Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Cultura e Società
Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Culturali e Sociali
Vecchio 15-04-2008, 17.02.40   #221
xman
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-07-2007
Messaggi: 43
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Che con le donne al potere non ci sarebbero più guerre è davvero una tesi bizzarra. Ma su che si basa questa verità? Su quali elementi? Le poche donne che hanno avuto potere nel corso della storia non hanno mai disdegnato le guerre.
Il refrain in questo post delle donne è chiaro: tutto ciò che di buono hanno fatto gli uomini è stato fatto perchè avevano il potere, tutto ciò che hanno fatto di brutto invece lo hanno fatto perchè sono uomini.
L'onestà intellettuale latita, la coerenza è un optional, la malafede impera.
xman is offline  
Vecchio 20-05-2008, 22.34.47   #222
oberon
Ospite
 
Data registrazione: 23-12-2007
Messaggi: 24
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Perché qui - perché ora

E’ dunque in corso la guerra aperta (ancorché negata) contro gli uomini, alcuni caratteri della quale ho tratteggiato, in forma indicativa e tutt’altro che esaustiva, nei post precedenti.
E’ lecito chiedersi perché mai un tale conflitto sia esploso nell’Occidente odierno.

Il conflitto tra i due sessi non è cosa nuova, sorge con la stessa nascita dell’umanità in quanto le sue Due metà sono così profondamente diverse per sensibilità, poteri, doti, pulsioni, orientamenti etc., che il contrasto, il conflitto e la guerra intersessuale sono fenomeni del tutto inevitabili. Si tratta di due volontà diverse, di due opposti sentimenti del mondo che per ciò stesso sono in radicale e permanente opposizione.
Quel contrasto originario, di cui è permeata la storia, si è manifestato in forme diverse nelle diverse contingenze ma ha sempre segnato, sottotraccia, le relazioni individuali, emergendo apertamente nel discorso privato (e spesso pubblico) nel quale da millenni i Due non si risparmiano le più brucianti e velenose accuse e condanne, manifestazione di un simmetrico risentimento e di un immortale reciproco disprezzo.

La femminista Carla Lonzi ha affermato, giustamente, che si tratta di due diverse specie. Non vi è formulazione migliore di questa per indicare la radicalità delle differenze e delle opposizioni tra i Due. Ora, benché non manchi in natura quello che è stato definito “il mutuo appoggio” (P. Kropotkin) la legge universale sottesa all’esistenza di ogni data specie stabilisce che essa si rapporti alle altre in relazione ai suoi interessi vitali e che perciò il suo agire miri all’assoggettamento o all’eliminazione di tutte le altre. Tale rapporto, a rovescio, può anche spingersi fino alla simbiosi, se e fino a quando questa relazione risulta utile ad entrambi. Venuto meno il reciproco vantaggio, il sodalizio si rompe. Si deve spezzare, perché la propria sopravvivenza ed il proprio vantaggio costituiscono il cardine dell’esistenza di ogni forma vivente.

Il rapporto di simbiosi tra femmine e maschi non può fare eccezione e trova la sua origine nel reciproco bisogno, nel comune interesse. Esso è perciò destinato a durare fin quando entrambi ne traggono vantaggio, ossia fin quando l’altro/a rimane fonte di appagamento di almeno un bisogno fondamentale che non può venir soddisfatto da altri o in altro modo.

Da queste elementari considerazioni seguono però diverse e poco piacevoli conseguenze. Una di esse è la scomparsa di quello che in Occidente chiamiamo “amore”, inteso come generosa proiezione verso l’altro/a, sulla spinta di un sentimento che prescinde dalle utilità che si possono ricavare dall’oggetto amato (e questa è la definizione stessa di “amore”). L’amore (così inteso) dunque evapora in una sorta di fantasma, chimera la cui centralità nella cultura Occidentale è certo fuori discussione ed è tanto più importante in quanto priva di qualsiasi fondamento naturale. Il solo che esista in natura è l’amor sui, l’amore di sé, giacché è il solo che possa esistere. L’altro amore (quello che conosce solo il verbo dare) è uno dei più sublimi miti dell’Occidente. Mito fecondo e operoso che impregna l’intera nostra cultura, nel bene e nel male (ne parleremo). L’aspetto negativo consiste nell’opera di oscuramento che produce sulla natura del solo amore possibile: quello che nasce dal bisogno. Dice il Bisogno: “Non avrai altro amore all’infuori di me”.

