatosi, appartenente cioè al periodo del ‘900 circa. In realtà però non vi è considerazione più errata di questa in quanto tale malattia persisteva già nel 1200, infatti proprio in quel periodo Santa Margherita D’Ungheria (1242 – 1271) sviluppò l’Anoressia per manifestare, tramite il totale digiuno e il persistente rigetto autoindotto, la sua ribellione alle prepotenze e alle violenze del padre. C’è da dire e da notare, aprendo una breve parentesi, che in quel periodo tale comportamento veniva elogiato dalla chiesa in quanto il digiuno era considerato come la migliore pratica per la purificazione dello spirito. Questo in ogni caso non è che un esempio in quanto di casi di Anoressia ve ne sono stati molti in passato e i motivi più frequenti erano basati su rapporti familiari
****

L'anoressia dunque è causata dal potere maschile e quindi va addebitata agli uomini con la sanzione del 1000x1. La colpevolizzazione e la criminalizzzione richiedono proprio questo. Leggi e sentenze, usi e costumi si adegueranno alla dinamica e tratteranno i colpiti in relazione al loro crescente disvalore (fino al valore zero), esito che è appunto lo scopo del processo.

Poiché chi non vuol vedere la foresta non la vedrà in ogni caso e chi è desensibilizzato nell'olfatto non sente né odori né profumi, non intendo produrre dati sulla diffusione del fenomeno. Chi ad es. oggi (1° febbraio '08) non trova nulla di antimaschile sui media non batterà ciglio di fronte a nessun elenco, a nessuna rassegna dei fatti in cui si sostanzia la campagna antiuomo pluridecennale.

Mi limito ad alcuni casi eclatanti, a valere a titolo esemplificativo, in cui è chiamata direttamente in causa la matematica, giacché si ritiene che almeno quella sia incontrovertibile (ipotesi ormai ridicolizzata, come si è visto). Un paio li ho trattati. Nel prossimo post scopriremo un'altra stupefacente verità: se vedete in giro delle donne è perché state sognando e quelle che giurano di esser tali si ingannano.

Non ci sono più donne nel mondo perché gli uomini le hanno uccise tutte. Lo garantisce l'Onu.

Fonte al di sopra di ogni sospetto, ergo: dati certi & clinicamente testati.
Altro esercizio di matematica femminista.

Qbn
oberon is offline  
Vecchio 05-02-2008, 17.08.13   #156
xman
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-07-2007
Messaggi: 43
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Oberon giustamente non vuole portare esempi perché chi non vuole vedere non vede. Io invece, meno saggio, cedo alla debolezza di produrmi in questo sforzo inutile.

