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Vecchio 08-12-2007, 10.52.28   #21
nevealsole
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

premetto che butto là una pseudo provocazione che mi è venuta in mente leggiucchiando qua e là le varie discussioni, di questa ho seguito poco - lo ammetto.

E se maschilismo fosse ritenere autorevole solo il modo di pensare femminile che si avvicina al pensiero maschile sul modo di pensare femminile?
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Vecchio 08-12-2007, 14.57.03   #22
donella
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Non ho letto altro che la domanda.

Credo che il maschilismo sia quello che emerge qui:

https://www.riflessioni.it/forum/psicologia/11965-il-denaro-come-misura-del-desiderio.html

Ovvero:
chiedersi come sia qualcosa (non importa COSA) nella visione femminile.....
e rispondersi tra soli.... (al maschile dunque).... ostentatamente presumendo che una femmina sia omertoso/condizionata nel rispondere.... e vagamente incazzandosi per non essere stati lasciati.... tra maschi.... a discuterne
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Vecchio 10-12-2007, 00.28.04   #23
sentieroluminoso
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Per quanto riguarda, infine, la nuova disciplina sull'affido congiunto, si tratta, effettivamente, di un significativo passo in avanti sulla strada del riequilibrio. Ma è un passettino piccolo ed estremamente timido, dal momento che la normativa in questione rimane largamente disapplicata, per questioni complesse che attengono alla c.d. "conflittualità coniugale", certificata troppo spesso da stuoli di assistenti sociali donne, con finalità chiaramente solidaristiche con il proprio sesso. Per chi volesse saperne di più in proposito, suggerisco una visita ad uno dei tanti siti web dei padri separati (www.gesef.it ad es.), dove la materia è ampiamente trattata e dove si scoprirebbe che anche dopo l'introduzione della legge 56 le percentuali degli affidi congiunti sono estremamente basse, rispetto agli affidi materni, e dove anche la materia patrimoniale potrebbe essere osservata nella sua effettività.

Mi piacerebbe conoscere in particolare dove è pubblicata all'interno del sito di gesef la statistica relativa all'applicazione (o mancata applicazione) della nuova legge sull'affido condiviso. Io ne ho invece letta una del 31 luglio del 2006 (fonte sole 24 ore) dove anche a distanza di pochi mesi si evidenziava: "lo hanno disposto (l'affido condiviso), nel 90% dei casi, a Genova, Torino, Firenze, Bari, Cagliari, Trieste o Trento. Il presidente Siniscalchi precisa che anche a Milano l'istituto è molto applicato. Si differenziano Ancona(con l'11-%) e Roma (con il 60 per cento)" (archivio oua/sole). Mi piacerebbe leggere con attenzione anche dove si parla di mediazione familiare istituzionale obbligatoria che possa inficiare la disposizione dell'affido condiviso (nel sito di gesef o altrove), a me risulta che in caso di contenzioso si possano produrre riscontri di parte, si può usufruire della mediazione familiare nel caso si vogliano cercare soluzioni non giudiziali avulse dal procedimento di affidamento. Mi sembra comunque ci sia una sentenza del tribunale di Bologna già del 2006 con la quale si dispone che la conflittualità coniugale non è più motivo sufficiente per l'affido esclusivo(sentenza di Bologna). Non c'è infine nessun fondamento scientifico nel ritenere che la professionalità femminile sia soggetta ad oscillazioni legate alla solidarietà di genere, qualora si fosse in grado di produrlo, sarei curiosa di verificarne la bisessualità.

