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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 12-02-2008, 18.10.23   #161
iulbrinner
Utente bannato
 
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Ritengo sia arrivato il momento di tirare le somme dalle 16 pagine di discussione sull’argomento “maschilismo”, per mettere a frutto la trattazione della tematica ed avviare a conclusione – almeno per quello che mi riguarda e dal mio punto di vista - questo percorso di riflessione.
Le parole, come si sa, sono i simboli verbali attraverso i quali gli esseri umani, comunicando reciprocamente le rispettive percezioni della realtà, interpretano e definiscono il proprio mondo.
Il senso delle parole nasce, per dirla altrimenti, dalla comunità dialogante che li utilizza (che va, naturalmente, ben al di là della presente comunità forumista) riflettendosi in esse (parole e concetti) la cultura corrente del tempo ed il sistema di valori dominante.
Si tratta, in sintesi, del c.d. “senso comune” depositato nel banale linguaggio quotidiano.
Il termine “maschilismo” è entrato nel senso comune e nell’utilizzo linguistico corrente – come emerge anche dallo sviluppo di questa discussione - con una pluralità di significati non sempre uniformi ma tutti, comunque, derivanti da un’interpretazione negativa del mondo maschile in quanto tale, tout court, non di alcune sue delimitate espressioni tipiche.
Personalmente ho trovato ragionevole, come unica eccezione, un approccio critico come quello di nevealsole (mi sembra) secondo la quale con il termine maschilismo dovrebbe stigmatizzarsi quella certa ruvidità dell’espressione e dell’espressività maschili che - ancora in alcuni isolati casi al giorno d’oggi - può sfociare nella brutalità e, in casi ancora meno frequenti, in espressioni di prepotenza.
A questa definizione di maschilismo aderisco senza riserve, così come ritengo che un maggiore arrotondamento dell’espressione maschile sia un valore da sollecitare senza alcuna ombra di dubbio; sottolineando, però, al tempo stesso, che il modello espressivo di riferimento non può essere – pena la falsificazione e l’inautenticità dei modi e dei rapporti – quello femminile.
Per contro, nella maggior parte degli altri interventi è la figura antropologica maschile in sé stessa ad essere imputabile di maschilismo, in quanto abbarbicata, secondo tali interpretazioni, a privilegi di genere radicati, secondo alcuni/e, in un esercizio esclusivo e discriminante del “potere” sociale. La vecchia definizione di maschilismo come espressione della superiorità maschile prevaricatrice, che prende corpo in forme diverse.
Ignorando, deliberatamente o meno, le oramai conclamate “differenze di genere” che stanno alla base delle distinzioni “naturali” di ruolo, si invoca un astratto e forzato egualitarismo tale da portare ad una parificazione artificiosa e statistica dei sessi nelle diverse espressioni di vita.
Questa interpretazione scaturisce da una visione politico-sociale – quella ereditata dal ’68 e filtrata nel senso comune, come ho ricordato in precedenza – che semplifica la complessità delle questioni umane riducendole a contrapposizioni antagonistiche per il potere: oppressi contro oppressori, sfruttati contro sfruttatori, proletari contro capitalisti, salariati contro padroni, deboli contro forti, poveri contro ricchi, donne contro uomini.
Il mondo femminile diventa, in quest’ottica, un nuovo proletariato mondiale in lotta contro il proprio oppressore, con una prospettiva di vittoria che non è quella dell’affermazione della propria specifica dignità, ma il “rovesciamento dei rapporti di forza” e la “conquista del potere” sociale.
Le quote riservate, a guardare bene, non vengono rivendicate dai movimenti femminili in tutti i settori di attività, ma solo in quelli che si compenetrano al “potere”. Nessuna rivendica quote riservate nella categoria degli elettricisti, ad esempio, eppure lì le presenze femminili sono quasi completamente assenti.
Sin dal femminismo degli anni ’70, l’antagonismo femminile al mondo maschile non mira, infatti, ad affermare il valore della donna nell’ambito di prerogative di genere riviste ed ampliate in relazione alle nuove opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico, in passato assenti; ma, stante l’impossibile confronto tra i sessi sul piano pratico, è costretto, per valorizzare la figura della donna, a dequalificare e svalorizzare la figura maschile, le sue attitudini naturali (sessualità compresa), le sue realizzazioni (comprese le dinamiche sociali ed economiche cui esso ha dato impulso) e la stessa dignità del singolo uomo (concepito come a sé “idoneo” o a sé “inidoneo” in funzione del suo posizionamento sociale).
“Non sono io donna a dover mettere in mostra le mie capacità – questo il messaggio forte del femminismo, che ha fatto presa sull’immaginario collettivo dando origine ad un nuovo substrato etico – ma sei tu, uomo, anzi, maschio, a non valere nulla”.
Nei giorni scorsi, per buona aggiunta, abbiamo sentito dai media parlare di “inutilità del maschio” come possibile conseguenza della auto - fecondazione femminile (scienziati inglesi dell’università di Newcastle Upon Tyne, riporta il New Scientist, avrebbero trovato un modo per trasformare le cellule staminali del midollo osseo femminile in spermatozoi). Non è difficile immaginare che se si fosse parlato di inutilità della donna in un qualunque altro senso, il giorno dopo ci sarebbero state manifestazioni di piazza in tutta Italia ed infuocate invettive parlamentari.
Nella circostanza non si è sentita volare una mosca.
In conclusione, la parola maschilismo è, nelle impressioni che se ne traggono anche da questa discussione, oltre che nella realtà quotidiana, lo strumento sanzionatorio con il quale la cultura antimaschile accredita tanto se stessa quanto quella concezione etica secondo la quale il “bene” ha il volto di donna ed il male quello di uomo, anzi, di “maschio”.
In questo senso, l’aggressione femminista della prima ora ha ormai da diverso tempo sfondato un inesistente fronte difensivo, dilagando nelle stesse espressioni di senso comune che, in quanto tali, sono ordinariamente sottratte ad un più attento e riflessivo ripensamento.
Esse, pertanto, tendono a perpetuare se stesse anche contro le più ragionate ed acclarate evidenze.
iulbrinner is offline  
Vecchio 13-02-2008, 10.27.31   #162
oberon
Ospite
 
