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Vecchio 29-05-2008, 20.41.08   #251
misterxy
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Data registrazione: 15-01-2008
Messaggi: 200
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

A proposito di superiorità mentale femminile, riporto un articolo pubblicato nel dicembre 1994, sull'estinto mensile ultra-femminista CENTO COSE energy.
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I TEST DI INTELLIGENZA HANNO DIMOSTRATO LA SUPERIORITA' FEMMINILE
Sondaggio della rete televisiva inglese BBC



Caro maschio, sei finito, è iniziata l'era della supremazia delle donne,
ha sentenziato qualche settimana fa la serissima rete televisiva inglese
Bbc, dopo un accurato monitoraggio sulla popolazione anglosassone.
Le donne sarebbero di gran lunga più intelligenti e creative degli uomini.
Le prove sono evidenti: in questo momento tra i migliori studenti di ogni
facoltà universitaria due terzi sono femmine. Secondo il professor Richard
Kimball è solo il primo segnale, le donne sono naturalmente più dotate e
presto prenderanno il posto degli uomini, in ogni caso.
Già adesso il numero delle studentesse supera quello dei maschi e anche
i test d'intelligenza dimostrano che il loro cervello funziona bene, è più
integrato. Gli ultimi studi scientifici attribuiscono alle donne anche una visione
più globale della realtà. Che vuol dire prima di tutto una maggiore elasticità:
la capacità di superare meglio lo stress, di mediare bene tra razionalità e
emozioni. Tutte cose che portano inevitabilmente a un migliore adattamento
ai cambiamenti. Non è affatto vero che le donne siano imprevedibili. Anzi
hanno un maggior controllo di sé che aiuta nella competizione; i maschi,
più calcolatori e freddi oppure troppo aggressivi, perdono invece terreno.
Ed ecco perché in Inghilterra, nella City, metà delle grandi banche ha scelto
donne dirigenti. La ricerca è perentoria:"Immersi nei loro cliché i maschi si
sono lasciati andare, mentre le donne hanno risalito la china e ormai si trovano
ad aspirare a importanti funzioni manageriali"
.


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Articoli di questo genere erano la norma su tale mensile, così come in tutti i settimanali e mensili femministi dell'epoca.
Nessuno, però, si scandalizzava (o si scandalizza) per questo; anzi...
Non parliamo poi dei soliti riferimenti ai "maschi" e alle donne...



P.S. Volendo, potrei postarne a bizzeffe di articoli simili, risalenti a 10-15-20 anni fa.
misterxy is offline  
Vecchio 30-05-2008, 01.42.06   #252
xman
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Messaggi: 43
Per chlobbygarl

Avrei qualcosa da dire sul dato che le donne guadagnino meno a parità di livello e professione, ma non lo faccio, non ho tempo, energie e capacità dialettiche per ricominciare una girandola di tesi e contro tesi.
Per la scarsa rappresentanza femminile in alcuni settori della società invece non ho nulla da dire perchè è stato dibattuto a lungo in questa sede, inutile ricominciare.
Qualcosa sulla visione per così dire parziale (in tutti i sensi) in base alla quale è stata condotta la discussione sulla questione maschile in questo forum, avrei qualcosa da dire.
Questo non è un dibattito, questo è un urlo. Un urlo sacrosanto.
Perchè la questione maschile non esiste, perchè se da una parte abbiamo media, istituzioni, intellettuali, politici, uomini e donne che si occupano della questione femminile dall'altra abbiamo qualche uomo di buona volontà che cerca di avere un'altra visione, che è una voce fuori dal coro, e che per farlo deve ricorrere a forum o siti quasi clandestini. La lotta è impari.
Certo ci sono dei libri che ne parlano, qui ne sono stati riportati molti stralci, ma come dimostra la vicenda Travaglio-Schifani, i libri non sono importanti, li leggono pochi e non meritano nemmeno una querela.
xman is offline  
Vecchio 30-05-2008, 08.32.36   #253
kore
Ospite abituale
 
Data registrazione: 31-07-2007
Messaggi: 343
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Da quando è nata questa discussione anche io ho fatto caso a questi articoli, e li trovo abbastanza idioti.
Certo, se questa vostra "crociata" servisse a eliminare un pò di questa roba che c'è in circolazione io sarei la prima a rallegrarmene.
Ma sono sicura che se mi mettessi a postare tutto quello che c'è scritto sui siti maschilisti i capelli vi si rizzerebbero in testa pure a voi.
Quello che voglio dire è che va benissimo indignarsi.
Ma attenzione a che non diventi un'ossessione, perché a furia di respirare aria inquinata si rischia il cancro ai polmoni.
kore is offline  
Vecchio 30-05-2008, 23.09.28   #254
oberon
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Data registrazione: 23-12-2007
Messaggi: 24
Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Soprattutto con lo scopo di fugare il sospetto che io snobbi le osservazioni rivoltemi, riprendo brevemente, anche ripetendomi, quanto già chiarito in altri post, relativamente al taglio e agli obiettivi dei miei interventi.