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
a mio avviso irrazionalità sta, in questo caso, come sinonimo di "emotività - maggiore aderenza comportamentale al dato emotivo piuttosto che ai fatti"; per contro, sempre in questo contesto di significati, razionalità sarebbe il sinonimo di "pragmatismo - maggiore aderenza ai fatti piuttosto che al dato emotivo". Un completo ribaltamento di prospettiva verso la vita che connota esattamente una "essenza" propria dell'essere femminile, così come un'essenza propria dell'essere maschile. A me questo dato sembra di palmare evidenza, senza inoltre considerare che tali differenziazioni costitutive dell'identità sessuale sono ormai confermate da numerosissimi studi nelle più diverse discipline d'indagine scientifica
I dati relativi alle peculiarità di genere sono di palmare evidenza per me e sono certa lo fossero anche per Rousseau, immaginavo si deducesse già con chiarezza da quanto scritto. E' sul concetto di libertà, e di possibilità di affrancarsi dagli istinti (che comunque esistono "a palmo") cui le tesi dell'illuminismo fanno riferimento, in base a questo principio attraverso la ragione l'essere umano può (ammesso che lo voglia e che possegga sufficiente ragione) svincolarsi dal programma dell'istinto naturale e perfezionarsi. La distinzione tra le bestie e l'uomo starebbe nell'impossibilità di essere totalmente compresi in una categoria, tanto da non potersene emancipare. Vorrei poi chiarimenti ulteriori in merito all'accezione personale della parola irrazionalità, assegnata d'ufficio alle donne in qualità di emotività. Vorrei capire in quale ambito tale emotività maggiore rispetto all'aderenza al lato pratico maschile, verrebbe assegnata. Mi piacerebbe mi fosse spiegato in che modo Condoleeza Rice o Angela Merkel manifestino l'ineludibile emotività nell'assolvere i loro compiti istituzionali, chiederò anche alla mia amica Giorgia dove mette la sua endemica emotività, quando in terapia intensiva neonatale i bambini muoiono. Mi piacerebbe leggere i fondamenti scientifici sui quali basi questi enunciati, ed avere una copia del tuo personale vocabolario, decisamente più creativo e bizzarro rispetto ai tradizionali dizionari, cui fai riferimento per le doverose traduzioni.
sentieroluminoso is offline  
Vecchio 10-12-2007, 14.14.16   #24
iulbrinner
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da nevealsole
premetto che butto là una pseudo provocazione che mi è venuta in mente leggiucchiando qua e là le varie discussioni, di questa ho seguito poco - lo ammetto.

E se maschilismo fosse ritenere autorevole solo il modo di pensare femminile che si avvicina al pensiero maschile sul modo di pensare femminile?

Citazione:
Ovvero:
chiedersi come sia qualcosa (non importa COSA) nella visione femminile.....
e rispondersi tra soli.... (al maschile dunque).... ostentatamente presumendo che una femmina sia omertoso/condizionata nel rispondere.... e vagamente incazzandosi per non essere stati lasciati.... tra maschi.... a discuterne

Nell’avvicinarsi al concetto di maschilismo nevealsole e donella manifestano diverse cose in comune:
la prima è che intervengono entrambe senza avere letto – o quasi – gli altri interventi (donella si è addirittura limitata alla domanda iniziale);
la seconda è che entrambe postulano la sussistenza di una distinzione chiara e fondativa tra i sessi che investe lo stesso “modo di pensare”, ossia un assunto che, se portato alle sue logiche conseguenze, le dovrebbe condurre entrambe a conclusioni completamente diverse sul tema in discussione.

Ciò premesso, fornisco la mia risposta ad entrambe.
Chi sarebbe, cara nevealsole, che conferisce patenti di autorevolezza nella vita? Esiste un organismo, un personaggio carismatico, una commissione o un comitato che stabilisce chi è autorevole e chi non lo è? Oppure l’autorevolezza è data, ordinariamente, da capacità universalmente o diffusamente riconosciute come tali?
Nel caso specifico - un’opinione intorno ad una determinata questione - non credi che l’autorevolezza consista nella capacità di convogliare consenso generale intorno ad un’idea, sulla base di argomentazioni fondate e verificabili, tali da essere persuasive e convincenti per chi le ascolta?
E non credi, quindi, che l’autorevolezza debba essere conquistata, nella vita, così come ogni altro traguardo di rilievo sociale?
O, forse, pensi – e qui rispondo, in parte, anche a donella – che una donna non debba “costruirsi” la propria autorevolezza con argomentazioni fondate, capaci di persuadere anche un uomo, qualunque sia l’argomento in discussione?
Perché – vedi donella – vedere del maschilismo in chi non la pensa come te e, invece di misurarsi sugli argomenti, starsi a lamentare del fatto che non la pensano come te, non è – a mio avviso – un modo autorevole di affrontare le questioni.
Se, poi, tu ritieni che le questioni al femminile non debbano essere avvalorate con argomenti adeguati ma debbano essere accolte ed accettate in modo acritico, allora l’autorevolezza non c’entra nulla. La validità di una posizione si autogiustificherebbe senza discussioni; una specie di atto di fede dogmatico.
Anch’io mi trovo a confrontarmi, su questo topic, nuotando come un salmone controcorrente rispetto alle posizioni generali. Ma, indipendentemente dal fatto che io sia o meno autorevole, non mi lamento se chlobbygarl (che, pure, è un uomo) o altri contestano le mie opinioni tacciandoli, chessò, di alimentare pregiudiziali antimaschili; controbatto questo dissenso con le mie idee e tento di dimostrarne la fondatezza.
Oltre, certo, non posso (né voglio) andare ma, personalmente, sono convinto che alla lunga sono le idee migliori ad emergere; non chi le sbandiera con foga, con impeto discorsivo, con fanatismo ideologico o accampando presunte posizioni pregiudiziali dell'interlocutore (non c’è alcun riferimento ai partecipanti – è una considerazione di ordine generale). Solo chi le ha migliori, più fondate, delle altre, com’è sempre avvenuto nella storia degli esseri umani, e così dovrebbe essere, a mio avviso, anche per le donne.