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Messaggi: 24
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Nella individuazione di alcuni tratti e momenti specifici nei quali si manifesta ed attualizza la lotta antimaschile condotta in Occidente ho elencato prima la grande invenzione dell'Otto Marzo e poi la campagna “contro la violenza sulle donne” dove abbiamo incontrato finalmente quella fantomatica matematica femminista di cui si favoleggiava negli anni Settanta. Eccone un'altra applicazione.

Anni fa l'Unicef diffuse per l'orbe terraqueo la nuova secondo la quale non ci sono donne nel mondo perché sono state tutte assassinate. La notizia, di cui nessuno oggi ha memoria, finì giustamente sulle prime pagine, venne commentata nei talk show e noti intellettuali vi ricamarono le loro glosse, ingiungendo agli uomini di avviare l'epoca dell'espiazione. Nessuno ha memoria di un simile fatto per le medesime ragioni per le quali nessuno ha “memoria” di quel che si giurò nel novembre 2007 sulle violenze maschili e che si giurerà per i decenni a venire.

Così come di recente nessuno si avvide che 1 è divenuto più grande di 1000, allo stesso modo nessuno notò allora che zero è più grande di 3.000.000.000 .

L'Unicef infatti, dopo una ricerca su scala globale, scientificamente ineccepibile, oggettiva e priva di qualsiasi preorientamento e pregiudizio, come si conviene ad un organismo superpartes di tale rango, fece sapere che ogni anno nel mondo vengono assassinate 60.000.000 di donne. Il numero dice qualcosa? Dice che ne vengono assassinate il doppio di quante ne muoiano per qualsiasi motivo. E ben più di quelle che nascono. Dice che i maschi non solo assassinano quelle che sono vive ma ne eliminano altrettante mai esistite. Dice che ogni anno in Italia ai 580.000 morti per tutte le cause (femmine e maschi) si devono aggiungere altre 600.000 donne eliminate.
Dice che in due generazioni tutte le donne del mondo vengono assassinate e poiché questo ginecidio va avanti da sempre, dice che le donne assassinate nel corso della storia sono state il doppio di quelle che vi sono nate. Dice che non è mai esistita alcuna donna in questo mondo e che quelle che vediamo in giro sono fantasmi, ologrammi, chimere. Dice che il crimine maschile è di proporzioni cosmiche, metafisiche. Che metà dell'umanità è formata da una banda di assassini nati per il crimine e che trovano in esso la loro prima – e forse l'unica - ragione di vita.

Si obietterà che tutto ciò è impossibile. Che un simile organismo non può aver diffuso una tale verità e che se mai fosse accaduto certamente e istantaneamente tutti gli intellettuali, i giornalisti, gli statistici sarebbero insorti a sbugiardarlo. Non è forse il mondo pieno di liberi pensatori? Non siamo forse tutti critici e ipercritici, smaliziati e sospettosi? Non è forse vero che ciascuno di noi pensa con la propria testa? Non è forse vero che la propaganda plagia gli altri ma non noi?

“Ah, se questo Oberon citasse il nome di un intellettuale (o anche meno, una decina. O meno ancora, un centinaio) che allora credette a quella verità, se potesse indicare un giornale dove cui quella apparve, allora incomincerei a credere che qualcosa non vada. Incomincerei a pensare di non essere stato così attento alle dinamiche del conflitto sul quale pur mi pare di sapere tanto da poterne esprimere validi giudizi. Se all'epoca io fossi stato vivo, subito avrei scritto a redazioni e personalità a denunciare tale mostruosità. Se Oberon potesse precisare il giorno in cui quell'enormità venne diffusa e che a me – attento ai fatti decisivi della vita sociale, libero pensatore, critico, ipercritico – sfuggì, allora penserei che forse me ne sia sfuggita un'altra (o anche meno: altre cento. O forse meno ancora: altre mille. O meno del meno: 3.000.000.000) ”.