Quello che va sotto il nome di ‘dialogo’ si risolve, spesso in società e quasi sempre nel web, in una logomachia senza fine dalla quale progressivamente si scivola nel conflitto interpersonale aperto.
Nel web in realtà è ancora peggio, perché mancando qui la presenza fisica degli interlocutori e la compresenza dell’insieme degli ascoltatori-lettori e per giunta agendo in forma anonima, si è trascinati in una spirale perniciosa che conduce spessissimo alle flames. Già questo dovrebbe indurci alla prudenza e ad un costante controllo sulla forma del nostro scrivere. Dovrebbe anzi sollecitarci ad intendere questo colloquio come una articolata ma placida conversazione nella quale si esprimono punti di vista, sensazioni e congetture diverse e si narrano racconti di percorsi intellettuali consueti o anomali quali sono stati sperimentati da ciascuno. Anche convinzioni profonde e radicali, senza però né tentare né sperare di modificare quelle altrui.
Infatti, come non sono le verità altrui a modificare il nostro sentimento del mondo, così sono impotenti le nostre in senso inverso.

L’amor proprio e il bisogno di difendere la nostra identità ci impediscono poi di riconoscere nell’immediato ed apertis verbis il contributo altrui alla nostra crescita ed al mutamento delle nostre opinioni (ossia sentimenti). Solo dopo lungo tempo, ed assente il benefattore, si diventa disposti a riconoscere il peso delle sue parole nella nostra evoluzione. (Incidentalmente osservo che questa difficoltà è superiore nei maschi che nelle femmine, parimenti orgogliose e permalose ma su altri versanti dell’esistenza. Ciò in conformità con l’antica verità secondo cui i Due sono diversi l’uno dall’altra in modo radicale in ogni aspetto. Due specie).

Una delle più belle definizioni della filosofia che abbia incontrato è questa: essa non andrebbe intesa in altro modo che come una Grande Conversazione. Un millenario colloquio. Scrivo qui cercando di onorare e di dar corpo a quell’ideale.

Non porto statistiche a sostegno delle mie tesi, almeno non in modo sistematico. Solo in via episodica. Non sono le statistiche a modificare le c.d opinioni (che si originano dai sentimenti). Vi è poi il fatto che quei dati e quei fatti che io potrei riportare qui non sono né riservati né di difficile reperimento. Il web permette quasi tutto e in tempi minimi. Inoltre molte statistiche relative al conflitto dei sessi ed alla diversa condizione di MM ed FF sono disponibili sui siti del movimento maschile italiano. Basta andare là. Per il resto tutti siamo egualmente immersi nella cronaca e quasi non passa giorno che sul tema non ci giungano da diverse fonti i numeri e le statistiche che ci servono per vedere ciò che accade. Se non le notiamo vuol dire che il problema sta nei nostri occhi non nei “dato che ci mancano”.

Qualche settimana fa tutti i principali media hanno reso noto (con evidenza) che il 40% delle coppie italiane non fa sesso. Un dato impressionante che parla da solo e parla in modo preoccupante (ma anche luminoso). Chi non lo ha notato aveva gli occhi (ossia il cuore) altrove. Legittimamente, ci mancherebbe. Ma non può esigere l’eterna rimemorazione di quel che doveva e deve sapere, se si occupa del conflitto dei sessi e del suo destino individuale.

Non scrivo per forzare chi mi legge a cambiare il suo sentimento del mondo. Dipingo (ed altri qui lo fanno in modi diversi) un quadro mai visto, racconto le verità visibili da una postazione diversa, raggiunta attraverso sentieri piuttosto impervi. Verità amare, indigeribili persino a chi le scrive.
Parlo. Chi vuole ascoltare lo fa. Chi non vuole, avrà le sue ragioni.

E’ stato suggerito che io sospetti la malafede nei miei interlocutori. Nulla di più estraneo alle mie convinzioni. Al contrario. Magari ci fosse malafede.

Il problema degli uomini è che tutto ciò che viene agito contro di essi è motivato dalla più perfetta buonafede. Né è riprova il fatto che essi stessi combattono contro il proprio Genere. Contro di sé. E si dovrà ammettere che in un simile singolare processo la malafede non può entrare.
La buonafede è universale e non solo nel conflitto tra i sessi. Quello della buonafede sincera è uno dei problemi dell’umanità. Forse irrisolvibile. (Spero di aver occasione di approfondire questo tema intrigante).

Obn

Prima di incollare questa pagina ho letto che il forum viene congelato per …eccessivo successo.
Mi spiace. Spero che presto possa venire riattivato. Ringrazio intanto i gestori e i mod per aver creato e ben gestito questo che mi pare il miglior spazio di conversazione filosofica in Italia.
oberon is offline  
Vecchio 31-05-2008, 08.23.18   #255
Scorpion
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Riferimento: Per chlobbygarl

Citazione:
Originalmente inviato da xman
Questo non è un dibattito, questo è un urlo. Un urlo sacrosanto.
Perchè la questione maschile non esiste, perchè se da una parte abbiamo media, istituzioni, intellettuali, politici, uomini e donne che si occupano della questione femminile dall'altra abbiamo qualche uomo di buona volontà che cerca di avere un'altra visione, che è una voce fuori dal coro, e che per farlo deve ricorrere a forum o siti quasi clandestini. La lotta è impari.
Sono d'accordo con te, e' una lotta impari, ma tanto non credo esistano delle soluzioni definitive. Nessun movimento maschile, nessun libro, nessuna legge, potranno mai liberare gli uomini dalle donne, che schiavi erano e schiavi resteranno, fino alla fine dei loro giorni. Al massimo se ne puo' parlare e scrivere per renderne testimonianza, questo si'.
Scorpion is offline  
Vecchio 31-05-2008, 09.38.38   #256
misterxy
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