Il 2 febbraio è uscito un articolo sul Messaggero a firma di Marida Lombardo Pijola che parla del fenomeno emergente delle baby-gang al femminile. Nell’articolo si spiega come il fenomeno sia in grande crescita, che le baby-gang hanno come bersaglio le ragazze e che la crudeltà delle donne è maggiore di quella degli uomini.
Ecco, e noi che ci lamentiamo di una stampa a favore delle donne. Già…
Prima considerazione: sembra evidente che non solo gli uomini picchiano le donne ma anche le donne picchiano le donne; insomma tutta la società è impegnata in uno sforzo collettivo di pestaggio delle donne.
E sia.
Come dicevo nell’articolo veniamo informati di un dato : la perfidia delle donne è maggiore di quella degli uomini. Ma vediamo come si esprime la Psicologa Paola Marinelli Al riguardo:
“Anche in quella [la perfidia], come in tutto il resto, rispetto ai maschi hanno una marcia in più : più sottili, funeste, devastanti”
Chiunque conosca le tecniche di persuasione del linguaggio pubblicitario o politico sa bene che il messaggio più importante di cui ci vogliono convincere viene spesso messo in secondo piano, per in inciso, dandogli una aria di ovvietà; con questo si evita che il messaggio stesso vada a sfidare il senso critico del pubblico e passa come cosa fin troppo banale.
Nella frase in questione sembra che la psicologa voglia dirci che le donne sono più perfide degli uomini ,ma il concetto più forte è un altro: gli uomini sono inferiori alle donne in ogni campo.
Viene espresso en passant, come cosa ovvia, risaputa, sulla quale non vale nemmeno la pena di discutere.
Suvvia sto esagerando, in fondo si tratta dell’opinione personale di una psicologa neanche tanto famosa. E poi chi ci dice che non abbia ragione? Infatti, a nessuno verrebbe mai in mente di dire che non ha ragione.
Veniamo alla violenza sulle donne.
Le femministe avevano tra le mani due grandi dati: gli uomini compaiono in prevalenza negli episodi di violenza sulle donne e le morti per questa violenza sono al primo posto tra le cause di morte.
Qual è la notizia davvero bomba tra le due? Be’ non c’è da domandarlo: la seconda. Che nel pestaggio collettivo ai danni delle donne gli uomini fossero in prevalenza ce l’aspettavamo un po’tutti, anche negli atti di violenza a danno degli uomini probabilmente sono la maggioranza, ma che questo pestaggio maschile fosse la prima causa di morte fra le donne questa sì che è una notizia.
Chiunque abbia avuto l’occasione di vedere il manifesto delle femministe in occasione della manifestazione a Roma avrà potuto leggere a lettere cubitali “ Gli uomini picchiano le donne”
Poi in basso più piccolo, defilato, la violenza maschile è la prima causa di morte per le donne dai 16 ai 60 anni.
Ma come? La notizia bomba me la metti illeggibile in basso e quella che tutti si aspettavano in risalto????
Normale. Messa lì in basso, in piccolo, aveva l’aria di una cosa ovvia, banale, messa lì per scrupolo, a ricordare a qualcuno smemorato un dato talmente certo che non vale la pena di sottolineare.
Io stesso tempo fa ho aperto una discussione lagnandomi di quel manifesto. E di che mi lagnavo? Del dato falsificato dalle donne? No, della scritta “ Gli uomini picchiano le donne”
Lagnanza in fondo facile da smontare: mica c’è scritto tutti, è una provocazione ben venga se ciò aiuta a discutere del problema eccetera eccetera
Il dato fondamentale, eclatante,falso, se ne poteva rimanere lì tranquillo al riparo da ogni critica, indisturbato, ma ormai acquisito da tutti come certo, anzi banale.
Ok queste sono considerazione di un maschilista che vede complotti ovunque, può essere; follie scritte da uno che ha ancora nostalgia del patriarcato, è un’ipotesi.
Di certo qui ci sono solo due cose: le donne sono migliori degli uomini in tutti i campi, le donne muoiono a causa degli uomini più di ogni altra cosa, banale.
Ma cos’ è che suscita tanta vis polemica da parte di quattro vetero-maschilisti che scrivono su un forum?
Be’ è chiaro: che si continui a parlare di una società maschilista quando qui di maschilisti ce ne sono rimasti solo quattro, perché nessun giornale, nessuna televisione, nessuna radio ha mai contrastato questa lettura così sbilanciata a favore delle donne, anche a fronte di dati falsi e come si dice tendenziosi.
Forse davvero siamo rimasti in quattro? Forse c’è una censura ideologica di stampo femminista?
No, le ragioni del silenzio dell’uomo le ha già spiegate bene Oberon.
xman is offline  
Vecchio 05-02-2008, 20.40.47   #157
misterxy
Ospite abituale
 
Data registrazione: 15-01-2008
Messaggi: 200
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da xman

Come dicevo nell’articolo veniamo informati di un dato : la perfidia delle donne è maggiore di quella degli uomini. Ma vediamo come si esprime la Psicologa Paola Marinelli Al riguardo:
“Anche in quella [la perfidia], come in tutto il resto, rispetto ai maschi hanno una marcia in più : più sottili, funeste, devastanti”
Chiunque conosca le tecniche di persuasione del linguaggio pubblicitario o politico sa bene che il messaggio più importante di cui ci vogliono convincere viene spesso messo in secondo piano, per in inciso, dandogli una aria di ovvietà; con questo si evita che il messaggio stesso vada a sfidare il senso critico del pubblico e passa come cosa fin troppo banale.
Nella frase in questione sembra che la psicologa voglia dirci che le donne sono più perfide degli uomini ,ma il concetto più forte è un altro: gli uomini sono inferiori alle donne in ogni campo.
Viene espresso en passant, come cosa ovvia, risaputa, sulla quale non vale nemmeno la pena di discutere.
Questa è una delle due mail che, giorni fa, ho inviato alla Pijola...
------------------------------
Gentile signora Pijola,
ho terminato poco fa di leggere la seconda parte della sua indagine sulla violenza al femminile e devo dire anzitutto che, come al solito, certe presunte "esperte in materia", vogliono continuare a far passare il messaggio secondo cui le ragazze più giovani sarebbero "contaminate dalla violenza che viene proposta continuamente e in ogni sede come modello vincente".