Oberon non preciserà nulla. Né il giorno, né il mese, né l'anno. Né il dove, né il chi.

Liberi pensatori e libere pensatrici; critici e ipercritici devono poter pensare che quella verità è stata inventata da me di sana pianta. Questa al pari delle altre.

Obn
oberon is offline  
Vecchio 13-02-2008, 12.35.19   #163
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
Data registrazione: 28-11-2007
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da oberon
L'Unicef infatti, dopo una ricerca su scala globale, scientificamente ineccepibile, oggettiva e priva di qualsiasi preorientamento e pregiudizio, come si conviene ad un organismo superpartes di tale rango, fece sapere che ogni anno nel mondo vengono assassinate 60.000.000 di donne.

questo è il libro/rapporto di cui parli (correggi però per farvore l'eventuale mio fraintendimento sulla tua fonte):
http://www.dcaf.ch/publications/kms/details.cfm?ord279=title&q279= women&lng=en&id=28582&nav1=4

questo è un riassunto:
http://www.dirittiglobali.it/articolo.php?id_news=117

"
DESAPARECIDAS - Le statistiche parlano chiaro: circa 200 milioni di donne (sono pure di più di quelle che dici tu oberon, nda), ragazze e bambine sono «demograficamente scomparse». Un eufemismo che nasconde uno dei più scioccanti crimini contro l`umanità: la sistematica eliminazione delle femmine, solo in quanto tali, vittime di omicidi, fame, povertà e discriminazioni di ogni tipo. L`inoppugnabile «soluzione finale», per molte, inizia già prima di nascere.

Citazione:
«Almeno 60 milioni di bambine sono state ``cancellate`` in seguito ad infanticidi o aborti selettivi di feti femmine, resi possibili dai progressi tecnologici», spiega Amartya Sen, premio Nobel per l`Economia 1998 e uno degli studiosi interpellati dal rapporto, che si avvale delle statistiche delle maggiori organizzazioni internazionali, dall`Onu all`Oms.
ovviamente nessuno dice, come invece tu scrivi, "ogni anno"

In Paesi quali Cina, Corea del Sud, India e Nord Africa le pratiche anti-bambine sono all`ordine del giorno. Tanto che nell`ultimo censimento cinese il rapporto maschio-femmina era di 119 a 100, mentre le normali percentuali biologiche sono di 103 bambini ogni 100 bimbe. Lo stesso avviene in India, dove il commissario del censimento stima che «parecchi milioni di feti» sono stati abortiti negli ultimi due decenni «in quanto di sesso sbagliato».

VIOLENZA - Ma la «condanna in base al sesso» prosegue anche dopo la pubertà. Ogni anno 3 milioni di donne e ragazze sono uccise perché femmine. Ovvero più dei 2.8 milioni di individui stroncati dall`Aids e dei 1,2 milioni falciati dalla malaria. Per non parlare delle 5 mila donne che ogni anno muoiono bruciate in «incidenti di cucina» provocati dalla famiglia dello sposo, quando la dote è giudicata «insufficiente». Dalla Cambogia agli Usa e dalla Thailandia alla Svizzera, la violenza domestica resta, in assoluto, la più diffusa. Tanto che dal 40% al 70% delle donne assassinate intorno al mondo sono vittime di mariti e fidanzati. La maglia nera appartiene ai paesi islamici. Il 47% delle donne uccise in Egitto sono eliminate da un parente dopo uno stupro che «infanga la reputazione della famiglia». E in Pakistan almeno tre donne vengono freddate ogni giorno in «omicidi d`onore» che restano impuniti al 100% perché, come denuncia l`attivista Nahida Mahbooba Elahi, «la polizia li giudica affari privati e si rifiuta regolarmente di perseguirli».

STUPRI E SALUTE - Nel 2005 la violenza sessuale contro le donne continua ad affliggere una donna su cinque, e non solo nei Paesi in via di sviluppo, portando il totale delle donne violentate ad oltre 700 milioni; 25 milioni delle quali solo negli Stati Uniti. Un netto peggioramento si è registrato anche nel commercio illegale di «schiave del sesso» che oggi affligge tra i 700 mila e i 2 milioni di donne e ragazze, vendute ogni anno attraverso i confini internazionali. Un incremento del 50% rispetto a cinque anni fa. Nonostante le tante crociate internazionali, in aumento un po` ovunque sono anche i casi di mutilazione genitale: 6 mila al giorno (oltre 2 milioni l`anno per un totale di 130 milioni nel mondo). E nei Paesi dove solo i maschi hanno un adeguato accesso alla sanità, sono 600 mila le donne che muoiono durante il parto: una cifra uguale al genocidio del Rwanda nel ’94, ma ripetuta anno dopo anno.
Secondo il Dcaf questo quadro sconcertante è strettamente legato alla mancanza di potere politico-economico «rosa» in un mondo dove le donne costituiscono oltre i due terzi dei 2.5 miliardi di persone costrette a vivere con meno di 2 dollari al giorno, nonché il 66% degli analfabeti. Dove nonostante le battaglie decennali del femminismo hanno in mano soltanto l`1% delle terre del pianeta, il 14% dei seggi parlamentari e il 7% dei ministeri di governo.
"