Come salvare da se stesso il "guerriero di carta"

Il "guerriero di carta" è prigioniero dell'approvazione altrui. Raramente cambia, finché il suo matrimonio non va in pezzi o la sua carriera subisce un arresto. Nel momento in cui la sua carriera si interrompe, viene riscaricato su un mercato del lavoro che esige da lui che lavori ancora più sodo per dare nuovamente prova di sé {in fondo, è reduce da un fallimento). Nel momento in cui il suo matrimonio fallisce, viene ributtato su un mercato della carne in cui lo si valuta di più se è un avvocato affermato che non se è un insegnante d'asilo. Per lui i periodi di autodeterminazione sono di breve durata. È vulnerabile a qualsiasi accenno di vaga possibilità di essere "bruciato".
E gli accenni a questa possibilità non mancano certo! Provate a cercare un divano nella stanza di un uomo. (Soltanto una volta in vita mia ho visto addirittura una poltrona in una stanza occupata da un uomo, il che è una rarità persino negli hotel più esclusivi.) Provate a cercare un leader nazionale che ammetta di concedersi qualche sonnellino. Perché? Invece di applaudirlo, abbiamo preso in giro Ronald Reagan perché di solito non rinunciava alla siesta. Ed ecco che Nancy Reagan, nelle sue memorie, ci spiega che non faceva mai il sonnellino, e anzi che bisognava lottare perché si sdraiasse un momento a riposare anche durante i voli più lunghi. Scrive: "Non ho mai capito da dove sia venuta un'idea simile, visto che la stampa riceveva ogni giorno una copia del suo programma e sapeva che non tornava a casa per il sonnellino".
Non è forse vero che Reagan si è conquistato, almeno in parte, la sua fama perché alle riunioni pubbliche "sonnecchiava"? Sì, in parte. Ma spiega Nancy Reagan: "È vero che Ronnie una volta si assopì nel corso di un incontro pubblico con il papa, nel 1982... Ma quella notte non aveva quasi chiuso occhio. La mattina presto eravamo partiti per Roma e una volta arrivati ci eravamo recati direttamente in Vaticano per l'incontro con il papa".
Qual è il punto? Non mettiamo in ridicolo le casalinghe se nel corso della giornata schiacciano un pisolino. Piuttosto, dovremmo incoraggiare il "sonnellino del dirigente" e il "sonnellino dell'impiegato". Oppure predisporre una stanza per la meditazione accanto alla palestra. Alcune società giapponesi forniscono ai dipendenti capsule di vetro che li avvolgono nell'oscurità e in cui sono cullati da una musica suadente. "Quando il tempo è scaduto, una ventata d'aria fredda lo colpisce in pieno volto e il dipendente viene rispedito al lavoro." (Dell'aria fredda posso farne a meno, ma del pisolino...)
Comunque, in ultima analisi, solamente il guerriero di carta può salvare se stesso dal "sentiero della follia". Le donne possono contribuire modificando il proprio sistema di approvazione, per esempio sposando persone modeste con la stessa frequenza con cui fanno un "bel matrimonio". Ma credo che poche donne cambieranno se gli uomini sono troppo deboli per domandarlo.
misterxy is offline  
Vecchio 31-05-2008, 09.43.30   #257
misterxy
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