L’amore vero, senza virgolette, ossia quello naturale, fattivo ed efficace, nasce infatti dal bisogno perciò tanto maggiore è questo tanto più grande sarà quello. Chiedersi se vi sia mai stato (e se vi sia) amore tra due entità, persone, comunità, specie, significa chiedersi se ed in quale misura l’una abbia bisogno dell’altra.

Solo la necessità ha tenuto insieme sin qui le specie F ed M.

Quel bisogno altrui che solo noi possiamo soddisfare ci conferisce potere sul bisognoso, e perciò, in assenza di limiti di qualsiasi natura, ci permette di esercitare su di lui ogni forma di violenza, sia consciamente voluta che inavvertita. D’altra parte ogni nostro bisogno è anche causa di risentimento perché ci rende dipendenti da colui che lo può soddisfare.
Il bisogno dunque è sinonimo di amore ma è anche fonte di rancore e quindi di odio. E’ in questa ambivalenza di sentimenti che sono convissuti da sempre femmine e maschi.

Ora, la condizione ideale per ogni umano è quella nella quale non ha bisogno di niente e di nessuno. Tutti aspirano a questo. Uno stato di autosufficienza che impedisca agli altri di ricattarci, derubarci, umiliarci, che ci svincoli da ogni dovere e che ci garantisca la libertà. La condizione migliore per maschi e femmine consiste dunque in questo: nel non aver più bisogno l’uno dell’altra.

Quando mai un simile stato si verificasse, allora quello dei due che non avesse più bisogno dell’altro attingerebbe ad una condizione principesca e non sarebbe difficile immaginare cosa accadrebbe allo sventurato che restasse nel bisogno. Nella dipendenza.

Il legame femmine/maschi è fondato sul bisogno maschile di sesso e manutenzione e su quello femminile del mantenimento e della protezione. Queste sono le colonne portanti del loro rapporto.

E’ un interessante esperimento ideale quello di immaginare cosa sarebbe accaduto (e cosa ancora accadrebbe) se gli uomini non avessero alcun desiderio sessuale. Lo sconquasso sociale che ne deriverebbe sarebbe sconvolgente. Planetario, massiccio e capillare al tempo stesso.

Non è invece un esperimento ideale l’ipotesi simmetrica, giacché, con l’avvento della società postindustriale e del welfare-state, è venuta meno la ragione essenziale del legame femminile con gli uomini. Le donne possono mantenersi da sole e trovare tutela negli strumenti dell’assistenza sociale. Non hanno più bisogno degli uomini. Lo sussurrano e talvolta lo gridano. Ed è la verità. Bruciante e corrosiva per gli uomini, i quali infatti subito si affrettano a negarla. Conquista femminile reale, gloriosa e sognata cui si è aggiunta la possibilità - inaudita e insperata - di riprodursi senza i maschi. La realtà ha superato i sogni.

Nel contempo il bisogno sessuale maschile delle femmine non è venuto meno e la bilancia del bisogno pende irreversibilmente da una parte. La più grande frattura pensabile è avvenuta e la guerra contro gli uomini ne segue con la stessa necessità con la quale il giorno viene dopo la notte.

Guerra certo diversa dalle altre, nei caratteri e nelle forme, ma non negli obiettivi, che sono i soli possibili per ogni specie vivente: l’assoggettamento o l’eliminazione di ogni altra.

Le intenzioni, i sentimenti veri o simulati delle singole donne (o della loro somma) sono del tutto irrilevanti. Quel che importa è che l’equilibrio si è spezzato per sempre. Ciò che accade e che accadrà non ne è che una inevitabile conseguenza.