oberon,

configurare come fai tu una omissione cosmica avente come oggetto la reale condizione femminile e come vittima predestinata gli uomini, perpetuata da decenni dai medesimi contro sè stessi e contro la propria volontà, a mezzo di dati falsi e ipnotici, deve costarti una fatica immane.

Riuscire a leggere tutti i rapporti sulla discriminazione femminile pubblicati negli anni dagli enti e dagli istituti più varii e tradurli nel Grande Complotto A Sè Ignoto di cui vai scrivendo da svariate pagine non deve essere per nulla facile.

Non deve essere facile leggere di "«Almeno 60 milioni di bambine sono state ``cancellate`` in seguito ad infanticidi o aborti selettivi di feti femmine, resi possibili dai progressi tecnologici», spiega Amartya Sen, premio Nobel per l`Economia 1998"

e tradurre come fai tu che:

"L'Unicef infatti, dopo una ricerca su scala globale, scientificamente ineccepibile, oggettiva e priva di qualsiasi preorientamento e pregiudizio, come si conviene ad un organismo superpartes di tale rango, fece sapere che ogni anno nel mondo vengono assassinate 60.000.000 di donne."

tale pervicace volontà presuppone con ogni evidenza una tesi da voler dimostrare a prescindere dal come lo si farà.

d'altra parte sono svariati posts che scrivi di non voler fornire una sola prova a corredo di quanto affermato.

rimangono dunque tue legittime congetture in libertà.

però veramente...penso a quanto tempo devi impiegare per tradurre tutti quei rapporti in quel modo oberon!!!
chlobbygarl is offline  
Vecchio 13-02-2008, 20.28.31   #164
Giorgiosan
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Precisazione

Il vescovo di Tours, Gregorio, nella sua “Storia dei Franchi”, racconta anche piccoli episodi di “corridoio” durante il sinodo dei vescovi di Macon.
Uno di questi narra che un vescovo pose agli altri padri un argomento filosofico: se “uomo” nelle Scritture dovesse essere inteso come “persona” ossia essere umano e quindi comprendente sesso maschile e sesso femminile o fosse da considerare nel senso di vir cioè di sesso maschile solamente.
Gli fu risposto unanimemente che in Genesi, quando si dice che Dio "creò l'uomo, e maschio e femmina lo creò", si usa il termine "homo" che quindi si deve riferire ad entrambi i sessi.
Intorno a questa quisquilia nel ‘700 si costruì ad arte la calunnia che la chiesa avesse sostenuto che le donne non hanno l’anima.

La fesseria trova ancora persone che la propagandano.
Non c’è ovviamente un solo documento e in caso contrario invito a citarlo, in cui la chiesa affermi questa assurdità.

Al contrario le donne santificate fin dall’inizio e la venerazione anzi il culto che la chiesa ha sempre avuto per Maria dimostrano di che panzana si tratti.

Dunque dire che la chiesa per secoli ha sostenuto che le donne non hanno l’anima o è ignoranza o è malafede...
Giorgiosan is offline  
Vecchio 13-02-2008, 23.05.42   #165
oberon
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Intervengo prestamente per scusarmi di due sgrammaticature nel precedente post.

Vedo che nel frattempo Chbg nel tentativo di darmi torto mi ha dato ragione. Lo ringrazio, ma non era necessaria tanta tempestività nel fornirmi nuove munizioni per i miei futuri interventi. Cmq davvero gentile da parte sua.

Vedo poi che Ggsan ha anticipato considerazioni che avrei voluto svolgere tra alcuni mesi, fondate su un altro tema della campagna di colpevolizzazione antimaschile, la questione dell'anima delle donne. Egli chiude il suo intervento con la ragionevole alternativa: ignoranza o malafede.

Ne prendo spunto per anticipare la risposta che darò articolatamente tra un anno (o forse più): si tratta buona fede (l'ignoranza segue di conseguenza). La ragione è questa, che l'intera lotta contro gli uomini è animata dalla più perfetta buona fede. Buona fede assoluta. Il suo scopo infatti consiste nell'espansione del Bene e nell'eliminazione del Male.
Come si fa a non lodare un simile intento?

A presto.