Che cosa accade se gli uomini "dicono semplicemente di no" alla richiesta di fornire un grembo finanziario?
"I neri, gli indiani e i gay sono i più tartassati tra i maschi americani. E tutti hanno qualcosa in comune: non forniscono alle donne nessuna sicurezza economica."
Gli uomini che non possono proteggerla: i neri e gli indiani
Gli indiani non riuscirono a proteggere cibo, acqua e terre dagli invasori bianchi. A dispetto delle leggende e dei miti che insegnavano all'indiano a sacrificarsi, quando leggende, archi e frecce non erano all'altezza della tecnologia, dei fucili e delle pallottole, le loro famiglie venivano confinate nelle riserve della disfatta. Incapace di proteggere uccidendo bufali o "facendo una strage" a Wall Street, l'indiano diventò un uomo di cui disporre a piacimento. Gli fu dato poco amore e, avendo poco amore, trovò molto liquore.
Allo stesso modo, quando i neri, con il loro passato di schiavitù, entrarono in un'era industrializzata senza un addestramento adeguato per proteggere la famiglia, furono rifiutati dalie donne. Soltanto il maschio nero capace di prestazioni formidabili, di solito in campo sportivo (per esempio, tipi come Wilt Chamberlain e Magic Johnson), trovava donne a profusione. Gli altri, incapaci di grandi performance, erano messi in ridicolo nei romanzi e nei film (per esempio, Il colore viola, The Women of Brewster Piace).
Come conseguenza della inadeguata preparazione a proteggere, molti afroamericani spesso scelsero modi aberranti per "arrivare": spaccio di droga, gioco d'azzardo, lotterie. Quando questi metodi non consentirono di accumulare il denaro necessario per proteggere, anche loro, come gli indiani, si sentirono non all'altezza dell'amore delle donne, pronti a rischiare tutto per un'ultima speranza d'amore, e a morire di overdose se fallivano.
Gli uomini che non vogliono proteggerla: i gay
L'ostracismo nei confronti dei gay ha radici più profonde di quello contro i neri o gli indiani. I neri e gli indiani che non potevano fornire la debita protezione alle donne, se non altro volevano proteggerle, anche se non ci riuscivano. I gay, invece, non ci provano neppure a prendersi cura delle donne. Così abbiamo definito "immoralità" la loro reticenza a proteggere le donne. E li abbiamo messi al bando, cercando di negare loro la sopravvivenza. Li abbiamo definiti eretici, come le streghe. La parola fascina significa fascio di legna minuta da bruciare: quando venivano portati al rogo come eretici, gli omosessuali furono detti "fascine".
Perché? Proviamo a pensarci un momento. Per un gay il sesso significava due ore di piacere sessuale in cambio di due ore di piacere sessuale. Per un eterosessuale il sesso significava due ore di piacere sessuale in cambio di un'intera vita di responsabilità. L'eterosessualità non era un buon affare! La paura che stava dietro l'omofobia era che nessuno si sarebbe occupato della generazione successiva. Sarebbe stato solo un gran divertimento generale. Così la parola "divertimento" diventò un segno di immaturità; molte forme di "edonismo" diventarono illegali. Le culture tolleravano l'omosessualità soltanto quando non si preoccupavano più della sopravvivenza (per esempio, la classe media degli Stati Uniti dopo la seconda guerra mondiale, i greci e i romani quando si sentirono perfettamente al sicuro nel loro impero).
Veramente ci preoccupiamo meno della vita degli uomini che si rifiutano di riprodurre e di proteggere? La nostra iniziale mancanza di attenzione per l'AIDS - finché non fu evidente che anche gli eterosessuali erano a rischio - dà un'idea abbastanza precisa del nostro atteggiamento.
Gli uomini che non riescono a proteggerla: i senzatetto
"A San Francisco i senzatetto adulti sono per il 96 per cento uomini. In altre città la percentuale scende, mediamente all'85 per cento."
"Gli uomini che vivono da soli nelle strade sono tre volte più numerosi di tutti i bambini, gli adolescenti e le donne adulte che vivono nelle strade, messi insieme."
Individui senza fissa dimora che vivono da soli
Bambini o adolescenti (19 anni o meno) 6%
Donne adulte 20%
Uomini adulti 74%
Se pensiamo a un senzatetto, la prima immagine che si presenta alla mente è quella di una donna con i suoi figli. In realtà, su tutto il territorio nazionale solamente il 16 per cento dei senzatetto fa parte di un gruppo famigliare di un qualche genere. E anche tenendo conto di raggruppamenti famigliari tra i senzatetto restano comunque più numerosi gli uomini soli che i bambini, le donne sole, le donne sposate o gli uomini sposati riuniti tutti insieme.
Siamo portati a pensare che siano le famiglie senzatetto a trovarsi nelle condizioni peggiori, ma gli studi condotti hanno rilevato che sono senz'altro trattate molto meglio: a loro viene più facilmente offerto un ricovero, del cibo, qualche lavoro. Coloro che stanno di gran lunga peggio sono i single senzatetto.