Giunti a questa annichilente conclusione, le femmine stesse, in un paradossale rovesciamento delle parti, si affrettano a negare che l’amore si fondi sul bisogno. Le più smaliziate, in modo meno ingenuo, giurano invece che il bisogno femminile dei maschi è tutt’altro che azzerato. Inventano perciò bisogni inesistenti o gonfiano a dismisura quei pochi secondari e parziali, comunque fungibili, che ancora residuano (di cui un giorno - pour parler - ragioneremo). Ciò ben sapendo che niente è più gradito agli orecchi degli uomini di questo tempo che il sentirsi dire: “Abbiamo bisogno di voi!” giacché, ad onta di tutte le illusioni, ciascuno sa che se c’è bisogno c’è anche amore. Se invece il bisogno non c’è …

Lo scopo di quell’inaudito grido (“Abbiamo ancora bisogno di voi!”) consiste dunque nel negare ciò che stiamo dicendo come se le verità che annunciamo fossero esplosive.

Infatti lo sono.

Obn
oberon is offline  
Vecchio 21-05-2008, 20.41.07   #223
Scorpion
Ospite abituale
 
Data registrazione: 23-02-2008
Messaggi: 84
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da xman
Che con le donne al potere non ci sarebbero più guerre è davvero una tesi bizzarra. Ma su che si basa questa verità? Su quali elementi? Le poche donne che hanno avuto potere nel corso della storia non hanno mai disdegnato le guerre.
Pochi anni fa, su un noto quotidiano di sinistra, mi capito' di leggere la risposta di una giornalista a una domanda simile di un lettore, la quale rispondeva che "se certe donne di potere sono state guerrafondaie, cio' e' da attribuire al fatto che esse si sono trovate ad agire in un contesto maschilista".
Personalmente la trovo una tesi alquanto riduttiva, benche' ritenga che un fondo di verita' la contenga. Solo che tale discorso potrebbe essere esteso anche a tanti altri uomini di potere, che magari guerrafondai non erano, ma che a causa degli eventi sono stati costretti a diventarlo.
Scorpion is offline  
Vecchio 21-05-2008, 20.47.27   #224
Scorpion
Ospite abituale
 
Data registrazione: 23-02-2008
Messaggi: 84
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da oberon
La cattiva novella è questa: in Occidente il genere maschile è oggetto da 40 anni di una campagna di criminalizzazione sistematica, permanente, massiccia e capillare, veicolata da tutti i mezzi di informazione e accompagnata dalla denigrazione e dal vilipendio di tutto ciò che sotto qualsiasi aspetto possa riferirsi agli uomini. Ciò accade nella più assoluta insensibilità maschile, nel rifiuto radicale degli uomini di riconoscerne l’esistenza.

A sostegno di una simile inaudita affermazione mi si chiederà, a ragione, di portare una quantità straordinaria di fatti, tutti supportati da una scrupolosa documentazione.
Non farò nulla di simile.

Infatti non è possibile mostrare una foresta a chi non può vederla. Egli vedrà sempre e solo alberi.
Mille alberi, centomila alberi, milioni di alberi. Per quanto grande sia il numero delle piante egli non vedrà mai la foresta. Ora, gli uomini non possono vederla per molte ragioni, la prima delle quali è la paura del dileggio. Paura fondata. Non possono vederla perché il loro cuore glielo impedisce.
Capisco cosa vuoi dire, pero' scusami, come fai a suffragare le tue tesi senza portare alcun dato di fatto? Come puoi pensare di convincere cosi' gli scettici?
Scorpion is offline  
Vecchio 21-05-2008, 22.26.17   #225
Sùmina
Ospite abituale
 
L'avatar di Sùmina
 
Data registrazione: 23-05-2006
Messaggi: 143
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da Scorpion
Capisco cosa vuoi dire, pero' scusami, come fai a suffragare le tue tesi senza portare alcun dato di fatto? Come puoi pensare di convincere cosi' gli scettici?

Ne abbiamo già parlato, scorpion, e anche Oberon sa benissimo che se le cose non le si vedono nemmeno adesso , vuol dire che non si ha nessunissima voglia di vederle.

Oberon non è mica Iul.....
Sùmina is offline  
Vecchio 21-05-2008, 23.19.15   #226
Scorpion
Ospite abituale
 
Data registrazione: 23-02-2008
Messaggi: 84
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da Sùmina
Ne abbiamo già parlato, scorpion, e anche Oberon sa benissimo che se le cose non le si vedono nemmeno adesso , vuol dire che non si ha nessunissima voglia di vederle.