Obn
oberon is offline  
Vecchio 14-02-2008, 10.13.07   #166
chlobbygarl
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da oberon
Chbg nel tentativo di darmi torto mi ha dato ragione. Lo ringrazio, ma non era necessaria tanta tempestività nel fornirmi nuove munizioni per i miei futuri interventi. Cmq davvero gentile da parte sua.
Ringrazio te oberon del prolegòmeno ovvero della dimostrazione che, contro ogni disperato tentativo di dissuasione, intendi assolutamente offrire di come ti avrei "dato ragione e fornito ulteriori unizioni".
Dimostrazione che, sono certo, vorrai dare in modo analitico e sulla base del mio precedente post.

Lodevole iniziativa da parte tua voler dissipare dubbi e perplessità su quello che finora è parso, certo per un fraintendimento clamoroso e inammissibile, un monologo e non un dialogo, un soliloquio autoreferenziale, surreale nelle dimensioni del fenomeno osservato, ed inservibile al confronto oggettivo.

Scusa davvero se, con errore grossolano (avrei scritto madornale, ma ho temuto il peggio), ho pensato che pre/post mettere ai propri interventi frasi come "Oberon non preciserà nulla. Né il giorno, né il mese, né l'anno. Né il dove, né il chi." costituisse un vulnus invalidante per chi, come te, pretende legittimamente credibilità in riferimento alle tesi espresse su di un forum.


Citazione:
A presto.
Obn
a presto e grazie ancora!
chlobbygarl is offline  
Vecchio 14-02-2008, 15.02.15   #167
iulbrinner
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Ad integrazione delle mie conclusioni già postate, riporto un articolo apparso su L'Espresso di questa settimana, afferente alla tematica.

Maschio addio
di Mauro Covacich

Basta stupri. Giù gli obelischi. Fine dei sigari e degli hooligan. Scienziati inglesi producono sperma dal midollo spinale femminile. E rinasce l'utopia di un mondo solo di donne
Ci aspettavamo un futuro di navicelle spaziali, strade intergalattiche, cibo in pasticche, macchine volanti, invece sono arrivati Internet, la posta elettronica, il trasferimento di testi e immagini in tempo reale, la rarefazione della materia nei processi digitali. Ci aspettavamo un futuro di androidi, robot, marziani, uomini bicefali con le antenne e le orecchie da pipistrello, ci aspettavamo di vedere, come il povero Rutger Hauer, "navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser". Invece vedremo il pianeta terrestre abitato da sole donne (o meglio: lo vedranno loro). Un mondo normale, con gli alberi e le case, senza raggi B, ma abitato esclusivamente da donne.

La scienza non smette di prendere in contropiede la fantascienza (prima o poi i cultori del genere dovrebbero affrontare l'argomento). Lo fa di nuovo oggi, con i ricercatori dell'Università di Newcastle, i quali dichiarano di essere pronti a trasformare il midollo spinale di una donna in sperma, escludendo l'elemento maschile dal ciclo riproduttivo. Di più: in questo tipo di sperma mancherebbe il cromosoma Y e quindi la procedura comporterebbe la nascita di una nuova stirpe umana, integralmente al femminile.

La fantascienza non vede bene, e prevede peggio. Lavora di fantasia. L'orizzonte che descrive è sempre separato da una specie di salto rispetto all'orizzonte che abbiamo ancora davanti agli occhi. È il salto che ci sposta in un sistema caratterizzato da parametri diversi rispetto a quelli della realtà, fantaparametri all'interno dei quali è concessa qualsiasi invenzione. La scienza invece ci vede benissimo. Ha una vista così potente da apparire allucinata. È la vista di chi lavora con l'immaginazione, non con la fantasia. La scienza ha una 'vision', elabora un orizzonte futuro sulla base dei parametri della realtà stessa. Niente salti. Niente orecchie di pipistrello. Solo un mondo abitato da esseri umani uniformemente dotati di vagina.
Donne geneticamente autonome, ermafroditi, portatrici di ovuli e seme. È un mondo verosimile, che riusciamo a prefigurarci, e per questo piuttosto sconvolgente. Un mondo XX dove ci sarà una prima breve era di tutela della minoranza maschile e verranno stabilite delle quote azzurre. Poi, inesorabilmente, gli uomini verranno declassati, allontanati dai ruoli di potere, e perderanno via via, insieme al loro ruolo riproduttivo, anche quello sociale. Divenuti inutili, saranno sempre meno interessanti sul piano delle relazioni. Le donne etero impareranno dalle loro amiche omosessuali a darsi piacere senza penetrazione, a espandere l'orgasmo clitorideo sull'intera superficie del corpo, e diventeranno ancora più sofisticate, e sapranno venire anche facendo brainstorming in riunione, anche semplicemente sfiorandosi il lobo di un orecchio. I pochi uomini superstiti vedranno scomparire i loro caratteri sessuali. Non essendo più desiderati, smetteranno di desiderare. I loro peni si atrofizzeranno per disuso. Infine, dopo due, tre generazioni da eunuco, il maschio si estinguerà.