Quando mi è capitato di distribuire cibo e indumenti ai senzatetto, sono rimasto colpito dalla quantità di uomini e ragazzi che vivevano per la strada, senza alcun riparo. Non posso dimenticare un uomo tutto tremante, rannicchiato con i suoi quattro bambini su un materasso sudicio. Il logoro cappotto serviva a coprire i due più piccoli. Quando vivevo a New York, ricordo di aver visto un uomo che contendeva a un topo dei rifiuti, e con la mano congelata dal freddo rovistava tra pannolini e assorbenti per recuperare qualche foglia di lattuga appassita.
In quasi tutti i rapporti sui senzatetto si trova una frase come questa (tratta da un rapporto ufficiale della California): "Se le donne costituiscono una piccola parte dei senzatetto (valutata intorno al 10 per cento in California), si trovano tuttavia ad affrontare particolari problemi". E questo va bene. Ma nessuno parla mai dei problemi che devono affrontare gli uomini.I senzatetto non sono soltanto uomini che non hanno una casa, ma uomini che non hanno amore né speranza di trovare amore fintantoché rimangono dei senzatetto. Molti avevano un tempo una casa, dei figli, una moglie, ma perdendo la capacità di proteggere, persero anche tutti coloro che amavano. Sulla strada, entrarono in un club quasi per soli uomini.
Perché non siamo pronti ad aiutare i senzatetto? In parte perché non ci rendiamo conto che la pressione cui sottoponiamo gli uomini affinché mantengano la famiglia spesso li costringe a fare mestieri saltuari, a un passo dalla condizione di senzatetto (quelli degli immigrati, dei marinai della Marina mercantile, dei camionisti, degli operai che costruiscono strade e ferrovie...) e in parte perché reagiamo in modo diverso davanti agli uomini falliti...
Il nostro atteggiamento è diverso se invece di un uomo abbiamo di fronte una donna che non è in grado di dare protezione?
Vi ricordate di quando quasi tutti i senzatetto erano uomini? Li chiamavamo "barboni". Poi cominciò a comparire qualche donna. In America le chiamavamo le "signore con la borsa". Quando le donne raggiunsero circa il 15 per cento, chiamammo tutti "senzatetto" e all'improvviso cominciammo a preoccuparci del problema. Questa distinzione tra "barboni" e "signore con la borsa" non è che una metafora della differenza tra l'atteggiamento che abbiamo nei confronti degli uomini e quello nei confronti delle donne che falliscono.
"Allorché un capitano non riuscì a controllare la sua nave e il petrolio che ne fuoriuscì distrusse fauna e flora, i nomi Exxon Valdez e capitano Joseph Hazelwood furono coperti d'ignominia. Hazelwood fu messo sotto processo, condannato a pagare una multa e chiuso in carcere. Diventò il miserando bersaglio delle barzellette di Johnny Carson e Jay Leno. Beveva, e la cosa non mancò di essere sottolineata. Il fatto che un improvviso cambiamento di programma avesse risospinto in mare aperto un capitano, e un equipaggio esausti, e che ciò avesse rovinato la carriera del capitano fu passato sotto silenzio."
"Quando un controllore di volo donna commise un errore e provocò un incidente in cui morirono trentaquattro persone (non flora e fauna), i colleghi la nascosero in un albergo per proteggerla dalla pubblicità. Per giorni e giorni cercarono di confortarla. Invece di essere il bersaglio di battute umoristiche non sempre di buon gusto, andò in analisi per ritrovare l'equilibrio, naturalmente a spese di noi contribuenti. Invece di citarla in giudizio, la Federai Aviation Administration le procurò un avvocato. Invece di pubblicizzarne il nome, il National Transportation Safety Board collaborò affinché la sua identità restasse segreta e non data in pasto ai media. Finora il suo nome è rimasto sconosciuto."
I titoli di giornali quali il Los Angeles Times e il New York Times enfatizzarono la sua pena, e non il lutto e il dolore dei famigliari delle vittime.
Los Angeles Times
Controllore di volo sconvolto dal dolore, lacrime dopo la catastrofe
Dopo l'incidente, i colleghi hanno passato ore accanto a lei e per giorni l'hanno tenuta nascosta.
A tutt'oggi devo ancora vedere un articolo sull'angoscia del capitano Hazelwood. Approvo il fatto che il governo si sia accollato l'onere di aiutare quella donna a superare lo choc, ma riesco anche a immaginare la reazione del pubblico se il governo avesse mandato in terapia il capitano Hazelwood dopo il disastro della Exxon Valdez. Quando un uomo non riesce a proteggere, lo perseguitiamo; quando una donna non riesce a proteggere, la proteggiamo. Insomma, ci preoccupiamo del dolore femminile
.
misterxy is offline  
Vecchio 31-05-2008, 09.54.07   #258
misterxy
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