Non solo: la psicologa Marinelli aggiunge altresì che "... così le donne, da sempre abusate, preferiscono adesso identificarsi con l'aggressore".
(Trattasi delle "famose" reminiscenze genetiche di cui parlavo nell'altra mail, forse...?)
E riguardo alla perfidia, aggiunge:"... Anche in quella, come in tutto il resto, rispetto ai maschi hanno una marcia in più: più sottili, funeste, devastanti".


Cara signora, definire simili tesi senza senso è un eufemismo, mi creda.
Io non sono un ragazzo e nemmeno uno psicologo, ma ho più di 42 anni - quindi provengo da un'epoca ben diversa -, ho frequentato l'Itis (una scuola ancor oggi quasi esclusivamente maschile) nel periodo che va dal 1979 al 1984 e in cui gli episodi di bullismo erano la norma; diciamo pure che la differenza fra oggi e ieri sta nel fatto che un tempo se ne parlava molto di meno e che la morale era diversa. Per esempio, io da bambino venivo picchiato spesso con la cinghia da mia madre, cosa impensabile oggi, fra "telefono azzurro" e simili...
Per non parlare dell'altro "piccolo particolare" relativo al fatto che negli anni Settanta-Ottanta i cellulari per filmare gli episodi di bullismo da spedire poi sul web, non esistevano (così come il web che conosciamo oggi).
Quindi ho alle spalle una certa esperienza di vita, fra le quali alcune risse fra uomini, in gioventù.

Ecco, come ho già avuto modo di farle notare la settimana scorsa, solo chi non ha mai conosciuto realmente "la strada" - come la signora psicologa, che si basa solo su pregiudiziali e quindi viziati, deformati, studi clinici... - può affermare simili assurdità.
Signora, si ricorda della storia del "canaro" ? Ecco, quello è un esempio estremo di quel che è capace di fare un uomo incazzato ed esasperato... sia a un altro uomo che a una donna.
Ripeto: in una guerra fra i due sessi le femmine sarebbero sterminate dai maschi.
Sicché, mi fanno veramente ridere affermazioni del tipo "le femmine hanno una marcia in più dei maschi".

Per esempio, è al corrente di quel gravissimo episodio accaduto ieri a Savona, in cui degli albanesi hanno ucciso a calci e pugni un uomo italiano di 37 anni?
Secondo lei, cosa potrebbero mai fare delle "bulle" contro simili tipi?
Oppure vuole che le racconti la storia di quella cecchina serba, durante la guerra nell'ex Jugolasvia, che era solita ammazzare dei soldati russi e che a un certo punto fu "beccata" dagli stessi?
Vuol sapere che fine fece quella donna?

Mi ascolti: faccia notare alle "esperte in materia", che continuare a parlare di "femmine con una marcia in più rispetto ai maschi", è altamente controproducente per le suddette.
E' controproducente perché le illude di poter scendere sullo stesso terreno degli uomini, rischiando così, un giorno, di imbattersi in soggetti simili a quegli albanesi e quindi di pagarne un prezzo veramente salato.
Capisce cosa intendo...?

Riguardo alla questione della violenza delle femmine sulle stesse femmine, torno a farle notare che i mass media c'entrano relativamente. Semmai c'entra molto il '68, il Femminismo e la distruzione della famiglia patriarcale, quindi del ruolo del padre.
Ovvero, crollato il Patriarcato (in Occidente, ovvio, perché altrove è vivo e vegeto; basti pensare ai musulmani, anche estremisti, che avanzano sempre più e che di sicuro non sono "teneri" come gli uomini italiani...), è emersa la vera natura femminile, per secoli "ingabbiata" dal suddetto Patriarcato, il quale oltre a "opprimere" le donne le ha anche "salvate", nel senso che le ha rese
"innocenti" di fronte alla Storia.
La società capitalista e il Femminismo, le stanno ora rendendo colpevoli...
misterxy is offline  
Vecchio 11-02-2008, 12.54.44   #158
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
Data registrazione: 28-11-2007
Messaggi: 362
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