A quel punto tutto prenderà luce e calore dall'ossimoro 'sperma femminile'. La fallocrazia, un concetto sopravvissuto almeno 5 mila anni, affonderà in un mare spumeggiante come il membro di Urano evirato da Crono. Nelle città verranno demoliti i campanili, i minareti, le torri, i grattacieli, le ciminiere, gli obelischi. Dalle case scompariranno le penne, i sigari, i coltelli. Dai bagni pubblici, gli orinatoi. I negozi non venderanno più kit da bricolage - addio trapani! - né bilancieri, né panche. Certo, potrà essere un problema montare le scaffalature Ikea, ma la fatica sarà ampiamente ricompensata: niente più calze di spugna sudate in giro per la casa, niente più peli nel lavandino, niente più l'odioso ronzio del rasoio. Solo collant gocciolanti sul bordo della doccia, solo strisce di ceretta, pacchi di assorbenti con le alette, solo forcine, spazzole, balsami al midollo di placenta, solo creme idratanti e fon col diffusore.
E fuori? Be', fuori, una società senza gerarchie, né assetti piramidali. Luoghi di lavoro con organigrammi solo orizzontali. Uffici e assetti societari progettati senza vertici, un sistema di protocolli in cui il potere non verrà esercitato, ma circolerà come linfa nelle venature di una pianta. Fuori, una società dove verranno distrutti i fucili e i cannoni (anche i cannoli, purtroppo). Una società senza più manganelli, dove l'ordine pubblico si manterrà da solo, dove anche gli ultras saranno scomparsi insieme all'ultima molecola di testosterone, dove guidare sarà più facile e nessuno si picchierà ai semafori, dove diminuiranno drasticamente gli incidenti, anche se il parasole, in macchina, avrà lo specchietto pure sul lato guida. Ecco il futuro, un mondo senza più erezioni, senza più invidia del pene. Un mondo senza Freud. Un mondo senza più violenze sessuali.

Certo, per i maschi è una prospettiva non proprio rosea, un contrappasso piuttosto brusco. Per lenire il colpo, gli scienziati ci assicurano che questa scoperta sarà concretamente realizzabile fra una decina d'anni (al momento i topi nati da 'sperma femminile' non godono di buona salute). Però, insomma, la strada sembra essere segnata: lo si voglia o meno, un mondo senza uomini appare migliore. E c'è già chi spiega come costruire una famiglia senza padre, dal primo contatto con una banca del seme in poi: si chiama Louise Sloan e il suo libro 'Knock yourself up' ha avuto un enorme successo.

Ovviamente agli uomini non piacerà scomparire dalla faccia della Terra. Ma in questi ultimi quarant'anni di rarefatte filosofie della differenza non siamo stati capaci di uscire dall'impasse di un muro contro muro. Pensavamo che il problema fosse risolto, molti di noi (io, ad esempio) trovavano anacronistiche le battaglie per i diritti delle donne. Anacronistiche e pedanti. Il mio commercialista è una donna, il mio medico è una donna, il mio editor è una donna, il giornale a cui collaboro è diretto da una donna: mi sembrava che dovessimo passare oltre, che 'noi' e 'loro' dovessimo affrontare insieme cose tipo l'approvvigionamento idrico, l'inquinamento del pianeta, l'imperialismo delle multinazionali, eccetera eccetera. Invece il rancore cresceva appena fuori casa, bastava dare un'occhiata un po' più in là del proprio naso e si vedeva un mondo di rancore.

A New Delhi è nata una compagnia di taxi per sole donne. In Kenya, a pochi chilometri dalla famosa riserva naturale Samburu, è nato un villaggio per sole donne. Donne percosse, ustionate, infibulate, tenute insieme al bestiame, violentate con la naturalezza con cui si spezza il pane. Oppure donne Pandora, colme dei mali del mondo, guai anche solo a sfiorarle: sto pensando all'ultimo romanzo di Don DeLillo, 'L'uomo che cade' (Einaudi), dove Mohamed Hatta e gli altri dirottatori dell'11 settembre, riuniti nella casa-rifugio di Marienstrasse ad Amburgo, si assentano dalle discussioni solo per andare in bagno a controllarsi la barba e a masturbarsi.