Una visione complessiva
Quando un sesso soltanto vince, entrambi i sessi perdono.


Nell'Ottocento, negli Stati Uniti, se a commettere un delitto era una donna, chi andava in prigione era il marito. E per la legge inglese, se una famiglia contraeva dei debiti, era il marito a essere rinchiuso nella prigione per debitori. Nelle questioni maschio-femmina, l'inconscio legiferare degli uomini era programmato in modo da proteggere le donne. Quasi sempre le leggi erano fatte dagli uomini, ma non per gli uomini.
In questo capitolo scopriremo che in un'epoca di pretesa indipendenza femminile le leggi, una dopo l'altra, finirono per essere fatte tenendo talmente conto della necessità di proteggere le donne che, qualora i diritti costituzionali di un uomo entrino in conflitto con la protezione di una donna, nella maggior parte dei casi tali diritti non verranno rispettati.
Questo è ciò che accade legalmente. Ma ciò che accade legalmente quasi sempre riflette ciò che accade a un livello psicologico più profondo. Come vedremo, se il divorzio lasciava la donna priva del marito-salvatore, molte donne si cercavano sostituti salvatori; e se il divorzio lasciava l'uomo senza una fonte di amore, gli uomini gareggiavano per ottenere l'amore di una donna, trovando modi nuovi per salvare le donne.
La ricerca del salvatore e la competizione per fare il salvatore si presentavano sotto vari aspetti. Le donne della New Age passavano dal padre al marito al guru; gli uomini facevano a gara per diventare il loro guru. Le donne tradizionali passavano dal padre al marito a «Dio Padre»; gli uomini facevano a gara per essere i loro «padri» (preti, ministri del culto, sacerdoti, rabbini). Le femministe passavano dal padre al marito a varie alternative: l'alternativa di provvedere a se stesse o di rivolgersi al massimo salvatore - il governo come surrogato del marito; gli uomini fecero a gara per trasformare il governo nel surrogato del marito.
I divorzi fecero nascere sodalizi di uomini (detti legislature) che proteggevano collettivamente le donne quando altri uomini (detti mariti) non proteggevano più le donne individualmente. Ciò significò un appesantimento del carico fiscale, soprattutto su altri uomini, al fine di trovare denaro soprattutto per le donne. Quando il divorzio priva le donne di un marito che le protegge, l'inconscio collettivo continua però a volerle proteggere.
E l'inconscio collettivo femminile tuttora vuole protezione. Per esempio, un poliziotto di San Diego sta attualmente scontando una pena di cinquantasei anni di prigione per aver violentato delle donne sulle spiagge locali; la moglie è in causa con il dipartimento di polizia per ottenere le entrate che il marito non può più assicurarle... si aspetta che il governo sia il surrogato del marito. Ha intentato causa al dipartimento anche per averlo assunto, tanto per cominciare... si aspetta che il governo giudichi il carattere del marito meglio di quanto non avesse saputo fare lei.
Queste leggi fatte dagli uomini riflettono dei valori maschili? In parte. I valori maschili consistono in parte nel proteggere le donne più ancora che se stessi. Queste leggi sono forse fatte nell'interesse degli uomini? In un certo sento. Gli uomini che vogliono l'amore di una donna imparano a preoccuparsi degli interessi delle donne più che dei propri.
Il fatto che quasi tutti i legislatori siano uomini prova forse che gli uomini sono i responsabili e possono scegliere quando tener conto e quando non tener conto degli interessi femminili? In teoria è così. Ma in pratica il sistema legale americano non può prescindere dall'elettore. E alle elezioni presidenziali del 1992 il 54 per cento dei votanti era costituito da donne, il 46 per cento da uomini. (Le donne rappresentano oltre 7 milioni di voti in più rispetto agli uomini.)
Nell'insieme, il legislatore è per un elettore quello che l'autista è per il datore di lavoro - entrambi hanno un incarico, ma entrambi possono essere licenziati se non vanno dove viene loro detto di andare. Quando sembra che i legislatori non proteggano le donne, quasi sempre è perché le donne hanno una diversa idea della protezione. (Per esempio, le donne divisero equamente i loro voti tra repubblicani e democratici nelle quattro elezioni presidenziali, prese nel loro complesso, precedenti la nomina di Clinton.)
Vedremo come la propensione della legge alla speciale protezione delle donne ha cominciato a scricchiolare pericolosamente di fronte alla garanzia, sancita dalia Costituzione, di pari protezione. Come negli Anni Ottanta, per esempio, avessimo due definizioni dell'autodifesa: una per gli uomini e una per le donne; e due definizioni di omicidio di primo grado - a seconda del sesso. Vedremo come, negli Anni Novanta, dodici possibilità di difesa erano potenzialmente a disposizione di una donna che aveva ucciso ma non dell'uomo che aveva ucciso. Come, in molte università, una donna poteva far espellere un uomo incolpandolo di violenza - anche se aveva deciso lei di bere e di dire di «sì» mentre beveva.
Nei capitoli seguenti troveremo la spiegazione della legislazione riguardante molestie sessuali e violenze; e avremo un'idea dei dilemmi che tutto ciò procurerà nel lavoro, al governo, alla legge e in ultima analisi alle donne stesse nel ventunesimo secolo; e infine verranno esaminate le misure che potremmo prendere prima dì ritrovarci alle corde.
Considereremo in che modo l'originaria posizione femminista contro la discriminazione legale basata sulle differenze biologiche si sia trasformata in quella che consiste nel favorire l'uso delle differenze biologiche se estendono i diritti delle donne - per esempio il diritto di portare avanti una gravidanza anche se il padre non è d'accordo, o di citare poi in giudizio il padre affinché mantenga il figlio per diciotto anni.
Prenderemo in esame il dilemma davanti al quale si trovano i datori di lavoro, i quali devono garantire diritti speciali alle donne e nel contempo devono trattarle con pari rispetto. Per esempio, il supporto femminista al diritto speciale riservato a una donna incinta di ricevere una paga d'invalidità ha fatto sì che la gravidanza diventasse sul lavoro l'unica «invalidità» che, pur essendo considerata tale, non si può certo definire un incidente sul lavoro, e l'unica che un'impiegata si procura intenzionalmente.
Queste leggi per la «protezione della donna» sono già state messe in pratica in quella che è forse stata la rivoluzione legale più pacifica della storia. Nel 1970 non si era mai sentito parlare della dottrina giuridica femminista. Attualmente, da una recente bibliografia su donne e dottrina giuridica, risulta che per la maggior parte i libri e gli articoli sono scritti da studiose di diritto femministe. Nessuno studioso importante ha criticato il femminismo sulle riviste legali specializzate. Quando gli fu chiesto come mai ciò non fosse accaduto, il professor Geoffrey Hazard della Yale Law School spiegò che nell'atmosfera «politicamente corretta» delle università lo studioso che esprimesse un qualche dissenso sarebbe tacciato di antifemminismo.
Comunque, ancora non abbiamo provato che il sistema effettivamente protegge le donne. Ovvero, che realmente esistono due leggi - la legge maschile e la legge femminile.
misterxy is offline  
Vecchio 31-05-2008, 15.03.21   #259
misterxy
Ospite abituale
 