http://www.repubblica.it/2008/02/sez...ne-lavoro.html

>Pagate un quarto meno degli uomini. Anche quando arrivano, ce la fanno e sfondano quel benedetto "tetto di cristallo", alle donne è comunque destinato uno stipendio inferiore di un quarto di quello del collega maschio. I dati della Presidenza del Consiglio dicono che una dirigente guadagna il 26,3 per cento in meno di un collega maschio. Lo chiamano "differenziale retributivo di genere", è pari al 23,3 per cento: una donna percepisce, a parità di posizione professionale, tre quarti di uno stipendio di un uomo. E questo nel pubblico. Nel privato la situazione peggiora. Si legge in "Iniziative per l'occupazione e la qualità del lavoro femminile nel quadro degli obiettivi europei di Lisbona", sintesi delle cose da fare e su cui si era impegnato il governo: "I dati mostrano che il differenziale di reddito tra uomini e donne è maggiore nelle professioni più qualificate e meglio retribuite e nelle aree geografiche dove il reddito medio è più elevato che sono anche quelle in cui il tasso di attività femminile è già a livello degli obiettivi di Lisbona 2010. In conclusione non sembra che il mercato del lavoro, sia nel pubblico che nel privato, offra alle donne un ambiente che garantisce criteri meritocratici né un'adeguata motivazione. Sicuramente non offre pari opportunità".

Solo il 5% nei board delle aziende. Trovare una donna nei consigli di amministrazione e nei board delle aziende è impresa per persone molto determinate. Nel testo messo a disposizione dalla Presidenza del Consiglio si legge che "nel 63,1 per cento delle aziende quotate, escluse banche e assicurazioni, non c'è una donna nel consiglio di amministrazione". Su 2.217 consiglieri solo 110 sono donne, il 5%. Va ancora peggio nelle banche dove su un campione di 133 istituti di credito, il 72,2 per cento dei consigli di amministrazione non conta neppure una donna. Benché il 40 per cento dei dipendenti delle banche siano donne, solo lo 0,36 per cento ha la qualifica di dirigente contro il 3,11% degli uomini. C'è qualcosa che non torna visto che a scuola, all'università e nei concorsi le votazioni migliori sono quasi sempre delle studentesse.

Le percentuali crescono nelle aziende sanitarie nazionali dove sono donne l'8 per cento dei direttori generali, il 9% dei direttori amministrativi e il 20 per cento dei direttori sanitari. In politica la situazione è nota: ministre e sottosegretarie solo il 20 per cento; le deputate solo il 17 per cento. "Lo sbilanciamento di genere riscontrato in quasi tutte le aziende italiane - si legge nella Nota della Presidenza del Consiglio - può essere un indicatore di scarsa meritocrazia e di processi di valutazione e promozione poco trasparenti. Le pari opportunità sono in Italia un problema evidente come denunciano le statistiche".>


riflettete sui dati secchi, torno a ripetervi, e proponete interpretazioni dei medesimi che siano plausibili e non grottesche.
chlobbygarl is offline  
Vecchio 11-02-2008, 14.58.46   #159
espert37
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2007
Messaggi: 498
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione: postato da Clobbygarl,
>Pagate un quarto meno degli uomini. Anche quando arrivano, ce la fanno e sfondano quel benedetto "tetto di cristallo", alle donne è comunque destinato uno stipendio inferiore di un quarto di quello del collega maschio.

Carissima Clobbygarl, Condivido pienamente con te l'opinione che la donna dovrebbe avere la parità di diritti dell'uomo, anzi la donna ha senzaltro maggior importanza dell'uomo nella società per il motivo che sta a lei l'importante compito donatogli dalla natura di poter partorire e procreare per la continuazione della specie.Per questo motivo la donna dovrebbe essere elevata agli altari,e sempre tenuta in grande considerazione. Nelle attività da sempre destinate al maschio,purtroppo lei si trova (Naturalmente) andicappata,se non altro per detto importante motivo, perchè da che momdo è mondo,la remunerazione per un lavoro,è sempre stata e sarà direttamente proporzionale alla produttività,( o questa vogliamo completamente ignorarla?) per cui i pregi che la natura ha dato alla donna relativi alla sua specifica costituzione, la privano in parte delle capacità che ha l'uomo in certe altre attività. In oltre,desidero fare quì un piccolo esempio in un differente campo:
La settimana scorsa sono entrato in una officina per fare il tagliando alla vettura,ebbene,appeso alla parete ho notato un grande cartello che pubblicizzava l'olio per il motore,e chi c'era in primo piano? Una bellissima donna nuda. Per i pneumatici un'altra nuda, per i pistoni la stessa cosa. Da tutto questo ne deduco,(e dimmi se sbaglio) che fino a che la donna continuerà volontariamente a proporsi come merce di scambio,annullando così il suo primario grande valore,non farà altro,anche se in piccole dosi,ad incrementare il fenomeno del maschilismo.
La donna ha un grande ed importante valore nella società io auspico con tutto il cuore che torni ad appropriarsene,comprendendo quale è il modo giusto.
Con stima,che ti raggiunga il mio amichevole Ciao. espert37
espert37 is offline  
Vecchio 11-02-2008, 15.01.23   #160
misterxy
Ospite abituale
 