Se non siete riusciti a trovare un accordo, l'unica soluzione - sembra dirci la scienza da Newcastle - è che uno dei due se ne vada. L'uomo non è più indispensabile, può accomodarsi all'uscita. Forse qualcosa di noi si conserverà nei geni delle donne, forse il pensiero uterino salverà il calcolo e le categorie del cogito, e in qualche modo sopravvivremo dentro questa nuova umanità monosessuata. Resta da capire cosa diventerà l'essere umano, una volta persa la sua duplicità. Un essere umano che si feconda e partorisce è una specie di 'corpo senza organi', come se lo figurava Gilles Deleuze. Un organismo liberato dalla Legge, fatto di solo Desiderio. Un nucleo informe di energia, inteso come riserva di produttività sempre pronta a generare, ad affermare se stessa, rivoluzionando l'esistente in nome di un corpo sempre a venire. Friedrich Nietzsche ha parlato di un 'Oltreuomo', pensando al soggetto in una prospettiva successiva al dominio della tecnica e al superamento della metafisica. Probabilmente per delicatezza ha preferito non specificare di che sesso sarebbe stato.
(13 febbraio 2008)
iulbrinner is offline  
Vecchio 14-02-2008, 18.53.31   #168
kore
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Data registrazione: 31-07-2007
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Tutti i giornali, tutti tranne il corriere della sera, riportano la grande scoperta seguita dalle parole: la fine del maschio e bla, bla, bla.
Ovviamente questo è un altro esempio disgustoso di manipolazione ad opera dei nostri cari giornalisti che devono vendere.
Perché è assolutamente ovvio che a una simile scoperta scientifica (che poi vorrei vedere...) debba seguire necessariamente uno scenario da incubo nazista dove le donne, preso il potere, estinguano gli uomini!
Ovviamente, in questo paese che i giornalisti vorrebbero abitato da incapaci e inetti, è sfuggito il dettaglio che da anni e anni con il procedimento della clonazione si potrebbe ottenere la stessa cosa, l'estinzione di uno dei due generi.

Citazione:
La parola "clone" deriva dal greco klon, che significa germoglio o ramoscello. In biologia indica la possibilità di "duplicare" il patrimonio biologico (genetico) di qualsiasi essere vitale. Così, ad es. si possono duplicare, virus, batteri, molecole, organismi e anche intere piante o interi animali. Buona parte della verdura che consumiamo nelle nostre mense è clonata, nel senso che i coltivatori comprano delle piantine che sono state prodotte per clonazione; ottenuta una piantina la cui forma, colore e gusto è soddisfacente si duplica tante volte quanto si vuole, mettendo in commercio i prodotti richiesti. Allo stesso e sempre per scopi alimentari possono essere clonati gli animali. Spesso, l'espressione "clonazione" è indicata come sinonimo di riproduzione asessuale, nel senso che realizza la possibilità di riprodurre individualità biologica senza alcun una riferimento alla sessualità. Infatti, nella clonazione il "nasce" non per accoppiamento clone sessuale, ma per "clonazione" appunto, cioè per di un clone da un ceppo generazione originario. Biologicamente una madre è tale in virtù del contribuisce al patrimonio fatto che genetico (ereditario) attraverso i cromosomi che si suoi ovuli, e dall'altra parte il trovano nei padre è padre perché contribuisce al corredo mezzo dei cromosomi contenuti genetico per nel suo sperma. Tutto questo, che a noi sembra naturalissimo perché è la via naturale di trasmissione del patrimonio genetico, non corrisponde alla clonazione. Infatti, nella clonazione non si richiede alcun procedimento sessuale, poichè i cromosomi dell'ovulo sono stati enucleati, cosicché non c'è stata alcuna madre; né c'è stato alcun padre, dal momento che non si richiedeva alcuno sperma per la genesi dell'embrione clonato.

E mi dispiace, ma ci sto facendo caso, spesso e volentieri, non appena fa capolino la minima occasione, ecco che sbucano come funghi i soliti articoletti cretini.
Che ti devo dire Iul?
Turiamoci il naso e speriamo bene....
kore is offline  
Vecchio 14-02-2008, 23.30.04   #169
oberon
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

In relazione alle osservazioni di Chbg, cui al momento è bene non contrapporre glosse, al solo fine di evitare equivoci e sospetti quoto parte di un mio post precedente indirizzato ad altro forumista.

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Obn
…Se le cose andranno come spero, resterò a lungo su questo forum e non vi sarà argomento attinente al conflitto tra i sessi che, prima o poi, non verrà toccato, analizzato e sviscerato. E proprio perché intendo restarvi a lungo (come ho annunciato da subito) non vi è alcuna urgenza nel correre a rispondere a questa o a quella obiezione.
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Prendo però spunto dalle sue notazioni per presentare alcune considerazioni sul mio modo di procedere. Sul contesto, le motivazioni e le conseguenze delle modalità di approccio che sto seguendo, il tutto in tre parti.

1- Impotenza della ragione e predominio del cuore.
2- Un quasi monologo
3- Fonti/rimandi/citazioni

1- Impotenza della ragione e predominio del cuore.