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

Sesso con il contagocce, stile OPEC

Spesso riteniamo che i paesi che impongono alle donne di indossare il velo lo facciano per mantenerle sottomesse. Nei paesi musulmani, il purdah nasconde la bellezza femminile, che può essere mostrata solamente a pochi eletti, invariabilmente individui pronti a mettere generosamente mano al portafogli. Ciò impedisce all'uomo medio perfino di guardare la donna media finché non promette di proteggere e mantenere lei e i suoi figli per tutta la vita (vedi matrimonio). E fino a quel momento l'uomo è privato della presenza femminile durante i pasti, i viaggi, le preghiere eccetera. L'amore della donna, l'affetto, il conforto, persino il suo sorriso sono concessi solo a patto che lui dimostri la precisa volontà di provvedere, proteggere e rischiare la vita per lei. Di conseguenza, quasi tutte le donne, e non solamente le più belle, sono protette da qualcuno.
In Medio Oriente, il sesso e la bellezza femminili rappresentano per quei popoli ciò che petrolio e gas rappresentano per gli americani: più scarseggiano, più aumenta il prezzo. Più numerose sono le donne che «si concedono» gratuitamente, o per poche lire, e più cala il valore della singola donna... Questo è il motivo per cui la prostituzione, la violazione del purdah (togliere il velo) e la pornografia sono messi al bando e condannati, specie tra le donne. Ecco perché i genitori dicono alle figlie: «Non concederti a buon mercato». Il sesso «a buon mercato» inflaziona il mercato.
Proviamo a immaginare il contrario: se le donne dovessero promettere di mantenere un uomo per tutta la vita prima che questi si tolga il velo e mostri loro il suo sorriso, la considereremmo una forma di privilegio femminile?
Tuttora, quando diciamo che qualcuno offre i suoi favori sessuali, non parliamo mai dei favori sessuali dell'uomo; pertanto, solamente le donne si aspettano qualcosa in cambio. Ogni anno gli uomini spendono miliardi di dollari per svelare il corpo femminile, mentre gli uomini che si spogliano finiscono in prigione. Una donna mostra le sue beltà; un uomo, invece, è un esibizionista; a lei diamo denaro, a lui la galera. Il potere sessuale femminile significava pagamenti per le prestazioni. L'uomo apprese a guadagnare di più per pagare di più; rimase pertanto di stucco quando si sentì dire che il bisogno di guadagnare di più era un riflesso del suo più ampio potere.
Sesso in altalena, stile americano
Negli Stati Uniti, sul finire degli Anni Sessanta, quando le femministe credevano che l'indipendenza economica delle donne avrebbe portato la ricchezza economica alle donne, esse sostennero e difesero la libertà sessuale. Allorché si scoprì che il divorzio creava obblighi a livello economico, femministe, fondamentalisti e riviste femminili fecero fronte comune per dare un taglio alla libertà sessuale. Titolava Cosmopolitan, ben prima del flagello dell'herpes: «Sesso: fateglielo guadagnare». Un'attenta analisi del declino della rivoluzione sessuale ci aiuta a capire perché, se non fosse stato per l'herpes e per l'AIDS, sarebbe intervenuto qualcos'altro.
Il bisogno di sicurezza economica che precede l'apertura sessuale delle donne è probabilmente inconsciamente rafforzato dalla nostra tradizione, che impone all'uomo per primo d'invitare una donna a cena fuori. E più la donna è tradizionale, più saranno numerose le cene e meno lei si sentirà sessualmente aperta se prima il partner non le paleserà il suo impegno - in sostanza, l'impegno a mantenerla a vita.