P.S. - Un parziale buon esempio di opposizione sui contenuti (solo in parte sui contenenti) è dato da sentieroluminoso, che invoca giustamente dati, cifre e riscontri oggettivi (magari lasciandosi andare a qualche giudizio di valore sulla asserita bizzarria del mio vocabolario, che lei evidentemente non condivide...). Le risponderò quanto prima; al momento credo sia utile, per chi fosse interessato alla discussione, seguire i link che lei stessa indica, dove potrà trovare come sentieroluminoso abbia omesso di riportare elementi significativi che fotografano una situazione un pò diversa di quella che lei (lui?)interpreta; ad esempio, che il 90% degli affidi congiunti riguarda solo "la prima fase dei divorzi e delle separazioni conflittuali". Nelle fasi successive la situazione è differente, ma mi riservo, appena avrò il tempo sufficiente di supportare con dei dati la questione, di metterla/o al corrente.
Anche la sentenza di Bologna è illuminante in materia; invito davvero chiunque a leggerla....grazie sentiero, a più tardi.
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Vecchio 11-12-2007, 14.59.51   #25
iulbrinner
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Ecco la preannunciata risposta a sentieroluminoso.
A dimostrazione di come sia facile far apparire attraverso i numeri e le interpretazioni di comodo dei numeri stessi false fotografie della realtà, pubblico il testo di un’interrogazione parlamentare a risposta immediata concernente la legge sull’affido condiviso, dibattuta presso la II^ Commissione della Camera dei Deputati – Giustizia – solo un paio di mesi fa, dove la situazione effettiva sullo stato di applicazione della legge 54 e l’attendibilità di certe statistiche appare nella sua effettiva concretezza, anche attraverso la risposta del Governo:

“II Commissione - Mercoledì 26 settembre 2007
Erminia MAZZONI (UDC) … intende evidenziare come la legge 8 febbraio 2006, n. 54, recante norme sull'affidamento condiviso dei figli nel caso di separazione tra i coniugi, a più di un anno di distanza dalla sua entrata in vigore, risulti ancora scarsamente osservata nei diversi Tribunali.
Interrogazione 5-01503 Mazzoni: Sull'applicazione della legge 8 febbraio 2006, n. 54.
TESTO DELLA RISPOSTA
In risposta all'interrogazione dell'onorevole Mazzoni, relativa all'applicazione dell'affido condiviso di cui alla legge 8 febbraio 2006, n. 54, faccio presente che il Ministro ha già compiuto i necessari passi per avviare una verifica sull'attuazione della nuova normativa.
In particolare, ha dato disposizioni alla Direzione Generale di Statistica di effettuare un monitoraggio sull'affidamento dei figli nell'ambito dei processi di separazione ed ha anche assegnato al Dipartimento per la Giustizia Minorile il compito di provvedere al commento dei dati rilevati.
Una tale rilevazione - che finora sarebbe stata intempestiva e poco significativa, stante l'entrata in vigore della normativa da poco più di un anno - richiede, però, i suoi tempi fisiologici, anche perché, nella fase iniziale, è necessario impostare le modalità informatiche per la raccolta dei nuovi dati nei vari uffici giudiziari.
Peraltro, secondo quanto comunicato dalla Direzione Generale di Statistica, è in corso a cura dell'ISTAT una rilevazione dei procedimenti esauriti di separazione e divorzio, i cui risultati relativi all'anno 2006 dovrebbero essere diffusi a breve.
Inoltre, come comunicato dal Ministero delle Politiche per la Famiglia, anche a livello locale sono state già avviate alcune rilevazioni, a cura, ad esempio, di associazioni di avvocati.
Premesso tutto ciò, interessa evidenziare che il legislatore, nel prevedere l'affidamento condiviso, ha inteso introdurre uno strumento di composizione delle crisi della coppia dei genitori volto a garantire il concreto e specifico interesse dei minori, ma non ha certo ritenuto di indicarlo come l'unico o il migliore.
In questo settore, infatti, e forse ancor più che in altri, è necessario evitare qualsiasi generalizzazione, poiché ogni decisione deve risultare adeguata alla realtà del caso concreto ed ad ogni sua sfaccettatura.
Appare, pertanto, impropria sia la denuncia di «inosservanza» della legge 54/06, sia la richiesta di un'applicazione «omogenea» della stessa e ciò non solo per le considerazioni svolte, ma anche perché, come risulta dall'esame delle raccolte giurisprudenziali, gli uffici giudiziari hanno, comunque, dato un'interpretazione e un'attuazione assolutamente favorevole all'affidamento condiviso.“