Siamo (quasi) tutti convinti di essere guidati dalla ragione, nel senso che pensiamo di avere delle idee sulla base delle quali giudichiamo e agiamo. Corollario di questo assunto è la certezza di poter modificare le nostre (e le altrui) opinioni in dipendenza dai fatti (la realtà, la verità) o dalle argomentazioni altrui (e quelle altrui con le nostre). Vogliamo sentirci ed apparire esseri razionali intendendo che questo sia il tratto che ci caratterizza come esseri umani, il passaporto della piena umanità, la carta verde che ci consente di collocarci a pieno titolo ad un livello superiore rispetto agli animali. Questa convinzione si manifesta in vari modi. Ad es. si è usi dire: “Se mi venisse dimostrato che ho torto… allora …” “…le mie idee sono basate sui fatti…” , “…mi attengo strettamente a quel che dice la scienza.” etc. E’ sempre in questa prospettiva che si dice “la matematica non è un’opinione” “la logica mi impone di dire…fare... pensare…”.
In questo quadro la mente governerebbe il cuore, la ragione guiderebbe i sentimenti, la logica determinerebbe idee e azioni. Ciò è del tutto falso. E’ vero invece il contrario. Sono i sentimenti che suscitano, definiscono, delimitano, colorano le idee e le azioni. Nessun avvenimento collettivo o individuale - per sé solo - può alterare la configurazione psicoemotiva (il cuore) e men che mai lo può il più perfetto dei sillogismi, la più stringente delle dimostrazioni.
Non esistono fatti che, per sé soli, possano modificare un’opinione, né prove o controprove o dimostrazioni che possano ridisegnare la forma del nostro presentarci al mondo. Ossia i parametri del nostro giudizio, i fondamenti del nostro sentimento del mondo e perciò la forma di quelle che noi crediamo essere le regine della nostra vita: le idee, le quali sono invece semplici schiave. Il cuore cambia la propria forma insensibilmente ma sempre rifiuta di esserne forzato. Esperienze gravi o estreme possono modificare repentinamente la visione (=il sentimento) del mondo, ma accade spesso che neppure queste siano sufficienti. Tale è la potenza dello stato psicoemotivo fondamentale che determina la nostra vita.

Sulla base di queste considerazioni scrivo senza pretendere in alcun modo di modificare le opinioni di chi mi legge. Esse infatti dipendono dal cuore. Perciò bisognerebbe ridisegnare questo per cambiare quelle. Ma la modificazione di questo non dipende da me in alcun modo. Attendersi che un nostro interlocutore muti di parere perché forzatone dai nostri ragionamenti, sillogismi, prove, dati, numeri etc. è come pretendere di far diventare ateo un credente, comunista un fascista o, semplicemente juventino un interista. Io non scrivo per modificare il cuore di chi mi legge (come si è potuto pensarlo?). Mi renderei ridicolo di fronte a me stesso al solo sperarlo. Scrivo per coloro la cui configurazione piscoemotiva è già aperta alla visione di uno spettacolo stupefacente e mirabile, benché del tutto inverosimile e inaudito. Non aspiro ad aprire varchi nei cuori altrui, finestre nell’altrui psiche. Mi limito a tratteggiare un panorama al tempo stesso fantastico e sconcertante, favoloso e tremendamente angosciante. Racconto (qui insieme ad altri) un passato mai visto, un presente inconcepibile ed un futuro terribile che già (da tempo) è stato annunciato*. Chi ha l’animo idoneo a sopportarne la vista, ascolterà e terrà per sé quel che gli sembrerà giovevole, gli altri hanno tutto il diritto di andare dove li porta il cuore. So bene che la visione di questo spettacolo è altamente indigesta agli uomini, insostenibile per i più. Perché la Cattiva Novella non è una buona novella.

2- Segue.

Obn

* L’ultimo post di Iulb “Maschio addio” ne è solamente una recente esemplare prefigurazione.


P. S. Scrive bene Kore quando dice che l'autofecondazione è solo un nuovo procedimento di clonazione, mirabilia della cui fattibilità sugli umani eravamo a conoscenza da tempo ma il cui significato, evidentemente era sfuggito a (quasi) tutti. Il termine "autofecondazione" invece ha incominciato ad aprire gli occhi a qualcuno. Ne parleremo.
oberon is offline  
Vecchio 15-02-2008, 09.44.11   #170
GiulialikeRolling
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Messaggi: 1
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

beh..posso solo dirti che avendo assodato che il genere è esclusivamente una coercizione sociale..quindi oltre al fattore biologico una buona parte di quello che siamo viene dall imposizione che la società ha su di noi..affermo che i misogeni sono ovunque..ovunque e sempre si avrà la presunzione di credere che le donne rappresentino il sesso debole, nn ci si puo fare nulla? allora? e tutte le lotte per conquistare i diritti dove le buttiamo nel cesso??Io sono una ragazza di 20 anni e mi auguro uno splendido futuro lavorativo, credo fermamente che gli uomini debbono smetterla di infangarci gratuitamente, risultano ridicoli e basta! POTERE ALLE DONNE è tutto quello che posso dire...ciao
GiulialikeRolling is offline  

 



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