Davvero gli uomini hanno oppresso le donne?
Gli uomini hanno trattato le donne come una proprietà?
Soltanto comprendendo che l'esistenza degli uomini era subordinata alla proprietà potremo conciliare lo status misto delle donne, al tempo stesso paragonabili a una proprietà e messe «su un piedistallo». Quando si dice che gli uomini trattavano le donne come una proprietà, raramente si dice anche che gli uomini erano tenuti a morire affinché la loro proprietà non venisse danneggiata - che l'esistenza degli uomini era fondamentalmente subordinata alla proprietà. Persino nell'America del diciannovesimo secolo la legge federale stabiliva che se una moglie commetteva un delitto, sarebbe stato processato per quel crimine il marito, e lui sarebbe andato in prigione se fosse stata dimostrata la di lei colpevolezza. Analogamente, se la famiglia era morosa, lui soltanto sarebbe finito nella prigione per debitori.
Nel corso della storia, gli esponenti di entrambi i sessi sono stati proprietà in modi vari. I giovani maya si legavano con un contratto ai suoceri; in epoca biblica, Giacobbe si legò allo zio Labano; in America, Johnny si è legato allo zio Sam... In quasi tutte le società costrette a difendere il loro territorio, i giovani morivano per questo e, prima che facessero in tempo a capire qualcosa di più, venivano istruiti in modo da essere fieri di morire.
In America, decine di migliaia di immigranti si guadagnarono il permesso di entrare nel paese come indentured servants. Oltre il 90 per cento di quei servi era costituito da uomini. All'inizio assumevano uno status molto simile a quello degli schiavi, per un periodo di sette anni. Alcuni erano scapoli che speravano di guadagnare abbastanza da diventare un buon partito e finalmente accasarsi. Altri avevano lasciato le mogli in Europa. Pensateci un momento. Quale più grande dimostrazione d'amore di quella di un uomo che si rendeva schiavo per una donna, senza poter godere della sua cucina, delle sue cure o della sua affettuosa compagnia? Solamente gli uomini - il «sesso poco romantico» -facevano questo... per le donne. Ma...
Molti uomini prolungarono il contratto che li legava oltre il periodo stabilito, anche per tutta la vita, per poter richiamare le famiglie. In pratica, questi uomini diventarono degli schiavi.
In Europa, ai tempi dell'Impero Romano e fino al Medioevo, era normale che gli uomini avessero bisogno di una protezione economica, e così si vendevano ai signori. Con una speciale cerimonia il vassallo prendeva i voti: il conte chiedeva se il vassallo desiderava diventare «il suo uomo» e con un bacio suggellava il patto. Il vassallo era tenuto a fare per il padrone una cosa che raramente le donne facevano per i mariti: considerare come un onore morire per proteggerlo.
Se gli uomini non avevano il potere, come mai spesso la proprietà passava in eredità agli uomini? Perché gli uomini avevano la responsabilità di provvedere alla proprietà. La proprietà era uno degli attributi che facevano dell'uomo un buon partito, così come la fertilità era tra gli attributi della donna. Gli uomini avevano diritti sulla proprietà per assumersene la responsabilità. La pressione sociale indusse gli uomini a fornire alla moglie una proprietà pari alla loro; e il tabù del divorzio evitò alle donne di perdere la proprietà, se a perderla non era il marito.
Le donne erano pertanto pari per proprietà, e più che pari agli uomini: e, quindi, «su un piedistallo».
misterxy is offline  
Vecchio 02-06-2008, 07.55.56   #260
misterxy
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Per concludere...

IL MITO DEL POTERE MASCHILE, di Warren Farrell.

Nella Guerra del Golfo, le donne affrontavano gli stessi rischi senza ricevere la stessa paga?
Durante l'invasione di Panama da parte degli USA, sulle prime pagine dei giornali fu dato ampio spazio alla prima donna che guidò i soldati al combattimento. Il New York Times chiarì che la donna pensava di trovarsi in prossimità di un canile incustodito, ma ciò non impedì a un membro femminile del Congresso degli Stati Uniti, Schroeder, di servirsi di questo incidente per dare vita a tre miti - miti che furono ulteriormente rafforzati durante la Guerra del Golfo:
1. Donne e uomini corrono gli stessi rischi.
2. Alle donne erano negati i posti di combattimento in prima linea per poter negare loro pari opportunità come ufficiali.
3. Alle donne venivano negati i posti di combattimento per poter negare loro la stessa paga.
Questi miti furono ulteriormente alimentati dalle cover stories dei nostri settimanali:
Ma i fatti forniscono un quadro diverso della situazione:
1. Stessi rischi. Se davvero le donne avessero corso gli stessi rischi, gli scontri a Panama non si sarebbero conclusi con la morte di 23 uomini e 0 donne (e 0 donne ferite); le operazioni per la Guerra del Golfo non avrebbero provocato la morte di 375 uomini e di 15 donne. Sommando le vittime delle due guerre, per ogni donna sono morti 27 uomini; ma dal momento che nell'esercito ci sono soltanto 9 uomini per ogni donna, per un uomo il rischio di perdere la vita era quindi tre volte superiore che per una donna.
Se gli uomini incidessero per meno del 4 per cento sul totale dei decessi e ogni singolo uomo avesse corso soltanto un quarto di rischio di morire, la Schroeder avrebbe ancora affermato che gli uomini correvano gli stessi rischi? L'eguaglianza non consiste nel rendere le donne vulnerabili per caso, quando gli uomini sono resi vulnerabili di proposito.
Alle donne venivano negati i posti di combattimento per poter negare loro pari opportunità come ufficiali? O per poter negare loro la stessa paga?
2. Pari opportunità come ufficiali. Le donne costituiscono l'11,7 per cento dell'intero esercito, ma il 12 per cento degli ufficiali. Le donne ottengono promozioni in numero più che proporzionato nonostante il tempo sproporzionato in cui hanno prestato servizio (le prime donne si diplomarono a West Point nel 1980).
3. Stessa paga. Durante la Guerra del Golfo tutti e due i sessi ricevettero un'indennità extra di 110 dollari. I due sessi ebbero la stessa paga sebbene i rischi non fossero gli stessi.
In breve, gli uomini ottengono meno promozioni e, di conseguenza, una paga inferiore per periodi più lunghi di servizio e rischi tre volte superiori di perdere la vita; nonostante tutto ciò, sentiamo parlare di discriminazione contro le donne e non di discriminazione a sfavore degli uomini. Quando gli uomini fanno il 30 per cento dei lavori domestici, li critichiamo perché non condividono i lavori domestici; quando una donna riceve il 100 per cento della paga speciale degli uomini in guerra e corre il 25 per cento dei rischi rispetto a un uomo, la definiamo una guerriera e le riconosciamo il merito di «condividere il pericolo».
misterxy is offline  

 



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