…ed ancora, tratto da un’ANSA del 27 settembre:
(ANSA) - ROMA, 27 SET - La responsabile Giustizia dell'Udc Erminia Mazzoni continua ad esprimere perplessita' sul fatto che la legge sull'affido condiviso resti inapplicata nonostante l'assicurazione del ministero della Giustizia…. nonostante la risposta - spiega la parlamentare - permangono perplessita' circa gli effetti della mancata applicazione della legge, che ha il fine di garantire ai figli il diritto di mantenere significativi rapporti con entrambi i genitori''.

Mi sembra che ogni commento sui dati riportati dal Sole 24 ore nel mese di luglio – interpretabili a piacimento come ogni altro dato – sia del tutto superfluo.

Per quanto riguarda il concetto di razionalità/irrazionalità su cui, inoltre, sentiero chiede precisazioni, osservo quanto segue:
Dal concetto di "razionalità" originariamente descritto da Max Weber nella prefazione de "l'Etica protestante e lo spirito del capitalismo" al medesimo e diverso concetto enucleato più recentemente da J. Habermas (Teoria dell'agire comunicativo), il dibattito filosofico (almeno quello di cui sono a conoscenza io) non è, ad oggi, riuscito a formulare un concetto di razionalità e, conseguentemente, di "irrazionalità", universalmente accettato in forma univoca dalla comunità scientifica e depositabile senza riserve nel comune patrimonio linguistico.
Per sottolineare l’ambiguità del concetto, ricordo, inoltre, che è di comune conoscenza come la "razionalità" intesa in un senso psicologistico (razionalizzazione), individui un sistema difensivo dell'ego piuttosto che un valore aggiunto della logica individuale.
Postulando, tuttavia, che un significato accreditato identifichi la "razionalità" come ottimizzazione dei mezzi in vista del fine - accezione che sembra corrispondere in qualche modo anche al comune sentire del termine - rimane del tutto impregiudicata la pluralità dei fini ed, ergo, l'assoluta impossibilità di assolutizzare il concetto come puntuale corrispondenza alla logica astratta.
In altre parole, esistono tante logiche quanti sono i fini da perseguire, i quali non tutti hanno ad oggetto il raggiungimento di risultati pratici ma anche, spesso, di risultati immateriali o psicologici o, se si preferisce, affettivi.
Spero che la bizzarria della risposta corrisponda alle attese di senderoluminoso….

P.S. - per quanto riguarda Condoleeza Rice o Angela Merkel, mi auguro che non vorrai sostenere che queste due donne siano l'unità di misura del genere femminile. Perché in tal caso potrei sentirmi automaticamente un genio, ricordando che Einstein o Pitagora o Von Braun o Beethoven o Bill Gates o Meucci o eccetera eccetera eccetera erano/sono tutti uomini........
iulbrinner is offline  
Vecchio 12-12-2007, 01.24.24   #26
donella
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

[quote=iulbrinner]Nell’avvicinarsi al concetto di maschilismo nevealsole e donella manifestano diverse cose in comune:
la prima è che intervengono entrambe senza avere letto – o quasi – gli altri interventi (donella si è addirittura limitata alla domanda iniziale);
la seconda è che entrambe postulano la sussistenza di una distinzione chiara e fondativa tra i sessi che investe lo stesso “modo di pensare”, ossia un assunto che, se portato alle sue logiche conseguenze, le dovrebbe condurre entrambe a conclusioni completamente diverse sul tema in discussione.

Caro Iul... del quotato sottolineato, perdonami, ma malgrado ogni impegno non riesco a trovargli un senso compiuto.

Tu leggi dentro il pensiero di entrambe.
Io... mi sento autorizzata a parlare solo per me.

Mai pensato (giuro) che in ogni uomo alberghi un maschilista.
Per dirla tutta.... neanche ho avuto grandi spunti, nel reale personale, per domandarmi del "maschilismo". Forse ne ho avuti di più per domandarmi della "crisi del maschio".

Forse per questo avevo visto questa discussione e, semplicemente, non lo vivevo come tema per me "caldo" nè al quale avrei potuto contribuire sentitamente.