Oberon non è mica Iul.....
Non so se ne avete gia' parlato, ma non credo che se tanta gente certe cose non le vede, e' solo perche' "non vuole vederle"; ossia e' in malafede.
Non tutti sono "illuminati", percio' se non si portano delle statistiche, dei dati di fatto, come si fa a convinvere chi legge...?


P.s.: non so chi sia Oberon, tantomeno Iulbrinner, pertanto non saprei cosa dirti.
Scorpion is offline  
Vecchio 22-05-2008, 11.13.42   #227
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
Data registrazione: 28-11-2007
Messaggi: 362
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da Scorpion
Non so se ne avete gia' parlato, ma non credo che se tanta gente certe cose non le vede, e' solo perche' "non vuole vederle"; ossia e' in malafede.
Non tutti sono "illuminati", percio' se non si portano delle statistiche, dei dati di fatto, come si fa a convinvere chi legge...?
Semplice, convincere chi legge non è quanto interessa, mentre suggestionare, evocare scenari, focalizzare omettendo, raccontare di parti per comunicare il tutto, lo è sicuramente.

Qualunque statistica che prenda in esame la questionemaschile/questionefemminile è veleno per chi, come oberon, sùmina e iulbrinner, non ha intenzione di dibattere su di un piano di oggettività ma solo di ascoltarsi e di fare proselitismo con aforismi, aneddoti, casi particolari, letture sociologiche che hanno del comico ben prima che dell'indebito.

se come ripeto da mò, la diversità tra i generi è un fatto e come tale andrebbe osservata con la dovuta serenità intellettuale, operando chirurgici distinguo ed evitando viscerali generalizzazioni, analizzando pur senza giustificarle ad esempio le innegabili e non di rado inique sperequazioni giuridiche in favore del 'femminile' e riconducendole però nell'alveo di un più ampio e panoramico dibattito, ecco che posizioni come quelle dei 3 suddetti ( il cui tentativo di diversificarsi reciprocamente come rispettive sottocategorie è davvero il segno di una floridità culturale che non può che rendere ottimisti) contribuiscono non poco a creare i presupposti per cui, in seguito a tale arroccamento da setta, nella parte 'avversa' femminile segua compattatura e smaltimento della tesi da loro perorata che invece, presa a sè e depurata delle amenità di cui la corredano, avrebbe plausibilità inequivocabile.

chlobbygarl is offline  
Vecchio 22-05-2008, 13.50.34   #228
Scorpion
Ospite abituale
 
Data registrazione: 23-02-2008
Messaggi: 84
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
Semplice, convincere chi legge non è quanto interessa, mentre suggestionare, evocare scenari, focalizzare omettendo, raccontare di parti per comunicare il tutto, lo è sicuramente.

Qualunque statistica che prenda in esame la questionemaschile/questionefemminile è veleno per chi, come oberon, sùmina e iulbrinner, non ha intenzione di dibattere su di un piano di oggettività ma solo di ascoltarsi e di fare proselitismo con aforismi, aneddoti, casi particolari, letture sociologiche che hanno del comico ben prima che dell'indebito.
Ciao chlobbygarl, sicuramente c'e' del vero in quanto asserisci, pero' leggendo attentamente gli interventi dei sopracitati utenti, mi sembra che a tentar di far proselitismo siano piu' che altro Oberon e Sumina, molto meno Iulbrinner, che, stando a quello che leggo sul forum, perlomeno cerca di discutere anche su un piano di oggettivita'. Un altro che ragiona su dei dati di fatto e', a mio parere, misterxy.
Anch' io sono solito ragionare su dei dati di fatto, solo che non ho (purtroppo) la preparazione di alcuni, quindi le necessarie conoscenze per poter smentire o confermare certe tesi.
Scorpion is offline  
Vecchio 22-05-2008, 17.09.44   #229
Sùmina
Ospite abituale
 
L'avatar di Sùmina
 
Data registrazione: 23-05-2006
Messaggi: 143
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da Scorpion
mi sembra che a tentar di far proselitismo siano piu' che altro Oberon e Sumina, molto meno Iulbrinner, che, stando a quello che leggo sul forum, perlomeno cerca di discutere anche su un piano di oggettivita'.

Macchè proselitismo, non ti far traviare da questi negazionisti...