Data registrazione: 15-01-2008
Messaggi: 200
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Tratto da un libro del quale, in questa sede, non sono autorizzato a fare pubblicità.
-------------------------------------------------------------------
Che gli uni lavorino per dovere e le altre perché ne hanno il diritto è una disimmetria che nessuno vede tanto che persino i più duri maschilisti, generosamente, riconoscono che anche le donne hanno il diritto di conquistare l'indipendenza economica come se essi stessi l'avessero.
Si è portati a pensare che, se non il coniugato, almeno il single sia interamente proprietario del suo reddito ma si tratta di una verità parziale perché, come ognuno sa, la relazione tra i due impone sempre ai maschi un costo economico che non grava sulle femmine. Come non ci sono donne con un impiego che sposino disoccupati, né mogli che mantengano i mariti, né divorziate che facciano lo stesso verso i loro ex, così non ci sono donne che corteggino gli uomini, che spendano per avvicinarli, che li spesino nel vestire, che paghino per essi al ristorante. Non esistono donne sole che acquistino una macchina più grande per rimorchiare meglio né si trovano di quelle che, per quanto innamorate, paghino le ferie ai rispettivi.
Una single che sia interessata ad un uomo non deve per questo metter mano al portafogli, perciò, mentre il reddito della donna le appartiene interamente anche se entra in relazione con un uomo, quello dell'uomo gli appartiene completamente se e solo se non entra mai in relazione con una donna.
Solo un maschio senza ormoni può essere economicamente indipendente.
In tutto ciò non vi è nulla di notabile se non il fatto che questa verità, che appartiene al racconto maschile, viene del tutto occultata per poter rivendicare alle donne quel diritto che gli uomini non hanno e non possono avere. All'origine della ricerca maschile del reddito, oltre al fatto banale che non vi è per i maschi altro modo per sostentarsi, vi è la certezza che senza di esso non potranno avvicinare nessuna e dietro gli sforzi per il suo illimitato incremento vi è anche l'aspettativa delle maggiori opportunità sessuali che crescono parallelamente al crescere di quello. Per le donne vale quasi il contrario nel senso che, oltre una certa soglia, più sono ricche e più difficile diventa trovare qualcuno cui legarsi che non sia ad esse inferiore, condizione cui i maschi possono sopperire solamente mettendo sul piatto del valore fama, potere, prestigio. Se li possiedono. Tutte queste banali verità traggono origine nella differenza di valore sessuale tra i due, nel fatto che per l'uomo la donna rappresenta lo scopo mentre per essa l'altro è uno strumento. Le donne, e solamente esse, sono perciò economicamente indipendenti sia quando non hanno reddito proprio, perché il marito ha l'obbligo di mantenerle, sia quando si guadagnano direttamente uno stipendio.
E' un privilegio che perdono solamente quando le parti si invertono ed esse vengono a trovarsi nella condizione usuale di ogni uomo. Si tratta però di un rovesciamento del tutto virtuale come prova il fatto che mentre milioni di uomini in Occidente pagano gli assegni alle ex mogli, non esistono divorziate, per quanto ricche, che paghino assegni agli ex mariti. Per quanto possano essere innamorate le donne non trascurano mai l'aspetto economico del legame che si apprestano a stabilire in coppia. Si è scoperto (con meraviglia) che quando la donna percepisce un reddito il regime di comunione dei beni tra i coniugi, che è la condizione normale, viene sostituito dalla separazione.
E' vero che anche le donne si innamorano e perdono la testa ma a quanto pare non smarriscono mai la calcolatrice.
Dietro la corsa maschile al reddito ed al suo incremento si cela in realtà un grandioso ed invisibile corteggiamento che quel reddito presuppone. Se gli uomini fossero al governo tutti i costi di avvicinamento alle donne, tutti gli oneri economici affrontati per rendersi graditi, tutte le spese di corteggiamento sarebbero detraibili dalle imposte e non è azzardato immaginare che tale disposizione comporterebbe forse l'azzeramento pluridecennale del loro carico fiscale. Quando la donna occidentale ritira il suo stipendio sa che quel reddito le appartiene integralmente e può gloriarsi di aver raggiunto finalmente quella indipendenza che è da sempre privilegio maschile. In cosa esso consista nessun maschio con gli ormoni l'ha mai saputo.
misterxy is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it