Partecipo ad un'altra discussione (quella linkata) ... e mi trovo con incredulità autentica a "sentire" che il contributo femminile è ...neanche "tollerato".... direi proprio "MAL tollerato".... giacchè dei tre uomini che partecipano... tolto l'autore del tema che ha seraficamente posto un interrogativo.... degli altri due che ricordo..... uno (che normalmente mi è anche simpatico) lì riesco a figurarmelo in piedi e di traverso, braccia serrate davanti al torace e sguardo diffidente nel pronunciare un sostanziale "taci femmina, che tu freghi: tu parli per confondere".... e l'altro... bah... l'altro ingaggia un braccio di ferro con me... del tutto estraneo all'argomento di discussione poichè il suo argomento divento IO, ma soprattutto - ritengo - del tutto dimentico del fatto oggettivo che ogni discussione diverrebbe una mostruosa agonia se a tutto il probabile e l'improbabile che già inevitabilmente emergono in ogni tema.... ci si aggiungesse anche tutto il probabile e l'improbabile che ognuno ritenesse di poter arbitrariamente esternare sull'altro (NON sull'argomento, quindi).

Fin qui niente di strano : magari accade in tante discussioni, e il maschilismo non ti viene neanche in mente (e magari c'è, ma neanche te ne avvedi): incontro un intollerante che si urta perchè non osanno la sua tesi o addirittura ne formulo una contraria? MAI MAI MAI pensato che sia un problema di genere piuttosto che di personalità individuale!

La "specialità" della discussione linkata era.... che ne fosse oggetto il "femminile".

Ora, Buon Dio, se il femminile fosse un uovo di zanzara.... beh capirei il consesso di scienziati che, infastidito dal ronzio, schiacciasse la zanzara sotto il vetrino da microscopio e spazientito tuonasse "zitta tu, adesso ti guardo bene io".

Poichè il "femminile" ....dovrebbe essere, invece, il nucleo atavico di una femmina,.... e poichè la femmina è anche dotata di parola, ....e poichè è anche disponibile a mettersi in gioco per cercare di rispondere a quella domanda... ecco là che (parlo per me) quando senti che la tua parola di femmina è equiparata in fastidiosità al ronzio di zanzara e senti che è pronto il vetrino sotto il quale schiacciarti..... poichè - ripeto - si parlava di femminile , il concetto di "maschilismo" d'improvviso illumina anche chi, come me, davvero non lo pensa mai.

TUTTO QUI.

Citazione:
Perché – vedi donella – vedere del maschilismo in chi non la pensa come te e, invece di misurarsi sugli argomenti, starsi a lamentare del fatto che non la pensano come te, non è – a mio avviso – un modo autorevole di affrontare le questioni.
Se, poi, tu ritieni che le questioni al femminile non debbano essere avvalorate con argomenti adeguati ma debbano essere accolte ed accettate in modo acritico, allora l’autorevolezza non c’entra nulla. La validità di una posizione si autogiustificherebbe senza discussioni; una specie di atto di fede dogmatico.

Credo di dover capire che non hai letto la discussione. O almeno cordialmente lo spero (che sia solo che non tu non l'abbia letta), e non per me.

In ogni caso, al di là di questa e di ogni altra discussione, e poichè ti sei molto e volentieri (sembra) intrattenuto sul tema dell'autorevolezza (...sarà un caso?...), non credi che una delle forme più elementarmente eleganti e persuasive di Autorevolezza consista nel dar spazio all'eventuale propria attraverso gli argomenti del proprio ragionare SUL TEMA ....piuttosto che rabberciarne un fumus dispensandone l'inapplicata ricetta in formato tascabile (e fregandosene del TEMA, usato invece come palcoscenico)?

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Vecchio 12-12-2007, 10.09.25   #27
elair85
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Citazione:
Originalmente inviato da leibnicht
Non è vero. Le differenze di genere vanno ben al di là degli organi genitali e le principali, in realtà, riguardano l'organo più nobile, ossia il cervello.

Il cervello: hai conosciuto tutti gli uomini e tutte le donne per poter affermare una cosa del genere? NO, quindi il giorno in cui avrai conosciuto tutti gli uomini e tutte le donne di tutti i tempi allora potrai affermare una cosa del genere... LA PSICOLOGIA, I fantastici libricini di psicologia che TEORIZZANO su cose che non si possono provare (ripeto a meno che per le loro statistiche non analizzino tutti gli uomini e tutte le donne del mondo).. quindi prendere per verità assoluta e universale ciò che si vocifera tra un libro e l' altro... mi sembra alquanto superficiale.