I "dati oggettivi" bisogna vederi, o meglio come dicio io/Oberon, bisogna sentirli, questo è il punto di partenza.

C'e' chi sente che qualcosa non quadra nella condizione dei maschi nella nostra società e c'e' chi dice che alle femminine manca ancora qualcosa per arrivare al livello dei maschi.

Bene, per me i secondi li scremo, perchè evidentemente sentono che ci sono delle ingiustizie/discriminazioni contro le femmine (da qui il concetto "al cuore non si comanda"), prendo i primi che percepiscono la discriminazione sessuale (che poi da un punto di vista etimologico non vuol dire nient'altro che la differenza tra i sessi, e quindi i sessi) come giusta (per i secondi è insopportabile, e solo leggerla provoca un certo dolore, si ritorna ancora al cuore..) , e si spiegano le cause, le dinamiche, le ragioni, le prospettive, le conseguenze, etc,etc,etc.

Nessun proselitismo.
Ma il punto inizialeda cui si deve partire, è quello illustrato, lo si deve sentire, perchè per chi non lo sente, a nulla valgono le spiegazioni.


Sùmina is offline  
Vecchio 22-05-2008, 17.39.31   #230
iulbrinner
Utente bannato
 
Data registrazione: 25-10-2007
Messaggi: 303
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da chlobbygarl
Qualunque statistica che prenda in esame la questionemaschile/questionefemminile è veleno per chi, come oberon, sùmina e iulbrinner, non ha intenzione di dibattere su di un piano di oggettività ma solo di ascoltarsi e di fare proselitismo con aforismi, aneddoti, casi particolari, letture sociologiche che hanno del comico ben prima che dell'indebito.
La spavalda e bacchettante filippica alla quale, ancora una volta, ti abbandoni compiaciuto, avrebbe anche una sua certa validità, se non fosse macchiata da quella che a me sembra una carenza grave e incolmabile.
A cercarlo, in qualunque modo, non si rintraccia nel sacro testo della tua roboante "scomunica" la benché minima ombra di: "secondo me - io credo - a mio avviso - io penso...e via discorrendo".
Insomma, qualcosa che faccia pensare che stai esprimendo una tua opinione, non la verità rivelata ex cathedra.
Infatti, sembra proprio che tu incarni un'ufficialità di pensiero costituita; una specie di ufficiale giudiziario della realtà sociale e dei saperi cosmici che non conosce dubbi, incertezze applicative (ignorantia legis non excusat) e che amministra prodigiosamente "il vero e il falso" da un luogo del potere intellettuale sovrastante di cui, però, al momento mi sfugge il nome (prova a ricordarmelo tu).
O, meglio, un sacerdozio altolocato, che ti affida la misterica custodia dei saperi e dei voleri, in nome dei popoli tutti - amen.

C'è da chiedersi chi ti abbia nominato a queste funzioni di rango superiore, se tu sia veramente assiso su qualche scranno divino o se, magari, non sia banalmente una tua illusoria "parata della festa" alla quale credi con tutto te stesso, tanto da crederci.
Il dubbio rimane, infatti, dal momento che tu dovresti essere lo stesso che - tempo fa - sosteneva che nel mondo la prima causa di morte delle donne è la violenza (se non lo sostenevi tu, vado a memoria, spergiuravi che era vero); altro che tumori, incidenti stradali, polmoniti ed altre sciagure, no no, proprio i miliardi e miliardi di maski-assassini e stupratori.
E - se ricordo ancora bene, vado sempre a braccio - sei lo stesso che, dopo avere fatto la conta, strombazzava disgustato, all'unisono coeso e vociferante con i conduttori televisivi, sulla discriminazione politica delle povere donne in Parlamento, senza preoccuparti di come ci arrivano; adesso c'hai la Carfagna, la ministra-velina, catapultata dagli show al potere - pensa che trafila - e dovresti essere contento di come va il mondo (stanno a sentire a te e alla tua cultura televisiva, mica a me).

In summa, io ti suggerisco di guardarti allo specchio prima di sentenziare su cose che non sai e di cui ti vanti di sapere, di persone di cui non sai e di cui ti vanti di sapere: potresti riconoscerti da un momento all'altro....
iulbrinner is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it