Citazione:
Originalmente inviato da leibnicht
Assurdo ritenere che sia ignorante chi "generalizza". Non avremmo la matematica, nè la fisica, nè ogni altra scienza se non fossero ammesse generalizzazioni.
Esse, infatti, nell'ambito conoscitivo vanno sotto il nome di "regole", "leggi di natura", "norme".
Per quanto concerne l'ambito più bislacco dei fenomeni culturali, in senso antropologico, le generalizzazioni (pregiudizi) ci permettono di orientarci nel mondo, regolare, in qualche modo, le nostre azioni e le nostre attese rispetto a quelle degli altri.
Anche affermare che è ignorante chi adoperi generalizzazioni è una generalizzazione.
Ma ben venga, se proprio la si vuole.
Non è sciocco avere pregiudizi, ma credervi fermamente.

1- L' essere umano non è un' equazione, non va studiato matematicamente.
2- Per orientarsi si usa il proprio cervello e non i pregiudizi o i luoghi comuni
3- E' per colpa dei pregiudizi e del poco sforzo che la gente fa a prensare con la propria testa che il mondo rimane indietro, immerso nella bigottagine, nelle discriminazioni, nei luoghi comuni, e nella poca originalità...Anzichè stare a pensare a come è suddiviso il cervello dell' uomo e quello della donna (OGNUNO HA IL SUO, NON CE N'E'), cosa che non si potrà mai provare concretamente, cominciassero tutti a studiarsi il proprio di cervello...

è forse possibile dire "le donne sono TUTTE comprensive, aperte mentalmente, sensibili, precise, ordinate" come mi è capitato di leggere? No, direi proprio di no, di queste caratteristiche me ne appartiene forse una, dovrei preoccuparmi per caso? eppure potrebbe essere vantaggioso essere visti in un modo "per partito preso", a priori... ma tale affermazione non si può fare senza conoscere ogni singolo individuo...
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Vecchio 13-12-2007, 00.26.08   #28
sentieroluminoso
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Lo stralcio riportato relativo all'interrogazione parlamentare sull'applicazione della legge 54 non aggiunge a mio avviso dati sostanziali, si ipotizza un basso tasso di applicazione ed il ministro disporrà una serie di monitoraggi e rilevazioni. Purtroppo ad oggi a parte i dati Istat pubblicati, con le supposte incongruenze relative all'applicazione in vari stadi dell'iter divorzile, non si sa molto di più. Una riflessione però scaturisce logica da tutto ciò, la legge 54 è stato essenzialmente un passo avanti rispetto alle normative precedenti in materia, che creavano uno sbilanciamento reale nei diritti dei due coniugi, ha sancito il rispetto della bigenitorialità, ha equiparato il diritto/dovere del padre all'educazione dei figli con l'istituzione del tempo condiviso, la legge aveva tra l'altro un effetto retroattivo, dalla sua emanazione si poteva richiedere la revisione delle condizioni di affido, per le separazioni antecedenti di tre anni, dove non sancite già dal divorzio.

Il fatto che ci siano ancora tanti affidamenti esclusivi, lascia riflettere su quanto ancora ci sia da lavorare nel sentire comune, perchè anche a livello culturale, sentimentale ed operativo gli uomini sentano di poter far fronte alla genitorialità totale, quella impegnativa non solo a livello economico, quella che rappresenta per noi donne il maggiore elemento ostativo per la piena realizzazione professionale. Per molti forse torna più comodo versare un assegno mensile, piuttosto che gestire due figli completamente, tre giorni a settimana, due week-end su quattro. Il passaggio da papà bancomat a papà congiunto è ancora un percorso tortuoso, a mio avviso scomodo per molti.

Per quanto invece concerne il principio di razionalizzazione nato da Weber, lo ritengo molto lontano dal significato citaz.brinner: "più corrente e diffuso del termine" razionalità, non è pertinente, la razionalizzazione attiene ad un sistema o un'attività e le pratiche ed accorgimenti per renderli più funzionali, si disquisiva sul maggiore o minore possesso delle qualità razionali riferendosi a persone (maschi o femmine), la presunta irrazionalità della donna nelle tesi precedenti avrebbe dovuto significare una maggiore aderenza ai dati emotivi, interpretazione disomogenea rispetto ai comuni parametri di riferimento. Tuttavia, qualora ci si volesse divertire ad ipotizzare un fanta-linguaggio, io invece interpreterei i processi mentali femminili alla luce della creatività, fantasia, inventiva, genialità ed estro, credo enormemente all’intelligenza femminile (non meno che a quella maschile), ma in questa fanta-accezione il fatto che l'occupazione femminile italiana ammonti allo scarso 45,1% (contro il 57,8% in Francia, il 60,2% in Germania e il 72,8% in Danimarca - dati Eurispes) risulterebbe un danno proprio per i risultati di gestione di cui si parlava.

Questo accade a mio avviso, perchè l'Italia è ancora essenzialmente spaccata a metà, i servizi alla famiglia ed all'infanzia (in ambito pubblico ma anche privato) sono molto carenti e le spese per l'istruzione ed il sostegno all'occupazione sono bassissime. Nei confronti dei paesi europei siamo penultimi seguiti solo da Malta (Fonte Eurostat), in testa alla statistica ci sono i paesi scandinavi, da sempre considerati stati familisti, dove le politiche fiscali sono anche volte al finanziamento della spesa sociale per l'offerta di servizi alla famiglia ed all'infanzia. L'introduzione delle quote rosa lì non è stato come in Italia un passaggio meramente convenzionale, ma l'esigenza di formalizzare una paritaria presenza di fatto nel tessuto sociale ed economico. Di fatto qui i nostri governi (ed i premier uomini) hanno solo convenzionalmente assegnato i soliti ministeri senza portafoglio alle donne, quelli tradizionalmente ritenuti "femminili" (sanità- pari opportunità - talvolta scuola, tra i più importanti ed altri tre marginali su 20).

Anche per le guide femminili degli enti pubblici, regionali (Mercedes Bresso in Piemonte) e cittadini (Rosa Russo Iervolino a Napoli, Letizia Moratti a Milano e Marta Vincenzi a Torino) si tratta di una presenza simbolica, per i consigli comunali, soltanto Torino supera il 20% di presenza femminile, per il resto a Roma e Milano ci sono soltanto 7 donne su 60 consiglieri, mentre a Napoli, addirittura, non c’è nemmeno una donna, sindaco a parte. Detto questo e constatato l'esponenziale incremento delle separazioni e divorzi, del considerevole tasso di famiglie monoparentali, dell'auspicata sempre maggiore applicazione della nuova legge bigenitoriale, è ipotizzabile che tra un po' di tempo anche gli uomini si dovranno preoccupare di conciliare le esigenze familiari con la competizione imposta dal sistema economico, totalmente indifferente al genere sessuale ma che guarda solo ai risultati di gestione ed alla competitività.
sentieroluminoso is offline  
Vecchio 13-12-2007, 17.50.24   #29
iulbrinner
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Non me ne voglia la diretta interessata, ma dal mio punto di vista il modo di procedere argomentativo di sentieroluminoso è uno spaccato ideale e paradigmatico, quasi una dimostrazione di laboratorio, della modalità ideologica di guardare alla realtà, evitando, in tal modo, di osservarla lì dove ci sono cose che non si vogliono vedere.
Proviamo a verificare in che senso.
Io propongo un topic nel quale si discuta del concetto di maschilismo, del suo “eventuale” uso manipolativo finalizzato a sottrarre il mondo femminile a qualunque serio approccio critico (non per fare della ricerca filologica) e lei ci dice che il corretto significato del termine (il restyling del concetto) è il “sessismo”, ignorando bellamente che questo è esattamente l’argomento del topic: ossia l’eventuale utilizzo sessista della parola maschilismo.
Naturalmente per lei ne consegue, come dogma intangibile, che sono le donne ad essere sempre vittime del sessismo, ignorando, ancora, che qui si sta cercando di verificare – o di smentire, con argomenti fondati - la sussistenza del fenomeno contrario.

Qualcuno sostiene che il mondo sarebbe dominato da privilegi al maschile e quando io, contraddicendo questa usuale ed infondata affermazione, invece elenco una serie (solo parziale) di evidenti e conclamati privilegi al femminile – codificati in norme e non codificati – sentieroluminoso emerge sbandierando il sole 24ore per escludere, numeri alla mano, che l’affido dei figli, in caso di separazione, sia ancora largamente esclusivo in favore della madre (con tutte le conseguenze morali, psicologiche e patrimoniali a danno dei padri, che forse molti non conoscono).

Io le faccio notare, documentando la questione con atti istituzionali, che lei si sbaglia e lei che fa…? Ci dice che:
“….Il fatto che ci siano ancora tanti affidamenti esclusivi, lascia riflettere su quanto ancora ci sia da lavorare nel sentire comune, perchè anche a livello culturale, sentimentale ed operativo gli uomini sentano di poter far fronte alla genitorialità totale…”
così continuando ad ignorare, oltre a capovolgere completamente il senso del suo precedente intervento, che la legge 54 è il risultato minimale ottenuto dalle associazioni dei padri separati (e non da quelle delle donne) a seguito di battaglie civili che li vedono impegnate da anni, con risvolti personali anche drammatici per alcuni di loro, contro resistenze culturali ed ideologiche “politicamente corrette” di qualunque tipo.

Io postulo la sussistenza di una diversità di base tra il maschile ed il femminile, fondata su un diverso orientamento alla vita che osserviamo tutti i giorni, e la racchiudo all’interno di una sintesi verbale (razionalità vs irrazionalità, ossia tutto ciò che ho già detto e spiegato) ….e lei che fa?
Comincia a discettare sul significato terminologico dei termini, andando alla ricerca del cavillo semantico come un azzeccagarbugli della parola, ignorando completamente il senso della questione.
Poi, quando proprio non può più fare a meno di continuare ad escluderlo dal suo campo visivo, afferma che:
“…….qualora ci si volesse divertire ad ipotizzare un fanta-linguaggio, io invece interpreterei i processi mentali femminili alla luce della creatività, fantasia, inventiva, genialità ed estro, credo enormemente all’intelligenza femminile……”
arrivando, con un percorso logico che sinceramente non comprendo nella sua traiettoria, dalla critica al concetto di irrazionalità femminile, alle statistiche sull’occupazione lavorativa femminile in Italia, sino alle quote rosa.
Peccato che in questo percorso così accidentato sentieroluminoso abbia omesso di considerare l’elemento della “competitività”, su cui mi ero soffermato in precedenza, nell’analizzare le questioni della partecipazione femminile all’economia ed alla politica. Non posso che invitarla a rileggersi quanto ho già scritto in proposito laddove, uscendo dal labirinto ideologico in cui si è racchiusa, volesse prendere in considerazione un altro punto di vista sull’argomento (non per condividerne il senso, ci mancherebbe, ma per fare almeno finta che non esiste solo un modo – il suo - di guardare alla questione). Poi, ognuno rimanga della sua idea; ma almeno lo sforzo di misurarsi sugli argomenti concreti ed effettivi andrebbe fatto, secondo me.

C’è solo un punto sul quale convergo, seppure con qualche riserva, sulle tesi di sentieroluminoso ed è quello che riguarda “la carenza dei servizi alla famiglia ed all’infanzia”. In questo caso anch’io sostengo che ce ne sarebbe un urgente bisogno, proprio per liberare potenzialità femminili oggi inespresse.
Ma che questo dipenda da un disegno “maschilista” (tanto per rientrare in tema) e non, piuttosto, dalla scarsità cronica di risorse pubbliche in Italia, lo trovo davvero poco sostenibile.

Ringrazio, comunque, sentiero per la dimostrazione assai preziosa di come si possa interpretare la realtà in modo tanto fazioso da risultare, per alcuni, persino convincente.
Basta ignorare ad arte quanto non torna utile.

P.S. – chiedo a donella di pazientare ancora per la risposta che intendo darle (ho talmente poco tempo, causa lavoro), perché ho trovato il suo post particolarmente interessante. A dopo.
iulbrinner is offline  
Vecchio 14-12-2007, 08.27.56   #30
kore
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Riferimento: Cos'e' veramente Il maschilismo?

Volevo dire la mia su un solo punto della lista di privilegi citati da Iul:

Citazione:
l’assoluta negazione di qualsivoglia diritto agli uomini in materia di natalità;

Il diritto in materia di natalità, gli uomini lo hanno gestito malissimo, per questo c'è una legge che tutela le donne. Da cosa?
Esempio pratico: il mio lui vuole un figlio, io non lo voglio, non ancora, e lui lo sa. Un bel giorno PER ERRORE (AH quanti figli non voluti e nati per sbaglio!!!) il preservativo si rompe e magari nessuno se ne accorge. Resto incinta ma voglio abortire perché non ho una casa, non ho un lavoro, non mi sento pronta a fare la mamma, insomma! A quel punto il mio lui si trasforma, pretende questo figlio, non mi concede il permesso di abortire. Io sono costretta a FARGLIELO. Quali pesanti ripercussioni avrà sulla mia vita? Tu dirai, bene, dopo il figlio se lo prende lui. Il figlio a cui, magari, verrà detto un giorno: io ti ho voluto, tua madre no.
Una legge siffatta tutela da questi abusi, da queste violenze, che possono capitare eccome.
Io non permetterò che si ritocchi questa legge, va contro i miei principi di giustizia. Non si constringe qualcuno a diventare genitore contro la sua volontà. Tu mi dirai: ma le donne lo fanno! Le donne se lo portano in grembo, se il padre non vuole il figlio è liberissimo di ignorare la cosa. Volete ritoccare la legge sul test del DNA? Liberissimi. Se c'è un referendum lo voto anche io.
Ma che io debba fungere da incubatrice umana per un figlio che non voglio, sia chiaro, questo mai.
Se passa una simile legge è la volta buona, davvero, che emigro.
kore is offline  

 



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